Tutti i contenuti pubblicati da Magnifico SIRE
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D&D con un tocco di Sine Requie
ti consoglio allora di....mantenere il segreto! ovvero: alcuni uomini (prescelti) sviluppano una vocazione che li porta a prendere certi voti e a compiere un certo cammino di fede. Ad un certo punto del cammino spirituale tali individui manifestano certi poteri sovrannaturali sia che siano orientati alla preservazione/illuminazione che alla distruzione/punizione. la Chiesa sostiene che tali poteri derivano da Dio nelle sue varie manifestazioni, e custodisce questo "potere" gelosamente associandolo a rituali, consacrazioni e culti misterici interni alla Chiesa (sacramento del sacerdozio ecc...). chi manifesta poteri religiosi fuori dalla Chiesa viene tacciato di eresia. la verità è che.....non si sa! i progetti di Dio sono imperscrutabili. egli evidentemente (se esiste) concede poteri a degli eletti ma li lascia liberi di manifestarli a proprio piacimento per motivi ignoti alla limitata razionalità umana. Sempre che i poteri vengano solo da Dio e non anche dalle potenze inferiche... questo se però si caratterizza Dio come un essere LN o LM... ma, come dicevo, secondo me è meglio non caratterizzarlo affatto (è anche più "politically correct" nei confronti dei credenti)
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Dove giocate? Pagate per giocare?
:-D:-D no, il lacchè non va bene....romperebbe il setting! ;D
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Dove giocate? Pagate per giocare?
Secondo me il luogo ideale dovrebbe essere: 1) comodo: quindi possibilmente un ampio tavolo circondato da sedie che disponga di un certo spazio per i materiali di ciascuno e che lasci agio ad ogni giocatore di potersi alzare, allargarsi, ecc...e agio al DM di disporre di uno spazio suo riservato. 2) isolato: per salvaguardare il setting è maglio che si tratti di un luogo appartato, isolato, dove si possa ridere o alzare la voce senza timore di disturbare e a sua volta al riparo da distrazioni, interruzioni, parenti, curiosi, o altra gente che sia fonte di disturbo, blocco o rottura del setting. 3) funzionale: perchè si possa giocare deve essere abbastanza illuminato, non disturbato da rumori, non esposto a venti/insetti/solleone/calura o congelamento. deve prevedere la possibilità di accedere facilmente ai materiali, dadi, fogli, matite e gomme, bevande per gli assetati, eventuale presa di corrente per computer portatile, eventuale saletta o altro luogo appartato per comunicazioni riservate del DM. 4) rituale: meglio se il luogo è tendenzialmente sempre lo stesso per investirlo di affettività, sensazioni, ricordi. per far sentire i giocatori a proprio agio. meglio ancora se da la possibilità di essere personalizzato dai giocatori stessi con foto, disegni, orpelli vari. 5) atmosferico: è bello che il luogo ideale evochi una certa atmosfera. di solito le principali componenti sono la luce non eccessiva e l'accompagnamento musicale. ma si può pensare anche a luoghi più dichiaratamente suggestivi come un seminterrato con caminetto (taverna), una vecchia biblioteca, o la famosa (e meravigliosa) radura nel bosco (anche se la radura probabilmente è mancante rispetto ai punti precedenti). 6) accessibile: il luogo ideale non dovrebbe essere troppo lontano, dispendioso in termini di tempo o denaro, non soggetto ad altalenante potestà altrui. ci si deve accedere quando si vuole senza paura di trovare chiuso, di avere limiti di tempo, di dover pagare o chiedere le chiavi a terzi. dura eh?
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metagame..... è insito nel D&D?
in senso esteso è far sì che le scelte/decisioni/azioni/espressioni del personaggio, calato nel mondo fittizio, siano in qualche modo più o meno condizionate da conoscenze, saperi, volontà, costruzioni esterne al mondo fittizio e appartenenti al mondo reale, alle meccaniche di gioco, ai saperi/desideri dei giocatori. io ripeto: per me il "metagame" non è automaticamente il male assoluto da evitare a tutti i costi, a prescindere. ci sono situazioni dove il metagame non solo non è dannoso ma è persino utile al gioco. dipende dagli obbiettivi e dagli stili con cui si gioca.
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D&D con un tocco di Sine Requie
Il problema è... Se la Chiesa è quella cristiana (o comunque una versione medievale, oscura piuttosto che corrotta della stessa)... e tutti i chierici/paladini manifestano tranquillamente poteri clericali... si genera il problema del dover definire...che tipo di divinità è Dio. l'Allineamento di Dio! Nel senso: i preti corrotti lanciano incantesimi? i crociati violenti o i chierici inquisitori lanciano incantesimi? tali poteri gli pervengono da Dio? allora Dio è davvero un dio punitivo, intransigente piuttosto che oscuro e corrotto....e Cristo allora? ... a meno che tu non decida che Dio è invece bontà e amore e allora gli incantesimi sono concessi solo ai santi. oppure che Dio non esista e che la Chiesa ricevi da qualcos'altro il suo potere "magico"... insomma (tralasciando la delicatezza della questione) si tratta comunque di prendere una posizione. Di solito la maggior parte dei GdR collocati in un universo dove è presente il cristianesimo eludono questo problema evitando che i fedeli o i preti lancino magie divine...e lasciando quindi l'allineamento di "Dio" in un imperscrutabile mistero.
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La miglior edizione/ambientazione
Edizione: 3.5 più ordinata e organica di AD&D più ricca e stuzzicante del D&D basico più corretta e bilanciata di D&D3.0 piace a chi ama fare combo e building complicate. piace chi ama costruire e dare un ordine ad un suo mondo, vario e diversificato. piace a chi ama narrare storie spettacolari ma corredate comunque da una certa regolistica. Ambientazione (escludo quelle inventate dal sottoscritto): sono legato sentimentalmente alla vecchia Mystara che ormai considero la "mia" ambientazione. Oltre ad essere il mondo in cui gioco/masterizzo da sempre e a conoscerla assai bene, trovo che sia molto stimolante e che abbia alcune idee ed elementi assolutamente affascinanti, anche se ho dovuto darle un ordine tutto mio per risolvere i suoi difetti: una grande sovrabbondante confusione e una certa "ingenuità". Delle ambientazioni più famose contemporanee amo molto Eberron per il suo ordine e soprattutto il suo apprezzabilissimo "stile"...(purtroppo non ci ho mai giocato cartaceamente). Se non fossi così legato a Mystara probabilmente Eberron sarebbe la mia ambientazione preferita...
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metagame..... è insito nel D&D?
Io non ci vedo nulla di male in un certo tipo di "metagame"... se è funzionale allo scopo per cui si gioca, perchè no?
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Master troppo lento
Ma qualcuno gli ha chiesto....a che scopo masterizza? cioè...il suo metodo a cosa punta? farvi passare un tot di pomeriggi/serate insieme?
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Fine o azione?
oh... credimi, non era assolutamente mia intenzione essere scortese. mi dispiace, le parole scritte sono spesso equivocabili. il senso della mia risposta è: "non mi interessa ai fini del gioco stabilire una gerarchia morale fra le due azioni e non sono tenuto a farlo, come master, nei confronti del gioco e dei miei giocatori", non era, come forse hai inteso tu un: "non mi interessa e non sono tenuto a rispondere alle domande di Dedalo". comunque, mi scuso con tutti se le mie parole sono sembrate scorbutiche o irriverenti. spero che gli altri miei post su questo forum possano garantire per la mia cortesia e buona volontà. Dato che la risposta non ti era sufficiente ho provato a declinarla in un altro modo che comunque non mi sembra incompatibile con il primo: "anche volendolo non sono comunque in grado di comparare le due azioni". è un po' come se qualcuno mi chiedesse: ma in D&D in media, un fendente di spada è più veloce o più lento in Km/h dell'artigliata di un drago? la mia risposta sarebbe: non mi interessa saperlo ai fini del gioco, come master non sono tenuto a saperlo....e volendo non sono neanche in grado di stabilirlo, nè ho i dati o le conoscenze per farlo. spero di aver chiarito. adesso posso sapere invece qual è la tua misteriosa opinione riguardo a questo dilemma?
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Fine o azione?
ehi, guarda che la mia era una domanda sincera non "un trucco da brigante a cui rispondere per le rime". Ho ripreso la tua stessa domanda, pari pari, per semplice comodità. Mi incuriosiva il dilemma a cui mi hai sottoposto e volevo sapere la tua opinione sul tuo stesso esempio, dato che mi immagino che nel pormelo ne avessi una. Dici che non ti ho risposto? mi dispiace...meglio di così non posso fare...non ho proprio i dati necessari nè l'autorità per poter stabilire una gerarchia di "bontà o malvagità" fra le due azioni, dette così. Non pensavo che ti aspesttassi altre risposte in merito da me. Se davvero la pensi come me, sta bene, ma se la tua risposta, come a questo punto mi lasci sospettare, era solo per fare "...brigante e mezzo", ti prego di perdonare la mia incapacità e fornirmi il tuo sincero parere. grazie.
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Fine o azione?
WOW! ma allora... la pensiamo esattamente allo stesso modo!! bello! PS: nella fretta hai scordato di togliere la domanda finale dalla parte di risposta copiata
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Assoluto vs Relativo
Perchè D&D prevede che si giochi perlopiù avventure in cui ci sono delle sfide da superare. e di solito i confronti che si fanno sono tra PG e non con la gente comune che rappresenta la stragrande maggioranza del mondo. in questo senso (e cioè da un punto di vista ludico e non ambientativo-interpretativo) i picchiatori possono essere considerati inutili: gruppo di PG contro gruppo di mostri: gli incantatori fanno tutto = il ruolo dei picchiatori nel gioco viene sminuito e di conseguenza il divertimento/valorizzazione di chi li gioca. detto questo.... secondo me dipende molto dallo stile in cui si gioca e della campagna stessa: nelle mie avventure di solito i picchiatori sono molto valorizzati.... nelle avventure di alto livello sono i picchiatori gli "eroi" che uccidono i grandi mostri. dipende un po' dall'impostazione del gioco, dall'abbondanza o meno della magia, dal tipo di mostri e manuali permessi, ecc...
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Fine o azione?
Salve di nuovo, volevo chiedere a Dedalo... Se faccio della beneficenza per un ritorno d'immagine la mia azione è peggiore di chi invece non dà nulla pur avendo miliardi a disposizione? Chi è migliore dei due, moralmente parlando?
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Fine o azione?
Esatto, in D&D vi sono le divinità, gli Immortali, le potenze superiori, che concedono appunto i poteri a chierici a paladini (responsabili della gran parte degli incantesimi a descrittore Bene/Male). E se non bastasse c'è il DM che potrebbe considerarsi una sorta di "Dio supremo" super partes. Quindi abbiamo oggettivamente qualcuno che giudica. e che quindi stabilisce cosa è bene o cosa è male, al di là della realtà umana che, come sappiamo, è sempre sfumata.
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Fine o azione?
oddio, Vash mi pare di più neutrale buono. Non lo vedo bene come incarnazione del perfetto paladino legale. è più l'archetipo del buon santo vagabondo. inoltre Vash, per sua fortissima scelta personale, non uccide mai mentre il paladino classico i malvagi spesso li uccide eccome (vabbhè, questo è anche perchè è diversa l'ambientazione...nel mondo di Vash sono tutti "umani" non esistono mostri malvagi per definizione...).
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Prima Avventura da Master consigli
esatto, sì, in mancanza delle vecchie avventure per il vecchio D&D basico puoi sempre prendere un'avventura per edizioni successive, tipo appunto la celebre "cittadella senza sole", e riadattarla (e ambientarla in Karameikos). il riadattamento regolistico di avventure di livello basso non dovrebbe essere affatto difficile. l'adattamento all'ambientazione anche, basta cambiare i nomi delle città, dei regni e, semmai, degli dei (dipende poi quanto volete essere calati nell'ambientazione, ai bassi livelli potete anche stare più sul generico). se ti interessa posso passarti un manualetto che presenta l'ambientazione di Mystara (quella con Karameikos appunto) riassumendone le caratteristiche (geografia, divinità, ecc...) ma il problema principale resta trovare l'avventura... il mio consiglio è quello di cercare una qualsiasi avventura per bassi livelli (ne si trovano anche in internet) e adattarla. ancora meglio: trovi un'avventura base e da lì prendi spunto per sviluppare una storia tua (anche semplice dato che siamo ai bassi livelli) che pensi possa piacere ai tuoi giocatori. il segreto sta proprio nel ragiungere una certa disinvolta padronanza nel manipolare i materiali e riadattare le storie integrandole con spunti tuoi... senza paura. riguardo i consigli che chiedevi... su quali aspetti temi di poter commettere "stupidaggini"?
- Prima Avventura da Master consigli
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la prima volta.....
per circa vent'anni!! ...e come butta a Karameikos? c'è ancora quel simpatico granduca Stefano?
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Fine o azione?
sì, anche se qui parli ancora di azioni (azioni e motivazioni, quindi mezzi e fini) mentre io parlo specificatamente di "credo". Le azioni e le motivazioni le puoi rigirare come vuoi...il credo un po' meno. ma certo, il "credo" egoista non è solo un "fine" egoista. è una convinzione liberamente scelta (anche se magari in modo inconscio). il credo egoista, secondo me, è pressappoco: credo che il miglior modo per godersi la vita / essere felice / aver successo / rimanere in vita sia: assecondare il mio egoismo. vivere solo per me, per i miei istinti e per i miei interessi. senza scrupoli nei riguardi degli altri. poi, volendo lo possiamo condire con tutti gli altri vari "credo" annessi e connessi che declinano le varie tipologie di malvagio: io sono superiore agli altri....mors tua vita mea....nella vita bisogna solo godere e fregare gli altri...ecc... ma la sostanza è sempre l'egoismo. sì, e dopotutto stiamo sempre parlando di D&D...
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scusate l'inesperienza
nooooooooo! non ci posso credere!!!! lo voglio incontrare!!! :-D PS: sì, la traduzione più famosa in effetti recita: "il vorpido brando schidiatta!" invece che la "la vorpida lama rapida saetta" (in effetti troppo esplicito e sensato). sicuramente più bella la prima versione! che delizia quelle assurde parole-cannocchiale calembouresche carroliane!
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Fine o azione?
con tutto il rispetto, secondo me se vi addentrate in discussioni di questo tipo vi impaludate. "buono" e "malvagio" sono concetti morali relativi che non possono applicarsi in assoluto a un bel niente. dovendo applicarli per forza a "personaggi" di un gioco, a mio parere, l'unico modo per stabilirlo è il "credo" di tali personaggi, dato che il credo è qualcosa di morale e superiore alle circostanze e addirittura all'indole del singolo. il metodo del "credo" non è immune da difetti: mi si potrebbe obbiettare (strano che non sia già successo) che il "credo nel bene" di qualcuno potrebbe risultare essere il "credo nel male" per qualcun altro... è vero. ma trovo che connotare il bene come "altruismo" e il male come "egoismo" sia abbastanza oggettivo da poter orientare i giudizi all'interno di un gioco come D&D.
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Fine o azione?
aren't you? in realtà c'è una sostanziale differenza. il fine di solito è qualcosa di relativo ad un caso preciso, un'azione, una situazione, ecc... un credo no. un credo è qualcosa che sta ad un livello ancora superiore. io faccio beneficenza (mezzo) per fare del bene i poveri (fine) perchè credo che fare del bene sia il modo migliore per vivere la vita (credo) io la vedo così. il credo di solito stabilisce i fini e i mezzi ma non sempre è così perchè entrano in gioco un sacco di altri fattori, l'indole, le circostanze, l'ignoranza, la paura, l'occasione...ecc... nel giudicare un personaggio secondo me prevale "il credo", ciò che egli ritiene più importante razionalmente in senso assoluto. ma io ho risposto: non ho i dati nè i parametri per poter operare un confronto decente tra queste due azioni, né mi interessa farlo dato che in D&D non esiste un punteggio di malvagità o di bontà. adesso tocca a te. cosa accade? che probabilmente il malvagio si dimenticherà delle sue buone azioni, o le considererà solo una sua personale debolezza. Sempre che non fossero buone azioni compiute deliberatamente per un fine malvagio (nel qual caso il nostro cattivone probabilmente si compiacerà della sua perfida astuzia) i casi sono infiniti... magari cercherà di autoconvincersi che i gesti d'affetto verso suo fratello siano un trucco per tenerselo amico quando in realtà sono sinceri. magari invece, senza farsi paturnie, considererà la cosa naturalissima, pur continuando a credere che il modo migliore per vivere consiste nella furbizia, nella malvagità, nell'egoismo e nella disonestà. non capisco bene dove vuoi arrivare con la tua insistenza su questo aspetto... di nuovo: per uno che è mosso da un credo "buono" è possibile che nell'agire si trovi a privilegiare il fine rispetto ai mezzi. certamente sì. un esempio? un ladro romantico che ruba ai ricchi scellerati per dare ai poveri oppressi. un altro caso più forte? un sostenitore della pace e della libertà che si convince a partecipare ad un complotto per uccidere Hitler. ed è pur vero l'esatto opposto ovvero casi in cui il personaggio dal "credo" buono metta i mezzi davanti al fine. come per esempio un religioso che rifiuterebbe a priori di sparare a Hitler pur sapendo le turpitudini che il dittatore provoca. mi stai suggerendo l'idea che vi siano un sacco di personaggi buoni che non fanno altro che azioni malvagie nella loro vita, spinti da paura o altri sentimenti negativi che impediscono di vedere le molte occasioni che avrebbero?
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Fine o azione?
perdona l'ignoranza...cosa significa "petizione di principio"? neanche: conta il "credo". per me conta il "credo", quello che lui intimamente pensa. detta così, in questo topic, questa frase è ambigua. ricontestualizzo: stiamo parlando di D&D dove, per motivi di meccaniche di gioco, è necessario "affibbiare" un allineamento ad ogni essere pensante e dunque stabilire in modo più o meno preciso se egli sia buono o malvagio o neutro. Cosa che nella vita reale sarebbe assurdo nonchè aberrante. ora, per rispondere alla domanda: secondo me sì. è possibile che un malvagio compia atti buoni per tutta la vita restando fermamente convinto che la cosa migliore sia il male (e quindi compiendo il bene come mezzo o non compiendo il male per viltà o per mancanza di occasione). Quando costui muore potrebbe benissimo...finire a Baator in quanto anima cattiva. Ma qui dipende da master a master. un altro DM potrebbe decidere che contino di più le azioni concrete. non mi interessa stabilire chi è il migliore (al di là del fatto che, come ho detto, dipende da un sacco di parametri). Non mi interessa e non sono neanche tenuto a fare comparazioni. Mi limito a stabilire se sono buoni, cattivi o neutri in base al loro "credo". invece, per curiosità, secondo te chi è il migliore? magari quella della sua Chiesa. ma potrei sbagliare, non conosco molto bene Greyhawk... oh no, anche il malvagio compiendo buone azioni può "rischiare" di cambiare allineamento. potrebbe per esempio compiere il bene inizialmente mosso dall'amore verso una persona cara, o per un improvviso scrupolo... e poi scoprire che tale "bene" dà più felicità e pienezza di una vita meschina dedita al male. la letteratura è piena di esempi di cattivi redenti... che ne so, l'Innominato. in un certo senso sì. anche se, come ho detto, secondo l'ottica del "credo", una distinzione gerarchica fra fine e mezzi potrebbe non avere più tutta questa importanza. Dipenderà infatti dalla situazione e dall'indole della persona. sì, fermo restando che reputo piuttosto eccezionale che una persona che creda fermamente che la via giusta nella vita sia il male e l'egoismo viva una vita integerrima e onestissima. Di occasioni per fare il male ce ne sono a iosa in D&D come nella vita reale.
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scusate l'inesperienza
semi OT - curiosità culturale... deriva da una spada tratta dal "mondo" delle fiabe. una lama taglientissima in grado di tranciare anche la creatura più mostruosa. Fu creata da Lewis Carrol in "Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi trovò" (Through the Looking-Glass, and What Alice Found There - 1871) il seguito di "Alice nel Paese delle Meraviglie", e precisamente nella poesia-nonsense dello "Jabberwocky". Si tratta dell'arma magica del giovane eroe. [...] "Beware the Jabberwock, my son! The jaws that bite, the claws that catch! Beware the Jubjub bird, and shun The frumious Bandersnatch!" He took his vorpal sword in hand: Long time the manxome foe he sought— So rested he by the Tumtum tree, And stood awhile in thought. And as in uffish thought he stood, The Jabberwock, with eye of flame, Come whiffling through the tulgey wood, And burbled as it came! One, two! One, two! And through and through The vorpal blade went snicker-snack! He left it dead, and with its head He went galumphing back. [...] una possibile traduzione (assurda ovviamente): "Ma bada al Ciarlestrone, o figlio! Con fauci e denti ti rinserra. Del Giuggio uccèl bada all'artiglio, E al fumio Bandaffera!" Il figlio impugna la vorpale spada, In cerca del mansone va; E giunto dei Tontoni all'albero Fermo e perplesso sta. Qui mentre sosta in pensier bellici L'occhidibragia Ciarlestone Si sonfla nella selva tulgida, Sbollando nell'azione! Un, dué! Un, dué! E poi d'accapo La vòrpida lama rapida saetta! Morto il nemico, e col suo capo Galonfa alla ritratta. si suppone che "vorpal" sia una parola evocativa inventata che significhi semplicemente "taglientissima". Ma da questo "poema", che termina col ragazzo che taglia la testa al mostro Jabberwock, i GdR ne hanno tratto l'idea di un'arma fatata dotata del potere di decapitare all'istante. è presente anche nel fumetto Fables di Willingham/Buckingham/Hahn/Leialoha... (molto bello a parer mio) che parla appunto dei personaggi delle fiabe costretti a rifugiarsi nel mondo reale per sfuggire ad un misterioso e terribile avversario. In tale fumetto esiste appunto la "Spada di Vorpale" una possentissima arma in grado di decapitare chiunque con un singolo colpo. (la cosa curiosa è che quando lo fa produce il tipico raccapricciante suono "snicker-snack!" tratto proprio dalla poesia di Carrol)...
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Fine o azione?
secondo la mia interpretazione, come ho detto, l'allineamento sta nel "credo" e quindi: se il dottore sadico gode senza rimorsi nel sentire la sofferenza dei suoi pazienti egli è malvagio pur non facendo nulla di male (anche se si presume che magari non sia eccessivamente solerte nell'alleviare le sofferenze stesse qualora sia possibile senza destare sospetti). Di fatto egli non compie il male solo perchè ha trovato un modo legale e sicuro per appagare il suo sadismo. se fosse più coraggioso e potente, o se non fosse riuscito a diventare medico, magari avrebbe trovato altre vie meno socialmente e moralmente accettabili. se invece gode "per natura" della sofferenza altrui ma considera questo suo godimento fonte di vergogna, tanto che cerca di compensare questo aspetto impegnandosi il più possibile per guarire i pazienti...allora malvagio non è. in questo caso l'atto è buono ma non è detto che il marpione lo sia. qui entri in disquisizioni delicate. mantenendoci sul discorso degli allineamenti di D&D (poichè è di questo che stiamo parlando) io continuo col mio sistema: un conto è stabilire la bontà o meno di un'azione e un ben altro conto è stabilire la bontà o meno di un personaggio. secondo me la prima cosa è alquanto inutile poichè la bontà oggettiva di un'azione varia in base a troppi parametri, cicostanze, intenzioni, conoscenze, indole, ecc... perciò confrontare fra loro due azioni è spesso estremamente difficile. Per stabilire la bontà di un personaggio invece, come sempre, discriminerei a partire dal "credo": se un tale fa beneficenza solo per la sua immagine forse non gli importa nulla dei poveri ma è solo un egoista. lui "crede" che la beneficienza sia un ottimo metodo per ottenere stima personale. potrebbe benissimo essere anche malvagio. Poi c'è quello che invece lo fa solo per i poveri. Il ritorno di immagine naturalmente gli fa piacere ma lo trova sostanzialmente disinteressato. Naturalmente è possibile (e probabile) che sia una via di mezzo e che cioè lo si faccia sia per i poveri che per sé... il riccone che non da nulla ...dipende da cosa crede e dal perchè non da nulla. un chierico LN probabilmente sì. ma dipende dall'interpretazione di ciascuno. cosa accade? Se è consapevole della malvagità delle azioni compiute: o è preso da rimorso e senso di colpa e cercherà di espiare/riparare/dimenticare... oppure l'esperienza negativa che ha vissuto lo porterà a riconsiderare il suo "credo" facendogli compiere il primo passo verso il cambio d'allineamento. Se invece è inconsapevole non accade proprio nulla. il fine non giustifica un bel niente. il credo, in questo caso, è superiore a questi concetti. se credo nel bene posso rubare del denaro per sfamare i poveri (il fine giustifica i mezzi) ma posso anche inorridirmi di fronte all'uccisione di un innocente per placare le ire di un drago che altrimenti brucerebbe il villaggio (il fine non giustifica i mezzi). il credo cioè, di volta in volta, si può manifestare sia nel fine che nei mezzi. nulla. se il malvagio è una persona qualsiasi nulla. mica può mettersi a arrestare o pedinare tutti i malvagi che percepisce per le strade della città, chissà quanti comuni popolani cattivelli o disonesti dovrebbe perseguire. il paladino deve seguire i fatti e combattere il Male con la M maiuscola. e anch'egli del resto è giudicato nei fatti (oltre che nel credo). Certo, se il malvagio percepito è il consigliere del re...bhè... allora magari è il caso che si metta in allarme e provveda a tenerlo d'occhio! sostanzialmente, secondo la mia visione, sì.