“Ezas eshna gech ahilee. Il mondo è mutato. Han mathon ne nen. Lo sussurrano i venti che soffiano dal Nord, ora più impetuosi che mai. Anha vazhak yeraan thirat. Lo cantano i bardi, da troppo tempo in attesa di un eroe. A han noston ned 'wilith. Lo gorgogliano le profondità degli abissi, dimora di creature arse dall’odio. Molto di ciò che era si è corrotto, come la lama più tagliente abbandonata in uno stagno, perché tutti coloro che ne portavano memoria ora sono morti. Un altro mondo. Un a