
Everything posted by Le Fantome
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La legge nei mondi fantasy
Va bene, paragone eccessivo il mio. Comunque ciò non inficia il resto delle argomentazioni; inoltre volevo sottolineare quanto fosse stato azzardato lanciare un "eldritch blast" senza neppure appurare quale fosse la minaccia. Al di là della questione morale, se anche non avesse ucciso nessuno, sarei rimasto costernato come giocatore vedendo un mio compagno sparare alla ceca. È proprio un coportamento impulsivo e un po' "idiota". Facciamo un altro esempio: mettiamo che il ladro di provviste fosse stato in realtà la spia che li pedinava e che fosse morto come il bambino: quello che poteva essere un ostaggio e una miniera di informazioni ora è un cadavere; comunque si sarebbero alienati la popolazione locale e in più la misteriosa organizzazione avrebbe avuto un motivo in più per fargli del male. D&D offre tanti strumenti per non ricorrere necessariamente alla violenza letale: sei un giocatore / personaggio paranoico? Va bene, ricorri ai danni non letali allora. O a un qualche strumento, abilità o incantesimo che ti permetta di immobilizzare il nemico. Usare solo attacchi per uccidere è tipico di un modo di giocare molto superficiale e idiota che personalmente non mi piace; e di solito chi gioca in questo modo si butta a capofitto contro qualsiasi minaccia incontri, per poi morire male quanto incontra un mostro più grande di lui. E quando accade, la risposta sempre verde è "master odioso che ci mette in difficoltà". Ok 🙃
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La legge nei mondi fantasy
Ha notato la spia dal tetto ma, da quanto ho capito dall'intervento di Topolino88, non era ineluttabile che (la spia) riuscisse a sfuggire; semplicemente il personaggio non è stato capace di raggiungerla. Poi si è barricato in stanza e ha nascosto tutto; la cosa è servita a far si che niente gli fosse rubato, e infatti ha ricevuto solo un biglietto minatorio che però, in concreto, non ha arrecato danni di sorta a lui o al party. Al culmine, in un luogo diverso da quello dove hanno incontrato la spia e ricevuto il messaggio minatorio, un ladro di taglia piccola ha tentato di rubare delle provviste alimentari... e lui, invece che minacciarlo e appurare l'identità o l'entità della minaccia, ha sparato un eldritch blast senza pensarci due volte. L'equivalente di un padre di famiglia americano che, sentendo un rumore in casa a tarda sera, scende con il fucile carico e spara alla ceca, per poi scoprire con orrore di aver freddato il figlio che rientrava tardi. Non so, trovo che anche questa ricostruzione per venire in contro al giocatore regga poco; comunque capisco la tua volontà di metterti nei suoi panni per innescare un dialogo positivo tra le parti in causa 😉
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La legge nei mondi fantasy
Allora, a questo punto dovresti davvero discutere coi tuoi giocatori fuori dal gioco: seduti attorno a un tavolo, con aria truce, gli devi chiedere: "A che razza di gioco volete giocare?" :'D Scherzi a parte, la cosa in realtà è abbastanza seria: se tu ti aspetti di narrare le gesta di eroi (o comunque brave persone) e invece loro vogliono interpretare spietate canaglie, non riuscirai mai a sentirti pienamente appagato da una vostra campagna. In questo caso non sono neppure sicuro ci sia margine di trattativa: aspirazioni troppo diverse sul tenore della campagna spesso risultano inconciliabili, parlo per esperienza personale. Forse dovresti davvero solo trovare persone meno "esaltate" e più inclini a uno stile di gioco coerente con la tua visione. Mi rendo conto che non è una risposta molto soddisfacente, ma tant'è...
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La legge nei mondi fantasy
A me sembra 'maniaco' e basta, ma non sta a me giudicarlo :'D Concordo, rischia seriamente di rovinare a tutti la campagna, anche perché se tu sei il primo a non divertirti inevitabilmente anche i giocatori non riusciranno a intrattenersi. Forse i giocatori potrebbero corrompere il capo della prigione; immagino non fosse troppo complicato convincere le guardie, spesso sadiche e perverse quanto i detenuti, a chiudere un'occhio sulla fuga di un prigioniero e poi spacciarlo per morto. In questo modo i giocatori non sarebbero perennemente in fuga. Comunque, se non trovano il modo di liberare il compagno warlock prima del giorno dell'esecuzione, è anche corretto che il warlock muoia; non si muore solo trafitti dalle lame di un mostro in un antro oscuro; anzi.
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La legge nei mondi fantasy
Quali fossero le leggi e come venissero applicate durante il medioevo è un discorso enorme, ma ti posso assicurare che la situazione cambiava da stato a stato e che anche nel tempo sono avvenuti spesso mutamenti importanti per quanto riguardava la giustizia. Il poter pagare per un crimine è stata davvero una forma di giustizia durante il medioevo, non l'unica e non penso neanche la più diffusa. Per quanto riguarda considerare il furto più grave dell'omicidio, è più un mito che non credo abbia mai trovato riscontri seri. Si diceva la stessa cosa dei barbari che dovevano essere "educati" dai missionari cristiani a considerare la vita sacra, per dire. Direi che il warlock si è comportato da persona assolutamente ignobile e indegna, alla stregua di una bestia feroce. Forse era proprio questo il modo in cui il giocatore voleva caratterizzare il suo PG, in tal caso ottimo lavoro. Se invece pensava di essere un caotico buono, allora direi che siamo agli antipodi dell'allineamento. Già il fatto che a derubarli fosse una figura minuta non giustificava una simile reazione, per di più se il furto riguardava semplici provviste. Il fatto che alla fine si sia rivelato un bambino rende ancora più crudele il modo in cui si è comportato il warlock. Il party nella sua interezza non lo so, ma il warlock ha palesemente compiuto un gesto che non può trovare giustificazioni etiche. Se il resto del party non ha contribuito all'assassinio non vedo perché debbano andare in galera, al massimo una sanzione pecuniaria per essersi "affiliati" con l'assassino, se proprio ritieni che tutti i membri del gruppo si siano guadagni l'antipatia dei locali. Il warlock invece potrebbe davvero rischiare la carcerazione prolungata o la forca. A te scegliere; di certo è in una situazione molto complicata. Evidentemente hanno travisato il significato dell'allineamento 'caotico', pensando coincida con uno psicopatico alla stregua del Joker 🙃
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Obbiettivo, l'oggetto di discussione tra master
Le premesse di una campagna, a prescindere se sandbox o su binari, dovrebbero sempre essere note. Per vari motivi, molti dei quali già espressi in interventi precedenti al mio, ma anche per una ragione squisitamente logica: i PG, a differenza dei giocatori, sono persone che fanno parte del mondo di gioco. Vi sono nati, cresciuti, è lì che hanno imparato a combattere, a sopravvivere, che hanno studiato i segreti della magia arcana e i riti orfici di quella divina. I giocatori quindi non possono non sapere a priori le caratteristiche dell'ambientazione, il luogo di origine, le problematiche principali e i pericoli più noti che andranno ad affrontare. Sarebbe demenziale il contrario. Detto ciò, penso sia il master a dover dare un obbiettivo ai giocatori e non viceversa. Non per una questione di "protagonismo" del master, ma proprio per una questione di mero pragmatismo: i giocatori spesso hanno difficoltà a trovare un obbiettivo comune (esperienza mia come di molti altri gruppi di gioco) e il master rischia di dover creare delle situazioni paradossali per far si che il gruppo collabori, con il rischio che comunque si crei uno scisma. Dare un obbiettivo non significa spiegare come raggiungerlo, né essere sicuri che venga raggiunto. Io sto attualmente masterando una campagna molto lunga e discretamente complicata, ambientata nella Terra di un futuro prossimo desertificata e imputridita da una guerra nucleare tra le maggiori nazioni del pianeta. I giocatori impersonano dei reietti che, in seguito a dei crimini violenti, hanno subito un marchio che li rende perseguitati da una setta misterica di fanatici religiosi. L'obbiettivo dei giocatori, fin dalla prima sessione molti mesi fa, è stato quello di giungere a una fonte benedetta dove si mormora alberghi l'anima del mondo, in modo che possano purificarsi dai propri peccati e, si spera, liberarsi dello stigma che li rende perseguitati. Nonostante l'obbiettivo sia chiaro e noto, così come sia evidente sulla mappa dove si trova l'abisso mistico da raggiungere, non ho problemi a definire la campagna un sandbox abbastanza puro: non ho mai la certezza di quale strada i giocatori decideranno di intraprendere, né io come master so a priori cosa accadrà nelle sessioni successive: in più di un'occasione i giocatori mi hanno sorpreso con intuizioni non banali e scelte coraggiose, sono trepidante di scoprire ogni volta cosa faranno. Quindi posso confermarvi per esperienza direttà che libertà, scoperta e mistero non sono affatto in contrasto con un obbiettivo ben chiaro e stabilito a priori dal master per i giocatori, anzi!
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Ridistribuzione della ricchezza in città
Già il fatto che fosse un "re dei ladri" non lascia presagire niente dei buono. Dove ha trovato questi mercenari? Con cosa li ha pagati? Con il denaro delle tasse? Quello stesso denaro che avrebbe potuto investire per migliorare le condizioni dei ceti più disagiati e fornire servizi? Possibile che nessuno, all'interno della corte, si sia opposto allo sperpero di denaro pubblico? E ancora: che garanzia danno questi mercenari, una volta arrivati in città, di non darsi a razzie e saccheggio? C'è ancora una forza di polizia pubblica che può garantire gli interessi della comunità? E se sì, a chi è fedele questa forza pubblica? Al neo-re "dei ladri" che sperpera il denaro della cosa pubblica per creare una forza militare pretoriana parallela, oppure al vecchio re che garantiva una sorta di ordine e di sicurezza sociale? E questo "benessere" chi lo produce? I nobili? Con quali competenze? E se anche sapessero svolgere il lavoro di contadini, fabbri e artigiani (cosa di cui dubito fortemente) il loro numero non sarebbe drammaticamente insufficiente a garantire il benessere per la moltitudine di poveri? Ma ancora: come obbligare i nobili a lavorare? Con la forza? E una volta repressi in un bagno di sangue, chi lavorerebbe al posto loro? I poveri nelle ville? Ma poi, come impedire ai poveri di darsi alle razzie dei beni dei più ricchi? Minacciando anche loro con i mercenari? E come fai a garantire che non siano i mercenari i primi a darsi a razzie approfittando del caos assoluto generato da questa situazione più che anomala? Trovo veramente improbabile che una congiura di palazzo non faccia fuori questo "re dei ladri" il giorno dopo il suo insediamento. 🙃
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Posti liberi in campagna lunga sperimentale, incentrata sulla sopravvivenza in ambiente ostile.
Ciao! Sì è liberato un posto per una campagna lunga; sono già presenti due giocatori di grande esperienza, ma l'ideale sarebbe avere un gruppo di almeno 3 avventurieri. Il sistema si basa (vagamente) su D&D 3e perché si tratta dell'edizione da cui sono partito per provare a creare una mia versione del gioco, abbastanza sperimentale; con suggestioni provenienti da Darkest Dungeon, il celebre gioco horror lovecraftiano della Red Hook. Chi, come e quando Su Discord, per lo più tramite canale testuale e vocale, senza la necessità che venga utilizzata la camera. Le sessioni sarebbero la sera, dopo cena, tendenzialmente una volta a settimana, ma si più variare la frequenza in caso di necessità. Ambientazione, campagna e stile di gioco L'ambientazione, cucita appositamente attorno al sistema, è la Terra di un futuro prossimo imprecisato, generazioni dopo un olocausto nucleare che ha desertificato il pianeta, cambiato la morfologia dei continenti e fatto evaporare parte degli oceani, trasformando il nostro pianeta nello spettrale riflesso di Marte. La Luna stessa è stata parzialmente distrutta, non si sa come o perché, e i frammenti che le orbitano attorno formano ora una scia celeste nota come Diaspora, dove si dice vadano le anime dei defunti. Il sistema è pensato per avere il suo focus sulla sopravvivenza in un ambiente profondamente ostile, dove la mancanza di risorse alimentari, medicinali e protezioni dalle avversità climatiche sono alla base dell'esperienza di gioco. L'ambientazione prende ampiamente spunto da molte opere di fantascienza; l'ambiente nel quale i giocatori si ritrovano a muoversi è stato plasmato a partire da suggestioni provenienti da Ken il guerriero, Mad Max e Fallout. Sono presente anche elementi fantasy, tendenzialmente horror, aberrazioni frutto della ricaduta nucleare che mettono in pericolo la sopravvivenza degli argonauti delle lande radioattive. La gestione delle risorse è fondamentale per sopravvivere, così come la collaborazione e l'analisi costante degli innumerevoli rischi che si possono correre nell'addentrarsi in territori rivoltati dalle detonazioni nucleari. L'unica razza disponibile (attualmente) è l'essere umano, ma sono presenti numerose classi: l'alienista, l'iconoclasta, il cacciatore di bestie, l'emissario di Dio, il mistico dell'atomo, l'argonauta delle profondità, il piromane e il tecnomante. Un'aspetto molto importante da monitorare è la salute mentale dei personaggi: ogni incontro o situazione di difficoltà aumenterà tendenzialmente la loro "follia". Raggiunto il picco di follia, la loro risolutezza verrà messa alla prova: piomberanno nelle tenebre della demenza mentale, sviluppando un'afflizione, o riusciranno a tener testa agli orrori del mondo, sviluppando una virtù? E' prevalente l'esplorazione in campo aperto, tipo dungeon hexcrawl. Anche orientarsi e stabilire il percorso da seguire per ottimizzare l'uso delle risorse e ridurre i pericoli potenziali è fondamentale per la sopravvivenza a lungo termine. Aspettative Farò una "sessione zero a quattr'occhi" con chi si candida, per conoscerci meglio e parlare di gusti e aspettative sul gioco. Mi aspetto poche cose fondamentali: serietà (è una campagna lunga che va avanti da diversi mesi, e ne durerà altrettanti, un impegno almeno a medio termine), pazienza (è un alpha test, ci saranno molti cambiamenti in corsa e bug da risolvere), e collaborazione (con gli altri giocatori, per creare un gruppo sereno e divertirsi insieme senza prevaricarsi).
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"L'Ultima Era" - Ere del Mondo
Le Fantome commented on Vackoff's commento su una voce blog in "L'Ultima Era" - Ambientazione Homebrew D&DHo notato che hai aggiornato l'articolo, descrivendo molte più ere antecedenti a quelle "umane", ottima idea! Mi è piaciuto soprattutto il periodo di transizione tra l'era del magma e l'era delle acque, personalmente ho trovato davvero suggestiva l'idea di una gigantesca cometa di ghiaccio "scagliata" dal Piano Remoto sulla terra de "l'ultima era", fautrice degli oceani e portatrice di terribili entità come gli Aboleth. Se vogliamo, questa ricostruzione fantastica dell'idrosfera sul pianeta, porta a un'interessante considerazione filosofica: visto che l'essere umano, in ultima istanza, discende da quelle prime forme di vita che abitavano l'idrosfera generatasi dalla cometa del Piano Remoto, anche gli umanoidi sono discendenti delle perturbanti creature del Piano Remoto. Anche in noi alberga un frammento di malignità aliena :'D
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Il significato dei livelli
Ma da regole, un PG di alto livello ha anche più intelligenza, più saggezza e più carisma di un PG di basso livello, oltre che ad avere (letteralmente) più esperienza e molte più competenze. Lo so, si potrebbe discutere che le statistiche di un PG non corrispondano in modo esatto ai concetti reali di intelletto, saggezza e carisma (cosa su cui sono perfettamente d'accordo), ma non è questo il punto della discussione: rigorosamente RAW, un PG di livello 20 non ha solo più "potere" grezzo nelle sue mani rispetto a un PG di livello 1, ma è quasi certamente anche molto più intelligente, saggio, carismatico e conoscitore "del mondo e di come gira". Quindi, nel tuo esempio, un Re di livello 1 non solo non avrebbe un millesimo del potere magico del mago, ma sarebbe anche più stupido e incompetente sotto ogni punto di vista, a livello meramente statistico. Quindi sì, il mago si confermerebbe ancora una volta un sovrano molto migliore, e il popolo in prima persona dovrebbe desiderare il saggio e carismatico mago al posto dell'insulso e patetico "sovrano legittimo". Ovviamente questo ragionamento si sfasa nel momento in cui decidiamo che ciò che scriviamo sulla scheda sia solo un artificio meccanico, ma la questione diventa, secondo me, sfumata e un po' arbitraria. Fino a che punto è legittimo aspettarsi, in base al buon senso, che un sovrano di livello 1 sia più intelligente di un mago di livello 20? Anche senza considerare le statistiche come "reali", sarebbe improbabile ritenere il Re di livello 1 più capace del mago di livello 20 in una qualsiasi cosa.
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"L'Ultima Era" - Atthis
Le Fantome commented on Vackoff's commento su una voce blog in "L'Ultima Era" - Ambientazione Homebrew D&DLa Matrice di Atthis come te la immagini, fisicamente? Come una sorta di gigantesca macchina futuristica, una sorta di cervello elettronico, o un mastodontico artefatto di pietra che si muove secondo geometrie apparentemente impossibili? Comunque qualcuno che abbia capito come funziona deve esserci, altrimenti non avrebbero potuto riattivarla in primo luogo, né comprendere a cosa servisse. E questo qualcuno deve custodire gelosamente il segreto come segreto di stato, anche perché se la comprensione del funzionamento della Matrice dovesse diventare di pubblico dominio e finire nelle mani di una potenza straniera, essa avrebbe tutti gli strumenti che le servono per boicottare il perno attorno al quale ruota la democrazia di Atthis. Tuttavia, non credo basti sabotare la Matrice per far cadere una nazione come Atthis: se il popolo è così coeso e patriota, un attacco esterno così "intimo" come al cuore stesso del sistema democratico potrebbe avere un effetto opposto a quello sperato. I cittadini di Atthis potrebbero infatti scagliarsi contro l'aggressore esterno con una ferocia e una coesione mai viste prima, decisi a epurarlo dal mondo in nome dei loro ideali. Insomma, se fossi un governante straniero e avessi la conoscenza per boicottare la matrice, ci penserei due volte prima di farlo davvero. Tenterei quantomeno di far ricadere la colpa su una nazione terza, o rinuncerei al proposito. E' anche vero che il crollo della Matrice potrebbe essere il trampolino di lancio per qualche promettente dittatore che già ora, in tempi di relativa pace, fomenta il popolo con discorsi di guerra e interventismo per "esportare la pace"; discorsi che come ben sappiamo sono sempre vuote ipocrisie per traviare le masse affinché sentano il bisogno di un "uomo forte" che le guidi verso la "gloria". C'è molto potenziale narrativo ad Atthis, assicurati solo di saperlo gestire in modo coerente 😉 (Come mi immagino la Matrice, una sorta di bislacca architettura di pietra multistrato, qualcosa di profondamente alieno...)
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Il significato dei livelli
Personalmente in D&D, partendo dal primo livello, il livello più alto che abbia mai raggiunto da giocatore è stato effettivamente il quinto. Ricordo che gli scontri erano davvero massacranti, infatti in media facevamo uno scontro per riposo, e comunque tentavamo di evitare di combattere quando possibile. C'è da dire che nessuno nel gruppo sapeva ottimizzare i propri personaggi. Comunque io ormai non mastero più D&D da molti anni, ho fatto solo una partita in 5ed e non mi ha entusiasmato.
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Il significato dei livelli
Concordo, credo anch'io che in D&D, se si vuole dare un minimo di coerenza, bisogna applicare una rozza gerarchia dei livelli a tutte le principali organizzazioni dell'ambientazione. Oppure dare per scontato che i livelli, in quanto astrazione meccanica, riguardino in realtà quasi esclusivamente i PG. Io preferisco questo secondo approccio, e funziona abbastanza. Diciamo che mi malleva anche molto lavoro quando creo tutti gli altri PNG!
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Il significato dei livelli
Questa domanda è uno di quei dilemmi che ciclicamente risorge. Ho due risposte in merito, una breve e una più lunga e articolata: Risposta breve: Il mago si circonda di pavidi accoliti a lui devoti e governa con pugno di ferro, in quanto de facto un Dio fra gli uomini, anche se "controvoglia". Un'ambientazione che si basa quasi in toto su questo assunto è la già citata Dark Sun, con i suoi immortali Re-Stregoni, ultimi detentori della magia arcana in un mondo morente. Risposta lunga: Il mago, nella mia personale visione degli incantatori arcani (che non ha la pretesa di essere la visione predominante) è una sorta di asceta, di "monaco illuminato", che ha intrapreso un percorso ai confini della realtà. In quanto tale, non solo non sarebbe interessato ad amministrare uno stato, ma sarebbe del tutto alienato dai piaceri della mondanità. Non gli piacerebbe essere circondato da pavidi servitori o compiacenti concubine, né di gustare piatti prelibati cullato dal suono di un'orchestra. Non proverebbe piacere nel vedere sudditi devoti pregarlo alla stregua di un Dio, ne questo darebbe soddisfazione al suo ego. Perché l'incantatore, per essere tale, deve per prima cosa "sigillare" la parte più concupiscibile della propria psiche, in modo che solo la parte più razionale governi le sue azioni (il che ben si sposa con un aumento esponenziale dell'intelligenza per ottimizzare le capacità magiche). Quindi sì, personalmente penso che un incantatore arcano non solo non governerebbe uno stato, ma se ne andrebbe dalla società civile, per vivere isolato in un qualche eremo a continuare il suo percorso mistico. Ovviamente questo ragionamento si può applicare solo in quelle ambientazioni dove gli incantatori sono estremamente rari, nei Forgotten Realms sarebbe privo di senso.
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Il significato dei livelli
Ultimamente stavo riflettendo sul significato dei livelli. Meccanicamente sono uno strumento astratto per gestire la crescita dei PG, dei loro poteri e delle loro abilità, ma anche per calibrare le sfide che incontreranno sul loro cammino. Narrativamente parlando "non esistono", nessun personaggio o PNG dirà mai "sono del livello tal de tali", sarebbe ridicolo e da shōnen giapponese di quarta categoria. Tuttavia, mi chiedo, fin quanto sono realmente "astratti" i livelli? Mi spiego: in una ipotetica società fantasy di un gdr con i livelli le classi sociali, il potere, la ricchezza, sono equamente distribuiti o seguono anch'essi la piramide dei livelli? Il re di uno stato sarà un PNG di livello 1 o di livello 20? E se è un PNG di livello infimo, perché la sua guardia personale di livello 20 non ne ha approfittato per compiere un golpe? Se davvero esistono super uomini virtualmente invincibili (perché la loro CA è "troppo alta") per un comune umano allora perché esistono ancora gli eserciti? Quello che voglio dire è che i livelli probabilmente dovrebbero essere distribuiti in modo caotico, casuale. Oppure applicarli esclusivamente al party e alle sfide contingenti, dando per scontato che gli equilibri del mondo non siano regolati dalla piramide dei livelli ma da una logica più concreta, pragmatica, azzarderei "verosimile" (perdonatemi il termine). Personalmente sono attualmente master di una campagna che si ambienta molte generazioni dopo un olocausto nucleare, un mondo sulla falsa riga di quello di Ken il Guerriero, dove effettivamente la forza bruta è l'unico strumento per stabilire rozze e primitive piramidi gerarchiche. In un contesto del genere, alla Dark Sun se vogliamo rimanere in ambito gdr, direi che la piramide dei livelli si possa applicare più coerentemente (anche se, comunque, non mancano situazioni dove stride terribilmente). In realtà, i PNG che descrivo non hanno mai una scheda tecnica, solo narrativa. Mi accingo a fare una scheda tecnica delle loro statistiche e abilità solo se strettamente necessario, tentando di renderli quanto più coerenti con l'ambiente dove si trovano. Voi come affrontate la questione dei livelli applicati al mondo di gioco? La ignorate bellamente? Approccio più che legittimo, sia chiaro. 🤠
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Chevrolet Camaro del 70 nel fantasy...? Si può fare? (cit)
Di certo non inserirei un'auto moderna :'D Magari un veicolo a vapore che fluttui a pochi metri dal suolo, un piccolo disco volante. Qualcosa alimentato dai nodi terrestri (flussi di energia che si intersecano sotto la superfice terrestre alla stregua dei paralleli e dei meridiani sulla cartina geografica). Più i PG "volano" vicino a un flusso di energia sotterraneo, più il veicolo aumenta di velocità; più ci si allontanano minore è la velocità e la distanza a cui possono levitare. Se troppo lontani, il veicolo non può partire. Ci sarebbero quindi delle vere e proprie "tratte" da seguire con un certo scrupolo, e i PG potrebbero voler cambiare la direzione di un flusso per creare una via di passaggio fra due regioni visitate con una certa frequenza.
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Meta e difficoltà
Confesso che sono curioso di sapere cos'abbiano fatto i tuoi PG di così "catastrofico" da rovinarti tutta la boss fight finale :'D Comunque il pvp è una brutta bestia. Prima o poi i giocatori ci passano sempre, anch'io ho fatto pvp in passato. L'unica per impedirlo è porre un diniego assoluto, oppure prepararsi ad affrontarlo tentando di mitigarne gli effetti distruttivi sulle campagne... Per gli allineamenti, non pretendere che i PG rimangano incasellati in due parole, probabilmente non lo faranno. Un master più saggio di me (Bille Boo) valuta sempre gli allineamenti a posteriori, mai a priori. Che dire, penso abbia ragione.
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L'ambiguità del male
Sì, direi di sì, non ho percepito da parte tua nessuna perplessità in merito al nostro piano, né mentre lo pianificavano, né mentre lo mettevamo in atto. Sai, finchè Flogisto ha agito "di testa sua" ha sempre avuto un certo riguardo che le sue azioni non avessero ripercussioni troppo gravi. Certo, ha compiuto gesti esecrabili, ma con quel barlume di morale che può sembrare poco, ma che per lui fa una differenza enorme. Come ha detto anche Dario, "questo no, è troppo" semplicemente. 🤖
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"L'Ultima Era" - Pridia
Le Fantome commented on Vackoff's commento su una voce blog in "L'Ultima Era" - Ambientazione Homebrew D&DBravi i pridiani! C'è troppa fede nel "progresso" ne "l'ultima Era", ci voleva qualche milione di persone in preda al fervore dell'oscurantismo religioso :'D Scherzi a parte, visto l'inquinamento magico dell'uso intensivo delle lacrime di Eris, la creazione di armi sempre più distruttive e il clima da pre-prima guerra mondiale che si respira nel mondo, forse tornare a una vita più rurale non sarebbe una cattiva idea. Insomma, vorrei che almeno gli abitanti della terra de "l'ultima Era" evitassero due conflitti mondiali e l'uso dell'arma atomica 🙃 Mi piace il fatto che non spieghi realmente la natura della genesi di Pridia comunque; adombri perfino che sia stato il suo stesso fondatore a causare la catastrofe che costituì la causa fondatrice del regno. Non male, conferisce quel pizzico di inquietudine che ci vuole quando si parla di una feroce tirannide religiosa e inquisitoria! Comunque in realtà mi aspetterei che i pridiani siano più smaliziati di quanto li descrivi: mi spiego, se tutto il mondo sa che in realtà Omnius non è un vero e proprio Dio, mi sembrerebbe ingenuo pensare che i pridiani non si facciano due domande. O almeno, quelli più benestanti 🤠 Sai, è molto suggestivo questo tuo phantheon di spiriti: è qualcosa di più mistico delle classiche divinità di D&D, personalmente lo preferisco!
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L'ambiguità del male
Entrambi, il master è fermamente convinto che l'allineamento del PG emerga dalle sue azioni e quindi vada applicato (o modificato) a posteriori. Io, personalmente, avevo pensato al mio PG come CB, ma dopo aver contribuito indirettamente al massacro (non ho fatto nulla per impedire che i miei commilitoni provocassero la frana, e solo dopo ho condannato apertamente il gesto) ho tolto l'allineamento CB e non so bene quale dargli. Non che sia essenziale, comunque.
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L'ambiguità del male
Di recente ho giocato una sessione (come giocatore) che mi ha dato da pensare. La campagna si ambienta in un mondo dove la vita intelligente sembra essere arrivata al suo triste e lento epilogo: un mondo arido, sterile e rovente, dove poche sacche di civiltà arrancano e protraggono la loro magra esistenza attingendo alle poche risorse idriche rimaste. Una notte, una cometa solca i cieli di questa terra morente: è una cometa che porta con se un frammento di potere divino. Chi riuscirà a impossessarsi del fiore benedetto che crescerà dai resti della meteora potrà modificare una porzione di quel mondo a sua immagine e somiglianza, compiendo un atto da demiurgo divino. Parte una vera e propria "corsa all'oro" e ogni Marf (alcuni dei luoghi dove sopravvive la vita intelligente) manda una propria spedizione, compreso il Marf di Sotto, quello da dove originiamo noi come giocatori. Insomma, una vera e propria odissea in mezzo al nulla, nel tentativo di impadronirsi di questo dono (o maledizione?) celeste. Il gruppo con il quale viaggiavo non era un gruppo di brave persone, io compreso non osavo definirmi tale: avevamo una necromante, un indigente, un goblin miscredente e un mercenario nanico disposto a compiere qualsiasi nefandezza per un po' d'oro. In una spedizione dove si da per scontato che non bisogni avere alcuna pietà per il nemico, consci che anche gli altri concorrenti ci avrebbero ucciso alla prima occasione, non sorprende che quando siamo partiti, (come giocatori) eravamo consapevoli che avremmo compiuto anche atti orrendi pur di arrivare per primi al fiore meteoritico. Eppure... una notte abbiamo provocato una frana per sterminare una carovana rivale. Abbiamo preso la decisione con goliardia, con leggerezza. Infondo erano nemici. Eppure, man mano che ci mettevamo all'opera per compiere l'orrendo gesto, qualcosa ha cominciato a smuoversi in me e un altro membro del gruppo. Dopo averlo compiuto, orripilati per il massacro causato, abbiamo deliberatamente scelto di abbandonare momentaneamente la nostra carovana, per offrire soccorso e aiutare i superstiti. Io, personalmente, sono andato verso l'accampamento nemico sguarnito e inerme, pronto anche a farmi ammazzare se quello sarebbe stato il prezzo da pagare per il massacro compiuto. Mi domando a che pro abbia fatto comportare così il mio personaggio: è del tutto controproducente per la missione e sapevo che avremmo potuto compiere atti brutali per il fiore celeste. Eppure, a fine sessione non sono proprio riuscito a negare il mio aiuto ai nostri nemici. Mi chiedo quale allineamento siano i personaggi che stiamo interpretando io e il mio commilitone. Ma soprattutto, mi domando se la spedizione del Marf di Sotto resterà integra, o se questi siano i prodromi di uno scisma. Voi come avreste gestito questa situazione? 🙃
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"L'Ultima Era" - Ere del Mondo
Le Fantome commented on Vackoff's commento su una voce blog in "L'Ultima Era" - Ambientazione Homebrew D&DGuarda, io ancora ricordo da bambino quando vidi "Atlantis, the lost empire" della Disney. Penso che una delle scene che più mi rimase impressa fu quella del "cimitero" di navi nella tana del Leviatano: mentre il moderno sottomarino dove si trova Milo illumina i relitti delle imbarcazioni di innumerevoli ere passate, i moderni argonauti si rendono conto che qualcosa di terribile li sta seguendo, pronti ad attaccarli: un'ancestrale macchina atlantidea non dissimile da un mostro mitologico, che con poco sforzo distrugge il moderno sottomarino frutto delle migliori menti della Belle Époque. Nella tua ambientazione potrebbe accadere qualcosa di simile: un prodigio della Magitec alimentato a lacrime e guidato da elementari dell'acqua che porta intrepidi esploratori di Zorastria (o di qualche altro luogo) a esplorare i fondali oceanici, alla ricerca dei lasciti delle ere pre-umane. Io giocherei molto volentieri una campagna con queste premesse!
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Guerra e pace
Però la logica dei dazi economici è qualcosa che riguarda per lo più nazioni sovrane che commerciano reciprocamente beni che non possono produrre autonomamente. In un modo arcaico dove vi sono per lo più città stato autosufficienti non mi è chiaro in che modo i dazi dovrebbero compromettere in modo significativo l'economia delle singole città. Tento di spiegarmi meglio: o c'è una fitta rete di scambi che riguarda ampie realtà sociali tecnologicamente avanzate (non per forza moderne, ma quantomeno con un vero e proprio settore industriale) oppure parliamo di realtà sociali molto più piccole e arretrare, dove ancora prevale il settore agricolo e la produzione artigianale. Mi sembra che tu stia sovrapponendo queste due realtà, oppure la tua ambientazione è più complessa di quanto abbia capito e convivono nello stesso momento popoli con un ampio divario culturale, tecnologico e sociale. Se fosse questo il caso, allora dovresti pensare non più a una guerra fra le grandi potenze, ma a un espansione imperialista degli stati più avanzati contro quelli più vulnerabili. Ovviamente in quel caso la guerra conviene eccome, dato che vi è, teoricamente, una disparità significativa di potere militare fra le nazioni che invadono e quelle che verrebbero invase. Spero di esser stato abbastanza chiaro.
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Derubati mentre si dorme
Concordo in pieno. E' bello vedere che ci sia ancora qualcuno che usa gli stili di vita per gestire le spese mondane dei PG e le difficoltà (o le opportunità) che potrebbero incontrare. Anche su questo sono pienamente d'accordo; penso che ogni gruppo di avventurieri degno di questo nome dovrebbe avere qualcuno adibito alla bonifica ambientale da trappole o pericoli nascosti. Se non c'è un PG con la classe giusta, allora il gruppo dovrebbero assumere un gregario/mercenario che svolga l'ingrato compito. Mai sottostimare la pericolosità di una singola trappola, che può facilmente provocare un TPK se scatta al momento sbagliato.
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Complessità della trama
Io e il mio gruppo abbiamo l'abitudine di scrivere molto durante le sessioni, quindi di rado perdiamo informazioni importanti sullo svolgersi degli eventi. Con altri gruppi dove non scriviamo invece mi è capitato di perdere alcune informazioni, per fortuna il master è molto preciso e compensa le mancanze di noi giocatori.