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Il risveglio


Nathaniel Joseph Claw

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Inviato

« Sfido chiunque a sembrare una persona intelligente dopo vent'anni di carcere! » sbotta divertito.

Madlock vi osserva parlare con interesse, attento a catturare ogni tua parola come se fosse un tesoro.

« Niente di cui preoccuparsi, davvero, mi sento solo un po' debole... » risponde quando interpellato.

Quando ti affacci alla finestra che dà sulla strada, vedi un gruppetto di corpi ammucchiati davanti alla porta intenti a spingersi a vicenda. Dopo un'istante la porta si apre con violenza, sbattendo contro la parete, e tre ragazze cadono con grande slancio sul pavimento della taverna. Mentre si rialzano in piedi, sistemando i lunghi vestiti stracciati inadatti alla giovanile bellezza di chi li indossa, altre due si affacciano dall'uscio. Tre hanno capelli castani sistemati in modo da formare un fagottino raccolto sulla testa, le altre due hanno capelli biondi, una tagliati corti fino ad appena sotto le orecchie, l'altra lunghi lasciati scivolare lungo le forme sinuose fino ai gomiti, comunicando tuttavia un'intensa sensazione di sporco indelebile.

« Vo... vo... volevamo porgere i nostri saluti... » balbetta quella con i capelli biondi corti, tra le risatine sommesse delle compagne. « E ringraziare per aver salvato il nostro villaggio... »

Una delle ragazze con i capelli castani, quella che sembra la più giovane del gruppo, dà una spinta alla fanciulla che ha parlato per prima, facendola arrivare a meno di mezzo metro da te.

« Inoltre la mia amica si chiedeva se poteva fare qualcosa per voi... » schiamazza civettuola, fra le risate generali delle amiche. « Non vorrete mica renderla triste!? »


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Inviato

Ragazze... dolci, semplici e spensierate nonostante quello che hanno appena vissuto...

Sorrido, sollevato per un attimo dalle incombenze e dai pericoli che mi inseguono

Sarebbe un peccato imperdonabile rendere triste una così bella fanciulla... ma un sorriso sarà sufficiente come compenso per il mio operato.

E con un gesto, faccio comparire un piccolo fiore di carta e lo offro alla biondina

Spoiler:  
Mmmmh... domanda. Quanti anni ha il mio personaggio? Io lo immaginavo sui 30-40... ma non avendo controllo sul suo background, dimmi tu.

Comunque: uso prestidigitazione, e per un'ora potrò dilettarmi con questo genere di trucchetti.

Inviato

« ... » la ragazza accanto a te è interdetta. « G... grazie... »

Le sue compagne, dietro di lei, scoppiano a ridere.

« L'avevo detto... » prende la parola la bionda dai capelli lunghi. « Io l'avevo detto che non erano squallidi porci come il... » si interrompe un attimo, trattenendo il respiro e diventando rossa in volto, mentre le amiche continuano a ridacchiare. « Come... come quello dell'altra volta, eh! »

Le due ragazze che finora non hanno parlato picchiettano sulla spalla di quella a cui regalato il fiore, avvisandola che è ora di andare.

« Ma! E ce ne andiamo con un fiore di carta? » chiede un po' stizzita la più giovane. Ti guarda di traverso. « Mai incontrato qualcuno più tirchio di te! »

« Grazie... io... » la fanciulla a cui hai regalato il piccolo oggettino è rossa d'imbarazzo. « È davvero ora di andare... »

In gruppo escono dalla stanza, continuando tutte a ridacchiare tranne la biondina, ancora scossa dal tuo gesto.

« Monachello! Avvisa il tuo superiore che forse c'è qualche demone tra di noi! Mi raccomando! » è l'ultima frase che senti, tra il continuo ridacchiare delle ragazze che si allontanano.

Angwor rimane in silenzio a ticchettare sul tavolo con le dita, poi prende un sorso dal bicchiere.

« Ora si spiegano un bel po' di cose... ecco... ecco... » fissa Madlock, poi distoglie lo sguardo ridacchiando. « No, niente... quanto ci metteranno a trovarci dei cavalli? »

Spoiler:  
L'età nell'intervallo tra 30 e 40 è perfetta, comunque non la puoi determinare con precisione.
Inviato

Spensierate... ma meno ingenue di quanto vogliano far sembrare...

Rimango a guardarle allontanarsi per un po', poi torno a sedermi al tavolo.

Bene, Madlock... sono felice che almeno un punto si sia chiarito. Padre Dorian non è un pessimo elemento, ma sono certo che un po' di distanza da lui non potrà che giovarti...

Guardo Angwor di sottecchi, piegando appena gli angoli della bocca in un accenno di sorriso

Cosa c'è Angwor? Mi sembri pensieroso...

Vado a spillare un secondo bicchiere dal barile poi torno ad affacciarmi alla finestra per vedere che fine ha fatto il mercante con i cavalli

Non male questo vinello...

Inviato

« Padre Dorian... » sussurra Madlock, ancora bianco in volto. « Chissà se ce la farà anche senza di me... il convento non è grande, ma ci sono un sacco di cose da fare e lui ormai è avanti con gli anni... »

Fuori dalla locanda, le ragazze si allontanano, muovendosi verso la bancarella di Glen, ridendo e spintonandosi. Solo la fanciulla a cui hai regalato il fiore rimane un po' in disparte, giocherellando con l'oggettino fra le mani.

« Mi chiedevo... » Angwor ti si avvicina alla finestra, ignorando la tua domanda. « Come pensi di trovare questo tizio che stai cercando? Chiedendo in giro se qualcuno l'ha visto? » sbuffa, poi prende un sorso. « In fondo è solo un nome, se anche qualcuno ti dice di averlo sentito, quante probabilità ci sono che sia proprio quello che cerchi? »

« Possiamo riuscire in qualunque cosa! » interviene dal tavolo Madlock, cercando di ostentare una voce potente ma venendo tradito dalla dura debilitazione. « Con il mio aiuto, Ethan potrà riuscire nel suo compito! »

« Sì, sì... » risponde serio. « Non ho dubbi su questo... ma pensavo che liberare la mia rocca sarebbe davvero un punto di partenza ottimo. Come ti ho già detto, la mia famiglia può annoverare nella sua storia grandi maghi e, se l'usurpatore delle mie terre non è una zucca vuota, avrà lasciato intatta l'antica biblioteca di palazzo, un archivio che contiene di certo un incantesimo in grado di aiutarti! Che ne dici, Ethan? »

Ancora una volta vieni colpito dai profondi cambiamenti dell'uomo con cui sei fuggito dalla Rocciosa: prima è gioviale, spensierato e addirittura quasi fastidioso con la sua accentuata goliardia, un attimo dopo è pensieroso e serio, pronto ad affrontare i problemi con grande attenzione.

Inviato

Certo... è quello che pensavo anche io. Non ho altri modi per trovare quell'uomo, se di un uomo si tratta, e dato che un punto di partenza vale l'altro, tanto vale cominciare da un posto che sia utile ad entrambi.

Sorseggio il vino, tenendo d'occhio la ragazza bionda ma pensando a tutt'altro

Senza contare che questo ci porterà ad avere a che fare con il culto del sangue di Grumdul... e se qualcuno ha le informazioni che cerco, a parte questo Gank, quelli sono loro.

Anche se immagino che non saranno desiderosi di condividerle con me...

Sospiro, posando il bicchiere sul davanzale e appoggiandomici con i gomiti

Inoltre devo pur tenere in considerazione la possibilità di non riottenere i miei ricordi... e in quel caso, avere un amico importante tornerebbe utile, giusto?

Lo guardo con un sorriso triste, e di nuovo poso il mio sguardo sul volto pallido di Madlock

...credo sia il caso ti faccia vedere da un guaritore. Hai una brutta cera, ragazzo. Cosa ti è successo in quel magazzino?

Inviato

« Mi lusinga essere considerato un amico "importante" » sbuffa Angwor, facendo risuonare le proprie parole come una presa in giro verso se stesso. « Ma nessuno, e intendo proprio NESSUNO, può essere un nemico dell'Ordine ed un abitante di Amiedea allo stesso tempo... Quegli uomini sono potenti, hanno l'intera regione nelle loro mani e possono fare ciò che vogliono di chiunque. Prendi me e la mia famiglia: eravamo potenti e rispettati, siamo divenuti di impiccio all'ordine e PUF » muove di scatto le mani davanti al volto. « Siamo spariti! »

Stringe il bicchiere nel pugno.

« Avrò la mia vendetta. Riprenderò la mia rocca. E poi... » sbatte il pugno sul davanzale, per poi passare da serio a giocondo. « E poi si vedrà. Però davvero, ragazzo » si rivolge a Madlock. « Non metti per niente allegria... »

Madlock solleva la testa e vi guarda con un sorriso.

« Mettiamola così: prima di raggiungere un borgo abbastanza grande non possiamo fare niente per me, quindi smettiamo di parlarne e vediamo se un po' di viaggio basta a rimettermi in sesto »

Passano una ventina di minuti, con Angwor che fa sconce allusione a padre Dorian senza che il ragazzo se ne renda conto, impegnato com'è a distogliere l'attenzione dal suo pessimo stato di salute. Un paio di volte ti sembra di scorgere dalla finestra la ragazza dai capelli corti bazzicare nei pressi della taverna, ma la sua fugace figura sparisce prima che tu possa metterla a fuoco. Ad un certo punto la porta si apre ed entrano la donna che vi ha fatto conoscere Glen ed il mercante stesso. I loro occhi sono commossi, segnati da un recente pianto e i volti mostrano una grande soddisfazione. La grossa donna prende qualcosa da dietro di sé e lo spinge davanti a te: una bambina alta meno di un metro, vestita di stracci e con lucenti capelli biondi che le pendono dalla testa con due code asimmetriche. Infilandosi un dito in bocca, si aggrappa alla gamba della madre che, dandole dei piccoli colpettini sulla testa, sembra esortarla a fare qualcosa.

« Gratie... » la piccola si vergogna, pronuncia male i suoni forti. « Gratie, buon signore... »

Mentre la donna tira un forte sospiro di soddisfazione, Glen accarezza la testa della bimba, scompigliandole i capelli.

« È tutto pronto, potete partire quando volete » vi dice il mercante con un'angelica tranquillità. « Grazia ancora... »

Inviato

Non spariti del tutto, a quanto pare. E se davvero questa è l'unica opzione, immagino che qualcuno dovrà occuparsi di liberare Amiedea da un'organizzazione tanto malvagia e...

Quando entrano i paesani, interrompo il mio discorso e ascolto sorridendo la bimba.

Quando ha finito, mi abbasso davanti a lei e le tendo la mano

Ahaha... di niente, piccola! Ma ricordati di ringraziare anche quei due signori là... Sentiamo, come ti chiami?

Inviato

La bambina si ritrae, nascondendosi sotto l'ampia veste della madre.

« Oooh, non essere timida... » sussurra dolce la donna. « Ringrazia i signori... »

« Gratie signori » si sente da sotto la gonna, mentre i timidi movimenti della piccola gonfiano e sgonfiano il vestito in vari punti.

« È tanto timida, sapete... » spiega la madre, tamburellando dove potrebbe essere la figlia. « E comportamenti come quello di quei mostri non aiutano ad aumentare la fiducia negli stranieri... anche se persone come voi rendono il mondo un posto migliore! Il piccolo diavoletto si chiama Flora » cerca invano di farla uscire da sotto la veste. « Ma è troppo timida per salutarvi di persona, quindi mi manda a dirvi che siete i suoi eroi... »

Tutti nella taverna osservano la scena con sollievo misto ad una leggerissima commozione, tuttavia negli occhi di Madlock leggi un accenno di tristezza, mal mascherato dall'indebolimento fisico subito.

Inviato

Haha... va bene, va bene...

Mi rialzo e mi avvio verso la porta

Per noi è arrivato il momento di partire... grazie per la vostra generosità, e nel caso quella gente torni da voi, negate di averci mai aiutati e ditegli da che parte siamo andati.

Non vanno molto per il sottile con chi li ostacola...

Madlock mi preoccupa... non vuole parlare di quello che gli è successo...

Esco e vado a cercare uno degli uomini che stavano con gli incappucciati, intenzionato a rivolgergli qualche domanda.

Inviato

« Buon viaggio » dicono all'unisono la donna e il mercante. « E grazie ancora »

Quando esci, la vita rurale del villaggio sembra aver ripreso il suo normale corso: ci sono bambini che corrono lungo la circonferenza formata dalle baracche e uomini che trasportano carretti contenenti attrezzi. Dando un'occhiata in giro individui subito l'uomo che avevi detto di custodire come prigioniero, affiancato dai due ragazzi. Lo raggiungi rapidamente, con Angwor e Madlock che ti seguono a pochi passi di distanza.

« Abbiamo fatto fuggire gli altri » ti informa uno dei due a guardia del soldato. « Non credo che si faranno mai più vivi »

Il prigioniero, seduto a terra con la schiena appoggiata ad una baracca, ti guarda supplichevole.

« Mi lasci andare... » sembra quasi mettersi a piangere. « Non ho fatto male a nessuno, non so neanche perché mi hanno portato qui! La prego, non mi uccida... »

Inviato

Dipende molto dalle risposte che saprai darmi...

...poveraccio, è evidente che non si tratta di un soldato di professione. Chissà da dove lo hanno preso quegli stregoni...

Cosa sai sui tizi incappucciati che servivi? Come si chiamavano, e come sei finito sotto il loro comando?

Inviato

L'uomo è terrorizzato, evita di incrociare il tuo sguardo e ad ogni parola che pronunci trema.

« Io non so niente! » grida, poi cerca di parlare con tono più basso. « Ero solo un servo, mi occupavo delle pulizie. Poi mi hanno detto che mi liberavano se li aiutavo, e allora ho accettato perché volevo essere un uomo libero... non sapevo cosa volevano fare! »

Uno dei due ragazzi lo guarda schifato, poi si rivolge a te: « Hanno raccontato tutti questa storia, non c'è modo di farli parlare... »

« Ma io... io sono sincero! » il terrore riempie gli occhi del prigioniero. « Non ho nulla da dire, non potete uccidermi per questo! »

Inviato

Ump... a quanto pare non ne caveremo proprio nulla. Dovrei parlare direttamente con uno degli stregoni incappucciati...

Ti voglio credere... fila, e non farti più vedere da queste parti!

E detto questo gli volto le spalle e mi dirigo al limitare del villaggio, dove saluto per l'ultima volta la piccola comunità di contadini.

Dopo essermi congedato dagli abitanti del villaggio, monto a cavallo e mi allontano con Madlock e Angwor

Bha... non è stato un gran successo come interrogatorio. La prossima volta cercherò di prendere vivo uno dei cultisti...

Angwor, da che parte per la tua rocca?

Inviato

A salutarti trovi praticamente tutto il villaggio, di cui riesci a riconoscere solo Glen, Flora con sua madre e il gruppetto di ragazze dalle intenzioni piuttosto esplicite, tuttavia non vedi da nessuna parte la fanciulla dai capelli corti. Quando ormai hai dato un centinaio di metri al limitare del piccolo borgo, ti sembra di scorgerla in prima fila intenta a salutarti, ma non puoi neanche essere certo che sia lei.

Negli occhi di Angwor puoi leggere un crescente desiderio di azione.

« Se la memoria non m'inganna, entro tre giorni di viaggio dovremmo raggiungere una strada maestra » neanche lui sembra certo delle sue parole. « Percorrendola potremmo arrivare entro una settimana da adesso »

Madlock continua a mostrare segni di una forte debilitazione, ma il colorito si fa man mano più vivace, facendo presagire un netto miglioramento.

Spoiler:  
Se mi dai l'okay, mando avanti veloce fino all'arrivo (o fino all'inevitabile morte del gruppo per mano di un branco di ankheg, dipende). Dimmi se ci sono particolari domande che vuoi fare ai due durante il viaggio, così ti do le risposte.
Inviato

Spoiler:  
Allora: durante il viaggio, quando ci accampiamo per dormire, lancio Allarme per evitare possibili pericoli.

Lancio individuazione del magico e del Veleno su Madlock (preferibilmente senza che se ne accorga per non farlo preoccupare) e guardo se ha aure magiche addosso. Idem su Angwor.

Se Madlock continua a sembrare strano, e ci sono paesi o cittadine lungo il percorso, propongo di cercargli un guaritore.

Cerco con tatto di farmi dire da lui cosa gli sia successo nel magazzino.

Chiedo ad Angwor se non abbia un libro degli incantesimi, come tutti i maghi.

Mi faccio raccontare la storia della loro vita... e da Angwor, anche cosa dobbiamo aspettarci dalla sua rocca. Se ha in mente un piano per riprendersela (che può variare dal "entriamo e li uccidiamo tutti", al "portiamo il popolo dalla nostra parte, dato che sono il legittimo signore", al "entriamo furtivamente e li sgozziamo nel sonno"...), etc. etc.

In ogni agglomerato urbano che incontriamo, chiedo di Gank.

Per il resto, andiamo pure fino agli Ankheg!! :lol:

Inviato

Per i primi quattro giorni di viaggio non incrociate né una città né un accampamento e, quando Angwor capisce che ti stai chiedendo perché la regione sembri vuota, ti spiega che la maggior parte della popolazione è concentrata nella capitale, Humbertale, situata dall'altra parte della Rocciosa rispetto al lato da cui siete fuggiti, e che più ci si allontana da essa più i centri abitati sono rari. Nonostante il mancato contatto con la civiltà, il cammino procede tranquillo, allietato dall'ottimo clima e dall'ambiente incontaminato: la temperatura è sempre ottimale e persino quando il sole è alto nel cielo si può procedere senza fatica; la natura che ti circonda per tutto il viaggio ti trasmette un senso di tranquillità e calma. Il prato va sempre più diradandosi, lasciando posto ad un terreno più brullo e arido, ma gli sporadici appezzamenti di aree boschive rendono il paesaggio piuttosto pittoresco. Qua e là il territorio è cosparso di piccoli laghetti che utilizzate come punti per accamparvi.

Il lancio di Individuazione del Magico su Madlock rivela una debole aura di necromanzia, ma già la mattina del secondo giorno di viaggio non riporta più alcun segno di debilitazione, spiegandoti che è bastata una preghiera per ottenere l'aiuto degli dei e guarire la malattia che lo affliggeva. Senza nasconderti nulla, ti spiega che l'incantatore l'aveva bersagliato con una maledizione, ma aveva intuito subito che non era nulla di grave.

Angwor è spiazzato dalla tua domanda e cerca di eluderla dicendoti brevemente che, mentre i suoi avi erano "maghi" nel vero senso della parola, lui ha preferito avvicinarsi alle arti magiche in una maniera meno ortodossa, addestrandosi allo stesso tempo al combattimento. Della sua vita ti racconta in particolare momenti precisi della sua infanzia, come quando ha scoperto il padre a studiare un incantesimo per scrutare sotto i vestiti delle servette e si è fatto aumentare la paghetta settimanale per non rivelarlo alla madre oppure quando inconsapevolmente ha venduto i suoi cugini ad una setta di schiavisti e tutta la famiglia si è dovuta mobilitare per rimediare all'errore. Tuttavia rimane molto vago quando si tratta di dover descrivere le persone e non traccia mai un quadro completo delle personalità del padre, della madre o di nessun'altro della famiglia. Ti racconta che ha vissuto spensieratamente fino alla maggiore età, quando è avvenuto il tragico evento.

Madlock non ha molto da dirti sulla sua vita, ma il poco che può te lo racconta con grande passione e coinvolgimento, desideroso di entrare in contatto con te. Nato senza padre da una donna del villaggio che avete salvato, è stato preso in custodia da padre Dorian quando la madre non ha più potuto badare a lui perché uccisa da una malattia che il monaco ha definito come "maledizione finale del demonio". Negli anni ha studiato assieme al suo protettore come incanalare l'energia divina e come sfruttare il potere delle preghiere, dedicando però molto tempo alla cura del fornito orto del convento. Con il tempo si è reso conto di assomigliare parecchio a padre Dorian, ricevendo una spiegazione che l'ha sempre soddisfatto: "chi venera il bene assume più o meno il volto del bene". La parte che però ti narra con più entusiasmo è quella riguardante il suo culto: la venerazione di Ehlonna, la dea che riporterà l'armonia nel mondo. Tuttavia il suo sembra più il blaterare di un esaltato che il catechismo di un religioso (ti fa conoscere Elhonna come divinità della natura, regolatrice del circolo della vita e dispensatrice di equità).

Angwor ti dice che non ha idea di cosa potrete trovare e che prima di pensare un piano vuole studiare bene la situazione dall'interno.

Dopo quattro giorni raggiungete la strada maestra (poco più di un percorso di brecciolino, che però risalta molto nel terreno brullo che attraversa) a cui il tuo compagno aveva accennato e, dopo un giorno di cammino lungo di essa, incrociate una cittadina proprio lungo il tragitto. Quando la intravedete all'orizzonte decidete di tirare dritto fino a raggiungerla per riposare su di un comodo letto e, quando arrivate alle porte della città, siete letteralmente stanchi morti. Ormai si è fatta sera inoltrata e un uomo grassoccio armato di lancia siede dietro ad una guardiola, fermandoti all'entrata con fare annoiato. Alle sue spalle una cinta muraria circolare circonda un centro abitato che aumenta di altezza man mano che ci si avvicina al punto centrale.

« Identificatevi viaggiatori » dice sbadigliando, quasi senza guardarvi. « Siete alle porte della Città Bianca. Non sono ammessi vagabondi ed errabondi, è richiesta una tassa di due monete d'oro a testa per entrare »

Inviato

Fortuna che a quanto pare avevo tenuto da parte qualcosa, prima di finire in quella tanica della prigione...

Stremato dal viaggio, grugnisco un assenso e allungo le monete richieste dalla guardia

Saprebbe consigliarci una locanda economica, ma decente, in città?

Spoiler:  
Pago 6 mo...
Inviato

« Il prezzo di entrata nella città comprende il pernottamento e i pasti correlati » la guardia ripete come se fosse una filastrocca. « Le locande sono contraddistinte da un segnale raffigurante un boccale. Vi auguro un buon soggiorno »

Superata la distratta guardia mentre sta ancora blaterando qualcosa che non riesci a capire perché cade a dormire a metà della frase, vi incamminate in quella che deve essere la strada principale della Città Bianca: puoi vedere che prosegue dritta fino alla porta sul versante opposto. Capire il perché del nome è immediato: tutti gli edifici, alla luce delle lanterne affisse alle pareti, risplendono di un bianco puro e intatto, assolutamente privo di imperfezioni. Proprio quando Madlock sta per cadere da cavallo per la stanchezza, un uomo vestito abbastanza elegantemente vi accoglie.

« Sembrate molto stanchi » quando parla si liscia con le mani il tessuto rosso di una specie di bavaglio che porta al collo, sopra una giacca arancione rigonfia sulla vita. « Venite, ci penso io. Stalliere, i cavalli dei signori! »

La tua vista è offuscata dalla stanchezza e quasi non riesci a ribattere, mentre un ragazzo di appena quindici anni vi porta via i cavalli per portarli all'interno di una stalla proprio accanto alla locanda in cui vi fa entrare l'uomo elegante. Freneticamente, vi mette a sedere su un divanetto rosso dalle rifiniture dorate, in una sala d'attesa in cui domina un grande tappeto decorato che occupa l'intero pavimento. Prendendo delle cartelline da un archivio a cellette, legge in fretta qualche riga e poi vi porta tre chiavi, ognuna contraddistinta nel colore da una diversa sfumatura del viola.

« Secondo piano, stanze 3, 4 e 5 » la voce dell'uomo è troppo squillante per le tue orecchie, Angwor sembra del tuo stesso parere nel portare le mani alle tempie per massaggiarle. « A che ora volete essere svegliati? Inoltre mi rincresce moltissimo, ma l'attuale situazione richiede un controllo di prima mattina, ma quasi non ve ne accorgerete: faremo tutto prima della vostra partenza. Benvenuti nella Città Bianca »

Inviato

Trascinato dall'irruenza dell'uomo, e stanco per il viaggio, non ho la possibilità ne la voglia di oppormi, e con già la chiave della stanza in mano balbetto poche parole.

Si... uhmm... grazie. La sveglia un'ora dopo l'alba, per cortesia.

Un... un controllo?

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