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- La città degli spiriti
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La città degli spiriti
Eiji Magari anche noi potremmo avere delle preoccupazioni, cosa credi. @Shiyu Mi permetto di contraddirti duramente, anche perché magari dovresti riflettere ampiamente prima di spalare merda su Kirana, letteralmente l'unica persona che ci ha aiutato, al contrario di... Mmm... Altre persone qui presenti. E inoltre un assassino che riesce a oracolare il futuro anticipando il fatto che tu saresti stato il primo a tormare ad Atsu visto che eravamo tutti e tre insieme, e sottolineo tutti e 3. Dunque secondo questa ricostruzione Kirana avrebbe assoldato un assassino, nonostante lei sia del Loto Nero e non avrebbe assolutamente bisogno di usare qualcun'altro, per ucciderti, davanti a me, per un qualche oscuro motivo, riuscendo perfettamente a predirre il futuro mentre, se non fossi tornato per primo avrebbe dovuto combatterci tutti e tre, cosa che non sembra molto probabile a questo punto, oltre al fatto che dubito Kirana mi voglia morto. Mi dispiace ma la tua ricostruzione fa acqua da ogni parte, l'unica cosa che hai è una freccia. A me sembra più un problema di potere e di inganni. Quest'uomo è di Atsu, qualcuno qua ha un conto in sospeso e noi ne siamo finiti in mezzo. @master è tutto parlato ma non riesco a evidenziarlo
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Eiji Le persone che sapevano della nostra partenza ad Atsu erano veramente poche, Kirana, ma dubito che lei rientri nel novero delle persone che vogliono ucciderci. Però non è che forse quell'uomo potrebbe avere qualcosa a che fare con tutto ciò? Hai idea di chi potesse essere? E soprattutto perché noi? Cosa può fare quell'occhio? Così, per sapere con chi stiamo parlando. '
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Eiji Bel colpo cavolo, bravo Eiji. Quando Yuko cade a terra esordisco con un: Che t'avevo detto eh, Ren che gli avevo detto, ma guarda te sta gente oh. Cerchiamo di rimetterla in sesto, di certo non mangiava occhi per caso. C'è qualcosa di ancora più strano in lei di quanto avessimo pensato. Fossi il suo capoclan come minimo lo sfotterei, anche se mi sto chiedendo chi fosse quel tizio.
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Eiji Fuggo dalla presa del divoratore e vedo la spada di Yuko sul mio collo e noto che sicuramente qualcosa non va. Tutti i miei compagni hanno deciso di combattere, ma certo cosa potrà mai andare più male di così. Yuko che sputa sangue e gli altri assetati, bah, almeno tutte queste ferite mi fanno sentire vivo Rivolgendomi a Yuko Più che altro consiglio a te di non morire.
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Eiji capisco che potrebbe essere importante, la speranza per qualcuno, anche se dopo 45 giorni dubito possa essere rimasto qualcuno. Ma proprio per questo, se dobbiamo andare giù, avremo bisogno almeno di qualcuno MOLTO più forte di noi, possiamo andare a cercare questi Anjin, sperando che possano essere più di aiuto di noi.
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Eiji Devo ammettere che tu hai ragione, non posso negare che gli assassini devono avere lo stesso un codice morale, a volte un lavoro sporco deve essere fatto... Ma questo clan Moren, chi sono come si possono riconoscere e inoltre nel clan Yurei chi è che da i bersagli? sicuramente, mi è stato detto anche dai monaci, solo che nessuno sembra saperne nulla e ciò mi sembra molto grave. quando sento la voce mi giro verso l'uomo e con una faccia stupita: Si, sono io, tu sei...?
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Eiji Guardo la ragazza un po' intimidito dalla situazione ma allo stesso tempo sollevato dall'avere una nuova guida in questo posto così privo di senso. Ecco... Questo potrebbe risultare interessante. Non ricordo esattamente come sia successo, e anche a quello ci arriverò a breve, ma sono stato ucciso dal Gaki assieme ai miei compagni 45 giorni fa, le motivazioni mi sfuggono ma sono sempre stato un combattente. Mi prendo un momento di pausa per scrutare le reazioni dei presenti. Non è una cosa normale, lo so mi è stato detto da un sacerdote. Inoltre sembrerebbe che per un qualche motivo io sia stato marchiato con il simbolo della dea della luna e nel dire ciò lo mostro e tiro fuori la moneta guardando negli occhi Kirana. E credo che questo sia tutto asserisco mentre giochicchio con la moneta. Anche se non posso dire di essere troppo dispiaciuto di essere morto, non so per quale motivo, o meglio, non lo ricordo ma sono sempre stato affascinato dalla morte, dalla fine della vita e dall'esperienza dello spirito e del corpo che disuniscono. Una specie di malinconia che mi pervade quasi in ogni momento e quando mi è stato detto della casa degli Yurei non ho potuto fare a meno di arrivare da voi anche se estremamente impaurito, questo posto è così diverso da tutto ciò che ho mai provato o visto.
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Eiji Entrando nella casa l'idea di essere in una catapecchia viene meno e d'un tratto un sentimento di impotenza e di paura si instaura in me mentre vengo guardato da quelle maschere. Dopo qualche istante di silenzio, con una voce tremolante esordisco: Sono venuto qui per offrire tutto me stesso alla causa degli Yurei. Chiudo gli occhi. Quando ho saputo della vostra esistenza non ho potuto non pensare che tutto ciò in cui credete sia anche il mio credo, perciò... fate di me uno di voi.
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Eiji Inizio a parlare tra lo stuoito e lo scandalizzato: Quindi sono morto... Non me la aspettavo così la morte, e soprattutto speravo di non dover fare altro dopo esser M-O-R-T-O. Come c**zo si sino permessi di riportarmi in vita, finalmente questo Gaki mi aveva ucciso ma no hanno voluto fare questa cosa e ora devo soffrire in entrambi i mondi. A questi punto l'idea di dover rivivere ancora ni spaventa e non poco e inizio a parlare sempre più rapidamente. Ma soprattutto con quale pretesa noi dovremo sconfiggere un Kami. Kami Kami. Un Kami. Non un coso come questo ma un dio. E soprattutto se continua ad uccidere su di un'altro piano meglo ancora, così le persone non dovranno più soffrire per la loro vita, basta che si completi il rituale no?
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Eiji Non credo, anzi al contrario. Faccio un grande sospiro, ho l'impressione che sia successo qualcosa che non sarebbe dovuta succedere, i cadaveri lasciati in questo modo... un altro piano di esistenza, e se fossero suonate le campane che diceva il vecchio? Mi avvicino a Ren che guarda l'effigie. Tre pietre... per tre persone. Dea Lunare, non recidere la nostra vita, davanti al tuo sguardo così austero non voglio farla finita ora, magari un'altro giorno. Provo a smuovere le pietre con Ren