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Capitolo Cinque - Semi della distruzione, Parte 1 - L'Anello


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Celeste Borealis(Umana Elocatrice)

Sarebbe peggio se avesse la consapevolezza di ciò che sta indossando se me la descrivete come una bambina instabile. Sopratutto ora che è in conflitto aperto per tenersi quell'anello. Il rischio di una distruzione planare non vale minimamente il prezzo di una riabilitazione mentale per una litch impazzita. Se solo allora avessimo saputo quali erano i nostri veri nemici durante la Xorvintaal.. Avremmo potuto salvare così tante vite.. La Borealis non espresse altro riguardo alla questione sulla moralità di Chau.. Rimaneva ancora una finestra socchiusa, ma per aprirla avrebbero avuto bisogno di quelle "prove" e prima dovevano farsi largo per il castello. Anche il suo non interferire non fu molto apprezzato.. Tipico comportamento dei peggiori felinidi neutrali e menefreghisti della storia di Arth.. Magari dopo che avremo risolto la faccenda potremo capire se possiamo aiutare loro.. Disse ai compagni riferendosi ai bambolotti di carne e pezza.. Ma ora.. Sì Gunnar.. Direi che possiamo provare a prendere la porta rimanente.. Al momento non avrei risorse particolari se non quelle di cui già dispongo.. E principalmente sono legate al potenziamento fisico personale.. Quindi.. Sophia, Bainzu, Osymannoch oppure te Maxillium.. Avete qualche soluzione alternativa?

DM

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Maxillium Nairdal

"Una lich in possesso di un artefatto con la mentalità di un'adolescente... Folgori divine..." il cacciatore si passò stancamente una mano sul viso, per poi sospirare quando Mortec Chau concluse il suo discorso "Grazie mille per le informazioni sir Mortec. Speriamo di trovare le prove che servano per convincerla...

La faccenda delle bambole zombie non lo sorprese, anche se non diminuì l'inquietudine che esse provocavano "Chissà se sconfiggendo Baneliness queste bambole scomparirebbero..." pensò prima di rivolgersi ai suoi compagni "Sembra che sia rimasta solo quell'ultima porta da esaminare, quindi concordo con voi. Per quanto riguarda preparazione..." fece una pausa, pensieroso "Non ho niente per proteggerci, purtroppo" ammise con una smorfia di scuse al resto dei Guardiani.

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Osymannoch l’Inatteso

Ascoltò in silenzio le parole dell “alienista” ( non nel senso del Reame Remoto) per descrivere la lich. Inclinò la testa, preso dalla curiosità. <<Vi ringrazio, cerusico della mente. Sarei assai curioso di parlare con voi di questo curioso argomento, i labirinti della mente sono per me un pensiero assai lontano.>> osservò poi gli altri, riflettendo su quanto chiesto da Celeste.

<<Non ho alcuna difesa, se non qualcosa per potenziare le armature esistenti a…due persone: è inutile che usi questo potere su di me.>>

@master

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Sophia Zhuge

La giovane Zhuge non aggiunse nulla alla conversazione con Mortec, il quale sembrava davvero convinto del suo operato e della sua missione. Tuttavia questa fermezza da parte dell'uomo le faceva pensare che di base ci fossero dei motivi personali, anche solo di compiacimento e vanto. 

Va bene, diamo un'occhiata dietro un'altra porta.

Come protezioni...io in questa forma ho un effetto abbastanza utile, anche se magari non propriamente decisivo. disse infine, cercando di pensare se ci fossero ulteriori accorgimenti che potevano prendere...senza però giungere ad alcuna conclusione.

@DM

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DM

Dopo che Mortec Chau rivolse un cenno d’assenso a Osymannoch, il sestetto (con tigre) si allontanò per decidere il da farsi. Una delle rare occasioni per la quale tutti i Guardiani Planari fossero d’accordo su un punto era quello riguardante la grande porta con le incisioni che avevano trovato una volta scesi dalla Fauce. Tutti i membri dell’Assemblea erano infatti convinti che essa celasse temibili rischi e pericoli mortali, se non altro per i toni delle incisioni e il luogo in cui esso sorgeva. Non avendo però intenzione di raggiungere subito la parte opposta del lago sotterraneo, decisero di intraprendere la via più sinistra. La prudenza con la quale essi si approcciarono fu quindi più che giustificata, sebbene bastò appena un tocco di mano affinchè la porta si sollevasse, scivolando verso l’alto come se una mano invisibile l’avesse afferrata dallo stipite. Oltre ad esso però non si trovavano palle di fuoco in attesa, assassini pronti a sgozzare o altri assalti in grande stile, bensì un semplice corridoio costituito dalla stessa pietra nera che terminava con un’altra lastra di pietra. Quando anche Osymannoch, ultimo della fila, oltrepassò la soglia, essa ridiscese dietro di lui.

Una nuova iscrizione attese i sei viaggiatori (e la tigre) quando essi giunsero al termine dell’anonimo corridoio “Colui che teme di affrontare il tormento non riceverà mai la mia grazia. Colui che cerca riparo dalla mia collera, venga da essa bruciato”. Al tocco di Gunnar, essa si sollevò come la precedente, lasciando intravedere ben poco. La stanza che si presentava loro era immersa nel buio, sebbene barlumi di riflessi interni lasciassero presagire che vi fossero delle superfici riflettenti. La vera sorpresa avvenne quando il possente combattente orso mise piede nella stanza. Con un sibilo da brivido, la porta calò come una tagliola di pietra, cogliendo di sorpresa i Guardiani e separando essi dal loro compagno. Gunnar era rimasto chiuso da solo all’interno della stanza.

X tutti tranne Gunnar

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X Gunnar

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La grande lastra di pietra che aveva diviso i Guardiani si sollevò, permettendo al resto del gruppo di ricongiungersi con Gunnar. Egli si trovava dall’altra parte della piccola stanza con il tetto a cupola in cui una forte luce intermittente si alternava ogni sei secondi, abbagliante come il sole, prima di far tornare il buio. Gunnar sembrava aver sfondato un grosso muro di pietra che separava il fondo di quella bizzarra prova alla porta che ne rappresentava la riuscita, i detriti sparsi nei più remoti angoli della stanza, tale era stata la forza del suo urto. A quanto pare ciò era stato sufficiente a concedere la riunione del gruppo. La prima stanza di quello strano corridoio era stata dunque superata senza alcun problema, ma solo un grande spavento. I Guardiani però potevano trarre da ciò molte informazioni sul funzionamento dei meccanismi in quell’area e prepararsi di conseguenza.

La preparazione sarebbe stata necessaria anche per proseguire. La nuova porta non sembrava meno intimidatoria della precedente, anzi il contrario a giudicare dalla sua incisione che recitava “Coloro che giungono nudi e gioiosi possono entrare alla presenza del Fuoco. Maledetti siano invece coloro che cercano rifugio nelle cose materiali”. La prima differenza con la prova precedente fu presto chiara: al primo tentativo di toccarla, la porta non si sollevò nemmeno di un centimetro.

X tutti

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Gunnar Artigli di Sangue

Dopo un iniziale attimo di panico, la violenza giunse, ancora una volta, in suo soccorso. Sempre detto io.. Sentì commentare la solita voce.

Quando si riunì con gli altri Guardiani, li accolse con un sorriso. Proseguiamo? Domandò spazzandosi via dai vestiti i residui del muro sfondato e muovendosi verso la porta successiva.

Bene. Commentò leggendo l'iscrizione. A quanto pare è necessario togliersi tutto l'equipaggiamento per proseguire.. si grattò il mento pensieroso ..io ho una buona resistenza in caso il "Fuoco" mi colpisca, ma forse qualcuno di voi può ovviare al problema cambiando forma? Domandò agli altri. Bainzu? Sophia?

@DM

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Maxillium Nairdal

Sembrava che tutte le porte in quel punto della Fauce fossero pensate per spiazzare, in un modo o nell'altro, chi ci entrava: in una un lago oscuro con aria marcescente, un'altra che sembrava una sala giochi per bambini, ed infine questa che sembrava promettere sangue, morte e lacrime, cominciava con un semplice corridoio. "Ah Dannazione..." borbottò Maxillium alla vista di quello che (non) li aspettava "Finora tutte le minacce che abbiamo incontrato ci sono sempre venute addosso... più o meno. Andare a cercarcele mi sembra quasi surreale..." disse ironicamente mentre teneva sotto stretto controllo l'inquietudine ed esaminava attentamente dove stavano andando. Non si sorprese quando la porta alle loro spalle si chiuse "Ovviamente..." ed osservò Gunnar mentre toccava la nuova porta... prima che questa scendesse come una ghigliottina, separando il combattente orso dal resto del gruppo "Gunnar!" esclamò il cacciatore sorpreso. Tentò di smuovere l'ostacolo, ma quello era inamovibile, rifiutando di muoversi "Folgori!" imprecò Maxillium mentre cercava con gli occhi potenziati dal suo nuovo potere arcano una soluzione, ma nulla. 

Pochi istanti dopo, però ci fu un forte rumore e la porta si aprì, rivelando un Gunnar illeso e circondato da detriti "Per fortuna stai bene... È successo qualcosa in quella stanza?" domandò, per poi rivolgersi al secondo ostacolo e la relativa iscrizione "Sembra proprio che si debba proseguire spogli di tutto... Io non posso farci nulla, purtroppo... Procedete con cautela" disse rivolto a Sophia e Bainzu.

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Sophia Zhuge

Direi che diventare un elementale possa rendersi utile... disse in risposta alla domanda di Max, per poi cambiare aspetto in pochi istanti e trasformarsi appunto in elementale.

L'unica cosa che mi lascia perplessa è come faremo a tornare indietro se ogni volta le porte dietro di noi si chiudono... disse prima di toccare la porta.

@DM

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Bainzu Doddore

Questa nuova sfida costituita da porte che si aprono e chiudono senza alcun controllo da parte loro lascia il druido spiazzato: magia o tecnologia che sia, l'idea di non poter far altro che subirne gli effetti è spiazzante, benché Gunnar abbia dimostrato con la prima, una certa vulnerabilità alla forza bruta. Visto che Sophia si fa avanti prima di lui, Bainzu si limita ad avvicinarsi mormorando Mi tengo pronto dietro di te. Se qualcosa va storto, pensa prima di tutto a te stessa. 

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Celeste Borealis(Umana Elocatrice)

Un momento di sincera ed estrema preoccupazione colse la Borealis. Gunnar! Gridò in contemporanea con Maxillium cercando di forzare l'ostacolo ad aprirsi assieme a lui, per poi cercare prenderlo a spallate per sfondarlo dal lato opposto. No no no no! Coraggio cerchiamo di.. Di.. Gunnar si presentò dal lato opposto, incolume. Oh.. Sei a posto.. Disse con un misto di sorpresa e fiacchezza.. Ottimo. Proseguiamo. La stanza in cui era stato proiettato il guerriero orso era singolare.. Ma chiaramente non era stata progettata per impedire il percorso dei viventi. Sembra una trappola per i vampiri questa o sbaglio? Che qui dietro Baneliness accogliesse solo i più forti e meritevoli? Si chiese.. 

La stanza successiva era invece ancora più indecifrabile.. Perchè? Che cosa sappiamo dei vampiri che diventano eletti? Chiese osservando quelle fiamme divampare e rileggendo le iscrizioni. Sophia sei sicura che basti cambiare forma? Forse dovremmo prendere alla lettera l'incisione.. Se dovesse portarti di là non avremo modo di raggiungerti ho timore..  

X DM

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DM

L’incisione sulla parete fu presa molto sul serio da parte dei sei viaggiatori (con tigre), i quali non faticarono a ragionare sul fatto che la nudità richiesta per proseguire fosse da prendere in senso letterale. Reduce dalla prima stanza, Gunnar aveva ancora in corpo parecchia adrenalina, tuttavia si trattenne per sentire i pareri e le opinioni dei personaggi che potevano proteggersi dal fuoco anche senza dover indossare anelli o altri orpelli magici ad hoc. Maxillium fece spallucce: i suoi allenamenti nell’aldilà lo avevano sì ricostruito come un promettente arcanista, ma lo avevano anche reso molto dipendente dai suoi fidati pugnali, oltre che dalla propria borsa conservante. Bainzu soppesò velocemente quanto la sua pelle raggrinzita e le sue vene varicose esposte all’aria avrebbero potuto portare terrore nel cuore dei propri compagni, ma fu anticipato da Sophia, la quale si propose di entrare sotto forma di elementale del fuoco.

La strategia della mezza-ninfa era furba e sbarazzina, nel pieno stile di Radura Arcobaleno. Uno degli insegnamenti che ella aveva appreso era quello di non tentare di aggredire di pura forza la magia nemica, ma di tentare di aggirarla. Questa tradizione ben si coniugava con quella di folletti e spiritelli, che con le proprie illusioni erano sempre in grado di tenere a distanza i curiosi dal loro territorio, salvo coloro che si dimostravano particolarmente avvenenti. Nondimeno, come sua madre le aveva sempre detto, nemmeno nei suoi momenti di maggiore apertura la sua casa a Scogliera Argento avrebbe potuto competere con la Lagocristallo in cui era nata, dove la promiscuità, la lussuria e l’eugenetica si erano unite per creare una dinastia fuori del comune.

In quel momento però i membri dell’Assemblea non dovevano preoccuparsi tanto delle loro parti anatomiche create per la riproduzione, bensì della loro incolumità e di come proseguire. Sophia assunse la forma di elementale del fuoco, avviluppandosi in fiamme che inglobarono il suo equipaggiamento. Una forma ideale per fronteggiare qualunque ambiente caldo e a cui ella fece seguire una decisa manata verso la porta d’ingresso con le incisioni e…

Non accadde nulla. La porta rimase immobile come molti suoi simili sul piano di Arth.

Sophia attese qualche secondo, forse c’era un meccanismo di lettura lento? La magia era buggata? Il server del Velo si stava riavviando? No, a quanto pare la porta non sembrava schiodarsi dalla sua posizione. I Guardiani Planari erano nella stessa situazione, con l’unica differenza di poter avere una comoda fonte di calore qualora avessero sentito freddo. Un problema che tuttavia Osymannoch dubitava avrebbe avuto.

X tutti

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Bainzu Doddore

Mi sa che abbiamo sbagliato. Commenta repentino il druido guardando la porta rimanere immobile al tentativo di Sophia. Ma dove? La forma? Il mezzo? Continua rivolto più a sé stesso che agli altri, facendo lavorare il cervello nel tentativo di trovare una soluzione. Alla fine, si rassegna a partire con l'idea più sciocca che gli viene in mente. Nudi e gioiosi.. dice valutando la tigre, poi scrolla le spalle e comincia a rimuovere tutti gli oggetti che indossa, mentre la forma cambia in quella, già usata in precedenza, di un ombra spettrale. Una fortuna, invero, che la forma scelta avesse ben poco da mettere in mostra che l'imbarazzo avrebbe voluto nascondere. Bene, proviamo con questa e poi chissà borbotta rauco agli altri, spingendo la magra pila dei suoi beni materiali verso gli altri. Tenetemeli d'occhio, va bene? Vediamo di provare qualcosa di diverso. Vicina stai, quello che faccio io fai. Aggiunge in druidico rivolto alla tigre. 

@dm

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Maxillium Nairdal

"Sembra che ci sia un sistema abbastanza rigido" commentò Maxillium quando l'azione di Sophia fallì. Stava per cominciare a rimuoversi lui i vestiti, ma Bainzu lo precedette e si trasformò in ombra per poi avvicinarsi alla porta "Stai attento, non sappiamo cosa ci può essere dietro" disse prendendo in custodia i suoi oggetti.

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DM

Bainzu non potè non provare un certo imbarazzo quando espose le sue grinzose natiche al vento, sotto lo sguardo dei suoi compagni. Un tempo quelle chiappette gli erano valse l’ammirazione di molte donne, compresa colei con cui aveva messo su famiglia… una numerosa famiglia. Ora di tale vanto rimaneva ormai un pallido ricordo, che egli fu lieto di nascondere in una trasformazione magica che lo rese una sinuosa e sinistra ombra, un eco della vita di una creatura divorata dall’oscurità, della quale però il protettore della natura aveva assunto esclusivamente l’aspetto. Dopo aver affidato i suoi beni ai suoi compagni, egli toccò la porta (o per dire bene la sfiorò con il suo tocco incorporeo).

La reazione della porta fu semplice: ella si sollevò permettendo l’ingresso del druido al suo interno. Ma sebbene ciò stupì fino a un certo punto il gruppo, che dovette riconobbere la semplicità della richiesta, un dettaglio importante fu presto noto a tutti: anche a Pisittu, che non aveva abitudini a indossare oggetti, era stato concesso l’ingresso.

X tutti tranne Bainzu

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X Bainzu

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X tutti

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Bainzu Doddore

@dentro la stanza

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@dm

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Celeste Borealis(Umana Elocatrice)

Il tentativo di Sophia fu poco fruttuoso, mentre quello di Bainzu che prese alla lettera l'intestazione fece aprire subito il portone. Euuuhhh.. Non ci fu molto da commentare, se non che la Borealis portò una mano davanti al viso e gli occhi per distogliere imbarazzata la visuale sul druido.. Le raccomandazioni di Maxillium sarebbero dovute bastare per forza in quel tipo di frangente, sperando che non vi fossero pericoli di natura ben maggiore, però fosse servito, almeno ora conoscevano come aprire quel portone. Ora aspettiamo immagino.. Disse l'elocatrice stringendosi al proprio cappotto blu. 

La novità giunse per mezzo della telepatia, grazie alla quale Bainzu fu in grado di comunicare qualcosa al gruppo.. Celeste osservò in attesa gli altri Guardiani, poiché lei non aveva mezzi con cui rispondere.. 

X DM

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Gunnar Artigli di Sangue

Dopo un fallimentare primo tentativo, Bainzu riuscì ad entrare nella stanza successiva insieme a Pisittu. Fai attenzione. Riuscì a dirgli prima di vederlo sparire dietro la lastra di pietra.

@Fuori dalla stanza:

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DM

La scoperta di poter comunicare liberamente con Bainzu, seppur tramite la telepatia, fu una notizia che innalzò il morale dei Guardiani Planari, i quali ascoltarono con attenzione le parole del druido e fecero partire le loro considerazioni. La situazione migliorò ancora di più quando Gunnar esultò, scoprendo che la sua magia gli permetteva di vedere oltre la porta e permise a tutti di sapere che cosa si trovava oltre la soglia.

Tra i fumi e il vapore generati, era possibile notare come la nuova stanza fosse un lungo corridoio, le cui pareti erano inclinate in modo da ricongiungersi al centro, dando a quell’ambiente una forma triangolare nel suo tetto a punta. Se il soffitto era inconsueto, l’attraversamento non era da meno: una stretta passerella di pietre percorreva la stanza, circondata da entrambi i lati da lava incandescente. In fondo alla stanza si trovava una porta simile a quella da cui erano entrati.

Bainzu sembrava intento ad avere con dei piccoli oggetti, non più grandi della mano di un bambino. Tali oggetti erano nove, costituiti da quello che sembrava adamantio ed entrambi con un foro di entrata e un spuntone di uscita all’estremità. Questi fori e spuntoni erano connettibili tra di loro, quindi ogni oggetto era accoppiabile con un altro (ma solo uno). Tuttavia le “prese” erano tutte uguali e non si poteva escludere nessuna delle numerose combinazioni possibili. I nove oggetti rappresentati erano:

-un oggetto formato di solito in laterizio, in forma di parallelepipedo, usato nella costruzione di murature.

-un corto bastone attraverso il quale gli incantatori incanalano la propria magia

- lo strumento utilizzato per dipingere o, a volte, per scrivere, e in generale per stendere sostanze liquide o viscose su una superficie

-un oggetto formato da una serie di anelli passanti l’uno dentro l’altro

-un ramo rimondo, di cui ci si serve di solito impugnandolo

-un cetaceo di taglia gigantesca

-un’arma a getto scagliata con l’arco o la balestra, spesso usata in espressioni relative a un senso di rapidità fulminea

-un mezzo di trasporto concepito per lo spostamento di merci, persone o fini bellici marittimi

 -l’organo principale del sistema nervoso centrale, presente nei vertebrati e in tutti gli animali a simmetria bilaterale, compreso l’uomo

A quanto pareva Bainzu aveva trasformato sé stesso e Pisittu in efreeti. Geni malvagi nativi del Piano Elementale del Fuoco, questi esseri erano soliti concedere assai raramente i propri desideri, e quando lo facevano non era sempre a vantaggio di chi ne usufruiva. Nondimeno la trasformazione, come il druido potè notare, riuscì a calmare i nervi di Pisittu che sembrava particolarmente agitata. La ragione di tale spavento e timore nella tigre era tuttavia giustificato: ella era morta proprio tra le fiamme del Piano Elementale del Fuoco e l’eccessivo calore della lava sembrava aver scatenato in lei terribili ricordi.

Insistendo con la pazienza che aveva sviluppato nel crescerla, e facendo leva sulla semplicità di ciò che le aveva chiesto, Pisittu afferrò la figura del ramo rimondo, mentre Bainzu quella cetaceo gigantesco. Tuttavia, se Bainzu si aspettava teletrasporti o altre manifestazioni di potere, esse non si verificarono. Druido e tigre disponevano entrambi di un pezzo tra le mani, ma essi non compirono nulla.

X tutti

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Gunnar Artigli di Sangue

E pensare che Liz aveva riso quando avevo acquistato questa pietra.. Il barbaro sorrise mentre cominciò a spiegare ai compagni ciò che vedeva oltre la porta.

La strana combinazione di oggetti proponeva un enigma di non facile soluzione e, pur non essendo un asso in quel campo, Gunnar ci si mise d'impegno. Qualche idea? Chiese nel frattempo ai compagni. Quattro coppie e un oggetto spaiato.. Si grattò il mento. Non era di certo annoverabile tra i grandi sapienti di Arth, ma poteva vantare la sua buona dose di saggezza "tribale". Vediamo un po'..

Ditegli di provare così: Verga magica-Cervello. Pennello-Catena. Ramo-Freccia. Balena-Barca. Lasciando fuori il Mattone. Disse a chi dei suoi compagni era in grado di comunicare con Bainzu.

Magia e mente potrebbero essere collegate..Dal legno, la freccia..Cetaceo e barca stanno entrambi nel mare..e com'era quel detto del Saggio Mimir? Solo tramite l'arte e la sapienza, un uomo si libera dalle proprio catene d'ignoranza.. Sorrise ripensando al vecchio amico. Chissà che tu non mi sia ancora d'aiuto anche dopo tutti questi anni..

@ Tentativo:

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Osymannoch l’Inatteso

La prova sembrava essere stranamente in grado di porre in ambasce un saggio come il druido, quindi si mise a riflettere su cosa potesse essere il misterioso indovinello, incrociando le braccia e rimanendo perfettamente immobile.

<<Qualora non funzionasse la combinazione di Gunnar, accoppia come oggetti il cetaceo e l’arma a getto, il ramo con la barca.>> trasmise il suo pensiero al druido sfruttando la telepatia, ma prima lo disse affinché gli altri con lui sentissero cosa aveva proposto. 

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