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TdG - Larta 'h Vekkdin - II - Oltre la soglia
Snorri Laikarakkin Continua il mio studio matto e disperatissimo, stavolta mi lascio incuriosire dalla possibile presenza dei popoli sotterranei, basandomi anche sulle prove che ho ritrovato insieme agli altri. Potrebbe essere un argomento interessante per l'esame...
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley Il lusso di questa stanza mi fa venire voglia di portarmi a casa tutto questo ben di dio, ma è ovviamente sorvegliato dal nostro bersaglio. Tossisco un pò di sangue in preparazione alla battaglia poi annuncio sicuro, "Quelle merde sono finte, ve lo dico io!" Poi punto la mia balestra contro l'omuncolo "Questa però è vera!" Il colpo va a segno: la mano che usava per girare la manovella viene trapassata parte a parte dal proiettile, nella speranza di interrompere qualsiasi diavoleria stesse facendo.
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Prologo: Paura, Freddo, Morte
La battaglia continua. Nethri piove laddosso ad uno dei colossi che ha circondato il gruppetto di marinai, cominciando a volteggiare la lama più volte. Il colpo principale non va a segno, parato dall'ancora della bestia, la quale si dimostra più rapida e agile di quanto si potrebbe pensare. Ma Nethri con un'altra sventagliata di colpi riesce a ferirlo parzialmente e ad uccidere uno dei profughi nelle immediate vicinanze. Selestia continua il suo tentativo di terrorizzare i profughi aggressori e... Ha finalmente successo. La maggior parte degli infetti totali decide di fuggire tuffandosi in acqua, i rimanenti sono stati uccisi dai marinai coinvolti. Finalmente possono aiutare il resto della nave. Quando però si rende conto che suo Zio è stato ferito, Selestia, furiosa lancia un terribile incantesimo sull'essere... Tuttavia, il fatto che sia ancora a giorno e la luna non sia visibile, le impedisce di dare piena potenza all'incantesimo. Un'oscurità mordente affligge il mostro, vari tagli sul suo corpo si aprono, ma... L'essere resta in piedi, ancora più furente e assetato di massacro. Dopodiché, la giovane Dea svanisce nelle ombre per poi riapparire sopra uno dei "rami" di quelli dell'albero maestro, determinata a dare fine a questo spargimento di sangue senza senso. Boruma abbandona la lancia a favore dei pugni: più veloci, liberi, mortali. Ma non abbastanza per il profugo di fronte a lui, il quale schiva un diretto letale. Per Boruma, però, lui era solo uno dei tanti bersagli che aveva adocchiato. Altri sei mostri dal petto incavato, i crani spaccati e le ossa spezzate si aggiungono attorno al Dio. La Triade, invece, nonostante l'incantesimo sembra trovarsi in difficoltà: il Colosso è imbizzarrito a causa dell'incantesimo terribile di Selestia, il quale lo spinge a mulinare le braccia in un disperato tentativo di cacciare via le ombre che lo stavano ferendo... Rendendo però difficile al trio di avvicinarlo. Astor non riesce in alcun modo ad avvicinarsi, mentre Eukesk è sufficentemente veloce da poter trovare un'apertura ed infilare l'arma nel fianco della bestia. Non è ancora abbastanza per uccidere il mostro. Ma Polyd, dopo una difficoltà iniziale, riesce ad aggrapparsi alla schiena dell'essere per poi porre fine alla vita dell'essere con alcune, efficaci, pugnalate alla spessa gola. Finalmente il mostro cade. Mentre la battaglia a sud è stata vinta dai marinai (Beh, da Selestia e Nethri...), a nord gli infetti rispondono con inaspettata ferocia: quando sembrava che i marinai stessero soverchiando i loro aggressori, i mostri rispondono uccidendo altri tre di loro. Persino Boruma viene sorpreso dall'attacco, venendo ferito da un profondo graffio sul volto. I marinai a sud, quindi, corrono in aiuto dei propri compagni. Uno di loro prova a caricare, anche se con scarsa efficacia, uno dei Colossi. Ma il colpo gli causa una ferita tanto superficiale da non potersi nemmeno definire tale. Pelle troppo spessa. Altri marinai, sempre quelli che hanno avuto il coraggio di affrontare i due Colossi, hanno avuto altri risultati simili. Quelli che invece hanno affrontato uno degli squali a quattro zampe, inaspettatamente, riescono a ferirlo gravemente: uno dei marinai, con una forza praticamente divina, riesce a ferire pericolosamente la belva con un semplice colpo di spada. Nel frattempo, i Taldoran approfittano della carica per gettarsi sotto coperta, al sicuro. L'elementale al fianco della sacerdotessa, invece, evoca una potente folata di vento che getta in alta quota uno dei mostri che lo circondano. Atterra nuovamente in acqua qualche decina di metri più in là, l'altitudine troppo elevata perché l'acqua possa riparare la sua caduta. La battaglia del guerriero di Taoiseach continua: approfittando del precedente assalto dello "squalo", questi fa un passo di lato per poi infilzare la bestia con il suo spadone a due mani. Il mostro è vivo, ma perde una quantità di sangue terribile. Il colpo lo debilita a tal punto da impedirgli di rispondere. Il Capitano invece sfodera una sottile lama dal suo bastone da passeggio, sventolandola di fronte all'infetto che lo stava approcciando, riuscendo così a sventare un attacco. Boruma, circondato dai due profughi, viene colpito più volte con altri graffi e pugnalate, non riuscendo a difendersi a causa del precedente graffio al viso, il quale gli annebbia momentaneamente la vista e lo distrae. Il combattimento tra i colossi, lo squalo, i marinai e Nethri non ha risvolti particolari: i marinai sono più abili e agili di quanto si potrebbe pensare, ora che sono pronti alla battaglia e rinfrancati dalla presenza dei loro Dei. Uno dei Colossi, però, nonostante le fiammate che l'ustionano terribilmente, riesce a colpire Nethri con la sua ancora ferendola superficialmente grazie alla sua costituzione divina. Mappa xTutti
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Capitolo II - Figli del Peccato
Jean Mantonero Le Indicazioni Rimango in silenzio mentre prendo posto al tribunale. Silvedo dovrebbe arrivare da un momento all'altro. Mi tengo pronto.
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Prologo: Paura, Freddo, Morte
Le parole di Boruma si fanno strada nelle menti di tutti i marinai e passeggeri della nave. Delle inspiegabili parole di conforto danno coraggio ai marinai, un semplice piano gli dà una direzione. La sacerdotessa Geovris supera lo Shock iniziale e lascia che sia una rinnovata fede a parlare per lei: "I Reggenti ci assistono! Combattete e vinceremo!" Boruma, gliene dà prova. Sicuro come solo un Dio può essere, l'amico dei mortali attraversa il campo di battaglia con un balzo per poi schierarsi di fronte ai suoi compagni. Sei, sciocchi, furenti, mostri lo caricano. Sei affondi di lancia vanno a segno. Sei morti si aggiungono alla pila degli aggressori morti. I marinai a nord, quindi, rompono finalmente lo stallo: un ufficiale sfodera la sua sciabola e riesce a fare a pezzi un profugo con abilità, un Eefret magrolino riesce a trovare il coraggio recidere una gola con un affondo di pugnale ben preciso, un eroico cuoco di bordo afferra per le branchie un muscoloso profugo per poi cominciare a decapitarlo a colpi di mannaia. I mostri osservano orripilati la scena: evidentemente nemmeno loro sono immuni alla vista della violenza e non sembrano capaci di reagire efficacemente. I marinai che normalmente penserebbero solo alla loro vita, piuttosto che a quella degli altri, di fronte ad un simile spettacolo decidono di dare retta alla voce. Un gruppetto di 4 marinai corre in soccorso dei Taldoran. Nel frattempo, a Sud il combattimento imperversa con una ferocia inaudita, solo parzialmente arrestata dalla forza delle due Potenze che vi si ritrovano. Colei che porta la vendetta, si sbarazza immediatamente dell'essere di fronte a lei, trapassandogli il petto con lo stocco incandescente... Che lo arde vivo in tutta facilità. Poi, una tempesta di fiamme la avvolge. In quello spettacolo di fuoco, calore e luci, numerosi marinai e profughi cessano di combattere solo per ammirare turbati la scena. Turbamento che si trasforma in euforia, almeno nei marinai, quando si rendono conto... Che le fiamme non gli bruciano! La Sacerdotessa ha ragione: gli dei gli stanno assistendo... Personalmente! Dodici profughi rimangono inceneriti in men che non si dica. Spazzati via dalle fiamme della figlia di Ukara. Anche Selestia fa sfoggio del suo potere divino: immediatamente, alla sua vista, molti profughi cessano le loro brutali attività per fermarsi ad ascoltare... A metabolizzare l'influenza della Potenza minore. La giovane Reggente prova ad instillare loro orrore nei confronti del vascello che stanno attaccando, ma i risultati sono vari: circa la metà degli aggressori soggetti al suo potere cede alla paura e si getta immediatamente in mare, abbandonandosi ad una fuga disordinata e disperata; l'altra metà, invece, sembra provare ancora più disgusto, odio, rabbia e furore nei confronti della più giovane dei Reggenti. La giovane dea, scopre molto presto che la violenza di questi esseri è animata proprio dall'orrore e la paura. Deve essere la loro maledizione ad imporgli una simile risposta. Sono belve messe all'angolo. Selestia Proprio le belve messe all'angolo, le stesse che hanno resistito al potere di Selestia e che ne sono uscite più feroci, tentano di caricarla venendo però intercettate da alcuni marinai, probabilmente intenzionati a proteggerti. Marinai che cadono sotto le loro unghie scheggiate e pugni bluastri. Una morte violenta, ma dedita alla causa della loro signora, appena manifestasi. Non si può dire, però, che la battaglia a sud stia venendo vinta dai mostri: i poteri di Nethri e Selestia hanno fatto strage di questi ultimi, lasciando solo pochi, piccoli, gruppi circondati da marinai agguerriti. Il giovane Polyd, prima di unirsi allo scontro, decide di recitare un rapido, ma potente, incantesimo per poter tutelare i feriti e chi non è capace di combattere: adesso è certo che la Sacerdotessa, i Taldoran e tutti i feriti che è riuscito ad individuare, saranno al sicuro dai terribili mostri che hanno assalito la nave. Tuttavia, Astor ed Eukesk, decidono di gettarsi nello scontro: desiderano difendere loro fratello, e la miglior difesa è attaccare qualsiasi minaccia nelle sue immediate vicinanze. Perfettamente coordinati, i due fratelli, attaccano due profughi diversi. Eukesk abbandona il fianco del capitano, raggiungendo fulminea un profugo, per poi fare un balzo all'indietro e tornare al fianco di Polyd. Apparentemente, sembrerebbe non essere successo nulla... Non fosse per la lama insanguinata ed il profugo che, dopo qualche istante passato a metabolizzare l'accaduto quasi instantaneo, è caduto a terra diviso a metà. Astor, invece, usa una magia ben più terribile e oscura: dalla sua manica, emerge un nugolo di mosconi e parassiti alati che si affollano nella bocca, narici, ed occhi, di un'altro possibile aggressore. E' ancora in preda agli spasmi, quando torna al fianco del giovane fratello. Altri due mostri, cadono sotto gli incantesimi e le lame dei due fratelli. Il Capitano, assiste ai combattimenti... Pensieroso. Per nulla turbato da ciò che sta accadendo, osserva la scena con un espressione aggrottata. Poi, decide: "Guerriero Ooram, Ufficiale Lirah. Non intendo restare qui un secondo di più. Scortatemi fino alla mia cabina." L'ufficiale annuisce, ma il guerriero di Taoiseach sbotta "Cosa?! I tuoi uomini stanno morendo! Devi restare qui e guidarli!" "Ti sembro capace di gestire una battaglia del genere? Fà silenzio, e portami lì. E poi, ci sono gli Dei a guidarli. Comprenderanno la mia posizione." "Mi rifiuto!" "Farai bene a non farlo, Guerriero. Portami nella mia cabina." Dopo qualche secondo di intenso silenzio, il combattente di Taoiseach obbedisce. "Sacerdotessa, viene cone me?" Chiede il vecchio Eefret, ma la Geovris ha altro a cui pensare, "Neanche per sogno! Non perderò l'occasione di vedere i Signori così da vicino!" Poi, dopo una breve preghiera, lancia un incantesimo: al suo fianco, prende forma una sorta di tornado antropoformo, pronto a difenderla e, in caso, contribuire alla battaglia. Nel fratttempo, la famigliola Taldoran, incapace di volare, corre rapidamente verso il sottocoperta, sorvegliata dai quattro marinai. Per loro, attraversare i combattimenti è inspiegabilmente sicuro e semplice. I mostri rispondono in fretta. Uno schifoso profugo, armato di arpione, carica urlante Selestia nella speranza di trafiggerla al fianco. Le sue grida, però, avvertono la fanciulla, permettendole di evitare facilmente l'affondo. Un'altro infetto, uno di quelli ancora aggrappati al bordo della nave, prova a tirare una randellata in direzione di Nethri venendo però carbonizzato dalle fiamme divine della dea ancora prima di riuscire a mandare a segno il colpo. Di lui non resta niente, nemmeno l'arma. Due profughi, attirati dall'elementale, gli corrono incontro cominciando a vibrare colpi inutili: l'essere, proprio come l'aria, è completamente incorporeo. A nord, invece, l'intrepido Boruma viene attaccato alle spalle da altre due infetti, i quali però sono completamente incapaci di ferirlo. Ad est, la fuga del capitano è di breve durata. L'ufficiale che tanto stava antipatica a Nethri, viene immediatamente caricata da un muscoloso infetto, probabilmente uno scaricatore di porto prima della trasformazione, il quale la afferra per la gola e la solleva da terra con un ghigno omicida. La donna combatte con tutte le sue forze: la sua chioma ardente divampa bruciandogli le mani, i suoi calci lo colpiscono più volte sul petto, il suo pugnale si fa strada nella sua spalla più e più volte... Ma presto smette di respirare. La sua fiamma si spegne e viene buttata a terra come un sacco di immondizia. "Ooram, si dia una mossa!" grida il capitano, stavolta con tono allarmato... Ma Ooram non può darsi una mossa: sta combattendo per la sua vita contro una creatura più temibile di qualsiasi Nefai. La bestia flette i muscoli e salta nella sua direzione, con la bocca spalancata, pronto a divorarlo in pochi morsi. Ma un veterano di Taoiseach non è una facile preda e con una schivata, si evita il morso. La Triade, osserva la scena, né Astor né Eukesk intervengono. Non se non gli viene richiesto da loro fratello. Forse hanno fatto bene a non allontanarsi. Un pesante tonfo alle loro spalle annuncia la presenza di uno dei tre energumenti che aveva scalato la nave. Il gigantesco mostro è una figura imponente e il grosso scoglio che impugna come arma testimonia la sua forza: dopo un violento ruggito, tira una violenta sberla a Polyd col dorso della grossa mano. Un colpo del genere avrebbe scagliato indietro, di diversi metri, qualunque mortale: ma Polyd, nonostante il suo corpo apparentemente immaturo, regge botta e mantiene la posizione. Per lui è stato l'equivalente di un pugno. Un pugno sufficientemente forte da aprirgli il labbro inferiore. Ad ovest, invece, la mischia infuria quando i quattro marinai vengono circondati da ogni tipo di mostro. Nonostante uno dei Colossi ha già afferrato uno di loro e gli ha staccato la testa con un morso, i tre rimangono saldi, dediti all'ordine di divino che gli è stato dato. Manterranno la posizione! Mappa e Resoconto xTutti
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley "Sapete cosa? Credo che abbia funzion-AAAAAAAARGH!" Strillo dolorante e spaventato quando vedo del sangue venire strizzato via dai miei, già gracili, muscoli. Poi, quando cesso di sanguinare, cesso di gridare anch'io. "Non... Non bevete dalla pozza rossa. Sicuramente maledetta. Non ne potevo avere la certezza, Catherine!" "Io andrei... Mi sa che abbiamo quasi finito."
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley "Anche se... Ripesandoci..." prima di andare, mi attacco nuovamente alla pozza rossa, sicuro della mia fortuna.
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley "Come nuovo! Visto?" dico con un sorriso smagliante, mostrando un inspiegabile set di denti perfettamente bianchi, dritti ed ordinati. "Forza, se nessun altro ha sete, direi di andare!"
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley Tossisco e sputacchio quando l'acqua rossa mi va di traverso, assorbendo, apparentemente, tutta la mia forza e vigore. "No, no, va bene così, davvero..." Dico tossendo, accasciato sulle mie ginocchia, per poi aggrapparmi all'orlo della bacinella verde, come se ne andasse della mia stessa vita. "Devo solo... Solo bere un'altro pò. Magari la seconda è la volta buona..." Mormoro roco, appocciando le mie labbra sull'acqua bluastra, cominciando ad assorbire quel potere...
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Shadow of the Beakmen
Solo Netley Beh, se ce lo dice la maga... dice Netley per poi avvicinarsi alla pozza rossa e berne un sorso. Netley ha sempre voluto bere da quelle pozze. Aveva solo bisogno di una scusa per farlo.
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Prologo: Paura, Freddo, Morte
Selestia Il resto della nave si mobilita immediatamente. Vari uomini si mettono ai lati della nave, pronti a gettare le corde e ad issare i poveri naufraghi, i quali, ad una occhiata veloce, sembrano ricoperti di stracci e bendacci estremamente coprenti. La fuga, le ferite devono aver avuto un certo impatto su di loro, anche perché sembrano tutti estremamente smunti e magri... La famigliola Taldoran accoglie il consiglio di Boruma, e si dirige verso il sottocoperta. Poi, il disastro. Uno dei marinai che sta aiutando la gente a salire, un individuo irsuto al fianco di Nethri e Selestia, è il primo ad aver tirato su uno dei profughi. Una donna ricoperta di stracci e bendaggi, proprio come tutti gli altri. La donna, quando viene issata sulla nave dall'uomo irsuto, inizialmente piagnucola una serie di ringraziamenti però... Quando sembra vedere l'uomo per la prima volta in viso. Emette un grido raccapricciato e terrorizzato. Un grido straziante, come se stesse guardando la cosa più terrificante della propria vita. "Via, Mostro, via!" Esclama la donna per poi dargli uno schiaffo con delle mani dalle unghie innaturalmente affilate. Unghie che gli tagliano la gola, portandolo ad una morte rapida, soffocante e dolorosa. Il gesto violento fa cadere parte dei bendaggi che le coprivano il volto, dimostrando uno spettacolo sconcertante: la donna ha perso completamente i capelli, la pelle è diventata bluastra e cartilaginea, i denti affilati e gli occhi... Due orbite nere senz'anima. "Una trappola! Siamo caduti in una trappola! Gli infetti sono qui... Sono ovunque!" Grida inizialmente delirante, "OVUNQUE!" Poi, inferocita. La maggior parte dei marinai è perplessa e stupita di fronte a tale gesto. Molti di loro non stanno che cosa stanno guardando, ma gli scuote profondamente. Presto, al fianco di Boruma, un altro dei marinai che stava tirando su un uomo adulto viene colpiti alla gola da un grosso uncino da pesca per poi venire trascinato fuori bordo. Al suo posto sale un uomo con una benda su un occhio, con caratteristiche simili a quelle della donna "Bestie infami... Vi siete presi la nostra città... Non prenderete anche noi!" Un arpione infilza un'altro marinaio, sul cuore. Il suo assassino, mentre gli trafigge il petto con violenza, esclama le seguenti parole: "La cura, questa è la cura per mostri come voi! Muori, muori, MUORI!" grida ferocemente mentre infilza più e più volte il poveretto. I profughi sono molti di più di quanto si potrebbe pensare: celati dalla nebbia, ve ne erano molti che stavano nuotando, perfettamente a loro agio a causa della loro... Condizione. Si sono arrampicati in silenzio, approfittando della confusione iniziale. Uno degli ufficiali, prova immediatamente a stabilire una parvenza d'ordine: "Alle armi! Alle armi! Chi può-" viene interrotto troppo presto da un'altra creatura, che fulminea salta fuori dall'acqua, si arrampica sul bordo della nave, per poi saettare con pochi balzi verso l'Eefret spegnendo la sua fiamma con un solo morso. La creatura è un vero e proprio squalo a quattro zampe. Zampe muscolose, artigliate, ed umanoidi. Eppure è costretto ad una posizione ferale ed animalesca. Altre tre creature simili fanno una simile entrata, spezzando vite in maniera simile. In ultima istanza, altri tre impossibili mostri salgono, anche se ben più goffamente, sull'imbarcazione. Tre muscolosi e corpulenti Ibridi squaliformi, grandi quanto uno stauback anziano, si arrampicano sulla nave e gettano scompiglio tra la ciurma armati di ancore, scogli e travi in legno bagnato. Un abbordaggio in piena regola. Mappa Anche voi siete colti di sorpresa. Boruma, si vede immediatamente circondato da due profughi. Entrambi, assassini dei suoi nuovi compagni che si erano precipitati ad aiutarli. Entrambi ti saltano addosso. Uno di loro, armato di un grosso uncino, prova ad infilzare il tuo tenero collo: lo eviti facilmente facendo un passo indietro, aprendoti però all'attacco di quello alle tue spalle, che ti salta sulla schiena nel tentativo di strangolarti con un pezzo di corda spesso. Sei molto più forte di lui. Forte a sufficienza da gettarlo a terra scrollando le spalle. Nethri, la quale stava ancora reggendo la corda, viene sorpresa dal marinaio che stava aiutando. Questi agita una bottiglia rotta nella vaga direzione della dea dell'omicidio, ovviamente con scarsi risultati, riuscendo però a saltare sull'imbarcazione. Anche la dolce Selestia corre il rischio di venire ferita da uno dei profughi, il quale però si era arrampicato fino a lei in silenzio. La folle donna prova a stringere le mani attorno al collo della più giovane degli dei, ma questa riesce ad evitare la presa con un aggraziato balzo indietro. Polyd, Eukesk ed Astor possono solo osservare con tacita sorpresa la scena. Nel frattempo, la mischia che circonda Boruma è nel mezzo di una sorta di stallo. Sia gli aggressori che gli aggrediti sono troppo disgustati e orripilati gli uni dagli altri per fare un serio assalto. Entrambe le parti si guardano in cagnesco, cercando di raccogliere il coraggio necessario ad attaccare. Da Nethri e Selestia è molto più violenta, invece. Mentre i marinai stanno ancora cercando di capire che cosa stia succedendo, i mostri gli sono già addosso. Vedete varie scene di violenza: un alto profugo spacca il cranio di un marinaio sbattendolo ripetutamente sul parapetto della nave, una profuga ne sovrasta un'altro per poi cavargli gli occhi con i pollici mentre è a terra, una delle poche marinaie della nave grida disperata mentre due assalitori la infilzano più e più volte con i loro pugnali. Nel mezzo di tanta violenza e orrore è facile distrarsi, sia Nethri che Selestia vengono ferite di striscio da assalitori troppo codardi per confrontarsi direttamente con loro. A Nethri viene lanciata una bottiglia di vetro in testa, ferita incapace di impensierirla seriamente, ma sufficientemente dolorosa. Selestia, invece, riceve una pugnalata al fianco accompagnata da qualche borbottio disgustato. La leadership della nave, al momento, sembra totalmente incapace di coordinare gli uomini.
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Capitolo II - Figli del Peccato
Presenza
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Capitolo 3 - Death on the Reik (Parte 2)
Olf "Piano, piano!" dico a Radagast, quando dà al barone del pusillanime. "La capisco benissimo, Barone. Ma siamo qui per aiutare voi e la vostra famiglia, state certi che faremo del nostro meglio per aiutarvi. La causa dei vostri mali è la pietra, non è vero? Non c'è forse un modo per distruggerla?"
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Prologo: Paura, Freddo, Morte
I razionamenti La Triade Gli ultimi giorni di viaggio non sono passati poi così serenamente: oltre alla recente sparizione di Kardr, che ha messo un pò in agitazione il resto dell'equipaggio vista la sua stranezza, il meteo non è neanche dei migliori. Per quanto la Demeter (la nave su cui state viaggiando) abbia affrontato tempeste ben peggiori, le correnti e le piogge incessanti di questi tre giorni non sono state certo piacevoli per chi non è abituato a viaggiare in mare. Proprio quando vi avvicinate finalmente all'isola di Werth, le acque sembrano calmarsi, nonostante le piogge restino incessanti e sembra alzarsi una nebbia molto fitta. Da qui potete vedere il faro, ma poco altro. I marinai tuttavia non sembrano preoccupati: pare che Werh sia famosa per il suo clima inospitale, nonostante la vicinanza ad Itosa. Pare che l'isola si trovi su una delle regioni influenzate dall'antica guerra planare, nonostante gli effetti siano molto meno estremi di molte altre zone simili. Con l'acqua più calma e l'approdo ormai prossimo, anche i passeggeri emergono dai loro rifugi, ansiosi di vedere la terra. Mentre alcuni chiacchierano o osservano la nebbia, l'aria si carica di tensione quando l'Eefret di Taoiseach chiede improvvisamente silenzio, avendo sentito qualcosa. "Silenzio, fate silenzio. Ho sentito qualcosa." Tutti, chi prima, chi dopo, obbediscono. Effettivamente, sentite un rumore. Il cigolare del legno. Finalmente dalla nebbia emergono due piccole imbarcazioni a vela. Probabilmente di pescatori, visto il terribile odore di pesce che si fa molto intenso. Vedete delle sagome sulla nave, ma a causa della nebbia è difficile farsi un'idea di chi ci sia sopra con precisione. "Mamma, ma non vedo l'isola!" Lamenta la piccola taldoran. Il silenzio è spezzato. "Chi è là?" Chiede allarmata una delle sagome su una delle imbarcazioni in risposta alla bambina. "Finalmente... Soccorsi..." Sussura roca un'altra sagoma, quella dell'altro peschereccio. "Il mondo esterno risponde alla chiamata..." "Gli dei ci ascoltano!" esclamano altri due. "Fuggite da Werth! Fuggite! Questa città è dannata! Via da qui!" Avverte un uomo. "I bambini! Abbiamo lasciato i bambini!" Lamenta la voce di una donna, disperata. Presto, molti altri lamenti simili si levano dalle imbarcazioni, quasi incessantemente. Una cacofonia di grida, urla, invocazioni e pianti. Ogni grido sembra stimolarne altri due negli altri passaggeri delle piccole imbarcazioni. Sopra l'ondata di pianti, imprecazioni e invocazioni, aleggia anche il pianto di un bambino. Un pianto disperato. Il Capitano, in una delle rare occasioni in cui abbandona la cabina, prende azione per primo. "Che ve ne state lì impalati? Questa gente potrebbe sapere qualcosa su quel che è successo a Werth. Voglio interrogarli e capire qual'è il problema." Ordina l'importante Eefret agli altri marinai, i quali erano come paralizzati di fronte all'inaspettata richiesta di aiuto. "No, non possiamo perdere tempo dietro queste persone. Se Werth è davvero... Qualsiasi cosa sia successa a Werth non ci riguarda." Risponde deciso l'Eefret di Taoiseach agli ordini del capitano. "Assurdo! Questa gente ha bisogno di aiuto e gliene daremo! Interrogandoli o meno!" Risponde sdegnata la sacerdotessa Geovris. "Smettetela di interrompermi voialtri! Se dico che tireremo su questa gente, tireremo su questa gente! Forza! Muoversi!" Tuona nuovamente il Capitano. I marinai si mettono al lavoro. Alcune corde vengono già calate.
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley Non credo che bere da quelle sia una buona idea... Dico ben più cauto dopo l'ultima mia bravata L'acqua non dovrebbe essere colorata... Sarà meglio salire.
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley Acqua, solo tanta acqua. Rispondo dopo almeno un minuto di forte tosse e qualche istante dedito a rigurgitare acqua. Ok, ok, facciamo come dite voi... Per il resto sto bene, davvero. Solo... Stavolta mi sa che me ne starò dietro e basta.
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Prologo: Paura, Freddo, Morte
Flashback, un pezzo di trama che mi sono dimenticato di inserire. Se vorrete fare interazioni con il Sacerdote di Lugasdil, aggiungerò un flashback di risposta nel prossimo post. Selestia @Albedo Boruma @Ian Morgenvelt La Triade e Nethri @Zellos @Cronos89 Il viaggio prosegue per almeno due settimane. Tra pochi giorni, arriverete a Werth, per fare la prima delle due brevi soste già pianificate.
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TdG - Larta 'h Vekkdin - II - Oltre la soglia
Snorri Laikarakkin Lascio che siano gli altri a rispondere alla prima domanda di Chazia, ancora abbastanza offeso dal nostro trascorso più recente. A me sembra di sì, credo sia solo contenta di aver trovata un ottima sposa per suo fratello. Evidentemente lei è solo interessata alla tua magia, a differenza di suo fratello. Sempre che la metafora di Moggo rispecchi la pura realtà dei fatti.
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Capitolo II - Figli del Peccato
Presenza
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley Forse li dentro troveremo finalmente l'omuncolo dietro tutto questo. Dico appena Mary ci riporta i suoi ritrovamenti nella pozza. Apro la strada.
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley "Lasciala stare!" Esclamo furente e dolorante per le ferite ancora parzialmente aperte. Ho appena raggiunto la balestra e la punto subito verso il drago, piantando il dardo sul fianco della bestia.
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Topic di Servizio
@Albedo il tuo post va bene, ma voglio puntualizzare per essere sicuro e darti la possibilità di editarlo, se vuoi. Questo vostro prossimo post dovrebbe rappresentare i giorni di viaggio da Itosa a Werth, quindi potete fare più cose insieme, opportunamente separate dagli spoiler. Mi dispiace se non sono stato più chiaro.
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Prologo: Paura, Freddo, Morte
Decidete di dirigervi verso la nave. Qualcuno di voi potrebbe decidere di voltarsi verso la nobildonna Trixian, la quale guarda il vostro gruppo con una intensità difficile da definire. I volti felini dei Trixian sono difficili da decifrare: a tratti il loro sguardo dimostra curiosità e astuzia, dall'altro ostilità e superiorità. Il prezzo del viaggio in mercantile è apparentemente irrisorio, ma scoprite presto che ci sono altri costi dietro un viaggio del genere: la Compagnia Eefret per il Prospero Commercio non si occupa certo di fare turismo a basso prezzo, ma di trasportare e proteggere carichi di merci per conto dell'Impero Qaanox. E per un lavoro così ingrato ed importante, l'efficienza e la disciplina sono fondamentali. Il vostro arrivo sulla nave, così come quello di pochi altri passeggeri, non è ben accolto: un freddo ufficiale vi lancia delle coperte, e vi spiega velocemente come funzionerà la vostra traversata. Dormirete in sottocoperta sul pavimento e vi dovrete accontentare di mangiare solo gallette ed una quantità limitata di grog al giorno. La carne è una esclusiva per chi è disposto a lavorare. Per il resto, vi viene detto chiaramente di non poter fare affidamento sulla ciurma per nessuna delle vostre necessità, se non le vostre porzioni giornaliere di cibo. Una piccola Taldoran, di fronte al trattamento dell'ufficiale, non può che pigolare impaurita. Vi è immediatamente chiaro che genere di ciurma faccia parte di questa nave: il capitano e la maggior parte dei suoi ufficiali (con qualche piacevole eccezione) sono (esclusivamente) Eefret molto severi e duri, la ciurma è gente di mare che va dall'avanzo di galera all'onesto lavoratore che cerca di guadagnare qualcosa per la sua famiglia. Buona parte di questa ciruma è un miscuglio di varie razze pescati dai vari angoli dell'impero Qaanox, mentre la restante metà è composta Eefret. C'è poca gente degna di nota, oltre al capitano (che sembra non voglia avere a che fare con nessuno di voi, tantomeno con la ciurma). C'è l'Eefret di Taoiseach (che però non sembra capace di riconoscere Boruma con il suo travestimento) che fa da consulente, in quanto pare che la spedizione sia diretta proprio verso La Corona. C'è un improbabile Stauback, che sembra abbia abbandonato le montagne per solcare i sette mari. Lo avete subito inquadrato come un individuo pericoloso per il suo atteggiamento nei confronti della famigliola. Più di una volta si è divertito a spaventare la piccola. Più di una volta si è divertito ad intimidire il padre e madre. C'è anche la piacevole ufficiale con chi Nethri ha avuto il piacere di chiaccherare prima di salire. Non sarà la più simpatica, ma non vi tratta nemmeno come dei pesi da tollerare a malapena. Invece, tra i passeggeri, c'è una coppia di Taldoran con la loro pulcina di 4 anni. La stessa che non ha potuto fare a meno di pigolare spaventata di fronte alla durezza dell'ufficiale che vi ha accolti. Notate che la madre ha solo un'ala funzionante, mentre l'altra è spennacchiata e malformata. Il padre è in salute. La piccina, invece, deve ancora fare la muta delle piume e non sa ancora volare. Tra i passeggeri vi è anche un Derain, un globo di grasso infiammabile tondeggiante e rigonfio che sembra costantemente sull'orlo di esplodere in una pozzanghera d'unto, ed un silenzioso, alto e macilento Alabwab. Impassibile, inamovibile ed imperscrutabile come loro solito. La traversata prevede una brevissima fermata al Regno di Werth per poi andare direttamente a Iex, nel Conclave. Sarà un viaggio difficile.
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TdG - Larta 'h Vekkdin - II - Oltre la soglia
Snorri Laikarakkin
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Shadow of the Beakmen
"Solo" Netley "Diamine, Rosso, lasciane un pò anche a n-" immediatamente vengo azzannato da una bestia squamata: non ho neanche il tempo di capire che cosa sia che la vista si fa annebbiata, es il respiro affannoso. Sto morendo? No! Non ancora! Catherine come la santa in divenire qual'è si getta in mio soccorso, medicandomi le ferite con la sola imposizione delle mani. Il pericolo diminuisce, ma il dolore rimane. Afferro la testa della bestia con il braccio e dopo una pugnalata sul dorso, la quale costringe la bestia ad aprire le fauci, glielo infilo verticalmente in modo da impedirgli di richiuderla. Per un pò, forse, non riuscirà a mordere nessuno. Una volta fatto ciò, provo a strisciare lontano dal mostro.