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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
E' al sicuro nel bosco, tranquillo.... e no, non gli ho detto nulla su di voi ...anche perchè non so "quanti di voi" si trovano in città. Il fatto è che da quando mi trovo a Ivrea non riesco a percepire più i vivi e quindi non riesco a capire chi è vivo e chi è morto. Per la storia della sorella invece... bhè ...meglio creare una storiella, non credi?!
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
@Michele Alberto risponde: in realtà sto indagando su altre cose... ma devo ammettere che l'attentato del camion mi ha spaventato a morte... così ho deciso di occuparmi un pò anche della Culla delle beste, giusto per conoscere il nemico. Il fatto è che sappiamo pochissimo su di loro: hanno un complesso schema gerarchico e sono molto organizzati. Di sicuro hanno dei contatti o degli infiltrati nei "livelli" più alti della chiesa... perchè riescono a scoprire con estrema rapidità molte manovre di inquisitori, cardinali e altro. L'unica cosa che sappiamo di certo... è che ci sono cinque uomini che comandano la setta. Questi uomini non hanno ugual potere: c'è il loro gran sacerdote che comanda tutti quanti... poi altri due uomini e infine altri due. Questo quintetto viene chiamato "la stella di Astaroth". Anche l'uso dei simboli è piuttosto complesso. I membri della Culla usano diversi segni per comunicare tra loro... la mela è uno dei più usati e non siamo riusciti a scoprire cosa significa. Mmm... cos'altro?! Ah si! Ovviamente la loro sede è Torino ma sospetto che ci sono delle piccole cellule sparse nelle città più importanti del Piemonte. La Culla, insieme agli Abitanti di Dite, sono le due sette più forti e grandi della regione... e tra di loro c'è una specie di "patto di non belligeranza". Le due sette cercano di non pestarsi i piedi e a quanto pare ci riescono benissimo. Se volete sapere di più sulla Culla allora dovete rivolgervi a padre Nevio, un esorcista di Torino che ha il compito di indagare su di loro. @Vittorio Puoi sentire Alice Soli sbraitare fin dall'ingresso della tua villa. Per l'ennesima volta la ragazzina inveisce contro quella "raccomandata faccia-di-volpe" di Laura Fiamma. Oramai hai imparato che ogni volta che Alice incontra Laura volano sempre urla e insulti... sta diventando quasi un rituale quotidiano. Alice ha legato con Angelica, ecco perchè quel "tornado umano" si trova spesso a casa tua. Di conseguenza ti sei abituato alle sfuriate di Soli. Poco dopo lei entra nel tuo studio (e' stata Claudia a indirizzarla in questa stanza). Alice resta immobile sull'uscio della porta. Non capisce perchè Jason si trova con te... e le sorprese non le piacciono. Carotina! Esclama il marine. Cioccolatino... cosa ci fai qui?! Jason gli spiega tutto. Alice infine alza gli occhi verso di te, è incredula e cerca una conferma nei tuoi occhi. Mi state dicendo che devo scegliere il gruppo di cacciatori di morti? Jason annuisce. Alice si rivolge a lui: lo sai che mi stai chiedendo di entrare in un gruppo di soli uomini?! E' per te un problema, carotina?! Assolutamente no. Allora perchè lo hai chiesto? Perchè, se decido di entrare nel tuo gruppo, voglio avere un ruolo di spicco. Ad esempio? Mi farai guidare un carro armato? Lo sai guidare? Vuoi che te lo dimostro? Jason ride e alza le mani: ferma, ferma, carotina! Ma dove hai imparato tutte queste cose? A Novara. Alice risponde come se non avesse capito che la sua era una domanda retorica. La ragazzina si rivolge ora a te: se tu mi vuoi, mi darai il carro armato e il ruolo di vice comandate del gruppo. Sai che merito entrambe le cose. @Felice Il tuo intervento non basta per acquietare la folla... ma dopo altri tuoi sforzi, uniti a quelli degli altri templari, riuscite a calmare gli animi dei cittadini. La folla si disperde. Alessandro si avvicina a te: ben fatto, Felice. Commenta. Anche Raffaele si unisce a voi: si... li abbiamo mandati via ...ma il malcontento permane. E cosa ti aspetti?! Stiamo per offrire ospitalità ai nazisti! Moltissimi cittadini di Ivrea hanno perso qualche parente per colpa loro. Odio ammetterlo ma tra due giorni dovremmo tenere gli occhi bene aperti. Di cosa hai paura? Che qualche squilibrato faccia del male ai tedeschi. Dovremmo quindi fargli da guardia del corpo? Hai sentito quello che ha detto Felice? Se li aggrediamo per primi allora Ivrea verrà spazzata via dal castigo del vaticano... proteggendo i tedeschi proteggeremo Ivrea. TsK! Eleonora, il gigante, la Culla delle bestie... e ora anche i tedeschi! Cosa abbiamo fatto di male per meritarci questo? A dire il vero... forse è un bene ricevere i tedeschi proprio ora ...Torino ha inviato molti soldati per difendere le brecce nelle mura e loro. Per un pò di giorni non dobbiamo preoccuparci di quelle crepe. Lontano da voi, sempre in piazza, potete vedere Giulio Gambali avvicinarsi verso il bar. Un gruppo di cacciatori di morti (sei uomini e una donna) supera cagnazzo proprio prima di entrare nel locale. Il capo di questa banda spinge via Giulio per farsi strada: spostati, monco! Si rivolge a lui con tono divertito. Giulio cade a terra e i cacciatori entrano nel bar. Alessandro commenta: mmm... però! Che tipo simpatico, chi è quell'uomo? Risponde Raffaele: si chiama Cesare Carrin ed è il capo di quella squadra di cacciatori. Si chiamano "brigata del lupo". Cesare eh?! Si, lui e i suoi uomini vengono da Biella. Mi hanno detto che Cesare è un uomo arrogante e scontroso. Pfff un'altra seccatura. Sentite, in questo momento, qualcuno usare un fischietto dalle mura meridionali della città. Si tratta dello stesso sistema d'allarme utilizzato da gorilla Kurt. Bene... dice Raffaele stiracchiandosi ...io vado a vedere cosa succede. @Massimo Raggiungi la Mosca. La donna vuole parlarti ma lontano da occhi e orecchie indiscrete. Camminate vicino alle mura settentrionali di Ivrea. E' lei a parlare per prima: con l'arrivo dei biellesi posso girare meglio per le strade della città, nessuno fa caso a me. Brutta storia quella dell'assedio, vero? Per colpa di tutti questi rinforzi da Torino io non posso più uscire e rientrare da Ivrea... almeno non di frequente come facevo fino ad un paio di mesi fa. Penso di sistemarmi per sempre qui ma capisco che si tratta di una mossa molto molto rischiosa... potresti aiutarmi?! Dovrai semplicemente dire a tutti che sono una tua sorella o una cugina che si è trasferita da poco a Ivrea. Ah... quasi dimenticavo ...Francesco sta bene, sono riuscito a nasconderlo fuori dalla città. Non devi preoccuparti per lui.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Effetto film @Vittorio Andrea si commuove quando sente le tue parole. Miriam le prende le mani e dice: visto? Non hai motivo per nasconderti a noi. Hai sentito cosa ha detto Vittorio?! Io ti voglio bene a prescindere da quello che sei... una donna? Un uomo? Un morto? A me cosa importa?! Però, ti prego, sii donna! Ho sempre desiderato avere un'amica come compagna d'armi. Andrea ridacchia: eh eh... un morto?! Ora non esageriamo. Ad ogni modo... mi riempite il cuore di gioia, ma io non posso essere una donna, sarei esposta a troppi rischi. Questo è vero... ma almeno tra di noi togliti questa "maschera"... non rispondermi adesso, pensaci su. Un espressione dura si forma sul volto di Miriam quando ti rivolgi a lei un'ultima volta: Ale? Cosa centra A...? Non dirmelo. La donna è furiosa. Istintivamente si tira su le maniche del cappotto. Esce dalla stanza senza dire nulla. Ahi!... Commenta Andrea ...Dovete sapere, Vittorio, che quando Miriam è arrabbiata... molto arrabbiata ...smette di parlare con chiunque e dimentica di salutare. Non vorrei essere nei panni di Alessandro. L'incendiaria ti fissa per alcuni secondi, poi accenna ad un inchino con il capo: ad ogni modo, ti devo la vita. Sono in debito con voi. Rimani solo nel tuo studio per poco tempo. Jason entra nella stanza e si guarda attorno. E' meravigliato nel vedere così tanto sfarzo: devo ammetterlo, mister Manfry, avete un ottimo gusto nell'arredare la vostra capanna. Avete svaligiato un museo o cosa? Il marine si siede su una sedia: ovviamente scherzo! Torniamo ad essere seri... ho saputo che volete mettere su una squadra di cacciatori?! Bhè... anch'io. Il mio sarà un gruppo formato dai marine. Jerry, Chris e Alvin hanno già accettato di unirsi a me. A questo punto voglio proporvi un affare: avete visto i miei mezzi corazzati?! Bene... sono ridotti maluccio e hanno bisogno di una sistemata. Il mio gruppo però non ha le risorse per sistemarli tutti... in più so benissimo che in futuro non avrò i sostentamenti necessari per occuparmi di tre carri armati. Sono disposto a cedervene uno se lei accetta di pagare i costi per rimetterli in sesto e per riarmarli... tutti e tre. Ah... un'ultima cosa, voglio Alice nella mia squadra. Quella carotina ha un potenziale e io non voglio perderla. @Massimo Cammini per le vie di Ivrea e chiedi ai passanti delle possibili informazioni su fratello Leo. Purtroppo non nessuno conosce il templare... a quanto pare non era un tipo famoso (ovviamente prima che voltasse le spalle alla chiesa). Passi infine dal fioraio, prendi dei fiori e inizi a cercare Spina. La trovi, per puro caso, verso una delle zone orientali della città, mentre scendeva dalle mura. Ti guarda, ti sorride e ti saluta. Resta piacevolmente sorpresa quando gli porgi i fiori. Sospira e non riesce a trattenere un'espressione di gioia e stupore: per me?! Fratello Massimo, sono senza parole. Oh... perchè sei un templare? Rinnega il tuo titolo, rinnega il tuo nome... e io non sarò più una Spina. Sto scherzando, sto scherzando! Ma grazie per i fiori. Sei il primo uomo che me li regala. Raggiungi la piazza del duomo, Spina ti accompagna. Per tutto il tragitto la donna non ha fatto altro che godersi il profumo di quei fiori. Di fronte al duomo si sono radunati moltissimi uomini, intenti a sfidare il freddo pur di protestare contro l'imminente arrivo dei tedeschi. Alzi lo sguardo per scrutare tutti i presenti: in un angolo scorgi la figura di Iorio, vicino al bar vedi Polish (il marine polacco), a pochi passi da te c'è fratello Felice. Anche lui ti ha appena notato. Il tuo sguardo, infine, incontra quello della Mosca. E' da tempo che non vedevi la donna. Si trova tra la folla, mimetizzata tra tutti i presenti. Anche lei ti nota. Stira un lieve sorriso e ti saluta con un timido cenno della mano. @Felice Le urla e le proteste dei cittadini di Ivrea attira la tua attenzione. Ti dirigi verso la piazza del duomo e, strada facendo, incontri anche Alessandro, Raffaele e Aaron. I tre templari si stavano avviando verso il centro della città. Io li capisco, dice Alessandro. Raffaele lo guarda: chi? I cittadini, non è giusto ospitare i tedeschi, dopo tutto quello che hanno fatto. Anche Aaron prende la parola: un mio zio era ricercato dalle truppe naziste. Si è nascosto dentro il ventre di un cavallo morto per salvarsi. Raffaele alza le mani: signori, signori... avete ragione, su questo non ci sono dubbi! Però... però... è il vaticano stesso che ci ordina di ospitare i nazisti, perciò tutte queste proteste sono inutili. Raff! Non è da te parlare in questo modo. Lo so, e mi odio per questo... sapete, quasi quasi riesco a capire fratello Leo. Che vuoi dire? Chiede Aaron. Bhè... il vaticano ci ordina, spesso, di fare cose che non ci piacciono e talvolta... ammettiamolo ...cose orribili. Immagino che fratello Leo si è ribellato a tutto questo e ha voltato le spalle alle chiesa. Ma un templare che trasgredisce non è un più un templare... cosa gli rimane a questo Leo? Il nulla! La libertà. Sembra quasi che lo stimi. No... non ho detto questo ...però sono curioso! Voglio parlare con lui, voglio incontrarlo e capire perchè si è comportato così. E dove vorresti iniziare a cercarlo? Bhè... Leo è di Torino, dovremmo parlare con qualche torinese. Vuoi andare a Torino? Si, ma non adesso. Ora vorrei parlare con qualche cittadino del capoluogo che, attualmente, vive qui a Ivrea... conosciamo qualcuno? Sonia Ferretti. Giusto! La bella Sonia! Potremmo chiedere a lei se conosce qualcuno a Torino. Perchè? Perchè, se andremo nel capoluogo per fare ricerche, mi piacerebbe avere già un contatto in città. Raggiungete la piazza del duomo. E' colma di gente intenta a urlare e protestare. Aaron commenta: brutta situazione. Risponde Raffaele: già... meglio separarci e andare verso gli angoli della piazza, potremmo controllare così ogni uomo. Alzi lo sguardo per guardare meglio i presenti. Tra di loro scorgi la figura di fratello Massimo e (al suo fianco) Spina. La donna regge un mazzo di fiori tra le mani. @Michele Ti viene in mente una sola persona che possa sapere qualcosa sul triangolo magico... Alberto Aldapaci. Lo vai a trovare nella sua casa. L'uomo stava cercando di grattarsi la mano ingessata con una stessa di plastica dura e bianca. Alberto ti fa accomodare nella sua sala. La camera è un pò in disordine, ci sono moltissimi fogli sparsi su tutto il tavolo ma il commissario del sant'Uffizio li rimuove in fretta. Si siede poi vicino a te e ascolta il tuo discorso. Risponde infine: in realtà, inquisitore, esistono due triangoli... uno per la magia bianca e uno per la magia nera. Il primo ha come vertici le città di Torino, Lione e Praga. Il secondo triangolo vede come vertici Torino, San Francisco e Londra. Il nostro capoluogo compare in entrambi i casi. Per questo motivo la metropoli viene considerata la "città magica per eccellenza". Questo è un mito che risale fin dalla notte dei tempi. Torino è sempre stata la culla di svariati movimenti e sette esoteriche... ecco perchè l'attuale gruppo di satanisti ha deciso di chiamarsi "Culla" delle bestie. Molti eretici credono che il mondo è attraversato da correnti magiche e che questi "flussi" scorrono tutti attraverso Torino... ecco perchè è una città così amata da questi satanisti... sono tutte cretinate ma hanno spinto molti adoratori del diavolo a trasferirsi nel capoluogo.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
@Felice Mattia ridacchia: non credo che la vostra presenza possa giocare a mio vantaggio. Voi siete un templare mentre il giornale è controllato dall'inquisizione... e quindi, bhè, non è un segreto che siete come cani e gatti, ma grazie del pensiero. Ora che ci penso... ci sarebbe una cosuccia che potete fare per me ...però forse mi sto troppo approfittando di voi. Il fatto è che vorrei fotografare Ivrea dall'alto e ho notato dei punti fantastici per delle inquadrature... ma si trovato sui tetti di alcuni edifici danneggiati dai morti. Non posso salire lassù senza un permesso... ma se vengo accompagnato da un templare... bhè ...il problema è risolto. Raggiungi infine Ercole. Il fabbro si trova nella sua fucina insieme ad altri tre uomini: uno di loro è un altro fabbro mentre gli altri due sono meccanici. Sono uomini di Biella. Ercole ti mostra che ha completato il lavoro che gli hai commissionato. Ora può iniziare a lavorare sull'auto di Massimo. Puoi iniziare ad allenarti con il tuo expiator major. @Vittorio Onore mio?... Miriam è sorpresa ...io non so che dire. Sono estremamente lusingata. Grazie. Ti saluta con un bacio sulla guancia prima di correre via. Vai ad informare alcuni cacciatori di morti della tua idea di formare una squadra (non riesci a trovare Yuri). Tutti loro accettano la tua proposta. Ercole è l'ultimo uomo che incontri. L'uomo si trova nella sua fucina, intenzionato a lavorare a una catena per fratello Felice. Il gigante ti abbraccia forte quando gli offri la possibilità di entrare nella tuo team... ti solleva anche dal suolo. Torni nella tua casa... scoprendo così che hai un ospite. In uno dei tuoi saloni si trova il marine Jason Freeman. Claudia gli ha appena finito di servire del tè. E' una scena quasi comica vedere quell'uomo grande e grosso seduto sul divano e con in mano una tazzina così piccola. Si alza quando ti vede entrare e Claudia ti viene incontro: signor Vittorio, quest'uomo è venuto qui per incontrarla. Jason avanza: ma temo di essere arrivato per secondo... c'è una signorina che la sta aspettando al piano di sopra. Raggiungi così lo studio al primo piano. Al suo interno trovi Miriam e Andrea. Astore sta fissando il pavimento, proprio nel punto rovinato dalla motosega di Alessandro: hey, cos'è accaduto qui?... Ti chiede ...non importa, ascolta Vittorio, ho portato io qui Andrea. L'incendiaria prende parola: adesso, Miriam, puoi dirmi perchè sono qui? Miriam guarda te: ho voluto portare Andrea senza dirgli nulla... il fatto è che voglio parlare di quello che ci è successo il giorno dell'assedio... fuori Ivrea. Non ci è successo nulla, Miriam. Ho visto tutto, Andrea. Cosa avresti visto? Oh, insomma! Smetti di fare il finto tonto... anzi ...la finta tonta. Andrea si irrigidisce e Miriam continua: io... io... non so neanche da dove iniziare! Ti ho portata qui e adesso non so neanche cosa dire! Miriam... lo hai detto ad Ale o Raffaele? No, non ho mai fatto parola con nessuno! Ma tu... tu... sei una donna?! Andrea non parla, ammettendo così di esserlo. Miriam la colpisce al volto con uno schiaffo: sai bene quanto ho patito la mancanza di un'amica nelle terre perdute! E poi... perchè nascondersi a noi?! Non ti sei mai fidata di me o degli altri? Andrea sospira: lo dirò solo una volta... è dalla seconda guerra mondiale che assisto a stupri e altre violenze contro le donne. Tu non mi hai conosciuto prima dell'avvento dei morti... ero una ragazza fragile, debole, credulona... il tipo di persona che non può sopravvivere in questo mondo. L'Andrea donna non può vivere, non ne ha le capacità... ma l'Andrea uomo può farlo. Da maschio sono riuscito a diventare un sottufficale della santa milizia, mi sono guadagnato un soprannome e sono riuscito a sopravvivere ad Avignone... cos'è successo non appena il mio travestimento è venuto meno? Cinque vermi di Dite stavano per stuprarmi. Andrea maschio era inizialmente la mia maschera, il mio scudo... e ora è diventata la mia vera identità. Andrea donna è morta. Io sono un uomo. Ma non puoi essere te stessa con me? No! Non posso avere due identità... e se poi mi sbaglio e mi tradisco di fronte a qualcun'altro?!... Andrea si volta verso di te ...non merito il tuo perdono, ma lo invoco! Sappiate che mi vergogno tantissimo. Ma di cosa stai parlando? Quando Vittorio mi ha salvato la vita ha scoperto che sono una donna... allora gli ho puntato un fucile al cuore. Lui mi ha salvato e io stavo per ammazzarlo. Sei solo una sciocca, stupida, idiota! Miriam sorride mentre la insulta. Lo so. Ma smettila, Andrea, e... ti prego ...sii te stessa con me! No! Sono un uomo. Miriam si avvicina a lei gli afferra con veemenza il sedere. Andrea risponde con uno schiaffo. Astore ridacchia mentre si massaggia la guancia: sei una donna! @Michele Tutto questo è incredibile... commenta infine Sonia ...cioè, voglio dire, è scioccante tutta questa storia di Rivara, di Eleonora e della Culla delle bestie. La donna non riesce a nascondere il suo senso di sorpresa. La sua mente torna al giorno dell'attentato, quando un gruppo di morti l'aveva sepolta. Sono stati quei cani della Culla a mandarci quel camion pieno di cadaveri! Sonia rivive il terrore che provò in quei minuti. Non so se temere di più i morti coscienti o quei satanisti... che sono solo degli essere umani. Quello che sto cercando di dire è che trovo assurdo che un gruppo di uomini voglia la morte di un intero paese... quando in realtà sono i defunti i nostri nemici, a cominciare da quella Eleonora Ombrosi... Sonia si blocca di colpo. Un fulmine gli ha attraversato la mente. Spalanca gli occhi e la bocca per poi scattare in piedi: Ombrosi! Non riesce a dire altro. Si porta le mani all'altezza delle tempie: Eleonora Ombrosi... Caterina Ombrosi... Beatrice Luna... Stavo indagando su queste persone un paio di mesi fa e avevo trovato una "connessione" tra di loro. Maledizione... adesso non ricordo nulla ...devo tornare a rivedere i miei appunti. Sonia ti prende la mano e la trattiene per qualche secondo prima di allontanarsi da te. Purtroppo a Ivrea non ci sono libri che parlano del "triangolo magico". Potresti chiede a qualcuno di aiutarti ma, nel frattempo, hai trovato qualcuno che può insegnarti ad andare a cavallo. Si tratta di Laura Fiamma. La incontri in un parco di Ivrea (nella zona nord). Inizia a nevicare ma solo pochi chicchi bianchi cadono dal cielo. La ragazza non è per nulla intimorita dalla tua presenza. Si avvicina a te con un paio di cavalli, uno per lei e uno per te. Non ti fa montare subito in sella, vuole prima che prendi confidenza con l'animale. Laura è una persona seria, dal carattere glaciale... ma anche una brava e paziente maestra. Alla fine di questa prima lezione riesce anche a farti salire su un cavallo e farti fare un giro attorno al campo. @Massimo - Felice (tutti) Vi trovate (Massimo e Felice) nella sala della rocca quando qualcuno bussa alla porta. Yuri, dalla cucina, va ad aprire. E' Alberto Aldapaci. Il commissario del sant'Uffizio entra e chiede al ragazzo di uscire dalla struttura: devo parlare in privato con i templari, spiega. Non c'è problema... risponde educatamente Yuri ...tanto dovevo andare dal signor Manfredi. Il ragazzo si infila un cappotto, saluta tutti voi ed esce. Alberto entra e si accomoda nella sala: dovrei dirvi una cosa... è una notizia che viene da Torino. Inizialmente doveva trovarsi nel messaggio cifrato del giornale ma oramai è diventata un informazione pubblica e presto tutta la regione lo saprà. Dunque... Alessandro e Raffaele entrano nella stanza, interrompendo inavvertitamente Alberto. Quest'ultimo si rivolge a loro: ah! Eccovi. Cercavo anche voi. Come mai? Chiede Raffale. Devo parlarvi di una cosa accaduta a Torino. A me? A tutti i templari. Alessandro, sentendo quelle parole, si assenta qualche minuto e torna insieme a Dario e Aaron. Ora che tutti i sei templari sono stati radunati, Alberto continua: ebbene... dovete sapere che la rocca torinese sta cercando un templare che ha trasgredito alle regole della chiesa. Alessandro sobbalza: un momento... credo di non aver capito. Un templare di nome Leo Tancredi ha violato un sacco di regole e ora è scappato dal capoluogo. Per questo lo stanno cercando. Chi? L'ordine dei templari... ma a quanto pare questo Leo non è una persona facile da acciuffare, ecco perchè la rocca torinese ha chiesto aiuto a chiunque per catturarlo. Fratello Leo è un ricercato? Esattamente... è un ricercato ma non c'è una taglia sulla testa. Lo vogliono vivo o morto? Vivo! Lo vogliono vivo. E cosa ha combinato? Chiede Raffaele. Bhè... c'è una lunga lista di cose che fatto: furto, fornicazione e sembra anche eresia. Alessandro torna a parlare: fornicazione? E con chi? E cosa ha rubato? Ecco... sembra che abbia fatto all'amore con una suora. Ha rubato diversi soldi e oggetti di valore a diverse chiese e ha anche preso una moto. Davide chiede: e com'è fatto questo templare? Alberto sfila un foglio dalla tasca: un mio contatto a Torino mi ha mandato un disegno... eccolo qui. Potete vedere l'immagine di fratello Leo: è un uomo di circa trentacinque anni, capelli lunghi e lisci, pizzetto e corta barba incolta. Alberto continua: è alto circa un metro e settanta e peserà circa ottanta chili. L'ultima volta che è stato visto vestiva abiti pesanti scuri, con pantaloni di cuoio e un cappotto imbottito con una pelliccia. Ha con se una doppietta, un coltello e un expiator minor. Altri segni particolari?... Chiede Raffaele ...una cicatrice, un neo... No, nient'altro. Più tardi l'intera Ivrea viene a conoscenza di fratello Leo. @tutti La giornata scorre senza alcun problema. Mattia Grimi sta riscuotendo un certo successo in città. Molti uomini pagano una misera somma per farsi fotografare da lui. Nonostante il servizio è a buon prezzo, il ragazzo si riempe rapidamente le tasche di monete. Tutti vogliono farsi una foto e tra i suoi clienti c'è anche Alice e Spina. E' stata quest'ultima che ha letteralmente trascinato la ragazzina di fronte a Mattia. Le due si fanno una foto su una delle vie della città, vicino ad un parco. Alice si siede su una sedia e incrocia le braccia mentre Alice sorride all'obiettivo e afferra per le spalle la sua sorellastra. Le due non notano che Mattia è diventato tutto rosso quando, attraverso l'obiettivo della macchina fotografica, ha visto per la prima volta Alice. Questo clima gioioso dura fino a quando non si sparge la notizia che dei tedeschi arriveranno in paese tra due giorni. I cittadini di Ivrea si riuniscono nella piazza del duomo per protestare contro questa decisione.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
@Felice E' molto semplice... risponde Mattia ...c'è un solo giornale legale nel Santo Impero, ovvero il giornale controllato dall'inquisizione di Roma. Io sono un giornalista e ho il compito di scovare fatti e avvenimenti degni di nota, in seguito provo a scrivere un articolo e/o fare fotografie. Infine invio al vaticano tutta la mia documentazione nella speranza che venga pubblicata sul giornale. Se succede allora guadagno un sacco di soldi. Purtroppo una pubblicazione è un evento molto raro per varie ragioni: l'inquisizione respinge molti articoli, non tutti i fotografi sono così fortunati da imbattersi in qualcosa di realmente interessante e per finire ci sono moltissimi articoli che ogni giorno vengono inviati nella capitale. Il giornalismo non è solo il mio lavoro ma la mia passione, per questo motivo faccio foto non solo per tentare di guadagnare qualcosa ma anche per conservarle come ricordo. Qui a Ivrea abbiamo sei templari, il doppio di quelli che vivevano a Biella... vorrei provare a fare qualche foto artistica e come soggetto voglio proprio voi e vostri expiator. Mattia si volta di lato: mi scusi un secondo! Dice. Si allontana da te e con passo furtivo si avvicina a Michele. L'inquisitore stava parlando (lontano da voi) con Sonia. Mattia li sorprende scattandogli una foto. Il ragazzo torna di nuovo da te. Volete andare a Roma? Oh, che sciocco che sono... dovete andare a Roma. Purtroppo non ho alcun contatto lì... caspita quanto desidero un contatto con un romano. Ad ogni modo... potrei accompagnarla? Per me sarebbe un occasione d'oro per fotografare la città eterna. @Massimo Alberto ti stringe la mano: considerate tutto questo, fratello Massimo, come una sorta alleanza tra di noi. Vi aiuterò nella chimica e nella lingua straniera... ma in questo periodo ho tanto lavoro da fare e gli orari potrebbero subire delle variazioni. Per l'inglese temo che dovrete affidarvi unicamente a Alice. Quella dinamite dai capelli rossi parla l'inglese meglio di me, potete fidarvi. @Michele Sonia risponde: non so quasi nulla su questo triangolo magico, del resto non è un "argomento di conversazione". Torino, Lione e Praga formano i vertici di un triangolo magico... delle correnti magiche attraversano proprio queste città... bhè ...almeno questo è quello che dice la leggenda. Sono convinta che tutta questa storia è una cretinata... ma ha spinto molti eretici verso Torino. Ecco perchè la Culla delle bestie è nata nel capoluogo. Ad ogni modo... la donna si avvicina ancora di più a te ...come fate a sapere di questo contatto tra Eleonora e la setta? La bambina vi ha detto qualcosa a Rivara? Cosa vi è accaduto in quella città? Un flash vi sorprende. A circa cinque metri da voi potete vedere Mattia Grimi che maneggia con la macchina fotografica: l'inquisitore è proprio fotogenico! Dice tra se e se mentre vi volta le spalle e si avvicina a Felice. Sonia sorride e si porta le mani ai fianchi: non riesco a odiare quel ragazzino, gli chiederò di farmi una foto prima o poi. @Vittorio Miriam ti colpisce un orecchio con un buffetto. Mi stai dando della strega? Attento a come parli... se fosse vero ti tramuterei nel mio personale gatto nero. Scappare con te?! Non so... ridacchia ...devo pensarci. La donna torna ad essere seria quando gli rivolgi l'ultima domanda... poi però torna a ridacchiare: l'essere più orrendo su questa terra? In questo caso saresti un inquisitore e tu non lo sei... sei solo il tipo più strano e divertente che abbia mai incontrato. E poi... cosa vuol dire "come mi cerchi ora"? Cosa intendi dire?... sorride ...che idea ti sei fatto su di noi? @tutti
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Jason stringe la mano a tutti coloro che si avvicinano a lui (non solo i due templari) e si presenta. Mentre Alice, facendosi aiutare da Felice, scende dal carro armato, altri due marine raggiungono i mezzi corazzati. Uno di loro è un uomo altissimo e muscoloso, capelli scuri con il classico taglio militare, occhi neri e pelle olivastra. Il secondo soldato invece sembra "il suo opposto": è un tipo basso, con la pelle pallida come quella di un malato, capelli castani chiari, occhi tondi e blu, naso e mento a punta e bocca piccola. Entrambi vestono con la classica divisa verde da soldato americano. Alcuni cittadini di Ivrea conoscono i due marine, ma Jason si avvicina a loro e li presenta a tutti, indica prima il gigante e dice: gente... lui è Carlos Martinez, soprannominato Charlie... mentre il piccoletto è Wojciech Balachovsky, ma tutti lo chiamano Polish, è il nostro esperto di esplosivi... Jason si rivolge ora a loro due ...portate i veicoli in città. Gli hai parlato in italiano?! Fa notare Alice. Si, siamo quattro marine e parliamo correttamente la vostra lingua... come mai questa domanda? Tu parli inglese? Perfettamente. Questa è una splendida notizia, carotina. @Massimo Alberto ridacchia prima di rispondere: la chimica è la mia vita! Puoi considerarmi prima un chimico e poi una spia dell'inquisizione... adesso vieni con me. L'uomo ti porta vicino a Chris e gli traduce tutto quello che gli dici. Dopo un pò però, Alberto inizia a parlare per conto suo con l'americano. Infine si rivolge di nuovo a te: gli ho semplicemente detto che dovrebbe imparare l'italiano. Ad ogni modo il marine è felicissimo di farti da istruttore... del resto è un patito di armi da fuoco. @Felice Mattia risponde: sono delle bizzarre condizioni, signor templare, ma posso accettarle. Le foto che farò le voglio conservare e, con il suo permesso, venderle alla stampa di Roma... tanto il vaticano non accetterà mai queste immagini. Loro vogliono un... un... quello che si definisce "un vero scoop". Ad ogni modo la sua motosega è fantastica, mai visto una coppia di lame su un expiator e voglio immortalarla. @Michele Un sorriso amaro appare sulle labbra di Sonia: immaginavo una risposta simile dal cardinale... ma devo ammettere che una parte di me sperava sul serio in quegli aiuti. Per quanto riguarda la Culla... bhè ...tutti a Torino la conoscono: c'è una teoria che sostiene che si tratta di una setta molto antica e che esisteva addirittura prima del risveglio dei morti. Avete presente quella storia del triangolo magico che ha ai vertici tre città? Torino è una di quelle. Probabilmente è solo una cretinata... ma ha spinto gli eretici ha formare la setta della Culla proprio nel capoluogo. Se volete altre informazioni allora dovete parlare con un esorcista di nome Nevio... Nevio...mmm... non ricordo il cognome. Potete anche provare a rivolgervi al magister Sprenger. Voi siete un inquisitore... di sicuro troverete un modo per fissare un appuntamento con lui. @Vittorio Miriam finge di resistere... anche se in realtà è lei a salire sulla tua moto. Ti indica il sud, oltre l'Ivrea perduta. Inizi così a fare un giro con lei. Poichè tutto il terreno attorno alla città è ricoperto dalla neve, decidi di prendere una strada per questo piccolo viaggio in moto (almeno è più sicuro). Dopo qualche minuto incontrate due morti. Camminano lentamente e sono in uno stato avanzato di putrefazione. Evitarli è semplicissimo. Oramai siete abituati a queste visioni e i defunti non vi fanno alcun effetto. Miriam, dopo un altro paio di minuti, allunga il suo polso sotto il tuo naso, quasi a contatto con la tua bocca. Senti il profumo del sapone che gli hai regalato: lo senti?... non puoi vedere Miriam ma sai che sta sorridendo ...ogni donna di Ivrea mi invidia e devo ammettere che mi piace... mmm ...ora che ci penso non è una buona cosa. Ho sentito di donne finite al rogo, accusate di stregoneria, solo perchè erano troppo belle o fortunate... e alcune persone invidiose le hanno denunciate all'inquisizione. Malgrado la natura del discorso, Miriam resta comunque serena: se mi dovessero denunciare per essere una strega ci penserai tu a farmi scappare? Salgo in sella a questa moto e via... più veloce del vento.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
@Massimo Prendi tutti i libri che cerchi, ma dovrai restituirli a Torino entro un mese. @Michele Il cardinale risponde: le vostre informazioni saranno annotate, di sicuro aiuteranno la squadra sorta per dare la caccia alla bambina. Comunque sia... sappiamo del collegamento tra la "figlia di Satana" e la Culla ...purtroppo gli eretici sono una piaga forse più fastidiosa di quella dei morti. La ringrazio per il vostro aiuto, padre, potete andare. @Tutti Il viaggio di ritorno verso Ivrea è stato rapido e senza problemi. Dovete passare per la zona perduta (sud) per la città per poter superare il ponte. Proprio vicino a questa struttura (sempre nell'Ivrea perduta) si trova un gran manipolo di gente. E' un evento più unico che raro vedere dei civili oltre le mura. Naturalmente un gruppo di excubitores sorvegliano la zona e il doppio mitragliatore sopra la porta cittadina è sempre pronto a far fuoco. Oltre agli excubitores potete vedere anche Spina, Jerry, Chris, padre Eliseo e Aldapaci. Loro e i civili si trovano attorno a diversi veicoli: due carri armati, un altro con ruote (senza cingoli) e un grande camion che rimorchia un paio di auto distrutte. Vi avvicinate a loro e scendete dalle macchine. Iorio raggiunge subito i mezzi cingolati. Proprio in questo momento, dal carro armato più vicino a voi fa capolino un uomo. Per moltissimi cittadini questa è la prima volta che incontrano un afroamericano. E' alto, dalle spalle larghe, calvo e indossa un paio di ray-ban a goccia dalle lenti scure e un abito verde militare. Tra i denti stringe un sigaro consumato a metà e spento. Lo prende e lo infila subito nella tasca sul torace. Scende rapidamente dal carro armato e spiega le braccia: è o non è un amore? Si rivolge a tutti. Ercole Edipo si fa spazio tra i presenti e lo raggiunge. I due si stringono la mano. Mister Edipo? Chiede il marine. Si, piacere di conoscerla. Piacere mio, ma diamoci del "tu". Parlate bene l'italiano. Si, grazie... dopo tutti questi anni nel Santo Impero ho imparato perfettamente la vostra lingua. Come mai non siete mai stato a Ivrea? Perchè quando siamo scappati da Biella mi sono subito recato a Torino per ottenere il permesso di tornare indietro e di recuperare tutti i mezzi ancora funzionanti. I due continuano a fare amicizia. Scoprite inoltre che il marine e il fabbro si sono scritti (negli ultimi giorni) diverse lettere. Ercole era in qualche modo venuto a conoscenza delle intenzioni dell'americano di andare a recuperare i veicoli a Biella, così gli ha chiesto se poteva anche andare a prendere quante più auto possibili, anche rotte. Adesso il fabbro ha tutti i pezzi di ricambio per ricostruire la macchina per Massimo (ciò che gli serve adesso è solo un meccanico). Dagli sguardi dei cittadini di Ivrea capite subito che la presenza di un uomo di colore non è gradita. Il marine però sembra non accorgersene e si volta di nuovo per ammirare i suoi veicoli corazzati. Iniziamo a portarli dentro... qualcosa sul carro armato (quello con ruote) ha attirato però la sua attenzione ...hey! Hey tu! Scendi da lì! Alice Soli è "comparsa" sul mezzo corazzato. La sua caviglia è guarita e la ragazzina non ha potuto resistere all'idea di salire sul veicolo. Ha ancora la mano ingessata, un grande cerotto sulla guancia destra e la testa fasciata. Alice fissa negli occhi il marine e gli dice: questo è un Schwerer Panzerspähwagen Sd.Kfz. 231 8 rad... e inizia a elencare tutte le sue qualità. Il marine inizialmente la guardava con occhi truci ma, durante lo sproloquio di Alice, ha iniziato a sorridere e si è portato la mani ai fianchi. La ragazzina conclude: ...e ha una velocità su strada di circa quaranta chilometri orari. L'americano sorride ancora di più: ma senti senti che roba... ma hai sbagliato un dettaglio. Eh? Il mondo crolla sulle spalle di Alice. Questo gioiellino ha le ruote, non i cingoli. Perciò io ti chiedo... qual'è la sua velocità su strada? Io... non lo so. Avanti, provaci: considera il peso dell'armamentario e dei soldati che possono entrarci, il numero delle ruote... Ti ho detto che non lo so. E io ti ho detto di provarci, forza! Ehm... mmm ...sessant...no ...Ottanta ...ottantacinque chilometri orari! Il marine annuisce: brava ragazza. Dice sussurrando. Alice non è riuscita a sentirlo. I due fissano per un pò. Soli lo guarda con occhi severi: ed ecco che anche lui mi dirà le solite cose: che sono troppo piccola, che la guerra non è un gioco... Cosa porti sulla spalla? Mmm?... Oh ...è un Mosin Nagant. Sei un excubitor? Sono una cacciatrice di morti. Solitaria? Non ho capito. Il marine ridacchia: lavori da sola, carotina, o sei in una banda? Gli occhi di Alice si chiudono a fessura, non ha assolutamente gradito quel nomignolo: il signor Manfredi sta creando una banda, io sarò uno dei suoi membri. L'americano non smette mai di sorridere, trova divertente tutta questa situazione: mi chiamo Jason "D-man" Freeman. Cosa vuol dire "D-man"? Dog man. Non è vero. Si che è vero. Riesco a capire quando qualcuno mente. E tu come ti chiami, carotina? Mi chiamo Alice Soli, cioccolatino. Jason inizia a ridere. @Felice Tra la piccola folla sbuca un ragazzo che ti viene incontro. Ha una macchina fotografica tra le mani. Si avvicina a te e ti sorride: signor templare, mi chiamo Mattia Grimi, giornalista laico di Biella. Hem... vado subito al sodo: voglio fotografare lei e quel mostro di motosega che avete con se. @Vittorio Senti Miriam alle tue spalle che ti chiama. La donna ha uno (strano) tono malizioso. Quando ti volti per vederla vieni colpito al volto da una palla di neve. Senti Miriam ridere.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Il cardinale vi indica il nome di un altro tedesco presente sulla lista: lui... Harold Schreder. E' lui l'unico uomo, oltre a Heidermann, a saper parlare italiano. Schreder non è un soldato ma un dottore. Tutti gli altri invece sono soldati semplici. Comunque sia... anche se Santa Barbara è distrutta viene ancora considerata una città. Stiamo aspettando che sue eminenza Santarosa dia il permesso ai tedeschi di spostarsi da Ivrea a Santa Barbara. Non temete, non ci vorrà molto. Salutate come si deve il cardinale e uscite dal suo studio. Solo un secondo... dice infine quest'ultimo ...voglio parlare in privato con padre Della Torre. @Michele Resti da solo con il cardinale (la sua scorta, il prete e il portavoce). L'uomo dice: riguarda la "figlia di Satana"... oramai tutti la chiamano così... intendo dire ...tutti coloro che sono a conoscenza della bambina la chiamano "figlia di Satana". Tsk! Il caso Ombrosi è stato un vero disastro per magister Sprenger. Dovete sapere, padre Della Torre, che Torino si sta occupando di dare la caccia a Eleonora. Per essere chiari, è stata creata una squadra per scovare la "figlia di satana". Probabilmente conoscete già alcuni suoi membri come ad esempio fratello Achille Dei Bartolomei e padre Nevio, esorcista di Torino. Voglio che mi raccontiate ogni cosa che avete scoperto sulla bambina, ogni informazione può essere utile per aiutare la squadra. Vi comunico, inoltre, che la "figlia di satana" è stata avvistata nei pressi di Vercelli. @Felice
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Il Cardinale risponde: i tedeschi devono recuperare una statua di venti centimetri. E' antica e il suo valore, per la Germania, è inestimabile... così tanto da mettere in pericolo la vita di alcuni suoi uomini. Non preoccupatevi, non si tratta di un'arma o di qualcosa che può essere usata di noi. Fa una piccola pausa, poi continua: Ebbene... il vostro compito è quello di ospitarli a Ivrea, di scortarli a Santa Barbara e di aiutarli a recuperare l'oggetto. Dovete fare di tutto per proteggerli! Questo è un ordine del Santo padre! Gli altri cittadini di Ivrea che sono con voi sono perplessi. E' ovvio che non gradiscono nulla di questa storia. Sonia (interrompendo il cardinale) chiede: sua eminenza, mi scusi, ma perchè ospitare i tedeschi a Ivrea? Voglio dire... non mi tiro di certo indietro di fronte a un comando del papa ...ma non capisco perchè Ivrea e non una città grande e forte come Torino. Anche se c'è un accordo tra noi e i tedeschi... quest'ultimi restano comunque dei nostri nemici. Non vogliamo che i nazisti entrino nel capoluogo. Non vogliamo mostrargli le nostre forze, il nostro aeroporto e tutti i punti sensibili della città più potente del Santo impero... dopo Roma, ovviamente. Ivrea è comunque vicina a Torino e si trova a due passi da Santa Barbara, inoltre sappiamo che un paio di voi hanno già visitato le rovine del paesino distrutto. Interviene padre Guglielmo: io so che magister Sprenger ha visitato Santa Barbara... possiamo chiedere il suo aiuto per questa missione? Il cardinale scuote la testa: l'illustrissimo magister è impegnato con altre faccende e... mi avete appena fatto ricordare una cosa... si volta verso Michele ...più tardi, io e lei dobbiamo parlare in privato. Sonia si rende conto in questo momento che il cardinale non ha ancora risposto ad una domanda di Felice: sua eminenza, chi sono i tedeschi che verranno a Ivrea? Non temete, i tedeschi ci hanno dato una lista dei soldati che ospiterete tra due giorni. Roma ha anche richiesto preventivamente un elenco di tutti gli oggetti che porteranno con loro. Il cardinale apre un cassetto della scrivania, afferra una cartella e la passa a voi. Lì ci sono i nomi dei tedeschi e tutto ciò che hanno dichiarato di portare nel Santo Impero. Bagnoli continua: ovviamente, i teutonici hanno altre regole da rispettare: non possono portare armi all'interno di Ivrea, quindi vi dovranno consegnare il loro arsenale una volta varcate le vostre mura. Non potranno visitare altre città e non potranno lasciare Ivrea senza il vostro permesso e senza una scorta scelta da voi. Non potranno inoltre entrare nelle chiese sfoggiando i loro simboli. Se uno solo dei tedeschi non rispetta queste regole... o ha con se qualcosa che non ha dichiarato precedentemente ...allora avete l'ordine di ucciderli tutti. Chi li comanda? Chiede sempre Sonia. Il cardinale deve leggerlo sulla cartella (per evitare di sbagliare la pronuncia): il suo nome è Sebastian Heidermann. Genealmajor Heidermann. Laureato in legge all'università di Leipzing. Entrò nella Heer negli anni trenta e ha subito fatto carriera per le sue doti tattiche, furbizia e anche per la sua abilità di accattivarsi le simpatie dei suoi superiori. Ha trascorso diversi anni in Italia e parla correttamente la nostra lingua. Sonia legge ancora una volta la lista di nomi nella cartella: undici... sono undici tedeschi, compreso il generalmajor, ma qui leggo una donna che porta il cognome di Heidermann. Oh si, il generalmajor non si separa mai da sua figlia, Aurelia Heidermann. Non è un soldato ma, ovviamente, anche lei dovrà rispettare le regole e i limiti dettati dal vaticano. Sua eminenza, Roma ha parlato e noi eseguiremo gli ordini... su questo non ci sono dubbi! Ma Ivrea volge in uno stato pietoso: l'assedio dei morti ha creato molte vittime, molti feriti... senza parlare dei danni alle strutture, alle mura e al campo agricolo. Torino non può inviarci qualche sostegno? Lo so che avete già mandato diversi uomini a sorvegliare le brecce nelle mura... ma con l'arrivo dei tedeschi avremmo bisogno di un ulteriore supporto. Bel tentativo! Gli ordini di Roma non si discutono, come giustamente avete precisato, perciò... se il Santo padre vi ha incaricato di questa missione, significa che avete già la forza e le risorse necessarie per portarla a termine. Non metto in dubbio la saggezza del papa... non si può mettere in dubbio ciò che non esiste. Ben detto, portavoce. Ehm... veramente non sono più portavoce, sua eminenza. Lo so, sono consapevole di ogni cosa che accade a Ivrea. Avete rinunciato a tale titolo ma... fino a quando padre Bartolo non nominerà un nuovo protavoce, voi siete ancora il capo degli excubitores. Il padre semplice, sentendosi "tirato in ballo", interviene: è solo questione di tempo, sua eminenza. A breve nominerò un nuovo portavoce. Il cardinale alza una mano e sorride: suvvia, padre, non era una critica nei vostri confronti... non mi sognerei mai di farlo... si rivolge ora a tutti voi ...è tutto chiaro quello che dovete fare? Ci sono domande? Sonia alza leggermente la mano (imbarazzandosi subito per quel gesto): dove vivranno i tedeschi a Ivrea? Abbiamo assegnato a loro alcune case disabitate... Heidermann e sua figlia però saranno ospiti nella villa Manfredi. Dobbiamo dimostrare alla Germania che sappiamo accogliere nel migliore dei modi anche il più velenoso dei rivali, ecco perchè la dimora di Manfredi è adatta a tale scopo. Altre domande?
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
@Michele @Vittorio (Flashback) Il clacson della tua moto è inconfondibile per Claudia. Puoi sentire la donna esclamare il tuo nome quando passi sotto casa sua. Si affaccia dalla finestra del primo piano e, subito dopo, anche Miriam, Spina e Angelica fanno capolino al suo fianco. Sono sollevate nel vederti sano e salvo. Più tardi Claudia ti confiderà che Miriam era preoccupata per te. @Michele - Felice - (tutti) Il vostro fabbro (Ercole Epito) vi dice che può riparare le vostre armature... ma solo per questa volta. Il metallo per le protezioni inizia a scarseggiare ad Ivrea e Torino non può rifornire la sua fucina. Ercole crede che il capoluogo non vuole "sprecare" delle materie preziose per un paesino troppo piccolo come Ivrea. @tutti usate i due veicoli militari di Novara per raggiungere Torino. Ovviamente Vittorio vi segue con la moto. Questa volta il viaggio si è rivelato più lungo del previsto: neve e un certo manipolo di morti vi hanno bloccato il passaggio. Iorio e Chris vi hanno accompagnato. Questi uomini, con tutto l'armamentario che portano, hanno sterminato da soli tutti i cadaveri incontrati durante il vostro cammino... anche se un paio di volte i defunti stavano per raggiungere le vostre vetture. Una volta a Torino vi recate subito verso il duomo. Un padre semplice e un pugno di probi viri vi stavano già aspettando. Costoro vi conducono in un dalle stanze più alte del duomo. Si tratta di uno studio ampio e ben illuminato. Gli arredi sono di lusso: mobili del diciottesimo secolo, scrivania in dolomite, diverse icone con cornici in oro, tappeti persiani e in un angolo si trova un pianoforte a coda lunga in legno di ciliegio. Padre Bartolo è l'ultimo di voi che entra nello studio (Iorio e Chris aspetteranno di fuori). Il frate osserva la magnificenza di questa stanza. I suoi occhi si soffermano su un armadio, al suo interno, oltre il vetro, si possono notare diversi "tesori": un calice d'oro tempestato di rubini, papiri antichi e addirittura una reliquia di un santo. Dietro la scrivania si trova il Cardinal Bagnoli. E' un uomo di circa sessant'anni ma ancora forte, con la schiena dritta e le spalle ampie. I suoi capelli sono leggermente mossi, grigi e ben stirati all'indietro, i suoi occhi sono piccoli come fessure. Ha un naso grande, svetta dal volto come una piramide in una prateria. Porta un folto pizzetto argentato. Indossa abiti bianchi con particolari rossi e gialli. Ha una collana doro con un crocefisso e al mignolo porta un anello con un rubino così prezioso che potrà valere quanto la (ex) villa dei Gambali. Dietro il cardinale si trovano due templari in armatura pesante, un parroco e un altro uomo. Quest'ultimo potrà avere al massimo quarant'anni. E' alto e magro, molto affascinante, con capelli neri, occhi blu e due sottili baffi. Dopo che vi siete presentati, il cardinale vi informa che i due templari sono i migliori membri della sua scorta personale, il parroco è uno dei padri semplici e l'ultimo uomo è il portavoce di Torino (eletto tale da poco). Il cardinale vi fa accomodare e vi chiede se avete fame o sete. La sua è una voce profonda e ammaliante. L'uomo non ha alcuna fretta e inizia a farvi "domande di cortesia": com'è la situazione a Ivrea?... Come avete chiamato il vostro doppio expiator?... Quali opere si nascondono nella villa Manfredi?... E' stato restaurato l'affresco nel duomo? Dopo un pò, il cardinale cambia discorso: come alcuni di voi sanno... esistevano, ancora prima della seconda guerra mondiale, dei patti tra il vaticano e la Germania nazista. I tempi sono cambiati... oh, se sono cambiati! Nonostante questo però quei patti vivono ancora. In questi anni il Santo Impero e il Quarto Reich hanno tentato una sorta di "armistizio". Purtroppo però le due nazioni sono troppo diverse tra loro. Un giorno, spero lontano, torneremo in guerra... ma fino ad allora i pochi accordi che sono sopravvissuti devono essere rispettati. Il cardinale vi guarda tutti negli occhi: fin qui è tutto chiaro? Padre Guglielmo interviene: mi permetta di rivolgerle una domanda, eminenza: se ho ben capito... Roma e Berlino sono eterne rivale ma esistono una sorta di patti segreti nonostante l'odio tra le due nazioni?! Esatto. E... sua eminenza ...questi patti cosa comportano? Intento... cosa prevedono questi accorti? Il Santo padre mi ha dato il permesso di rivelarvi solo alcuni contenuti di uno solo di questi patti... il cardinale si interrompe per qualche secondo ...tra due giorni, un manipolo di soldati tedeschi giungerà a Ivrea. Dovete sapere che, prima dell'avvento dei morti, i nazisti che occuparono l'Italia avevano trovato qualcosa di estremamente importante per loro. Dei soldati stavano portando "l'oggetto" a Berlino ma i morti li hanno bloccati a Santa Barbara. Dopo anni di ricerche e trattative con Roma, la Germania è riuscita a localizzate di nuovo "l'oggetto" perduto. La squadra che tra quarantotto ore giungerà nel vostro paese ha l'incarico di recarsi a Santa Barbara per recuperarlo.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
@tutti Abbandonate questa fucina per cercare l'uscita del monastero. Ripercorrete a ritroso i corridoi e le stanze che avevate superato e vi ritrovate di nuovo in una chiesa (quella oltre il giardino). Un gruppo di monaci si sono ammassati nella navata. Stanno recitando una messa funebre e il Fabbro (finalmente lo incontrate) si trova dietro il leggio, al fianco dell'altare. Tutti loro hanno gli occhi rossi. Potete vedere, sulla carni di alcuni monaci, vecchi segni di graffi e morsi. Il Fabbro sta recitando in latino una preghiera dedicata al Cacciatore mentre gli altri fratelli continuano a cantare il requiem gregoriano. Vicino la porta dell'uscita potete vedere Orlando, i tre conversi e Magda. Sono tutti scioccati nel contemplare la scena di fronte a loro. L'inquisitore si avvicina a Magda e gli prende un polso. Lentamente tutti loro aprono la porta ed escono dalla chiesa senza fare il minimo rumore, temendo di attirare i morti verso di loro. Li seguite. Correte così verso l'uscita del monastero e raggiungete di nuovo le auto. Le mettete in moto e vi allontanate da questo luogo maledetto. Durante il tragitto nessuno converso (neanche Magda) osa dire una parola. Solo Orlando recita un preghiera in sottovoce in onore del suo uomo rimasto ucciso nel convento. Tornate ad Ivrea. Orlando non vuole rientrare in città, così vi fa scendere vicino al ponte. Le porte nelle mura si aprono e l'inquisitore vi saluta e vi ringrazia per il vostro aiuto, infine si rivolge a Della Torre: le scriverò in questi giorni, mi firmo con un quadrato bianco... non con il mio nome. Lui e la sua squadra vi salutano prima di rimettersi in viaggio verso est. /---------------------------------------------------/ Projekt: S.R.M. 11 - 12 - 1957 Ivrea si risveglia immersa nella neve. Nuvoloni grigi coprono il cielo. Nonostante sono le prime ore del mattino, la città è avvolta da un'oscurità simile a quella della sera. Una lettera è appena giunta nel duomo. Ha il simbolo papale. Il messaggio è diretto a più di un uomo: i due inquisitori, Sonia Ferretti, fratello Massimo, fratello Felice, Vittorio Manfredi, padre Guglielmo (il nuovo padre penitenziale) e padre Bartolo (il nuovo padre semplice). Siete stati tutti convocati dal cardinal Alberto Bagnoli per un incontro segreto nell'arcidiocesi torinese.
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Orlando e i suoi conversi controllano i propri fucili e li ricaricano. Troppe poche... sussurra l'inquisitore ...abbiamo troppe poche munizioni. Alza gli occhi verso i suoi conversi e gli indica la porta di uscita con un cenno del capo. I tre escono dalla fucina. Felice intanto rimuove il lenzuolo dall'oggetto nascosto sul baule, scoprendo così una doppia corona. Assomiglia ad un conglomerato di strumenti di tortura (in scala ridotta) da cui fuoriescono una coppia di seghe circolari. Su quest'ultime sono state dipinte delle scene che raffigurano il livello più basso dell'inferno, dove il diavolo banchetta con i corpi dei dannati. Una riproduzione della vergine di ferro costituisce il "corpo principale" dell'arma, al suo interno si trova il motore e il serbatoio per la benzina. Aprite la piccola cassetta con una delle chiavi che avevate trovato nel piccolo studio poco fa. Al suo interno si trovano una serie di appunti e schizzi fatti con una matita. Sono i disegni per un expiator minor, raffigura un il volto e il busto di un angelo, dalle fattezze femminili, con le braccia incrociate sul petto e le mani congiunte, gli occhi chiusi e le guance "rigate" dalle lacrime. Dietro di lei si possono vedere due ali piumate e ampie, chiuse e più alte del capo dell'angelo. In altri fogli sono stati appuntati alcuni calcoli: il peso dell'arma, la capienza del serbatoio... C'è anche una lettera scritta dal Fabbro (e mai spedita) ad un certo fratello Leo. In questa lettera, il benedettino parla dell'expiator a forma di angelo. Lo chiama Lacrymosa e sostiene di aver seguito passo dopo passo le indicazioni trovate in un libro scritto da frère Gerard (il frate folle di Avignone) per la sua reazione. Il Fabbro però raccomanda a fratello Leo di stare attento a mostrare la Lacrymosa (nella lettera non è specificato il motivo). Controllate gli armadi e il baule. Ci sono dei vestiti da frate, alcuni strumenti semplici (martello, chiave inglese...) e altri fogli. Sono altri appunti del Fabbro, riguardanti frère Gerard. Scoprite così che il frate di questo convento era ossessionato da lui. Nel corso degli anni ha accumulato molte informazioni riguardanti il benedettino di Avignone, ha persino provato a mettersi in contatto con lui, senza però riuscirci. Voleva imitare le sue armi ed era anche interessato ai quadri e agli affreschi che frère Gerard realizzò nell'ultimo periodo della sua vita. Sono tutte opere riguardanti lo stesso soggetto, il Cacciatore. Sembra che questo "mostro" sia stato avvistato ad Avignone, molto tempo fa, e che abbia subito colpito l'interesse di Gerard. Il frate francese scoprì molte cose del Cacciatore... il Fabbro ha tentato di acquisire queste informazioni ...ma i suoi sforzi sono stati vani. L'unica cosa che ha scoperto è una "leggenda" che circolava tra gli uomini della Francia meridionale e messa a tacere dall'inquisizione: a quanto pare il Cacciatore era un uomo prossimo alla morte ma un giorno il Diavolo si mostrò a lui sotto le sembianze di un corvo. Il Cacciatore offrì la sua anima in cambio della salvezza. Il corvo gli diede quindi il permesso di bere il sangue preso direttamente dal suo cuore, così da suggellare il patto. Per questo motivo il Cacciatore veniva soprannominato "sangue di corvo". L'inquisitore che ha informato Roma di questo fatto e che ha censurato ogni informazione riguardanti il Cacciatore è magister Ludovico Montenero. Si tratta di un uomo misterioso ed enigmatico che opera principalmente nella Piccola Italia. Di lui si sa pochissimo: è stato uno dei primi uomini a guadagnarsi il titolo di magister e per molto tempo ha vissuto a Parigi per contrastare l'avanzata nazista nell capitale francese. Le vostre ricerche (in questa stanza) finiscono qui. Un canto si eleva in questo momento in una navata molto vicino a voi. Si tratta di un requiem (come quello che avevate udito in un altro stanzone). Fratello Felice, intanto, sta cercando se ci sono dei componenti ancora utili per expiator e corone. Riesce a trovare un paio di catene dentate in buono stato, un motore intatto e una tanica di benzina (venti litri). @Felice @Michele
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@Felice @Vittorio - tutti Orlando si rivolge ad uno dei suoi conversi: esci fuori e chiama gli altri, fagli sapere dove siamo. Se ci sono pericoli però torna qui e sbarra la porta. Tu intanto prendi un martello e inizi a colpire il lucchetto che blocca la porta dietro l'armadio. L'inquisitore si guarda attorno, del resto non avete ancora avuto modo di perlustrare la stanza. Scopre così che, dietro un forno, si trovano diverse componenti per motoseghe: catene dentate rotte, motori con vari problemi, lamiere di metallo e altro. Cavolo... esclama Orlando ...questo è un cimitero di expiator e corone. Rompi infine il lucchetto. L'inquisitore e un converso si avvicinano a te, stringono forte le armi da fuoco pronti ad usarle in caso di pericolo. Capo! Il converso di guardia alla fucina fa sobbalzare Orlando. Cosa vuoi?! Eccoli! Li ho trovati! Felice, Massimo e Michele raggiungono la fucina. Potete vedere Orlando che imbraccia la sua nuova motosega. Non vedendo Magda con voi, l'uomo inizia a preoccuparsi e ordina ai suoi due conversi di raggiungerlo e di tornare indietro insieme a lui. Vittorio intanto entra nella porta che ha appena aperto. Si tratta di un piccolo studio: al suo interno ci sono dei quadri (appesi sui muri) con delle immagini sacre come soggetto, un tavolo di legno massiccio e due armadi di alluminio. In un angolo della stanza si trova un grande mobilie simile ad un baule. Lì sopra c'è qualcosa coperto da un telo bianco. Si tratta di un oggetto enorme e dalla forma complessa. Sul tavolo ci sono tantissimi fogli, una piccola cassetta di metallo e una serie di fotografie. Queste ultime ritraggono un affresco. I dipinti nelle foto descrivono un uomo morente vicino un bosco. Si tiene il costato mentre perde sangue. L'uomo, dopo aver camminato per un pò, si accascia al suolo pronto ad esalare il suo ultimo respiro. E' proprio in questo momento che un corvo lo raggiunge. I due sembrano parlare e alla fine l'uomo allunga una mano verso l'animale e gli prende il cuore dal petto. Il volatile sembra non sentire alcun male. Il moribondo beve il sangue dal cuore. Nell'ultima foto si può vedere l'uomo smettere di sanguinare e rialzarsi. Non è più ferito e ora sembra star bene, la sua schiena è dritta (non più curva come una persona che soffre) e i suoi occhi sono rossi.
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Vittorio agita ancora la sua spada contro un altro morto. Questa volta però l'uomo fende solo l'aria, mancando il bersaglio. Dalla sua posizione però riesce in poco tempo a raggiungere la chiesa. Orlando e i suoi conversi hanno già aperto la porta e la richiudono dopo il tuo passaggio. Massimo tenta di tornare in giardino ma si scontra con un muro di morti che gli bloccano il passaggio, arrestando di conseguenza anche l'avanzata di Michele. Magda e il converso dietro l'inquisitore decidono invece di scappare dalla parte opposta, ovvero verso il corridoio. Superano la porta bloccata dalle catene... che un secondo dopo viene sfondata (Magda e il converso scompaiono alla vostra vista). Irrompono ora nel corridoio un templare armato con un expiator minor e sette morti. Questi ultimi non sono se tedeschi ne monaci. Sono armati con spade e altre armi bianche. Felice intanto carica il morto incappucciato, lo sorprende e lo butta al suolo. Il defunto però dimostra di avere (come alcuni altri cadaveri) una forza disumana. Impiega giusto qualche secondo per ottenere un vantaggio in questa situazione: riesce a costringere Felice a sdraiarsi al suolo, con il ventre contro il terreno, per poi salire la sua schiena, bloccargli gli arti e immobilizzandolo. Due morti tedeschi si avvicinano a lui e gli puntano le armi sull'elmo... mentre il cadavere mutilato corre a prendere il fucile caduto a terra. I morti vi hanno circondato e bloccato. Il defunto incappucciato solleva ora una mano verso l'alto e tutti gli altri cadaveri si bloccato e abbassano le armi. Il templare spegne anche la motosega. sprofondate in un silenzio irreale. Infine, il morto incappucciato si alza, liberando così Felice. Inizia a tremare e agitarsi... e dopo diversi sforzi riesce a parlare: Ite, hoc magna mihi movet fastidia. Pedicabo ego vos et irrumabo. Con una mano, il morto vi fa segno di andar via. @Vittorio Dei morti vi stanno inseguendo. Orlando e i suoi due conversi corrono per la navata della chiesa. Li segui. L'inquisitore entra in un corridoio, supera la sacrestia per poi prendere un altro corridoio. Dietro di voi sentite i ruggiti dei morti mentre vi inseguono. Orlando non sa dove sta andando ma i suoi conversi lo seguono senza alcuna obiezione. Le stanze e i corridoi mutano: il marmo viene sostituito dalla rude roccia e in poco tempo avete la sensazione di trovarvi in un castello nell'epoca medievale. Qualcosa attira l'attenzione di Orlando. Si tratta di una porta di ferro semichiusa, inizia a tirarla e deve farsi aiutare dai due conversi per poterla aprire. La varcate ed entrate in quella che è la fucina del Fabbro. Tutto giace nel silenzio più assoluto (oramai siete riusciti a scappare dai morti). Questo luogo sembra una fusione tra una fucina e una chiesa. Ovunque ci sono diversi strumenti da fabbro e alcuni elementi che potresti trovare in una cattedrale: acquasantiere, statue, bibbie... Su un piedistallo però si trova un oggetto che sembra esser stato risputato dai più oscuro degli inferni. E' di metallo nero e lucente, lungo e dall'aspetto pesante, lavorato nei minimi dettagli. Raffigura due creature serpentiforme, una al fianco dell'altra, dalla testa tonda e con le fauci spalancate. Non hanno occhi, naso o orecchie... solo un enorme bocca piena di denti affilati. I loro corpi si uniscono in una forma allungata e complicata, piena di spire e altri elementi che rendono ancora più mostruosa la figura. Restate per qualche secondo a contemplare quella "cosa". Orlando infine si avvicina e inizia ad ispezionarla. Nota ora la presenza di una piccola leva nascosta tra i particolari di quel metallo nero. Non appena la tira, due seghe circolari scattano e compaiono tra le fauci dei due mostri. Lo sapevo! Urla Orlando di gioia. Inizia a maneggiare quello strumento e trova subito il serbatoio della benzina, lo apre e l'odore di urina lo investe. Lo sapevo! Dice con tono rammaricato. Riesci, in questo momento, a notare un'iscrizione sull'arma: la pietra scartata è diventata testata d'angolo. Un converso di avvicina a lui: capo... è....? E' bellissima... risponde l'inquisitore mentre svuota a terra il contenuto del serbatoio ...mi dispiace che sia costata la vita di uno di noi. Quest'arma è ancora più bella di quanto mi aspettassi. Questa lama la chiamerò "Pianto" e questa qui invece "Stridor di denti". Cosa facciamo adesso? Troviamo la motosega di Della Torre, ci riuniamo con altri e scappiamo via da qui il prima possibile. Il secondo converso esclama: capo! Cosa c'è? Ho trovato una porta, ma non riesco ad aprirla! Dove? Questo converso, mentre Orlando studiava la Corona Spinarum, è riuscito a notare una porta di metallo nascosta dietro un mobile di legno. Un pesante lucchetto vi impedisce di aprirla.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Felice si scaglia contro uno dei morti armati. Quest'ultimo solleva il fucile contro di lui ma il templare accelera la sua corsa e solleva la spada verso l'alto per poi abbassarla rapidamente. Un arco d'argento viene disegnato a mezz'aria e, un istante dopo, la mano armata del morto del morto si stacca dal resto del corpo. Il taglio è stato netto e preciso. Attraverso il moncherino si possono vedere i tendini, i muscoli e le ossa del braccio perfettamente sezionati. Vittorio intanto sventra un altro morto, svuotando così il suo ventre da tutti suoi organi. Manfredi riesce anche ad evitare il morso di un secondo cadavere vicino a lui. Michele colpisce ancora al torace il suo avversario. Magda lo affianca e spara alle rotule del cadavere, il quale crolla a terra. Un forte rumore fa ora voltare la donna, l'inquisitore e il converso. La porta bloccata inizia ad aprirsi. Solo un'ultima catena è rimasta intatta. Dalla fessura tra le ante, oltre la motosega, fanno capolino una dozzina di braccia dalla pelle grigia e piena di piaghe. Urla e lamenti provengono da quella zona. Dobbiamo andarcene!... Dice Magda ...altrimenti ci circonderanno! Un morto salta su Michele e gli affonda i denti nel cranio. Una cascata di sangue inonda il volto dell'inquisitore mentre Magda spinge via il defunto. Un cadavere, armato con una doppietta, gira attorno ad un'alta siepe e sorprende alle spalle Orlando e un converso. Quest'ultimo viene raggiunto da un colpo del fucile. La rosa di piombini gli entrano nel torace con una tale forza che l'uomo si solleva da terra e viene sbalzato all'indietro. E' morto ancor prima di toccare terra. Orlando guarda incredulo il suo converso... che ha ancora gli occhi aperti e rivolti verso l'alto. Sotto shock, l'inquisitore ha alzato istintivamente le mani. Fissa ancora il suo uomo, poi guarda il morto che lo ha ucciso... per poi scappare verso gli altri due conversi presenti sul giardino. Uno di loro voleva raggiungere il suo compagno colpito a morte... ma Orlando, passando al suo fianco, gli afferra un polso e lo spinge contro la porta della chiesa. Il secondo converso lo segue senza obiettare. I tre spalancano le ante ed entrano nell'edificio. Sentite Orlando urlare: scappate! Scappate! Non sapete se si sta rivolgendo a tutti voi o solo ai due conversi... del resto la battaglia si sta facendo sempre più caotica. In questo momento il morto incappucciato raggiunge il centro del giardino, si volta verso il converso ucciso e allunga una mano verso di lui. Un istante dopo l'uomo spalanca gli occhi. Sono rossi. Il converso si solleva da terra senza muovere alcun muscolo, semplicemente inarcando il torace (sembra posseduto). Solo ora il morto incappucciato torna a fissare Felice. Il templare viene raggiunto in questo momento dai defunti che imbracciano i fucili. Fanno fuoco contro di lui.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Felice avanza verso il morto incappucciato e tenta un fendente contro di lui. Il cadavere riesce a deviare il colpo e prepara un contrattacco... ma si blocca all'ultimo istante. Felice conosce l'arte della scherma e sa come muoversi in duello senza abbassare le difese. Per questo motivo il morto non sa come comportarsi e decide quindi di arretrare. Intanto fratello Massimo sega in due un altro monaco. Parte del suo sangue bagna il giardino e un'altra gran quantità imbratta il muro del corridoio. Vicino a lui, Vittorio apre in due la pancia di defunto e con un calcio lo getta al suolo. Anche Michele trafigge un monaco, la sua lama penetra nel torace del nemico. Quest'ultimo però è ancora in grado di combattere e, insieme ad un altro defunto, carica Della Torre. Diversi morti si scagliano contro i due conversi vicino la rimessa. I due, forse per paura, aprono il fuoco senza neanche mirare... facendo però una strage. Dalla parte opposta del giardino, in questo momento, giungono altri cadaveri: alcuni sono monaci altri invece indossano la divisa delle ss e imbracciano armi da fuoco. Orlando (che intanto viene costretto in un angono del giardino) urla: questi ci vogliono separare! Maledizione! Ora iniziano ad essere troppi! Ci massacrano se non ci spostiamo!
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Orlando e i quattro conversi puntano le armi contro i morti. Un converso si rivolge all'inquisitore: capo, quanto monaci ci sono qui dentro? E io cosa ne so?! La struttura è grande... come minimo stiamo parlando di trenta monaci ...come minio! Viene aperto il fuoco. I proiettili trapassano i cadaveri ma questo non riesce ad arrestare la loro avanzata. Il primo monaco lascia cadere l'incensiere e inarca la schiena fino a quando non tocca il terreno con la schiena. In questa posizione (il ponte), il defunto si volta verso di voi e inizia a camminare a quattro zampe. Lui e gli altri monaci vi travolgono. Hanno una forza disumana. Riescono a separarvi e a spingere alcuni di voi all'interno del corridoio. Si tratta dello stesso corridoio in cui si trova la porta bloccata con catene e lucchetti. In questo momento una catena di una motosega si infila tra quelle due ante e cerca di tagliare la prima catena che incontra. Scintille incandescenti si riversano a terra come una fontana di piccoli tizzoni. Qualcuno, con una motosega, sta cercando di sfondare la porta. Nel frattempo, il morto incappucciato cammina verso di voi e dalla tonaca sfodera una grande spada.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Due conversi si avvicinano a Felice e Massimo, per poi scattare verso il corridoio a sinistra e puntare i fucili in avanti. Si rilassano quando scoprono che non c'è alcuna minaccia. Il corridoio termina con una porta a due ante munita di due oblò. Attraverso il vetro potete vedere cosa c'è oltre: si tratta di un giardino abbracciato dalle mura del convento. Alcune siepi sono molto alte. Entrate tutti nel giardino e vi guardate attorno. Alla vostra sinistra c'è un grande muro senza finestre o porta. Sapete che oltre quella parete si trova il grande salone spoglio in cui avete trovato l'expiator di Felice. Alla vostra destra c'è una piccola rimessa e un grande complesso, forse un'altra chiesa. Di fronte a voi invece, oltre il giardino, si trova un altro muro imponente con una porta a due ante. Un rumore appena impercettibile vi va scattare verso un punto del giardino. Oltre una grande siepe fa capolino un prete. Veste una tonaca nera con una stola viola, il colore liturgico per i funerali. La pelle è grigia e raggrinzita e i suoi occhi brillano di una sinistra luce rossa. In mano regge un incensiere acceso e lo fa delicatamente oscillare per spargere nell'aria un fumo dall'odore forte e deciso. Un secondo dopo dei monaci compaiono dietro di lui. Vestono di nero e sono anche loro dei morti dagli occhi rossi. Uno di loro regge un grande cero e un altro porta un lungo bastone levigato sulla cui estremità è stata ritagliata la sagoma di un corvo dalle ali spiegati. Infine, alla coda di questo piccolo corteo di morti, c'è un ultimo frate. Veste una tonaca nera e ha il cappuccio (grande e a punta) sulla testa. Non gli vedete il volto. E' un tipo alto e la sua postura è leggermente ricurva. Alza una mano (indossa anche dei guanti neri) e vi indica. I monaci iniziano a camminare verso di voi.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
@Felice - (tutti) \---\ Felice calcia la porta di fronte a voi. Le due ante si spalancano e sbattono contro le pareti. Potete vedere il corridoio continuare ad avanzare per qualche metro, incrociarsi con un altro corridoio per poi terminare con un'altra porta. Anche questa è a due ante, ma il legno che la compone è più spesso e pesante rispetto all'ultima. Catene e lucchetti la tengono chiusa. Sull'arcata è stata disegnata una croce e una scritta riporta la frase: possa Dio aver pietà delle vostre anime. Sul pavimento c'è una grande pozza di sangue: ha la forma di una chiazza con un segno di trascinamento verso sinistra. Vittorio intanto sale le scale per controllare cosa c'è di sopra. Scopre così la presenza di un corridoio lungo e buio che termina con un intersezione a "T" e, poco più avanti, quello che sembra essere un balcone interno. Ad entrambi i lati del corridoio si trovano tre porte di legno spesso. La terza alla destra di Vittorio ha una targhetta di metallo ma Manfredi (dalla sua posizione) non può leggere cosa c'è scritto sopra. Sul pavimento si trova un piccolo e semplice vaso con una piantina verde. Orlando è ancora vicino al piccolo studio (dove avete trovato le chiavi e gli appunti sull'expiator) e dice: non dividiamoci, scegliamo una strada. =======================================================================
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Orlando finisce di ricucire Magda, prende poi delle bende e fascia la ferita: ecco qua! Come nuova... vuoi che ti dia un bacio sul pancino?! Magda lo fulmina con lo sguardo: hai sempre voglia di fare lo scemo? L'inquisitore la ignora, sta ascoltando i vostri discorsi e commenta: a questo punto ci muoviamo tutti. Giusto... si intromette un converso ...quei cosi sono ancora là fuori e ci stanno dando la caccia. Anche se in questo luogo regna la calma non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia. Prima di uscire dall'infermeria però, Felice controlla il suo expiator. E' un arma titanica e pesante, ecco perchè i benedettini gli istallato una fascia per la schiena. Nascoste vicino l'impugnatura ci sono una serie di piccole leve. Il templare è riuscito a notarle solo ora. Ma solo aprendo il serbatoio della benzina si capisce perchè l'expiator non è partito. Un odore nauseabondo "travolge" Felice. Orlando, incuriosito, si avvicina a lui. Anche l'inquisitore non può non avvertire quel tanfo: mpf! Qualcuno ci ha pisciato dentro! Pessimo... davvero pessimo! Non ti preoccupare, i benedettini hanno delle riserve di benzina... altrimenti come possono collaudare le armi? Inoltre il Fabbro, ogni volta che invia un'arma, la spedisce già con il serbatoio pieno. Vedrai che con un pò di fortuna troveremo il carburante... spero che nella mia nuova corona non ci trovo il piscio! Aprite le altre porte del corridoio. Le prime due stanze sono solo uno sgabuzzino e un bagno. La terza camera è un piccolo studio "sepolto" da qualche libro e da un'infinità di fogli. Sono appunti scritti tutta dalla stessa mano (la calligrafia è identica su ogni pagina). Su uno di questi fogli è stato disegnato uno schizzo dell'expiator a due lame. Un appunto dice: è stata montata una fascia per la schiena per sostenere il peso dell'arma. L'expiator non potrà essere usato per colpi dall'alto verso il basso, si raccomanda di usare affondi e fendenti orizzontali. In un altra pagina invece c'è scritto: inizialmente avevamo pensato a due serbatoi per alimentari i due motori, ma ci siamo resi subito conto che il peso finale diventava proibitivo anche per il più forte degli esseri umani. Abbiamo così rimosso i due serbatoi per crearne uno solo, più grande del normale. I calcoli indicano che la motosega ha una autonomia inferiore, rispetto agli altri expiator, del 33%. Un ultimo appunto dice: le due lame della motosega girano una in senso orario e una in senso antiorario. Le piccole leve montate vicino al manico servono a regolare la velocità delle due catene dentate. Capo! Un converso chiama Orlando. L'uomo ha trovato un mazzo di chiavi in un cassetto. E' un anello di ferro su cui si trovano una ventina di grandi chiavi più una minuscola... troppo piccola per aprire una porta. L'inquisitore le prende e si guarda intorno: nella stanza non c'è nessuna fessura. Capo! Un altro converso, fuori dalla camera, chiama Orlando. L'inquisitore lo raggiunge: cosa c'è? Qui ci sono delle scale che danno verso l'alto. Le indica. Si tratta di una decina di gradini che puntano verso l'alto. Potete poi vedere che da lì partono altri gradini, sempre verso il piano superiore, rivolti al contrario. Nel corridoio c'è un'altra porta, non è stata ancora aperta. Cosa c'è oltre la porta? Chiede Orlando. Non lo so, capo.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Felice prova ad accendere il suo doppio expiator... senza però riuscirci. Il templare quindi decide raggiungere Orlando e i suoi conversi. Vittorio e Massimo lo imitano. Michele invece, durante la fuga, inciampa e cade a terra. La caviglia gli fa male. Sente un paio di mani che lo sollevano per le spalle e lo rimettono in piedi. E' Magda ad averlo soccorso. Un istante dopo anche Orlando lo raggiunge, lo afferra per un braccio e lo porta via. Entrate di nuovo nel corridoio e lo percorrete per poi ritornare nella navata. I conversi chiudono la porta e spingono l'altare contro le ante. Michele intanto smette di provare dolore alla caviglia... per sua fortuna non è slogata, aveva solo subito un duro colpo cadendo. Sentite i morti battere sul legno della porta. Cercano di sfondarla con le spade. Orlando si guarda in giro, poi indica la porta alla sinistra dell'altare: di qua! Urla. Un converso la apre con un violento calcio mentre un suo compagno si inginocchia vicino a lui e punta preventivamente il mitra in avanti. Di fronte a voi c'è solo un corridoio di marmo bianco che svolta subito a sinistra. Decidete di percorrerlo, sempre stando attenti mentre svoltate l'angolo. In questo punto solo il muro alla vostra destra presenta delle porte. Orlando si ferma di colpo, sorprendendo il resto del gruppo. L'inquisitore ha visto una porta con una croce rossa incisa sopra. La apre. Si tratta di un infermeria ben fornita: ci sono armadietti, un lettino, una barella e altri mobili. De Roveri adagia Magda sul letto mentre i conversi iniziano a ispezionare la camera. Uno di loro però nota una finestra su un muro. La apre e si affaccia: proprio sotto di lui si apre uno spaventoso burrone. Il vento ulula e gli congela il volto. L'uomo, colto dalle vertigini, richiude subito la finestra. Prendete tutto! Dice Orlando mentre si fionda anche lui verso un armadio: santo cielo! Guardate quante cose avevano i monaci! Magnesia, penicillina... afferra una boccetta ...ti è andata male, Magda! E la mostra alla donna. Si tratta di tintura di iodio. Maddalena impreca mentre si contorce sul lettino per il dolore. Continua a sanguinare. Orlando gli infila in bocca un rotolo di bende: mordi forte! L'inquisitore ha appena preso una cassetta di pronto soccorso. Afferra bende, disinfettante, siringe, ago e filo. Si prende un momento: accarezza Magda sulla fronte e la guarda con occhi dolci... lei contraccambia con occhi carichi di gratitudine, paura e (anche se può sembrare paradossale) rabbia. Maddalena cerca di sopprimere ogni urlo mentre Orlando gli applica sulle ferite prima lo iodio e poi i punti di sutura. Dove ci troviamo? Chiede un converso. Un secondo uomo inizia ad agitarsi: i monaci cantavano! Erano morti e cantavano! E poi... e poi... quello che tagliava le teste stava volando! Lo avete visto? Si è alzato da terra. Un suo compagno lo colpisce al volto con uno schiaffo: calmati! Ma stava volando! Calmati adesso! Calmati! Orlando si intromette e alza la voce: si, maledizione, volava! I morti si alzano dalle bare, mangiano la gente e adesso volano... Padre, neanche voi avevate visto una cosa simile. Hai ragione, lo ammetto... in questi anni abbiamo visto cose assurde ma mai un morto fluttuare in aria....cosa vogliamo fare? Scappare?! A questo punto non so neanche se l'uscita è sorvegliata! Prendiamo le ultime due motoseghe e andiamo via. Non sappiamo neanche dove ci troviamo! Orlando ha quasi finito di ricucire Magda: diamo un'occhiata!
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
La motosega di Massimo apre una voragine nella pancia di un monaco dal corpo contorto. Budella scure si srotolano da quello squarcio e cadono a terra. Altri due morti si avventano sul templare ma sono troppo impacciati e goffi... e finiscono per colpirsi tra di loro. Nello stesso momento Vittorio affonda la sua spada nel ventre di un monaco. La lama esce dalla schiena, passando per le vertebre. Manfredi fa poi uscire l'arma da un fianco del morto. Il suo corpo sembra afflosciarsi come un pallone bucato prima di crollare a terra. Un secondo dopo padre Della Torre taglia in due la gamba di un morto. E' stato un colpo pulito e potente. Il cadavere crolla a terra come un albero appena abbattuto. Un secondo monaco prova a colpire Michele ma quest'ultimo riesce a schermare il colpo... non riesce però ad accorgersi dell'attacco di un terzo morto. La sua spada colpisce Michele al braccio destro. Felice ferisce, con un ampio fendente, la testa di un cadavere, affettandogli un pezzo di cranio. Il taglio è netto e lineare, attraverso il quale si può vedere il cervello del defunto. I monaci accerchiano il templare ma le loro lame non riescono a superare il metallo dell'armatura. Un quarto morto si avvicina a lui. Si tratta di un cadavere deforme. Anche lui solleva la spada contro Felice ma quest'ultimo intercetta il colpo con lo scudo. Il templare può saggiare la forza straordinaria di questo nemico. E' così potente che Felice deve posare un ginocchio a terra per attutire il colpo. Una raffica di proiettili penetrano nella schiena di questo cadavere contorto. E' stato Orlando a sparare. L'inquisitore torna verso il corridoio e, dopo aver studiato la scena di fronte a se, urla: torniamo indietro, è troppo pericolo qui... e voi lassù (urla al coro di morti) smettetela di cantare! Mi state facendo impazzire. I suoi conversi e Magda si avvicinano a lui.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Massimo supera i tedeschi e affonda l'expiator nel costato di un monaco. Il morto cade a terra ma il templare continua a spingere la motosega nel suo corpo. Schizzi di sangue e pezzettini di carne volano in ogni direzione, la pelle si squarcia e le ossa si sbriciolano. Massimo fa scempio del defunto... trasformandolo in un sacco di carne massacrato. Altri morti gli si avvicinano e agitano le spade contro di lui. Michele intanto colpisce ancora una volta il morto di fronte a se. La punta della spada gli buca una spalla. Il cadavere avanza e prova ad attaccarlo ma l'inquisitore riesce a sollevare in tempo la mano armata. Il defunto così può solo addentare la lama della spada. Un secondo morto raggiunge Della Torre e lo colpisce sulla gamba. La lama però rimbalza sulla sua protezione. Felice si sposta verso Magda. Quest'ultima arretra e rivolge un'occhiataccia al templare: ma sentilo! Mi hai preso per una donzella in difficoltà?! La donna però si è distratta e un morto gli affonda la spada nel ventre... per sua fotuna però solo la punta entra nella carne. Tre monaci, in questo momento, iniziano a lamentarsi. I loro gemiti diventano subito delle grida disperate. Si inarcano, si prendono la testa con entrambe le mani e iniziano ad assumere pose contorte e raccapriccianti. La loro voce muta in un verso disumano, simile al ruggito di un predatore. Una quarta figura deformate raggiunge la stanza, usando lo stesso corridoio che avete preso voi qualche secondo fa. I conversi e Orlando vengono colti di sorpresa.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Mmm? Oh nulla, non fateci caso. I miei conversi talvolta peccano... ecco ...di troppo zelo. Una descrizione simile della vostra Deus in Machina, con le parole che avete usato, templare, equivale ad essere condannati al rogo. Ma voi siete un templare è sarà il vostro ordine a prendere provvedimenti... se parlerete di nuovo in questo modo. Io non posso occuparmi anche delle blasfemie che dite, ho già troppi problemi qui. Orlando guarda poi Della Torre: bha... ci penserà lui a prendere provvedimenti. \-----------\ Orlando e i suoi uomini spalancano occhi e bocca quando entrano nel grande salone. Rilassano le spalle e fanno cadere le braccia lungo i fianchi. Questo inferno sulla terra non finirà mai di sbalordirmi! Commenta l'inquisitore. Fuggiamo! Propone un converso. I Monaci sfoderano le loro spade e iniziano a disporsi su tutta la stanza. Massimo accende la sua motosega e carica il primo monaco che vede. Con un fendente, l'expiator impatta sul collo dell'uomo. Sentite il rumore della catena dentata modificarsi una volta che inizia a scavare nella carne del monaco. Il suo cappuccio viene via e scoprite che anche lui ha gli occhi rossi. La motosega continua a tagliargli la tessa... la quale si inclina in maniera innaturale, si stacca dal copro e cade a terra. Massimo è già sporco di sangue. Michele lo raggiunge poco dopo e affonda l'intera lama della sua spada nel ventre del morto. L'inquisitore può avvertire la sua arma danneggiare anche la spina dorsale del monaco mentre esce dalla schiena. Il cadavere tenta un fendente proprio contro Michele. La sua spada sfiora l'occhio sinistro dell'inquisitore. Un istante dopo, Vittorio è al fianco dei suoi compagni. Manfredi affonda la lama nel fianco di un altro monaco. La spada entra nel corpo e si ferma al centro della pancia. Vittorio non è soddisfatto, preme con il palmo della mano sulla base della lama... così la spada finisce di tranciare in due il monaco. Una massa informe e bruna si riversa dallo squarcio nell'addome al suolo. Un getto di sangue travolge Vittorio. La sua camicia diventa rossa. Felice intanto carica a testa bassa il gruppo di monaci che lo separano dall'expiator a due lame. Il templare ne scansa uno senza alcun problema. Un altro monaco però lo afferra per il braccio. Felice inizialmente non riesce a liberasi, fino a quando non lo fa arretrare con una testata. La maggior parte dei monaci si concentrano su di lui. Felice però è troppo forte e nessuno può contrastarlo. Raggiunge infine la grande motosega e il templare impalato. Solo allora nota un incisione sull'armatura del condannato, al centro del torace: Deus in Machina. E' stata scritta probabilmente con una punta di un coltello o qualcosa di simile (nulla di elaborato). L'expiator a due lame è un oggetto enorme, munito anche di una fascia per la schiena, per supportare il suo peso quando viene brandito. E' immacolato, sembra che nessuno lo abbia ancora toccato. I conversi, insieme a Orlando, si ammucchiano in un angolo della stanza e sparano contro un gruppo di monaci. Maddalena invece sfila due lunghi coltelli dalla cinta e si scaglia contro un altro morto. La donna si dimostra subito molto aggressiva, violenta e capace. Affonda una lama tra il collo e lo sterno di un morto, mentre con il secondo pugnale penetra nella sua testa passando per un occhio. Il morto però risponde e colpisce, con la spada, il braccio della donna. Lei urla mentre la lama gli apre un orrenda cicatrice che passa dal gomito al polso. Orlando grida il suo nome. Un altro tedesco viene decapitato. Il monaco che gli sta tagliando la testa dispiega le braccia e il suo corpo si solleva da terra di qualche centimetro. I conversi e Orlando urlano per la sorpresa.
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I.N.S. - In Nomine Simplex (Parte 2)
Dopo aver ascoltato i vostri discorsi, in particolar modo quello di Felice, i conversi di Orlando si voltano verso l'inquisitore, uno di loro dice: capo... De Roveri però li anticipa: shhh! Un problema alla volta!... un altro sospiro ...non possiamo tornare indietro! Dobbiamo avanzare. Maledizione! Non riesco ad immaginare uno scenario peggiore di questo. Attraversate la porta aperta. Vi ritrovate così in un altro corridoio lungo, buio e umido. Dovete marciare in fila indiana e questo vi rende nervosi. Un canto si leva in questo momento. E' in lingua latina e non è accompagnato da nessuno strumento. Si tratta di un requiem gregoriano. Più avanzate e più lo sentite forte e chiaro. Oltre il corridoio si apre una stanza immensa, con pavimento di marmo e pareti e soffitto in legno. Un balcone interno si affaccia alla vostra destra, a circa quattro metri da suolo. Li sopra si trovano una manciata di monaci con tonache nere e cappucci che coprono i loro volti. Sono loro che cantano. Hanno le teste chine e le mani congiunte infilate nelle maniche. E' chiaro che, fino a poco tempo fa, la stanza ospitava diversi grandi mobili e macchinari, lo potete vedere dai segni lasciati al suolo e alle pareti. Di fronte a voi si trovano altri monaci (anche loro con il volto coperto) armati di spada e mazza, insieme ad un gruppo di soldati tedeschi. Quest'ultimi hanno tutti gli occhi rossi. Sono stati messi in ginocchio e disposti in fila indiana mentre un frate li sta decapitando uno alla volta. Vicino a loro si trova un templare in armatura completa. E' stato impalato ad una grande trave. Alla base del legno si trova un expiator enorme e munito di due barre e due catene dentate. Dietro il templare, infine, si trova un enorme calderone nero (sopra ad un falò), sorretto da pesanti catene. Del fumo fuoriesce da lì.