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comment_1811617

@Shroud e poi ci sono quelli che non intendono il "ruolare" nel modo che tu descrivi, ma nemmeno concepiscono un unico possibile personaggio né fanno il xxxxx che vogliono. Sono interessati semplicemente a giocare, si divertono e, che tu ci creda o no, ne vengono fuori anche delle bellissime storie. Secondo me sono una fetta consistente, se non addirittura una maggioranza. Forse se abbandonassimo le rigide dicotomie bianco-nero e soprattutto i giudizi affrettati potremmo parlarne meglio.

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  • Non mi aspetto che i giocatori si diano dei vincoli o dei freni morali, ma al tempo stesso come Master tento di essere molto zelante nell'applicare le conseguenze logiche di ogni loro azione. Rispondi

  • Quello che intendeva secondo me @Ermenegildo2 è che, a seconda del sistema usato, ci sono delle parti di "essere Gandalf", "essere Grampasso" o "essere Frodo" che vengono coperte dalle regole, quindi

  • MattoMatteo
    MattoMatteo

    Potrebbe essere questo il problema (o, quanto meno, uno dei problemi)... Hai mai fatto, nella sessione zero, un botta-e-risposta coi giocatori, per accordarsi su cosa si intende per "ruolare"?

  • Author
comment_1811673

Quello che ha detto @Shroudè un analisi corretta della differenza tra ruolare un personaggio a giocarlo. Mi spiego meglio; Se ruoli seguendo una traccia anche caratteriale, il PG si comporterà sicuramente in un modo specifico nella situazione specifica

es. gollum - anello (legame) 

in game nel momento in cui avrà l'occasione sarà meno attento ad altro

Il punto focale è: se al giocatore/Master X piace utilizzare metodo X (esempio di @Bille Boo) non dovrebbe saperlo (nel senso di esserne cosciente) e farlo presente al nuovo gruppo in cui entra per evitare poi di "cadere dalle nuvole"?

Questa differenza di intendere mi ha fatto notare come se pur specificando chiaramente che per la campagna X volevo giocatori con pg da ruolare (spiegando bene ciò che intendo) mi viene detto si poi 3/4 pensano che le scelte fatte a livello ruolistico per il pg siano state fatte tanto per "bho" (non saprei come altro dirlo)

P.s. ripeto, apprezzo entrambi i tipi di approcci ma formare un gruppo per il gioco X ed uno per il gioco Y diventa impossibile causa i dubbi (sollevati da tutti) presenti ora per un GDR

Edited by nolavocals

comment_1811689
2 ore fa, nolavocals ha scritto:

è un analisi corretta della differenza tra ruolare un personaggio a giocarlo

Non sono per niente d'accordo. Ruolare = giocare a un gioco di ruolo. Se giochi un personaggio in un gioco di ruolo, rispettando le regole e le premesse della giocata, stai già ruolando. Il resto è opzionale.

 

2 ore fa, nolavocals ha scritto:

se al giocatore/Master X piace utilizzare metodo X non dovrebbe saperlo (nel senso di esserne cosciente) e farlo presente al nuovo gruppo in cui entra per evitare poi di "cadere dalle nuvole"?

Esatto. Il punto è che la richiesta di "ruolare" non è sufficiente a questo scopo, perché "ruolare" è una parola ambigua (o meglio: è una parola per me molto chiara, cioè un sinonimo di "giocare a questo gioco [che è un GdR]", ma molte persone le attribuiscono un significato che va oltre questo, vedi sopra, e questo falsa le loro aspettative).

Tu hai detto che non ti sei limitato a questo, hai spiegato bene cosa intendevi, e hai fatto benissimo! Se hai voglia di dirmelo, sarei curioso di sapere come lo hai spiegato, esattamente (in quali termini).

Comunque, il modo più corretto per introdurre degli obblighi o dei vincoli per i giocatori, riguardo al modo in cui interpretano il personaggio, è attraverso una meccanica: una home rule opportuna, definita come tale, che spieghi bene cosa devono fare, cosa succede se non lo fanno, e come si stabilisce se lo hanno fatto o no.

In particolare, nel tuo caso, potresti considerarne una che vada a dettagliare quali sono e come funzionano le conseguenze delle "scelte fatte a livello ruolistico per il PG".

 

Dico questo perché non penso che esistano due tipi di approcci, X e Y, bensì un'infinità, o perlomeno un numero così grande che non basterebbe l'intero alfabeto a catalogarli. 🙂

 

  • Author
comment_1811698
7 minuti fa, Bille Boo ha scritto:

Non sono per niente d'accordo. Ruolare = giocare a un gioco di ruolo. Se giochi un personaggio in un gioco di ruolo, rispettando le regole e le premesse della giocata, stai già ruolando. Il resto è opzionale.

Potrebbe essere uno dei motivi per il quale quando si parla e poi si gioca ci si trova spaesati (gli esempi che facevo)

io personalmente le ritengo diverse e, come detto, a seconda della tipologia scelta, farei due campagne differenti

7 minuti fa, Bille Boo ha scritto:

 

Esatto. Il punto è che la richiesta di "ruolare" non è sufficiente a questo scopo, perché "ruolare" è una parola ambigua (o meglio: è una parola per me molto chiara, cioè un sinonimo di "giocare a questo gioco [che è un GdR]", ma molte persone le attribuiscono un significato che va oltre questo, vedi sopra, e questo falsa le loro aspettative).

Tu hai detto che non ti sei limitato a questo, hai spiegato bene cosa intendevi, e hai fatto benissimo! Se hai voglia di dirmelo, sarei curioso di sapere come lo hai spiegato, esattamente (in quali termini).

intendo che se faccio una campagna con il ruolo (che comporta molto impegno sia a farlo che a giocarlo), il pg è vivo nel mondo avendo: famiglia, gli anni passano, ogni scelta è libera ma il giocatore sarà legato al carattere, ideale ecc che ha scelto in libertà alla creazione ma deve capire che non è un interruttore che spegni o accendi a comodo. Questo deve restare un punto focale del pg quanto le statistiche e tutto il resto. 

7 minuti fa, Bille Boo ha scritto:

Comunque, il modo più corretto per introdurre degli obblighi o dei vincoli per i giocatori, riguardo al modo in cui interpretano il personaggio, è attraverso una meccanica: una home rule opportuna, definita come tale, che spieghi bene cosa devono fare, cosa succede se non lo fanno, e come si stabilisce se lo hanno fatto o no.

fatto, e spiego bene purtroppo poi mi prendo sempre quello che: "ah ma io pensavo diverso"

7 minuti fa, Bille Boo ha scritto:

In particolare, nel tuo caso, potresti considerarne una che vada a dettagliare quali sono e come funzionano le conseguenze delle "scelte fatte a livello ruolistico per il PG".

il fattore conseguenza (pur sapendo come molti lo usano ed è leggermente differente per come lo uso) è una colonna portante se faccio una campagna sul ruolo basando tutto su azione reazione. Anche maltrattare il taverniere potrebbe avere conseguenze anche dopo anni (in game)

7 minuti fa, Bille Boo ha scritto:

 

Dico questo perché non penso che esistano due tipi di approcci, X e Y, bensì un'infinità, o perlomeno un numero così grande che non basterebbe l'intero alfabeto a catalogarli. 🙂

 

certamente era per chiarire prendendo degli opposti. Tra l'altro amo anche fare campagne POWER dove tutto è più incentrato sul build ecc (in pratica l'opposto di quando chiedo role) ma, nonostante possano esserci 3000 sfaccettature è importantissimo che il giocatore sappia cosa vuole (molto dipende se chi l'ha iniziato/formato precedentemente sia stato chiaro sul suo metodo e avvisasse quanto del manuale ha cambiato, non utilizza o altro. Quest'ultimo punto credo sia il problema di tutto.

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