Frammenti. Era tutto ciò che Kisash ricordava della sua infanzia. Un pavimento di legno... un piccolo ricordo di quella vita che non ebbe mai avuto. No, perchè fu prelevato da piccolo insieme al fratello dai Chalachakra del clan del Ragno. Solo quando fu grande abbastanza ricordò le sue origini, ma ormai tutto quello era di poca importanza: era stato cresciuto lì, come uno di loro, un fedele servitore della "Madre dei Ragni".
Dai Chalachakra apprese tutto ciò che sapeva fare: cacciare, saccheggiare, rubare, ingannare, utilizzare i veleni e combattere e quello gli bastava.
Kisash era intelligente, sveglio e capace di elaborare ottime strategie rapidamente. Non si fidava di nessuno in particolare, se non di suo fratello maggiore.
Abituato fin dalla nascita a ogni tipo di prova a cui veniva sottoposto, sviluppò un'incredibile resistenza, che assieme al suo talento naturale e alle sue eccezionali doti fisiche lo rese una perfetta macchina da guerra, in grado di uccidere l'avversario in pochi secondi. I suoi occhi erano privi di moralità, tentennamento o pietà.
Date le sue abilità, venne scelto dallo sciamano del villaggio come adepto e lì apprese le pratiche usali del loro culto.
Nulla sembrava cambiare radicalmente la sua quotidianità, finché un giorno, durante una meditazione con lo sciamano, quest'ultimo iniziò a blaterare parole in una lingua a Kisash sconosciuta. La sua bocca poco a poco muoveva le labbra sempre più velocemente, le parole uscivano da essa sempre più forte. Dalla pelle iniziò a trasudare acqua e sangue, poi vapore caldo, quasi come se stesse bruciando. L'adepto non sapeva cosa fare, poiché lo sciamano non si faceva avvicinare.
Poi tutto terminò in un istante, quando il maestro smise di parlare e si accasciò a terra: la pelle era diventata tutta nera e le forze stavano venendo meno.
《Il Signore oscuro.... - disse con voce flebile - .... devi fermalo》. Kisash non capiva, voleva porre al maestro altre domande sull'accaduto ma questi spirò prima.
Il guerriero emise un urlo fortissimo per la sua perdita: avrebbe portato a termine il compito del maestro e vendicatore la sua morte.
Questo era il primo BG 😆 Beh la prima parte drammatica era obbligatoria nel caso specifico, la morte del maestro una cosa aggiunta.
Personalmente parlando, per quanto riguarda i BG tragici, sono molto influenzato dalla miriade di manga letti, in cui i protagonisti la maggior parte delle volte hanno avuto un trauma nell'infanzia.
Poi credo che molte volte sia il motivo che ti spinga ad uscire dalla caverna ed esplorare il mondo.
Comunque sono d'accordo anch'io sul fatto di fare un BG vago, perché tanto dipende poi da come giochi il PG. Alcuni dettagli del passato si possono aggiungere in seguito al massimo per giustificare un'azione o altro.