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Capitolo II - Figli del Peccato
Jean Mantonero Afferro il cavaliere per il collo e gli apro la testa a forza di sbatterla sul pavimento. Un uccisione poco eroica e pulita agli occhi di Violette, ma visto che ho rischiato la morte penso di potermi permettere un pò di inebriante violenza estrema. Mi dispiace che tu abbia dovuto vedere questo, Violette. Ma adesso devi ritirarti nelle tue stanze e uscire quando... Quando... Non dovresti vedere questa scena e basta. Eunice, scorta la Lady via da tuo fratello: hai visto i mostri che ha evocato, non sappiamo se ci riserverà una sorpresa anche dopo la morte. Mi accascio alla parete, la ferita sanguinante che mi ha inflitto la baronessa mi ha quasi ammazzato prima e potrebbe farlo ancora. Scrivano, hai il permesso di allontanarti. Invece voi due restate qui con me, o vi considererò complici. Minaccio inutilmente le mie due compagne, sempre con l'intento di recitare una parte di fronte alla piccola innocente baronessina. E magari datemi qualcosa per le ferite...
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La Torcia di Zaffiro
Rolan Decido di chiudere la sfera nella mia bisaccia fino a data a destinarsi. Ho bisogno di tempo per riflettere su quanto voglia effettivamente stringere patti con questa cosa: magari c'è altro potere qui dentro, e possibilmente a buon mercato. Sì, andiamo di sopra. Non abbiamo tutto il giorno.
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L'ombra dello Scarabeo
xInge Lucio decide di aspettare il passaggio della barca allo scoperto, fiducioso nel fatto che la sua posizione di sacerdote possa proteggerlo da qualsivoglia accusa. Invece, Hector e Konrad spogliano i cadaveri dei loro beni e trascinano i corpi dietro alcuni barili all'ombra di una tettoia malandata. Nell'attesa di capire chi siano i conducenti della barca, Konrad non può fare a meno di esaminare la sua nuova arma... xKonrad La barca supera il banco di nebbia e diventa finalmente visibile: prima di tutto non si tratta di una barca, ma di due. E non si tratta di semplici passanti o degli stessi criminali che hanno ucciso i contrabbandieri. Ma di una piccola squadra di Guardie Fluviali e di un uomo sui quarant'anni scarsamente equipaggiato, in totale sono sette uomini. Gli abiti dell'uomo sono comodi, bianchi, non particolarmente sfarzosi e, proprio come quelli di Lucio, sono coperti da un corpetto di cuoio. Per il resto l'uomo ha con sé solo uno spadino corto e poco altro per la sua difesa personale. Le due barche si fermano di fronte a Lucio, e le feroci espressioni delle guardie, che sembravano pronte ad aprire la testa di chiunque avrebbero trovato lì, si fanno interdette quando trovano un sacerdote di Myrmidia di fronte a loro. Diamine, qualcuna di loro potrebbe pure conoscerti. L'uomo però è calmo e sorridente, per nulla sbigottito, "Buonasera", dice appoggiando lo stivale sulla sponda del canale indicando alle guardie di legare la barca con un cenno della mano, "il mio nome è Jansen van Herdt. E lei chi sarebbe?" Prima che Lucio possa rispondere, il suo sguardo cade sul medaglione che porta al collo che, grazie alla luce della torcia può vedere più o meno chiaramente: sul medaglione è raffigurato un gufo, appollaiata sopra una bilancia. Quest'uomo è un sacerdote, o quantomeno un iniziato, di Verena. Dea della giustizia e del sapere. xJansen van Herdt
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La Torcia di Zaffiro
Rolan Il fumo venefico delle meduse mi annebbia i sensi, impedendomi di combattere efficacemente. Fortunatamente lo stregone-lupo riesce ad eliminare buona parte delle creature, e la sua azione ci dà la possibilità di scappare, ma non vedo perché dovremmo farlo proprio ora che sono diventate così poche! Senza dire una parola mi lancio di nuovo contro di loro, riuscendo stavolta a colpire numerose creature.
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La Torcia di Zaffiro
Rolan "Poco potere è meglio di niente. Dimmi cosa puoi darmi ed io vedrò come liberarti." Quando poi arrivano le mostruosità mi infilo la sfera in tasca: ne parleremo più in là. Sfodero il mio spadone e, determinato, carico l'orda di "meduse" cadaveriche.
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L'ombra dello Scarabeo
Issate i cadaveri fuori dall'acqua, e riuscite così ad osservarli meglio. A causa degli abiti zuppi sono ancora più pesanti di quanto potevate già immaginare, ma Konrad ed Hector da soli sono abbastanza forti da poterli sollevare. Il primo di loro, quello la cui schiena era trafitta da tre frecce è un uomo pallido e robusto, sicuramente un ragazzone molto forte, ma il suo volto da ubriacone e le sue asimmetrie ed imperfezioni del volto invitano più al disgusto che alla paura, facendolo sembrare più un contadino dall'impero, uno di quei villaggi sperduti nel Drakwald, piuttosto che un avventuriero romantico o quantomeno un picchiatore di strada. L'uomo ha la spada ed il pugnale ancora nel fodero: non ha avuto neanche modo di sfoderare le armi, prima di morire. Anche il volto del secondo contrabbandiere invita al disgusto, ma non è certo colpa sua! L'uomo ha una pelle perfettamente abbronzata, un naso leggermente aquilino, dei bellissimi occhi scuri e dei deliziosi baffi a sparviero che contribuiscono a renderlo molto attraente... Non fosse per il fatto che la sua mandibola si è accartocciata come un pezzo di armatura dopo il colpo di una pesante mazza. Se una ferita tanto dolorosa non l'ha ucciso per lo shock del colpo, ci hanno pensato le acque del canale a finirlo. Non esitate a dare un'occhiata a quello che i due cadaveri avevano addosso, nella vana speranza di trovare indizi... E Inge ne trova uno! La locandiera nota che, in una tasca dei pantaloni dell'uomo abbronzato c'è un taccuino. Basta sfogliarlo velocemente per vedere che è bagnato e quindi irrimediabilmente danneggiato, ma quel poco che si può leggere è scritto in Tileano. xTutti Mentre ispezionate i cadaveri, però, sentite una vocina sussultare da un vicoletto buio alle vostre spalle. Inge non la sente, ma Hector, Lucio e Konrad sì. Una ragazzina Estaliana, non più grande di 12 anni, vi stava spiando per tutto il tempo e appena i vostri sguardi si incrociano questa fugge tra le tenebre. Nel frattempo, oltre la nebbia, la luce di una lanterna annuncia l'arrivo di un'altra imbarcazione che si avvicina verso di voi...
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La Torcia di Zaffiro
Rolan "Aspetta, ti ha offerto potere?" Dico voltandomi verso Anaytim, per poi rivolgermi verso la sfera "È vero?"
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La Torcia di Zaffiro
Rolan La mia espressione si trasforma in una smorfia perplessa: non pensavo che l'artefatto parlasse, tantomeno che necessitasse di salvataggio. Un pò deludente, ma non posso esimermi dal salvare una creatura in difficoltà, purché si parli davvero di un essere degno di fiducia. "Capisco, e dimmi, come dovrei farlo? E soprattutto, chi sei tu? Perché sei qui? E come mai così tanti uomini sono morti per te?" Chiedo con entusiasmo molto contenuto, per dire un eufenismo.
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L'ombra dello Scarabeo
Restate lì, divorati dai dubbi, per una manciata di minuti: dove sono? Sono stati beccati? Vi hanno fregati? Come la prenderà Aart? Vi crederà? Tutte domande lecite ma, al momento, senza risposta: siete lontani dalla zona più animata del quartiere eppure il silenzio viene comunque spezzato dall'occasionale rumore di passi, di grida ubriache o di risate. Poi, la notte vi offre una cupa risposta. È una risposta che non vi arriva immediatamente, il buio, la nebbia e le acque nere del canale vi rende difficile percepire granché delle vostre circostanze. Poi, la luce fioca della fiaccola proveniente dall'altra sponda del canale illumina la scena di fronte a voi. Due corpi galleggianti, il primo è rivolto verso l'acqua sporca ed è nel processo di affondare completamente: sono le due frecce infilzate sulla sua schiena a rivelare la sua presenza. Il secondo, un metro più indietro galleggia supino esibendo il suo volto irrimediabilmente danneggiato ed insanguinato. Le loro giubbe di pelle sono zuppe, ed entrambe esibiscono il bavaglio rosso di cui vi aveva parlato Aart. Sono i contrabbandieri a cui dovevate prendere il carico. I corpi vi stanno lentamente superando, ma sono abbastanza vicini al canale da potervi permettere di afferrarli senza dovervi immergere nelle acque sporche.
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TdG - Larta 'h Vekkdin - II - Oltre la soglia
Snorri Laikarakkin Senza Moggo
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La Torcia di Zaffiro
Rolan Accompagno Anaytim al piedistallo: appena lei appoggia la sfera, allungo la mano per riafferrarla. "Non scusarti, Anaytim, hai fatto un lavoro eccellente," dico sorridente mentre accarezzo avidamente l'oggetto con il pollice, "mi dispiace solo che tu non abbia trovato ciò che cercavi." Mi allontano quindi per un attimo dal resto del gruppo, "Quando siete pronti a partire fatemi sapere!" Poi, mi metto a scrutare la sfera nel tentativo di carpirne i segreti: un oggetto che ha portato alla morte di così tanti uomini non può essere una semplice "perdita di tempo".
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Capitolo II - Figli del Peccato
Jean Mantonero Assaporo quei pochi istanti di puro piacere sensoriale, mentre sento il fragile collo della donna dimenarsi e spezzarsi tra le mie mani. Non dura molto: ci sono due seccature di cui occuparmi, adesso. Il Silvedo e quella squinzietta della mia futura moglie. "Violette! E' pericoloso! Esci di qui!" Grido ferale, lasciando che sia l'adrenalina, la furia ed il dolore a recitare per me. Poi mi volto verso Silvedo, sbavante "E tu sei solo un assassino: volevi tanto la mia Violette da uccidere i suoi genitori quando più erano vulnerabili. Non uscirai vivo di qui!" Prontamente gli salto addosso, sperando che il barone sia riuscito ad ammorbidirlo per me. Cerco di afferrarlo per il bavero dell'armatura per poi colpirlo ripetutamente con i miei pugni mortali.
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TdG - Larta 'h Vekkdin - II - Oltre la soglia
Snorri Laikarakkin Una piccola lacrima di commozione scorre lungo il mio viso, "*Sniff* Il mio Moggo ha finalmente trovato il suo ambiente", mormoro appena vedo il boscaiolo venire accettato dagli Adnur dopo aver costretto alla resa un guerriero veterano a forza di mazzate. "Mmh? Oh, sì, certo: dubito che gli ospitalissimi Adnur ci lasceranno prendere parte ai festeggiamenti."
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L'ombra dello Scarabeo
Partite quindi verso il luogo dove si terrà lo scambio: il punto si trova ad Ovest di Marienburg, nel Vicolo dei Coltelli, ovvero il quartiere Estaliano. Uscite quindi dalla locanda e dalla Piccola Contea, passate velocemente per Miragliano Nord e raggiungete quindi il grande Ponte di Draaienbrug, l'unico modo per raggiungere l'altro lato della città. Il viaggio fino al ponte procede senza intoppi: non c'è più molto traffico per le strade della città, e anche se questo significa che sarete tra i pochi ad attraversare il ponte e quindi dei bersagli facili per eventuali perquisizioni da parte della Guardia Fluviale, non vi fate intimorire visto che la proprietà di Aart si trova proprio a Marienburg Ovest evitandovi quindi la fatica di dover nascondere il carico per un eventuale ritorno a Marienburg Est. Fortunatamente riuscite anche ad evitarvi controlli fastidiosi: Lucio è un sacerdote ed un nobile ed anche se non dimostrasse nessuna delle due cose, è chiaro che non è uno straccione con intenti criminali, cosa che vi rende intoccabili in quanto passate per il suo entourage. Una volta superato il ponte, arrivate quindi alla Piazza del Mercato e poi, dopo qualche altro minuto di cammino, arrivate al Vicolo Estaliano. Qui gran parte delle taverne e delle strade sono ancora molto animate, e riuscite quindi a muovervi con discrezione, destreggiandovi abilmente tra le puttane, gli ubriaconi e le bande di desperados che frequentano i locali ed i vicoli del quartiere. Non vedete molto del quartiere in quanto il luogo dell'incontro è in una zona periferica, proprio sulla sponda di un canale minore che butta direttamente sulla parte di fiume che separa le Mura Ovest dal Vicolo Estaliano. Quando arrivate, però, non vedete nessuna barca: la nebbia ed il buio sono troppo fitti. Vi avvicinate quindi alla sponda del canale, nel tentativo di scorgere qualcosa in più ma... Niente. Ci siete solo voi quattro, il buio, la nebbia, il rumore dell'acqua che scorre e la luce di una misera torcia, fissata ad un palo sconvenientemente piazzato sulla sponda opposta alla vostra. Date un'occhiata rapida all'orologio: Marienburg, 10° giorno di Pflugzeit, Aubentag 00:36 (Marienburg, 10 Marzo, Martedì) A meno che non siano passati un minuto fa, sembrerebbero in ritardo...
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La Torcia di Zaffiro
Rolan Vedere la ragazza avanzare intonsa verso la sfera magica mi fa sorridere: potrebbe farcela. Tuttavia, quando vedo che Ranesh comincia ad agitarsi, mi sento di appoggiargli la mano sulla spalla, per tranquillizzarlo. "Diamogli tempo, Ranesh... Anaytim sembra sapere il fatto suo, e comunque credo di volere quella sfera: la ragazza si è solo proposta come volontaria per andarla a prendere... Se vediamo che il freddo rischia di ucciderla, accorrerò a tirarla fuori di lì, d'accordo?" Il mio sorriso cerca di trasmettere sicurezza, ma potrebbe risultare un pò snervante. "Anche se... Akhenaken sembra capace di trasformarsi in lupo: la sua pelliccia potrebbe permettergli di avvicinarsi in sicurezza, se le cose si mettessero male."
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La Torcia di Zaffiro
Rolan Il mio buon senso mi convince a non avvicinarmi, e pare che lo stesso valga per la maggior parte dei miei compagni. Eccetto Anaytim. Anaytim sembra essere caduta sotto l'incantesimo della sfera, e parte di me vorrebbe cercare di farla rinsavire ma... E se la sfera fosse meno pericolosa di quanto si potrebbe pensare? Magari la stregona ha ciò che le serve per sopravvivere all'artefatto, e magari se riesce ad avere la meglio su questo potremmo tutti guadagnarne qualcosa. Rimango in silenzio e resto a guardare la scena, la mia curiosità è troppo forte.
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L'ombra dello Scarabeo
Aart fa un piccolo sorriso alle domande del Dandini e della Backhaus per poi ritirare velocemente l'orologio e guardare l'ora, "sarà facile: la strada che vi ho consigliato è poco trafficata a quest'ora di notte, e vedere un gruppetto di sei persone sulla sponda di un canale in una ora così sospetta... Beh, dovrebbe rendervi chiaro di chi si tratta." "Immagino però che potreste voler maggiori dettagli, effettivamente a quest'ora ci sono anche tanti malintenzionati... Questo gruppetto non è altro che una banda di avventurieri che si ostina ad indossare una sorta di uniforme, come se la loro fosse una professione di cui andare fieri", questa affermazione è accompagnata da un altro sorrisetto, l'ennesimo atto di derisione verso le stesse persone da cui dipende, "Indossano una giacca di pelle, non dissimile da quella del Dandini, ma indossano tutti un fazzoletto da collo cremisi. Questa scelta di dubbio stile è colpa del capobanda, Heinrich, uno scassinatore molto bravo, ma che insiste nel farsi chiamare "messere". Tra di loro c'è anche un nano e, se ciò non vi bastasse, è impossibile non udire l'orribile accento del Tileano chiacchierone che si portano appresso, il quale sembra incapace di imparare la lingua... A differenza di messer Dandini," aggiunge con falsa cortesia. Poi, alla legittima domanda di Konrad, l'espressione sicura di Aart si fa più seria e dura: forse sperava di non dover rispondere a domande simili. Se ne sta un attimo in silenzio, poi torna a sorridere. "Konrad, se mi sono rivolto a voi, è perché per questo incarico ho bisogno di pesci piccoli. Pesci piccolissimi: perché, siamo onesti signori, voi non siete certo dei tonni, o dei merluzzi, e diamine voi non siete neppure triglie! Quando dico che il carico per me è molto prezioso, lo dico sul serio, e per questo motivo non posso certo affidarlo al gran numero di professionisti di cui ho conoscenza, soprattutto se questi stessi professionisti sono abili o hanno molte conoscenze in questa città: di solito, chi sa il fatto suo, ha la brutta abitudine di tradire la mia fiducia e di prendere ciò che mio solo perché sa di essere abbastanza capace da poterla fare franca. Ma, come ho detto prima, voi non siete squali, né tonni, né merluzzi, né triglie. Voi siete sardine. Piccole sardine che tendono a passare inosservate. Sardine che si accontentano di poco, perché sono ben consapevoli dei propri limiti. Sardine che non vogliono tradirmi perché sanno che non possono farla franca. Ti è tutto chiaro, ora? Il pericolo non c'è, perché il più grande pericolo per la vostra vita sarebbe una carenza di affidabilità e di buon senso da parte vostra. Non dovete temere nessuno, perché ho preso tutte le misure necessarie per assicurarmi che nessuno di pericoloso sappia di questo scambio: io e la mia cliente abbiamo preso tutte le precauzioni possibili." L'uomo ha preso grande gusto nel rispondere a Konrad, ma avete l'impressione che sia onesto. Nonostante tutto, le sue parole cariche di veleno vi danno l'impressione che vuole tenervi all'oscuro della questione il più possibile... Per essere solo delle "sardine", è chiaro che vuole che voi sappiate il meno possibile di questa storia. "Poi, non escludo che qualche rapinatore ignorante possa provare a farvi la posta, ma non è niente che un uno-due da parte tua possa sistemare, Herr Konrad. Vi restano due minuti, poi dovreste veramente partire."
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L'ombra dello Scarabeo
L'espressione di Aart è indecifrabile: è un uomo estremamente serio e la sua espressione sembra essere costantemente corrucciata, anche quando viene salutato direttamente da chi intende ingaggiare. Vi ignora, almeno per il momento, e si volta verso il giovane Sparken, "Pensi forse che non mi meriti il saluto di un rozzo paesano ladro di galline quale sei? Tsk! Poco male, ti sei giocato uno scellino, ragazzo," dice arcigno, mentre Crumwise dal bancone fa cenno all'ex minatore di non dargli peso e andare oltre: troverà il modo di fargli cambiare idea. "Per il resto, è un piacere fare la sua conoscenza Lucio. E... Anche la vostra. Mi chiamerete Aart, e tanto basta. Devo dire che mi piace quel che vedo, mi sembra che né i muscoli né il cervello manchino qui dentro. Spero che Crumwise non si sia sbagliato sul vostro conto." Riserva chiaramente un occhio di riguardo per il nobile, mentre mantiene un certo distacco dal resto della gentaglia qui dentro, come è solito fare dai ricchi borghesotti. Detto questo, Aart tira fuori un bellissimo orologio da taschino placcato d'oro: deve valere un bel pò. Poi vi mostra l'ora. E' mezzanotte. Marienburg, 10° giorno di Pflugzeit, Aubentag (Marienburg, 10 Marzo, Martedì) "Secondo le mie stime, entro trentacinque minuti un gruppo di sei gentiluomini saranno entrati in città e avranno eluso il disattento sguardo della Guardia Fluviale. Vi aspetteranno nel luogo dell'incontro, dove aspettano qualcuno li paghi e che gli prenda il carico. Quel qualcuno siete voi: il vostro incarico è quello dì pagare i contrabbandieri, prendere il carico e portarlo da me nella proprietà di mio figlio. Dovrebbe essere semplice, no?" L'uomo è andato subito al dunque e ha appoggiato sul tavolo sia l'orologio che una borsa piena d'argento. "La borsa contiene la loro paga, l'orologio invece serve ad assicurarmi che voi arriviate in orario nel luogo dell'appuntamento. Mi aspetto che me lo ridiate insieme al carico questa stessa notte. La vostra paga è di 12 scellini d'argento a testa... E vi dirò di più: se riuscirete a convincere quei sei a venire pagati di meno, vi darò metà di ciò che mi avete fatto risparmiare. Però vi avverto: qualsiasi cosa succeda, non sparite. Vi assicuro che non bado a spese quando si parla di muscoli, o di lame, a pagamento. E' tutto chiaro? Avete cinque minuti per prepararvi e partire... Vi consiglio di non attendere oltre, se non volete fare tardi." xTutti
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Capitolo 3 - Death on the Reik (Parte 2)
Olf "Aspetta un secondo, Radagast," Intimo al druido, sperando di evitare un'altra brusca interruzione alla discussione, "Rispondete alla domanda delle guardie, o vi assicuro che non vi risveglierete più da questo pestaggio..."
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Capitolo 3 - Death on the Reik (Parte 2)
Olf "Aspettate, ma quindi confermate che la Wittgenstein è nelle camere di sopra? Parlateci anche del resto del corpo di guardia: in quanti siete? Come possiamo evitare i vostri compagni?"
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La Torcia di Zaffiro
Rolan "Certo, ma ricordiamo che non abbiamo tutto il giorno. Cerchiamo di essere sbrigativi", dico avvicinandomi alla porta indicata da Anaytim e apprestandomi ad aprirla... Ma solo quando qualcun altro si avvicina a me per darmi manforte in caso qualcosa esca da quella porta.
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Prologo: Paura, Freddo, Morte
Nehtri Boruma Quando arriva la sera, scoprite con grande piacere che i cittadini ed i marinai hanno organizzato una festa, anticipata da un adeguato rito religioso, per celebrare la vostra venuta ed il vostro lavoro di ricostruzione della città, oltre che per aver salvato i marinai. La sacerdotessa Geovris ha collaborato strettamente con gli altri sacerdoti locali nel tentativo di organizzare il rituale, ma non è stato semplice, visto che... E' un pò strano per tutti i presenti rivolgere preghiere di ringraziamento ad individui che stanno presenziando il rito in carne ed ossa. Il rito è stato celebrato all'aperto, sotto il cielo stellato ed una bellissima luna piena, la quale illumina la serata rendendo quasi inutili i numerosi falò che sono stati accesi per illuminare la serata: per voi è stato costruito un palco in legno dove sono state piazzate sette poltrone, tirate fuori dalle case e decorate alla bell'è meglio con placche di legno sui quali sono stati incisi simboli a voi sacri. Nel centro, si trova la bacinella delle offerte, completamente vuota se non per i ciocchi di legno che serviranno ad accenderla. L'evento è chiaramente improvvisato, ma la calca che vi ha circondati è completamente assorbita dalla sacralità della cerimonia e rimane in religioso silenzio per tutto lo svolgimento del rito. La messa inizia con una serie di ringraziamenti pronunciati dai sacerdoti, i quali uno alla volta pronunciano svariati ringraziamenti per celebrare le vostre azioni o... La vostra semplice presenza. Dopo ciò viene dato fuoco al vassoio delle offerte, le quali una volta bruciate dovrebbero arrivare a voi sotto forma di un aroma delizioso e stordente. Il vassoio è vuoto, ma il gesto è simbolico e rituale. Inoltre, non vi è mai arrivato nessun aroma del genere in tutta la vostra vita, ma nessuna Potenza si sente di sfatare questa credenza dei mortali poiché... Sono le loro credenze ad alimentare il vostro potere. E la fede, il fervore, che invece vi dà quella costante sensazione di sazietà, euforia e potere che vi eleva veramente al di sopra di un qualunque eroe o potente spirito. Una volta finito tutto, inizia la vera e propria festa: il raccolto generato da Selestia ha permesso che una parte dei sopravvissuti si dedicasse completamente alla preparazione di un generoso banchetto, banchetto che, dopo la straordinaria quantità di cibo divino che è stato generato da Selestia, non comprometterà le loro scorte. I mortali mangiano pane, frutta e verdura, mentra la poca carne (di quaglia, cibo simbolico che secondo la cultura culinaria locale viene usato per ringraziare chi la consumerà) viene ceduta a voi ed al clero che ha celebrato il rito. La festa scorre piacevolmente, ma la consapevolezza di ciò che vi attende domani si fa preoccupante: potrebbe essere una buona idea cercare di riposare in un letto, in quanto vi è stata riservata una stanza ad ognuno di voi. xTutti
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La Torcia di Zaffiro
Rolan Sempre con l'arma in mano, avanzo verso la porta cercando di sorpassare i nostri nemici, ma assicurandomi di chiudere la fila e di tenerli alla larga: non ho intenzione di dare loro le spalle , ci renderebbe dei bersagli troppo facili in caso riuscissero a raggiuncerci.
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L'ombra dello Scarabeo
xLucio Quella stessa notte vi ritrovate tutti al Fante Mostruoso in attesa di poter finalmente parlare con questo fatidico Aart: mentre cenate, avete modo di parlare di quello che avete scoperto... Solo Konrad è riuscito a trovare qualche informazione, probabilmente proprio a causa della sua familiarità con gli ambienti più malfamati di Marienburg: tuttavia non è stato per niente semplice, l'uomo nasconde bene le sue tracce. Il nome completo di Aart è Aart van der Beek, un facoltoso mercante di merci e rarità esotiche le cui lunghe mani sembrano arrivare in ogni angolo del Vecchio e Nuovo Mondo. La sua attività è ormai passata al suo figlio primogenito e sembrerebbe ormai essersi completamente disinteressato all'attività che l'ha arricchito, preferendo passare più tempo con sua moglie, sua figlia e... Con un lavoro più stimolante. Il mercante, infatti, si è fatto una fama negli ambienti più esclusivi grazie al suo talento nel procurare rarità, che l'ha portato a diventare una sorta di "Contrabbandiere di Lusso": si procura oggetti rari e meravigliosi, forse addirittura magici, per conto di stregoni e collezionisti. Tuttavia Konrad non sa come sia fatto il vostro cliente e potete solo guardarvi attorno e attendere. Aspettate che questo Aart si palesi o che quantomeno Crumwise vi indichi chi sia, ma evidentemente né l'halfling né il vostro cliente ritiene opportuno mettervi al corrente della vostra presenza. Dovete attendere finché si è ormai fatta notte tarda, quando gli avventori hanno smesso di cenare e se ne sono tornati a casa o nelle proprie stanze. A quel punto rimanete solo voi, Crumwise dietro al bancone ed un distinto uomo di mezza età, non troppo diverso dalla benestante clientela umana che frequenta il posto: l'espressione dell'uomo è aggrottata ed un pò perplessa appena vede il vostro gruppetto ed è evidente, dagli sguardi che rivolge ad Aldersparrow, che sperava che fra di voi ci fosse almeno un Ogre picchiatore. Crumwise vi fa cenno di approcciarlo per primi. xAart xTutti
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Capitolo II - Figli del Peccato
Jean Mantonero Il mio corpo si contorce in preda a spasmi di dolore una volta che la lama trafigge il mio petto e questa si fa incandescente, bruciandomi dall'interno. AAAAAH! LAIDA BALDR*CCA! Grido afferrando l'arma con le mie due mani, le quali si ustionano al semplice tocco dell'arma benedetta dai cinque, riuscendo però a scivolare via dalla lama. Adesso me la paghi... Ed immediatamente comincio a colpirla di nuovo.