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Strikeiron

Circolo degli Antichi
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  1. Secondo me ti mettono un bassotto di quelli in figura dietro e vedono se ce l'hai acceso....
  2. Che satellite li trasmette? Io ho il pacchetto del satellite ma non c'è sui canali classici.... Li acquisite via satellite per caso?
  3. Ho provato a dare una rapida letta. Ma l'uscita seriale dei manuali vuol dire che faranno ogni anno un adattamento ad una diversa ambientazione (tipo un anno per FR, l'altro per Eberron e così via)? Come conciliano questo con il fatto che abbiano affermato che i manuali core sono privi di ambientazione? D'accordo che sono rumours, ma non è che si contraddicono?
  4. Platone parlava di una dicotomia tra un bicchiere e l'idea di bicchiere nell'iperuranio (una sorta di astrazione del bicchiere). Io ho considerato gli elementi (aria, terra, fuoco ed acqua) e le loro idee/modelli/astrazioni. E' come se l'astrazione del fuoco si identificasse con una forza magica che regola l'elemento corrispondente fuoco. Così quando la divinità crea mescolando gli elementi in realtà il risultato deriva dalla mescolanza delle forze magiche che li rappresentano. Se l'equilibrio tra le forze viene rispettato l'entità che viene creata "esiste" e successivamente la divinità instilla in essa la vita. Ecco questo era il ragionamento sul quale mi sono impantanato... Grazie!
  5. Un giorno nel quale non avevo nulla da fare mi sono ripromesso di cercare di scrivere una mitologia. Ma una mitologia dovrebbe avere delle basi per poter partire, soprattutto se sulla mitologia si vogliono basare dei racconti. In genere i cicli fantasy migliori derivano da mitologie ben costruite. Veridicità vuol dire credibilità nella narrazione. Così per pazzia ho sempre pensato che i cicli mitologici fantasy sono per lo più basati su tradizioni nordiche, quando in realtà non mancano anche altre mitologie. Tipo quella degli Etruschi... un popolo quasi sconosciuto del centro Italia (beh quasi sconosciuto non è esatto). Ma soprattutto un popolo "alieno" per derivazione etnica rispetto alle popolazioni Italiche. E' stato un po' con sorpresa che ho scoperto che i nomi delle divinità erano stati scopiazzati per dare dei nomi a delle macchine (Turan)! Un altro problema sta nei pochi dati disponibili: occorre quindi ricamare ed inventare sui termini a disposizione per poter ottenere qualcosa di confacente. Purtroppo (forse) ho deciso di attenermi ad una dicotomia tra elementi classici (acqua, terra, aria, fuoco) e magia che tutt'ora mi crea problemi. La magia è una forza estranea o semplicemente una spinta vitale? Ho scritto confondendo i due termini... ma non so come attenermi alle "tradizioni" classiche. Da una parte ho contraddistinto gli elementi e dall'altra le idee di essi (ovvero dei modelli che possiedono una magia). La vita è un dono divino, esterno a questi cosicchè quando vengono create le razze le loro caratteristiche derivano dalle idee degli elementi che le compongono e le permeano allo stesso tempo di magia. Infine le divinità donano a queste mescolanze la vita... Perchè questo "putiferio" Platonico? Perchè avevo idea di sfruttare il concetto che la manipolazione degli elementi fattivi, ovvero la metamorfosi, privi gli esseri viventi delle idee superiori di elementi, sregolando la magia che li permea. La vita rimane, ma la magia richiede un tributo per poter mantenere una sorta di equilibrio alterato ed in decadimento... Chissà se qualcuno riesce a capire i miei dubbi in questo pazzo sproloquio...eheheheh
  6. Tipo questo? http://kbserver.netgear.com/kb_web_files/N101145.asp I TVU donkey sono commentati qui: http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=227185
  7. Tutti server fake.Io uso la TVU Donkey server 1 e funziona a meraviglia. In siti specializzati hanno scritto e riscritto che non è fake... Kademlia mi dà continuamente firewalled da sola (anche se non ho firewall sul computer e quello del router è disattivato) e non funziona se non si appoggia ad un server...
  8. Intendi che siccome è una creatura costituita da elementi del piano materiale e di un altro piano e così è considerata un tutt'uno non può più fare ritorno da dove proviene perché si lacererebbe per tornarvi? Qui occorrerebbe sentire opinioni di ferrati regolisti...
  9. Anche a me piace molto. @Gid: mio caratteraccio... dopo due tre miei interventi che mi cassavi sempre mi son detto "ma lo fa apposta?" ed ho calcato la mano anch'io. Non l'ho mica presa sul personale. Volevo vedere se era sul personale però... Bon mi ritiro anch'io per un po'...
  10. Sei stato te poco attento, forse o mi sono spiegato male io. Pensi che voglia fare soltanto la pigna mentre ho provato ad indirizzare il background... ed a buttarlo giù meglio. Un conto sono le idee, ma bsogna anche cercare di giustificarle un po'. Altrimenti siamo sempre punto e a capo. Ovvero incartati. Ignoro la tua presa per i fondelli e continuo. Poi se piacciono gli spunti liberi di considerarli, altrimenti vengono semplicemente ignorati, non commentati oppure si dice "non mi piace" e si passa ad altro. L'acidità a me suona come mancanza di rispetto, non come voglia di collaborare. Spero non sia così. Chiuso OT L'idea di Samirah mi fa dedurre un semplice concetto: e se la parte corrotta del druido determinasse il tipo di creatura (con relativo allineamento) che viene invocata nel rituale? Il mostro di Gevaudan rientra in corner in questa idea: costrutti senzienti che sono sfuggiti al controllo dei druidi ed uccidono indiscriminatamente chiunque varchi i confini dell'area consacrata (ovvero la foresta). La pignitudine di prima mi derivava dal fatto che pensavo alla trilogia di Barthimeus ove i demoni vengono invocati dentro un pentacolo per essere avvinti alla volontà dell'incantatore. Ecco, per definire un costrutto, invocato da un druido si potrebbe (e sottolineo il si potrebbe) addurre un rituale del genere? Il druido canalizza l'energia dell'invocazione dentro un'area ed il pegno per questa invocazione consiste nel metallo innaturale? Finisco qui per non scombinare troppo le mie molte idee e ben confuse...
  11. Non mi piace molto l'idea delle ossa. Le ossa di chi? Deve uccidere qualche creatura per ottenerne le ossa? Deve cacciare qualche animale per poi usarlo nel sacrificio? Da dove le ottiene? Ma soprattutto come (usando il ferro?). Questa parte del bg mi sembra lacunosa.
  12. Forse oggi intervengo un po' troppo. Ma intervengo per dire una mia idea (de novo!). Da un punto di vista biologico potrebbe essere che tale evocazione faccia sì che un'entità si impossessi di un druido (o del suo cadavere, utilizzato per il rituale) e lo muti nel mostro suddetto?
  13. Gid, allora si torna sul lupo corazzato e si "scancella" tutto quello che è stato detto dopo. Però bisogna "giustificare" il bg di questo lupone corazzato al fine di non ripetere idee già esistenti. Esprimo qui solo un'opinione: fare un doppione del mastino dei baskerville non ci conviene, seppure riprenda idee letterarie già consolidate (Arthur Conan Doyle) e paia non esistere nella mostrologia di D&D. Trovo invece l'idea di Samirah originale, però creerebbe probabilmente dei problemi ai regolisti. E qui deve essere Megres a dirci cosa ritiene fattibile e perché. Spero di dare un contributo e di non dare semplicemente l'impressione di fare polemica (assicuro che non è mia intenzione farla).
  14. Rituale di evocazione andato male durante il quale un druido diventa un animale? (Scusami Celya ma l'idea di Samirah mi piaceva...)
  15. Strikeiron commented on Shar's commento su una voce blog in -In Blog We Trust-
    Miii che dusdan che sei (LOL!) intendevo dire che a me personalmente era sembrato incongruente che una persona molto logica nelle sue affermazioni (molto con i piedi per terra) come un luminare della fitoterapia affermasse in sintesi "Non ci credo ma funziona...ovvero lasciamo adito a dubbi perché vi sono dei risultati che superano il placebo". Ma visto i risultati pubblicati comincio a chiedermi a quali risultati si riferisse.
  16. Leggevo i vostri brain storming e decisamente l'aspetto della metamorfosi non è poi così necessario. In tal caso bisognerebbe giustificare una simile maledizione. Mettiamo invece che questa non sia una maledizione ma un effetto di corruzione: il druido (sia malvagio che buono) si identifica a tal punto con la parte naturale del suo ruolo da regredire in animale. Perde la sua coscienza e diventa un essere istintuale. A questo punto il bg può essere ricamato come si vuole: utilizzo di queste creature da parte delle divinità (sia buone che cattive) e conferimento di poteri adeguati (mantengono le capacità magiche che avevano da druidi o ne assumono di nuove). Oppure perdono le proprie capacità in maniera completa e diventano animali. Le possibilità sono infinite.
  17. Se non è un oggetto con collegata maledizione allora quella di Sami può essere una buona scappatoia, Gid. Sennò alla fine non si capisce da che cosa generi questo mostro come background. Se è del tipo di emissario allora diventa pari ad una bestia magica tipo Cerbero. Anche in questo caso starebbe a guardia di qualcosa (un portale, un ingresso, un tesoro).
  18. Ah ecco, grazie. Ora ho capito cosa si intendeva per archetipo. Ritorno a razzo sulla mia idea allora: facciamo un'armatura che in realtà è un essere senziente e corrisponde alle funzionalità dette da Dark Megres... (bellissima idea fra l'altro quella da lui postata).
  19. Ma bestia magica di che tipo? Con corazza o senza corazza?
  20. Strikeiron commented on Shar's commento su una voce blog in -In Blog We Trust-
    Ma bene... i rimandi bibliografici cono sul sito della Boiron, una delle più importanti ditte di omeopatici nel mondo (proprio furbi!). Comunque hai capito male, io non sono un sostenitore dell'omeopatia. Soltanto non reputavo vi fossero abbastanza prove per dire al 100% che non è valida (prima di aver considerato che la Boiron mette cinque voci bibliografiche in croce a supporto dei suoi prodotti e queste voci non sono nemmeno univoche, ma complimenti). Il professore che citavo tale Roberto Della Loggia, considerato qui in Italia un'autorità nel campo dei fitoterapici (http://it.wikipedia.org/wiki/Erboristeria tra le vocibibliografiche ha curato l'edizione italiana del più importante manuale di erboristeria edito in Italia, quindi non proprio un ciarlatano, anzi è un oppositore dell'omeopatia).
  21. Mitologia: mito della creazione di Solnem fino all'epoca moderna. "Là dove la storia delle razze arriverà ad un bivio si avrà la fine di tutto ciò che è, oppure l'inizio di quello che è stato"* *Frase tratta dalla profezia e volutamente ambigua, in quanto potrebbe intendere la nemesi ultima di tutti gli esseri viventi o la resurrezione di un antico passato del quale nessuno ormai ha più memoria. Premessa I nomi delle divinità sono stati tratti dal pantheon mitologico della civiltà Etrusca, popolo del quale sappiamo molto poco, nonostante abbiano giocato un ruolo assai importante nella nascita dell'impero Romano e quindi, indirettamente, nella civiltà Occidentale. Gli Etruschi sono stati gli antenati ed i padri del mondo in cui viviamo, nonostante la pressoché totale dimenticanza dei loro usi e costumi, associati e relegati ad un’immagine di decadenza e di terrore del mondo dell’al di là. In realtà il mondo Romano per come noi lo conosciamo dai libri di storia è fortemente debitore delle tradizioni etrusche. Fino ai giorni nostri sono sopravvissute le loro tombe e parte delle loro credenze religiose, nonché il loro affidamento agli aruspici, al vaticinio delle viscere degli animali ed al volo degli uccelli. Come altre civiltà essi predirono la propria fine, cosa che puntualmente avvenne, forse perché ad un certo punto della loro storia capirono che la loro cultura sarebbe confluita in quella Romana. Tutti indistintamente hanno ormai dimenticato l’eredità che ci hanno lasciato. In un panorama di saghe fantasy dove le mitologie si affidano per lo più alla tradizione Norrena, mi sono permesso di riportare alla luce almeno i nomi della mitologia e delle credenze di un popolo, appartenente se non altro non al nord Europa, ma al bacino del Mediterraneo. Mi sono quindi permesso di lavorare di fantasia sul mondo mitologico Etrusco e come tale il risultato non ha alcuna pretesa di attinenza con il reale. Gli Etruschi avranno avuto le loro leggende ed alcune di esse saranno state tramandate nella nostra cultura, senza che noi neppure possiamo immaginarci quali. Al di là quindi dell’aver copiato i loro nomi e sentirmi debitore nei loro confronti per questo, il resto è tutta una mia personale e snaturata elaborazione fantastica. La prima era della creazione All'inizio il nulla e nel nulla solo una vita. Velthune si destò e decise di infondere il suo dono a dei figli. Prima si dedicò all'acqua ed alla terra, ma quando le ebbe finite queste rimasero immobili, prive di vita. Allora soffiò su di esse ed ottenne il fuoco, respiro della terra, ed il vento delle tempeste, respiro dell'acqua. Gli elementi si mescolarono e nacque il mondo per come oggi lo conosciamo, nel suo delicato equilibrio. In quel momento fu soddisfatto di quello che aveva fatto e scartò quanto aveva avanzato dalla creazione di Solnem, non prestandovi più alcuna attenzione. E da quello che rimase in sovrappiù originò subito un altro mondo. Ma Velthune non vi badò.1 In quei tempi gli elementi erano vita e la vita persisteva in essi, ma non la magia. Non ancora, almeno. Pertanto erano immoti e privi di una loro coscienza e tutto appariva freddo e disabitato. Velthune capì allora che gli elementi non erano abbastanza. Conferì loro la magia e dagli elementi nacquero i suoi fratelli, destinati a dominare quel mondo di elementi. Dall'acqua nacque Nethuns, signore dei mari; dal fuoco Sethlans, signore dei metalli e del fuoco che viene dalla terra; dall'aria nacque Tinia, signore del fuoco che viene dal cielo ed infine dalla terra nacque Aita, signore di tutto ciò che è nascosto. La magia si unì allora agli elementi a dare la vita e gli elementi stessi prosperarono in molteplici forme viventi.2 Con il trascorrere del tempo divenne però chiaro a Velthune che la magia insita negli elementi li corrompeva. E pertanto Aita li rese mortali, di modo che il normale ciclo della vita non si concludesse con la sua corruzione. Gli esseri viventi che erano stati fino ad allora creati morivano per poi rinascere: per questo nacquero tra le divinità due sorelle. L’una fu Phersipnai, dea della resurrezione alla vita e l’altra Turan dea della fecondità. Da allora tutto ciò che si corrompe cerca inevitabilmente di rinnovarsi attraverso Turan, mentre la vita ed il ciclo delle generazioni si ripetono nella speranza di una resurrezione dopo la morte, grazie a Phersipnai. Da quel momento passarono le ere e gli dei furono soddisfatti di quanto era stato fatto: fecondità e rinascita assicuravano la conservazione della vita. Questo fino al giorno in cui Aita non incontrò Phersipnai e gli elementi stessi che essi dominavano rischiarono di perire in quell’incontro, come avviene quando si incontrano tra loro gli opposti, perché non vi era distinzione tra gli dei e le loro creazioni, tale era la magia che li permeava entrambi.3 Aita e Phersipnai ebbero così due figli gemelli. Di essi l'uno prese su di sé il dono della vita che nasce e si rinnova e fu Selvans, dio della natura4, mentre l'altra ottenne la conoscenza di ciò che si sviluppa e perisce e fu da allora Northia, dea del destino e del tempo predestinato. Poiché gli elementi avevano rischiato di annullarsi Velthune decise di porvi rimedio. Ma non lo fece da solo: la Vita popolava gli elementi, sotto forma di esseri viventi, ma non godeva di essi in quei tempi. In seguito fu Tinia ad usare i suoi fulmini; mentre Sethlans lo aiutava rovesciando nel cielo la sua forgia incandescente. Così nacque il fuoco che viene dalla terra, così nacquero gli astri e le stelle. Sethlans stesso si privò di un pezzo della sua forgia e lo plasmò nel cielo finché esso non divenne un sole (gioiello tra i più belli e cari a Sethlans) che diffonde tutt'ora l'essenza di Sethlans sulle creature di Selvans. Con stupore di entrambi la natura ne trasse giovamento e colore. Ma il sole non poteva continuare per sempre a splendere sulla creazione ed arrivò così la prima notte, a dare riposo a Velthune ed agli altri dei. In quella prima notte il desiderio di creare del dio divenne uno splendido sogno ed al suo risveglio Velthune trovò accanto a sé una compagna che potesse dargli una degna progenie: Uni ebbe vita, maggiore tra tutte le Dee. Da essa e da Velthune nacquero due figlie, tra loro sorelle: Losna e Thesan. La prima ebbe vita nella profondità della notte, portando con sé in dono lo stesso bagliore di luna che lenta cammina nel cielo a rischiarare le notti più cupe e per questo Velthune la fece dea di quell'astro. La seconda nacque a guisa di prima stella del mattino, quando i primi bagliori coloravano il cielo. Di esso conservò il tenue colore pallido dell'aurora che porta con sé la speranza nel cuore dei mortali. Essa fu Thesan, la prima stella del mattino e dea dell'aurora. Si dice che insieme percorrano ogni notte il percorso della volta celeste che porta al sopraggiungere di ogni nuovo giorno e Losna accompagnerà la sorella lungo la brillante volta celeste fino all’aurora o fino a quando non sarà dato ai mortali di vivere su Solnem. Sul mondo siffatto Selvans divenne infine dio del mutare del tempo su tutto ciò che è vivo, tale era il suo destino e la sua discendenza: da dea fertile e dio di morte, supremamente occulta tra tutte le cose. Sua sorella Northia passò fra ciò che era stato creato fino ad allora e fu ospite del fratello, ma orribile a dirsi sotto il suo sguardo ogni cosa avvizziva e moriva nella sua mente. Tale era il suo potere e la sua maledizione: conoscere il tramonto ed il principio di tutto ciò che vive. Vedere la rovina là dove non vi era neppure ancora indizio di nascita. Osservava ciò che era e conosceva anzitempo quello che sarebbe stato. Per non venire distrutta da questo si narra che Northia chiese a Selvans di aiutarla a cessare di esistere. Il fratello rifiutò di aiutarla ed ella si isolò ed espresse il desiderio di cessare di esistere. Per questo Velthune la punì: poiché era una dea il suo desiderio non poteva non essere realizzato, ma al contempo Velthune non poteva permettere che accadesse. Fu così che Northia fu unita indissolubilmente alla natura con la quale aveva vissuto in quei tempi ed il suo nome da allora fu Cel. Suo fratello Selvans ne divenne a malincuore il custode e decise di cercare tra le sue creature predilette chi potesse fare compagnia alla sorella, nella sua nuova forma. Ma per lungo tempo non riuscì a trovarla. Finchè una notte Losna discese dal cielo, lasciando per un istante sola Thesan lungo il suo cammino e donò a Selvans un lupo. Thesan, rimasta sola sulla volta celeste, osò illuminare con il suo bagliore la luna, per indicare la via del ritorno alla sorella e fu così che quella notte fu rischiarata a giorno dalla luce della luna che rifletteva l’aurora. Il lupo ebbe un nome: Calu. Era una creatura buona ma imprevedibile e divenne fedele compagno di Northia.5 Northia, pur diventando essa stessa natura, rimase una dea e conservò i propri poteri per quando il destino lo avrebbe richiesto. Fu così che morte e rinascita cessarono di avere significato per lei ed il dolore per le vite che prima vedeva spegnersi si attenuò nella sua nuova forma. Divenne però allo stesso tempo un'unico essere con la terra in cui si era rifugiata e da allora si muta in Cel con il trascorrere delle stagioni scandite da Selvans ed è considerata in questa forma la dea della terra e degli animali che vi dimorano.6 Ma questo ancora non bastava. Velthune pregò i suoi fratelli e le sue sorelle di aiutarlo. In quel tempo infatti non vi era altro che natura e di ciò soltanto Selvans era compiaciuto. Allora gli dei presero gli elementi nelle loro mani e la vita che sgorgava in essi e li mescolarono di nuovo insieme, alla ricerca di qualcosa di più grande. Non erano nuovi dei quelli che si accingevano a creare, bensì mortali, in quanto anche Aita mise il suo contributo e nulla poté in questo Phersipnai. Perché non deve esserci rinascita senza la mortalità. Aita e Phersipnai insieme presero la terra e la mescolarono con il fuoco di Sethlans: fu allora che nacquero i nani detti per questo la prima razza. Memori di tali origini i nani impararono subito a dare vita a ciò che è freddo e morto. Infatti negli elementi che li costituivano erano state poste radici di parte della magia, così che ebbero inizialmente il dono della creazione.7 Poiché la prima razza non si trovava a proprio agio nei possedimenti di Northia, Selvans decise che il suo regno doveva avere la propria razza; pertanto prese le creature che in essa prosperavano e plasmatele con esse creò la seconda razza: gli elfi. Essi erano più puri tra tutte le razze e più vicini alla divinità in quanto la stessa Northia era parte di loro. Com'è giusto questo fu per loro dono ed insieme maledizione. Dall'acqua di Nethuns e dall'aria tempestosa di Tinia insieme sgorgò la terza razza: gli zigar.7 Tale è la loro origine che essi non possono mai stabilirsi in un luogo, ma devono vagare sempre, sospinti dagli elementi mutevoli di cui sono fatti e fuggevoli come acqua che dona vita ed insieme distrugge. Turan, che era rimasta fino ad allora in disparte, sottrasse l'acqua da Nethuns ed ottenne da Sethlans del fuoco. Non si curò che gli elementi potessero annullarsi ed unendoli diede vita alla quarta razza: gli Gnul. Nel loro sangue scorre la contraddizione che basta loro per sopravvivere negli aridi deserti di Solnem. Velthune vide che non tutte le razze che erano state create erano bene per Solnem, ma nulla fece per distruggerle. Questo fu il primo degli inganni di Turan, che non ricevette punizione alcuna per questo. Velthune prese allora tutti gli elementi in porzioni diseguali perché in ciascuno di essi la magia era forte e Velthune sentiva che così doveva essere. E mescolandoli in proporzioni uguali soffiò sulla quarta razza la propria benedizione, dandole la vita. Ma subito Selvans protestò per quanto era stato fatto: nessuna razza poteva essere superiore alle altre, nessuna poteva trarre solo vantaggio da tutti quanti gli elementi insieme. Per questo Selvans ottenne che Aita imprimesse la morte sulla quinta razza degli uomini, più che sulle altre razze. Perché con così tanti doni essi si rendessero conto, attraverso la propria mortalità di non doverli sprecare, come spesso avviene nelle loro brevi vite. Anche per questo Selvans deve loro una particolare benevolenza, al punto che la quinta razza ha imparato ad ottenere la sopravvivenza dalla natura stessa. A questo punto Velthune fu soddisfatto e si ritirò, assieme gli altri dei, dalla propria creazione. La magia presente negli elementi era sufficientemente forte a controllarli senza danno e le razze stesse la condividevano al punto che nulla poteva volgere al male. 1 La vita sostiene sé stessa (autoconservazione) 2 All'inizio gli elementi uniti alla magia danno le divinità, mentre l'unione delle due cose catalizzata dalla divinità dà origine alla vita. Le divinità hanno così la capacità di propagare la vita stessa. 3 Le creazioni delle divinità e le loro manifestazioni si associano alla magia. 4 Natura perfetta e non corrotta. 5 Da allora il lupo o Calu è creatura della notte. Da esso e da Losna originano le leggende sulla licantropia. 6 Northia conosce il tempo ma è indifferente rispetto ad esso. Per lei tutte le creature, buone o cattive che siano hanno diritto di vivere o morire. Quello che a lei importa è soltanto l'equilibrio della sopravvivenza. 7 I nani sono anche detti i Creatori; gli elfi i Custodi; i gnul gli Inesistenti; gli zigar i Viandanti ed infine gli uomini semplicemente gli Umani.
  22. Che poi... io ho sempre pensato alla CdP come ad una specializzazione estrema. In maniera realistica un pg dovrebbe quindi andare erso l'estrema specializzazione, ovvero essere MOLTO forte su quello che gli compete ed avere punti deboli sul resto. Così si ovvia alla CdP troppo potente. Un mago magari tira palle di fuoco da Megadanni, ma allo stesso tempo come nelle Cronache del Ghiaccio e del fuoco la sua prestanza fisica ne dovrebbe essere minata quanto più frequente sia l'utilizzo di tali incantesimi...
  23. Però in un certo senso l'affermazione non è cosi peregrina. Ci sono delle CdP che limitano moltissimo i poteri di un personaggio, pensate per esempio a quelle degli incantatori che per alcune feat in più dimezzano l'avanzamento dei livelli di incantesimi... è vero che le CdP devono caratterizzare il ruolo, ma spesso io mi sarei trovato meglio a bilanciare e caratterizzarmi una mia CdP piuttosto che utilizzare una di quelle dei manuali (il tomo e blodo e così via). Spesso bisogna andare a cercare tra le espansioni non ufficiali per trovare qualcosa di appetibile (sia come interpretazione, sia come poteri) e questo discorso è ben applicabile ai guerrieri.
  24. Scusate, ma forse io sono un po' tardo. Cosa intendevate parlando di archetipo? Un modello applicabile a qualsiasi mostro? Perchè se fosse così allora discuteremmo di un oggetto, non di un mostro. Ripensandoci a me stuzzicherebbe l'idea di un'armatura senziente, un vero e proprio essere vivente, che si adatta al contesto in cui si trova sostanziandosi in animali corazzati per esempio. Potrebbe essere un guardiano di tesori che appare come un'armatura, ma in realtà è un essere vivente che attende che gli avventurieri mettano le mani sul tesoro... una specie di antifurto con poteri di assimilazione dei metalli etc... (rigenera assorbendo le armature dai propri nemici). Scusate il volo pindarico.
  25. Strikeiron replied to Shar's post in a topic in Off Topic
    Grande commento. Ho riso per una buona decina di minuti ehehehe... che mela marcia che sei (ed è un complimento)!