
Tutti i contenuti pubblicati da Bomba
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM Beregar ascoltò commosso le parole generose dei suoi compagni, cercando di placare l'animosità di Thorlum Non sempre la vita è giusta, Thorlum disse il Murodipietra Potrei parlare a Dervagar? Certo. Potrei rompere l'alleanza? Difficile, ma non impossibile. Ma non lo farò. Non posso condannare delle vite per l'arroganza di una principessa il nano si aggiustò sulla sua sedia a rotelle Conosco Derbel e Sophia da quando erano bambini e per me sono come dei figli. Gli voglio troppo bene per mettere in difficoltà loro e questo bel regno il nano quindi lasciò spazio agli avventurieri per dirigersi dai reali. Il sollievo fu evidente nei visi dei nobili presenti, che sembrarono poter finalmente riprendere respiro dopo una lunga apnea In questo caso non credo potremo fare di più per il Continente Occidentale se non prepararci. Dovremo mobilitare la più grande armata di sempre, ma il Katai sarà il nostro prossimo obiettivo dichiarò Derbel, la voce rotta dall'emozione Possano gli dèi assisterci Sophia lo confortò Non è domani il giorno della battaglia, ci vorrà almeno un altro anno prima di poter essere pronti la contessa guardò gli avventurieri Avrete tempo di rifiatare e prepararvi Ma pure l'iniziale compiacimento della consorte reale fu di breve durata, laddove diversi degli avventurieri parvero indispettirla non poco. Quando Chandra e Bjorn chiesero lumi sui motivi del pensionamento del nano, fu di nuovo la principessa a rispondere Per voi che siete sempre fuori non deve essere così evidente la arcoriana sembrò punta sul vivo quando Chandra ribadì il suo ruolo e la sua posizione E io sono Marie Antoinette Ivarstill, seconda in linea di successione al trono di Arcoria e terza al trono di Garnia la giovane principessa battè uno stivale a terra dalla stizza Non accetto questo tono da parte di una stracciona scagli-- Il principe Derbel, leggermente sudato, cercò di interporsi timidamente tra le due donne Unvarkerentilarhys in questo momento dovrebbe essere al tempio di Boccob, chiacchierando con sacerdoti e adepti spiegò Le sue ferite meno gravi sono state medicate e a parte le ali e la vista, egli è in buona forma. Quanto alla decisione su Beregar essa è stata valutata su una proposta di Marie il sovrano tenne lo sguardo basso Penso che si-- Beregar è vecchio e il suo modo di pensare è antiquato sentenziò Marie, sovrastandolo, gonfiando il petto mentre si rivolgeva orgogliosa alla cognata Non pensiate che mi rimangerò le parole sui draghi metallici, è per causa loro se siamo coinvolti tutti in questa situazione, invece di vivere le vite che ci meriteremmo disse. La principessa consorte si fece più vicina al marito, squadrando con ostilità Sharifa Io me lo voglio prendere il futuro, io voglio vincere disse la arcoriana puntandosi un dito al petto E non si vince rimanendo dei buoni e lagnosi babbei. Nella guerra non c'è posto per gente così: è cane contro cane, ratto contro ratto... se il mio avversario sta affogando, io mi avvicino e gli verso l'acqua direttamente in bocca. Beregar non ne sarebbe in grado, quanto a voi? Se non lo capite non ne uscirete vivi da questo pandemonio! Sophia si alzò in piedi Gli eroi hanno il diritto di portare avanti la guerra come meglio ritengono e con i rapporti che intendono stabilire. Essi ci hanno già dato più di quanto saremmo mai stati capaci di ottenere da soli. E questo anche perchè hanno saputo ricordare il valore della misericordia e della giustizia la contessa si rivolse agli eroi, bianca come un cadavere Mi appello al vostro onore, alla vostra forza e a ciò a cui ritenete più caro. Avete la mia parola che, finchè avrò fiato in corpo, farò tutto il possibile per non diventare come i nostri nemici. Marie fece un gesto vago con la mano Grazie, Sophia. I tuoi interventi sono sempre toccanti... disse con voce atona. Stretto nella morsa di quelle tre donne, Derbel Von Gebsatell parve trarre sollievo unicamente dalla semplice onestà e fedeltà di Trull, l'unico capace di strappargli un sincero sorriso. Il sovrano si alzò e raggiunse il mezzelfo, inginocchiandosi alla stesso modo del suo cavaliere (Derbie, non è da protocollo! lamentò Marie) Trull, dovessi anche tu tornare in mille corpi diversi, tu sarai sempre il benvenuto come un fratello il sovrano appoggiò una mano sulla spalla del Forgiacciaio, per poi rialzarsi in piedi Sono sicuro che tu saresti un ottimo ciambellano disse il re, facendo un cenno ad una delle sue guardie del corpo affinchè gli passasse la spada. Quindi, come già aveva fatto anni prima, egli pose la spada sulle spalle e sulla testa del mezzelfo E io non lo dimenticherò, né mancherò di ricompensare ciò che mi sarà dato disse tramite la formula rituale. Non vi era burocrazia che poteva tenere sul ruolo di Trull Forgiacciaio, Cavaliere di Firedrakes. I modi del nano e Seline parvero ottenere l'approvazione anche della consorte del principe Vedo che almeno i tuoi cavalieri conoscono le buone maniere commentò la principessa, leggermente compiaciuta, ascoltando la richiesta di Seline Non so quando ella dovrebbe tornare. Ad ogni modo, permesso accordato, dame Seline. Attendo l'occ-- A-aspettate! La voce telepatica di Nicolette interruppe le parole della Ivarstill, che si guardò confusa attorno. La spada di Liang sembrò quasi tremare leggermente mentre la sua voce era rotta dall'emozione Seline! Hai... hai detto Lucrecia Decanti? La stessa che... la voce da sempre calda e suadente della spada sussulto T-tu... SEI TU SUA FIGLIA?!?!? Gli astanti osservarono confusi prima la spada, poi la tiefling. Sarebbero passati quattordici mesi prima che essi avrebbero dovuto fare i conti con le conseguenze di quelle rivelazioni, quando avrebbero impugnato le armi per l'ultima volta.
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM VITTORIA! VITTORIA! VITTORIA! fecero eco lucertoloidi, orchi, gnoll, felinidi e umani al loro generale, portato in trionfo prima che lo stesso avvenisse anche per i suoi compagni che avevano affrontato non solo il Flagello Blu, ma anche il temibile Vento di Sangue. Vi erano state perdite e feriti, ma la notizia della vittoria sembrava aver agito come una panacea per il morale dei popoli della Savana, che pur sotto la pioggia ora ridotta, poterono inneggiare alla luna, sbeffeggiandola per il loro inaspettato trionfo. La notte che era cominciata nel segno della guerra, si avviò a una fase di festa, come avvenne al nord quando i caduti vennero onorati e i vivi poterono ricordarli. Ai festeggiamenti non presero parte i felinidi, che preferirono riposare in uno degli edifici dopo il difficile scontro. Diversi lucertoloidi riferirono però in seguito la misteriosa scomparsa di tutto lo scatolame di latte e carne umida. Non vi furono rimostranze, sulla volontà di Chandra di prendere in consegna i possedimenti del Demone dei Fulmini, da parte dei capitribù (Si vede che doveva toccare a voi commentò Dro'Arji), i quali offrirono la loro collaborazione per una mutua assistenza Io e Reksis esordì Musaaid, lo shayk fratello di Sharifa Manderemo i nostri esploratori a sud, alla ricerca della tana del Flagello Blu e di Vento di Sangue. Le loro carcasse possono fornire armi e armature eccellenti valutò Ma i vostri sforzi meritano di più di qualche trofeo Dro'Arji fece spallucce, non molto convinto. Oskrim annuì Voi capite che non avendo un governo stabile non abbiamo modo di offrirvi gli stessi titoli nobiliari o le stesse ricompense di un regno, ma faremo del nostro meglio promise il capotribù orco. Reksis gli fece eco, rivolgendosi quindi a Zhuge Cercherò di portare avanti il mio addestramento il più velocemente possibile, fratello. Ma starà a te vedere se vi sono altri dei nostri compagni capaci di lottare. Quando sarà il momento, però disse Io giungerò al tuo fianco, per onorare la nostra ancestrale promessa il resto dei capitribù annuì, confermando la loro volontà di contribuire alla guerra. Dro'Arji si limitò a sbadigliare, con Musaaid che scosse la testa all'apatia del sindaco dei felinidi Ma penso sia giusto anche godersi i festeggiamenti, che ne dite? Il tempo si schiarì e i falò vennero accesi per scaldare la carne (anche quella di drago che Thorlum provò a cucinare con scarso successo), in quella notte illuminata di rosso, le nubi che lasciarono intravedere le costellazioni e le stelle più distanti, chiare come non lo erano da quando gli avventurieri avevano visitato le pendici a nord del Continente Occidentale, nei pressi della fredda città di Lòrien. Anche senza l'aurora boreale, lo spettacolo che si parò loro di fronte fu sufficiente a scaldargli il cuore quanto i riflessi rossi che tingevano il cielo di quella notte piena di emozioni. Cielo notturno sopra la Savana Il giorno successivo, limitatamente riposati dopo le fatiche intraprese, gli eroi ebbero modo di congedarsi dalle persone che avevano incontrato nel corso del loro viaggio a sud. Gli eroi poterono in quel momento comprendere la portata della loro crescita, notando come buona parte di essi aveva ora il potere di viaggiare tra le dimensioni e di condurre il gruppo per tutto il continente, ben più velocemente di quanto sarebbe avvenuto anche per mezzo della potente Anzalisilvar. Parve loro che i corpi avessero fino a quel momento vissuto in una sorta di torpore da cui si erano improvvisamente risvegliati, dimostrando le loro vere capacità. Ma fino a dove si poteva spingere questo limite mortale? La domanda non ricevette risposta Saluti a voi, Amici della Savana e sorella mia. Possa il terreno su cui poserete i piedi essere sempre solido e il vento spingervi verso il successo disse Musaaid, sollevando la mano in segno di rispetto e riservando alla compagna di covata un freddo abbraccio (d'altronde non poteva essere caloroso tra creature a sangue freddo, no?) Comunicherò al signore di Acquastrino il vostro successo, così che si diffonda la notizia. Nessuna minaccia giungerà da sud per la Lega di Ilitar. Confido che ci risentiremo presto, per assicurare la stessa salvezza al resto di Arth. Il ritorno a Firedrakes degli eroi avrebbe usualmente preceduto qualunque evento mondano o tradizione di corte, con i Von Gebsatell che avrebbero ascoltato il rapporto circa il successo della missione. Tuttavia pareva che già un incontro si stesse svolgendo, tale da coinvolgere la presenza di Derbel, sua moglie Marie Antoinette e Sophia, i quali erano rivolti in direzione della persona convocata, il ciambellano Beregar Murodipietra, dritto sulla propria schiena mentre si trovava seduto sulla carrozzina a cui era stato costretto dopo il suo primo incontro con Azariaxis il Terrore Cremisi. Non erano presenti altre personalità quali Anzalisilvar, Unvarkerentilarhys, Lucrecia o altri suoi ex-compagni dell'Ordine Sinaptico. Beregar Murodipietra esordì Marie Antoinette prendendo la parola, vestita con un bustino verde che ne risaltava le forma, i capelli raccolti in una elaborata crocchia Hai servito fedelmente la corona per molti anni e tutti gli uomini e le donne del regno di Glantria ti ringraziano. Ma ora puoi mettere da parte le scartoffie e riposare e ripensare con orgoglio ai tuoi anni di servizio. Sophia alzò gli occhi al cielo, mentre Derbel deglutì prima di prendere la parola Ti sono grato per tutto ciò che hai fatto nel corso degli anni, più di quanto non si potesse richiedere da un nano e un amic-- Marie interruppe il proprio sposo Quello che mio marito vuole dire è che potrai tornare a Huruk-Rast, dove in accordo con il re tuo fratello Dervagar ti verrà assicurata una ampia magione e servitori pronti a soddisfare ogni tua richiesta, anche nella tua fragile posizione. Beregar arrossì Un posto dove morire e delle persone pronte a seppellirmi! Parla chiaramente, ragazzina! disse accaloratamente, ottenendo un'occhiata ostile della Ivarstill Puoi mandarmi via e far approvare le tue leggi da tiranna, ma non prendermi in giro. Tu non sei degna della tua posizione! IO SONO LA PRINCIPESSA DI FIREDRAKES! tuonò Marie alzandosi in piedi Ringrazia che non ti costringa a strisciare a terra, invece di inginocchiarti, Murodipietra! Tu e il tuo cuore tenero non sareste mai capaci di vincere questa stupida guerra gestita da draghi metallici talmente inetti da lasciare tutte le fatiche a noi. Ma io posso e lo farò, dovessi far uccidere ogni donna o bambino del Katai! Sophia fece per parlare, ma si interruppe in un eccesso di tosse che la costrinse a coprirsi la bocca con un fazzoletto. La arcoriana la ignorò, risedendosi sul suo scranno, prendendo profondi respiri Puoi andare, ex-ciambellano disse. Beregar si allontanò, incrociando gli eroi mentre essi entravano nella sala. Il nano li guardò con un espressione eloquente, conscio che essi avevano assistito alla scena. L'espressione di sollievo fu evidente nel viso scarno e pallido di Sophia, le cui condizioni di salute non parevano migliorate nel breve tempo in cui erano stati distanti Ce l'avete fatta? domandò, gli occhi che passarono in rassegna gli eroi in cerca di una risposta nei loro volti. Derbel si sporse in avanti sul proprio trono Amici, quali nuove dalla Sav-- Marie Antoinette interruppe il marito Quello che mio marito l'espressione della Ivarstill osservò il viso del marito con la stessa adorazione che avrebbe mostrato Bjorn per la propria Tiana, salvo tornare fredda quando essa si pose sui suoi interlocutori Vuole sapere è se avete svolto gli ordini che avete ricevuto. E' forse giunto il tempo per poter finalmente muovere guerra nel Katai? Datemi un rapporto dettagliato, subito! Anche voi, cavalieri! disse, per poi passare in rassegna gli avventurieri che ancora non si erano inginocchiati Vi ricordo inoltre che siete in presenza della famiglia reale lo sguardo della Ivarstill cadde su Chandra Ah, tu devi essere Chandra... la arcoriana non disse altro alla Silverhand, guardandola dall'alto in basso. x tutti
-
Topic di servizio 6, il ritorno del disagio
Mentre aspettiamo l'eventuale conferma (o smentita) degli ultimi giocatori, annuncio ufficialmente che è stato raggiunto il quorum minimo di partecipanti, con il conseguente proseguio dell'avventura nel suo ultimo libro. Preannuncio inoltre che tutti i pg sono saliti di livello (raggiungendo il 14), tuttavia prima di fiondarsi sulle schede suggerisco di aspettare l'apertura del prossimo capitolo, che illustrerà le meccaniche tecniche e le opzioni della casa disponibili per lo sviluppo delle vostre carriere di avventurieri. Tale capitolo, come in molti forse si aspettavano, fornirà una finestra di tempo, acquisti e ruolaggio degna del miglior Roleplay City Bitch e perfino una grossa anticipazione circa una certa avventura che POTREBBE svolgersi dopo. Sulla base degli ultimi sì/no dei giocatori che non si sono ancora espressi, vale a dire @SassoMuschioso @AndRe89 e @Nightmarechild, valuterò se aprire delle iscrizioni per qualche altro inserimento (aka Stupid Test o Hunger Games dei Poveracci, a seconda dei gusti)
-
Topic di servizio 6, il ritorno del disagio
Non c'è due senza tre Azariaxis sembra un ricordo lontano, la Regina del Gelo viene spesso rammentata con un sorriso, ma oggi la vittoria per i giocatori ha forse un sapore doppiamente buono (modello Maxibon) con la caduta di non uno, ma ben due draghi della Xorvintaal. Pur dovendomi asciugare una lacrimuccia pensando al tempo per costruire i boss, sono qui per annunciarvi l'imminente conclusione di "Alla luce di una luna color sangue", la terza avventura con protagonista il gruppo di avventurieri più eterogeneo e numeroso della storia del D&D. A discapito delle critiche e degli haters, qui i fatti hanno portato alla conclusione senza ritardi o interruzioni. E al giorno d'oggi non mi sembra poco. Come tradizione, andiamo a porre il nostro bilancio. Le meccaniche di gioco stanno esigendo il loro prezzo in termini di difficoltà di interpretazione e gestione, ma nonostante tutto mi sembra che spesso e volentieri riusciamo ad essere concordi sulle conclusioni. Raccomando ai pg un'approfondita rilettura delle proprie capacità e incantesimi, un ripasso che può aiutare a cogliere parti non lette nella prima stesura. Ciò renderebbe il mio lavoro più facile, permettendomi di esprimere ancora al meglio le mie proposizioni come master. Circa il gruppo, per il resto, direi che il voto che posso dare è il migliore in assoluto. Non vedo dissapori, ma solo la volontà di divertirsi e divertire come gruppo di gioco e come persone, un requisito che ho sempre trovato fondamentale e che qui sembra esprimersi al meglio. Non posso che rinnovare ancora una volta il mio orgoglio nel gestire un gruppo come questo, che mi sprona a dare sempre il meglio. Come tale la mia volontà di proseguire è confermata al 100% per l'ultima avventura, la cui durata sarà sugli approssimativi (ma sempre canonici) 3-4 mesi. Con essa vi sarà l'occasione di esplorare una parte di Arth tante volte nominata ma mai esplorata, salire ulteriormente di livello, conoscere nuovi png e ricalibrare la scheda del proprio pg. Sempre come tradizione, la scelta se affrontare quella che in questo caso sarà l'ultima parte della campagna, sarà una vostra scelta. Ogni giocatore non interessato o che non ha modo di poter seguire i ritmi non dovrà fare altro che dirlo e il suo pg potrà uscire in tutta tranquillità, senza che vi sia alcun rancore. Chi vorrà proseguire, invece, potrà segnalarlo allo stesso modo. Data la natura della campagna, sarà necessario il canonico quorum di almeno 10 giocatori per poter proseguire. Nel frattempo potrete continuare a postare nel capitolo ventuno, così da accompagnarmi nella chiusura del terzo "libro", che spero vi abbia divertito. P.S. Conoscendomi (o avendomi conosciuto, per i nuovi giocatori) spero che, nel caso vi sia qualcosa che ritenete possa essere cambiato o migliorato, non vi facciate problemi a dirlo. La pratica porta alla perfezione, così come un aperto dialogo (o per mp, se preferite)
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM Thorlum, Trull e Golban avrebbero ricordato quella battaglia per il vincolo che la terra imponette loro, costretti a imprecare a mezza bocca (nel caso del paladino più per modo di dire) mentre il Flagello Blu sembrava farsi beffe di loro, ostentando le sue ali in certi punti squarciate ma in grado di sostenerla in volo. Ma Tyrigaryanthilax non ebbe il tempo per dilungarsi in tali vanaglorie, poiché i restanti avventurieri onorarono la buona volontà dei loro compagni raddoppiando i loro sforzi. Prima di Celeste, Seline scagliò contro la creatura alcuni dei suoi migliori incantesimi, rispondendo al potere sonico con ondate di forza inesorabile, spianando la strada all'elocatrice che la prima a lanciarsi contro la dracolich, teletrasportandosi vicino al suo basso ventre e cercando una serie di affondi vincenti. La carne della dragonessa blu però aveva in parte abbandonato quel corpo, creando vuoti in cui Cuore Nero trovava... il nulla. Il migliore dei suoi colpi fu in grado di affondare tra i tessuti della creatura, ricavando per l'elocatrice una doccia di sangue bluastro che la imbrattò dalla punta dei capelli agli stivali ormai resi talmente inutili da non poter servire nemmeno per andare a prendere le missive nella cassetta postale davanti casa. Oceiros, pur non ai livelli di Seline, non disdegnò di colpire la creatura che aveva rinunciato alla mortalità, i cui ruggiti si facevano via via più acuti, il corpo martoriato dall'ondata di magia che stava venendo lanciata contro di lei. Era il momento di Winn'Ier. Il combattente orso afferrò un cucciolo di macigno lì vicino, pronto a scagliarlo con precisione contro la creatura, centrandola alla tempia. Il piano del barbaro dei Fiordi era semplice, specialmente contando il poco tempo in cui aveva dovuto elaborarlo, ma efficace, e si basava su una deduzione machiavellica che la sua mente aveva elaborato nel corso della battaglia: certi non morti non potevano agire con la stessa lucidità qualora la testa fosse stata rimossa dal corpo. L'uomo-orso era pronto al lancio definitivo, che lo avrebbe fatto rivalutare agli occhi del mondo, dimostrando che anche coloro che crescevano in mezzo alla natura erano in grado ragionamenti e di un intelletto superiore. Gargamellor sarebbe stato fiero di lui e, chissà, magari i racconti gli avrebbero permesso di conoscere stuoli di tiefling, demonesse succubi (non che ne avesse mai incontrate), ninfe, valchirie e goliath. Ma prima di lui giunse una persona: Clint Draconis, l'uomo con la peggiore forza di volontà quando si trattava di tenere tra le brache il proprio pseudodrago. Il Draconis spiccò il volo alle spalle di Winn'Ier e si librò in aria, per poi rilasciare un grido di energia draconica nella lingua primordiale dei draghi stessi, un potere che era per certi versi infatti simile a quello che sfruttato da Tyrigaryanthilax stessa, la quale strinse la propria mascella prima di lanciare un grido di dolore NIIIID!! DOVAHKIIN!! latrò dolorante, prima che i suoi occhi si spalancassero di dolore ed essa precipitasse a terra, minacciando l'incolumità degli avventurieri sotto di lei mentre dal suo corpo scariche di fulmini saettavano come impazzite (una di esse uno degli stivali già sporchi di sangue di Celeste). Con un balzo l'elocatrice, Zhuge e Winn'Ier furono evitarono di finire schiacciati sotto la carcassa del Flagello Blu, che si abbattè sul fango con un tonfo capace di far tremare la terra nelle vicinanze, il corpo che si afflosciò come una gigantesca bambola di pezza, segnando la fine dell'epoca di terrore che quella immortale creatura aveva posto sulle terre a sud della Lega di Ilitar. Fu la svolta definitiva alla battaglia. Trull potè ordinare la sortita che i popoli della Savana al completo condussero: lucertoloidi armati di lance incantate e scudi di legno imbevuti di magia, orchi armati delle migliori lame, gnoll arcieri e balestrieri, felinidi armati di bastoni o di esotiche armi capaci di colpire con precisione, uniti nella loro carica ai cavalieri di Acquastrino superstiti. La marea multirazziale si abbattè sulle ultime sacche di resistenza dei wraith, assetate di vendetta nei confronti degli eroi di Firedrakes ma già devastate dalle strategie del Forgiacciaio, costringendole a una ritirata da cui pochi sopravvissero. Gli spiriti non-morti avevano perso la loro guida, anime in penosa fuga che non avrebbero più terrorizzato i popoli della Savana. x tutti
-
Topic di servizio 6, il ritorno del disagio
Corretto il checkpoint, avevo erroneamente indicato il precedente
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM I draghi ruggirono, gli eroi urlarono la loro invettiva contro di loro. Lì, alle porte dell'enclave dei lucertoloidi si stava consumando lo scontro che avrebbe deciso il destino del sud, i viaggiatori del nord che stavano dando fondo a tutte le loro risorse per contrastare il potere di quei draghi adulti, il cui unico scopo era l'annicchilimento di ogni forma di vita. La pioggia resa rossa dalla Luna Insanguinata rendeva quello scenario un vero incubo, i combattenti a terra costretti ad arrancare nel fango e soffrendo le pene dell'inferno per le loro bruciature. Ma abbattere Sorvhaxiltrim aveva la priorità, motivo per il quale Bjorn, pure allo stremo delle forze continuò a colpire il muso del drago i cui occhi si iniettarono di sangue alle provocazioni di Trull In questo caso ucciderò tutti i tuoi figli, mezzelfo! Ruggì, deviando con un colpo d'ala la freccia tirata dal Forgiacciaio. Il potere del tuono giunse però in soccorso dei nordici, con Zhuge e Chandra che scaricarono tutta la furia della tempesta contro il padre di Azariaxis, il quale parve per un attimo soccombere alla furia degli elementi scatenati contro di lui. Egli però non crollò, il muso sollevato fieramente nonostante l'elettricità che pure ad occhio nudo si vedeva attraversare il corpo possente del drago ORA NE HO ABBASTANZ-- il grido di rabbia di Sorvhaxiltrim morì in gola quando Tom Po cinse il potere dell'ombra attorno al suo collo muscoloso, cercando di soffocare l'ultima scintilla di vita nel padre del Terrore Cremisi. Il drago rosso battè le zampe, strabuzzò gli occhi come un forsennato e artigliò ovunque potesse, ma la tecnica monastica che Tom Po aveva sviluppato non gli lasciò scampo. Quella notte, quando la possente mole del drago crollò nel terreno bagnato, si spense la vita di Sorvhaxiltrim Vento di Sangue, per ironia della sorte dallo stesso Ammazzadraghi che aveva ucciso suo figlio. Il Flagello Blu, però, spense ogni velleità. Scendendo di quota quanto bastasse, il drago scagliò un potente ruggito, più forte di qualunque grido di battaglia essi avessero mai udito. Le armi tintinnarono, le orecchie degli eroi sanguinarono e diversi di loro poterono dopo quel momento udire solo un indistinto rumore ovattato che escludeva qualsiasi altro suono. Dopo aver ristabilito la sua supremazia ai mortali che aveva investito con il suo ruggito, Tyrigaryanthilax calò il suo possente muso, le fauci che azzannarono al petto Celeste Borealis. L'elocatrice sentì le crepature propria barriera energetica lasciar filtrare le zanne del mostro, mentre esse penetravano dentro di lei e rilasciavano un'ondata di energia negativa che investì il corpo già martoriato della nativa di Primarosa. La presenza di Winn'Ier, che sembrava pronto a tutto, anche scagliare macigni, richiamò l'attenzione della dragonessa quanto bastò perchè interrompesse il suo assalto. Fu allora che sul campo di battaglia giunse la cavalleria, benchè appiedata. Seline, Clint, Oceiros e Sharifa giunsero trafelati nel campo di battaglia, dove solo la dracolich si opponeva ora alla salvezza del Continente Occidentale. x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM Via! Via! Via! gridò telepaticamente Nicolette, che con Zhuge trovò rifugio sottoterra, un attimo prima che Tom Po scartasse di lato e Bjorn, il più rapido di tutti, si lanciasse personalmente contro Sorvhaxiltrim. Il kalashtar si avventò sul drago, il falchion che calò sulla fronte del nemico con precisione letale... ma tutto ciò che lo psionico ottenne fu un contraccolpo che minacciò di spezzargli le braccia. Quando a suo tempo aveva affrontato Azariaxis, il vile rapitore di Sophia si era agghindato di incantesimi protettivi che poi Chandra aveva abilmente liquidato. Ma Sorvhaxiltrim, il padre del Terrore Cremisi, non sembrava far uso di simili orpelli come si diceva non fosse possibile per i partecipanti della Xorvintaal. Una risata proruppe dalle fauci di Vento di Sangue, prima che esso sollevasse la sua maestosa mole, sollevandosi da terra e torreggiando sull'Havardsson. Una presenza che avrebbe intimidito chiunque, ma non l'uomo dei Fiordi che colse l'occasione per trafiggere la carne del drago rosso in una fessura tra le sue scaglie. Un colpo che strappò un lamento al drago prima che esso scatenasse il potere del fuoco su di lui Yol Toor Shul! furono le ultime parole che Bjorn udì prima che lui e i suoi compagni venissero investiti da un vero e proprio torrente di fiamme, una ondata di calore che bruciò carne, rese incandescenti armi e armature e invase i polmoni dei disgraziati che ne furono avvinti. Un inferno breve, ma dal quale essi emersero come se fossero passati cento anni nel più crudele dei deserti. Chandra Silverhand riuscì, come il felinide e il wu-jen, ad evitare la furia di Sorvhaxiltrim, arrivando anche a proporre un'offensiva tramite tre lance di energia elettrica capaci di trafiggere la schiena del drago che ruggì il suo sdegno per l'onta ricevuta. Tuttavia il volo della sangue di drago d'argento non passò inosservato agli occhi ultraterreni di Tyrigaryanthilax, che seguirono la planata sotto la pioggia della giunonica barda Dovahkiin mormorò la dragonessa prima di rivolgere il muso in direzione della contessa consorte e rilasciare il suo soffio più potente Strun Bah Qo! fu il grido che accompagnò un raggio di elettricità blu con il cuore che pulsava nella cassa toracica esposta della dracolich, una saetta più potente dei fulmini che avevano imperversato in quella notte. La barda riuscì a richiamare una magia protettiva appena in tempo, attenuando il lampo che colpì al fianco sinistro la contessa consorte, il cui sistema nervoso fu solo leggermente scosso dalla potenza del colpo. Fizban ne uscì altrettanto bene, sebbene lo shock lo portò a prendere in maniera un po' esagerata il colpo subito quando si mise a gracchiare Mayday! Mayday! Roger! Roger! Roger! x tutti
-
Topic di servizio 6, il ritorno del disagio
No potete agire normalmente non avendo nemici prima di voi
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM Gli avventurieri partiti da Glantria furono presto costretti a riprendere posto tra le fila degli indigeni della Savana che lottavano per la propria terra. Benchè spronati da Meyer, Oskrim, Reksis e Musaaid (Uccidete i wraith, laddove ragionevolmente possibile fu l'ordine di Dro'Arji), le tribù cominciavano a sentire la fatica a differenza dei loro avversari, i cui numeri erano in diminuzione ma non erano meno impressionanti. Oceiros e Clint presero posizione nella piazza benedetta, a disposizione di chiunque avesse bisogno di cure, mentre Seline riprese la sua posizione arretrata in cima all'edificio da cui aveva contemplato la prima fase dello scontro, gli arcieri lucertoloidi che le diedero il bentornato con non poco sollievo. Ma quando la minaccia presagita si palesò, essa non lo fece nelle retrovie, nella piazza o distribuendosi in maniera uniforme tra i vari obiettivi possibili. Essa irruppe come un maglio sulla prima linea, che vide i pochi spiriti disperdersi come fecero anche i difensori. Gli unici che poterono rimanere saldi furono coloro benedetti dagli dèi come Golban o che avevano ricevuto in dono dai Von Gebsatell il fermaglio magico che li proteggeva dalla paura sovrannaturale che avvolgeva i draghi. Tyrigaryanthilax, la dragonessa che aveva rinunciato alla vita per abbracciare la non-morte, era grande quanto il defunto Azariaxis (taglia Enorme), ma la sua stazza era resa ancora più imponente dal fuoco oscuro di colore bluastro che covava all'interno del suo immenso ventre, la cui fredda luce filtrava come un faro celeste in quella notte color sangue. Essa sbattè le proprie ali decomposte, osservando gli avventurieri dalla sua posizione sopraelevata, gli occhi ridotti a due braci color cobalto. Tyrigaryanthilax il Flagello Blu La sua voce soprannaturale aveva solo una lontana vena della femminilità che poteva aver avuto in vita, una cavernosa voce dell'oltretomba che risuonava senza bisogno che la mascella si muovesse Hokoron Brom, Hin Togaat Los Funt. Klogolt Fen Dii! x chi capisce il draconico Lo scontro sembrò per un attimo ricordare quello avvenuto anni prima contro Azariaxis. Ma fu presto chiaro perchè wraith e altri attendenti non accompagnassero la loro comandante. Quando un altro ruggito scosse l'aria, preannunciando l'arrivo di un secondo drago, esso non tardò a giungere, piombando sul terreno bagnato, le scaglie rosse luminose come vive braci. Il suo fisico era forte e possente, più muscoloso di quello del più giovane Azariaxis (taglia Enorme), un esemplare adulto nel massimo del suo splendore le cui zanne erano grandi come spade e i cui occhi ardevano di malizia e malvagità. La sua voce era meno spettrale di quella del Flagello Blu, ma non meno spaventosa Hin Hokoron Ni Mindok Fod Bovul. Hin Krii Van Ak Kul Azariaxis, Ahraan Aziid Ol Unvarkerentilarhys! x chi capisce il draconico La voce gutturale del drago rosso ruggì in Comune, abbastanza da poter essere udito dagli eserciti alleati degli eroi e dagli avventurieri che non erano lì con loro Piangete e soffrite! Questa notte la luna risplende del sangue che verserete! Il sangue che io, Sorvhaxiltrim Vento di Sangue reclamo! gli artigli del drago rosso strinsero saldamente il terreno fangoso, scavando ampi solchi mentre i due draghi si avvicinarono a coloro che avevano scelto di combattere in prima linea la Xorvintaal e i suoi membri, in quello che si preannunciava come lo scontro più difficile che essi avessero mai affrontato finora. Sorvhaxiltrim Vento di Sangue x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM Lo stupore di Tom Po non sembrò fermare il felinide dallo strappare i wraith tra i propri artigli, come un garzone avrebbe fatto con della carta straccia, dimostrazione del potere che essi avevano raggiunto nel corso dei loro viaggi e dei allenamenti, mentre Golban abbattè la sua fedele mazza prima sul cranio di uno dei wraith, quindi sul fianco di un secondo, entrambi gli spiriti che barcollarono prima di esplodere in un getto di ectoplasma grigiastro, lo stesso in cui si ridusse il wraith che venne avvolto urlante dalla catena di Trull, fino ad essere stritolato. Clint si librò in volo, sovrastando un Fizban che incenerì con una serie di lampi uno dei wraith, ponendosi come vedetta alla ricerca di possibili attacchi nemici, udendo in tale occasione un ruggito draghesco in lontananza che lo mise sul chi va là. A terra, Bjorn e Thorlum cercarono di tenere a bada i propri nemici, ma fu Zhuge a porre la risoluzione a quei nemici spettrali rilasciando una ondata di freddo glaciale simile a quello che spirava spesso nei lunghi inverni di Ezo, la regione più a nord del Katai. I wraith, investiti dall'ondata magica del wu-jen, si dissolsero ad uno ad uno, liberando il campo per i rinforzi che giunsero guidati dal secondo di Meyer, che rinforzò la prima linea con i suoi uomini, un gruppo di gnoll di Reksis e Seline, appena giunta in prima linea. Lo gnoll capotribù ebbe buone parole per il gruppo Bel lavoro! Io e Oskrim abbiamo tenuto la piazza e l'ingresso a est, ma ci servono ordini e uomini per coordinare le squadre del settore ovest! Trull fu chiamato agli straordinari quella notte, latrando ordini a destra e a manca per evitare che i gruppi di wraith disperdessero le truppe rendendole più facile preda. Ma l'esercito del Flagello Blu era ora orfano del Vicario di Talos e, come se non bastasse, dovette vedersela con l'esperienza tattica senza precedenti che il mezzelfo pose nell'arginare qualsiasi breccia materiale potesse presentarsi, forte del periodo passato nell'esercito e nelle battaglie vissute negli ultimi anni. I felinidi, con sorpresa generale, dimostrarono un valore fuori del comune e un arsenale magico degno di quello di Arcoria, supportando le forti braccia di gnoll e orchi, armati fino ai denti dal popolo di Dro'Arji. Quello che pareva un assedio si trasformò presto in un ecatombe per le truppe del drago blu, messe in rotta dalle armi benedette dai sacerdoti di Bahamut e da Oceiros, laddove esse non venissero prima flagellate e consegnate al regno dei morti una volta per tutte. Le buone notizie dal fronte si susseguivano una dopo l'altra, tanto che perfino il cauto Musaaid cominciò a crederci. Ma fu allora che Azariaxis si schiantò contro uno degli edifici, un'antica biblioteca che crollò sotto il peso del drago evocato da Chandra, i cui resti si ridussero presto in neve, subito aggredita dalla pioggia di quella notte carica di oscuri presagi. Un ruggito forte come un tuono rimbombò nell'aria, con Oskrim che chiamò a raccolta gli avventurieri L'esercito nemico non durerà a lungo, di questo passo Tyrigaryanthilax non tarderà a mostrarsi. Tenetevi pronti, rischiate che essa giunga da noi da un momento all'altro. Ma ella non giungerà sola, di certo disse Meyer, claudicante dopo aver subito diversi colpi ad opera dei wraith E' una comandante e porterà molte truppe con sé. Io farei così! A meno che... Musaaid osservò il cielo, la fronte aggrottata, le orecchie tese nel cercare di percepire i suoni che giungevano dal cielo. Niente a meno che! disse Oskrim, per poi rivolgersi agli avventurieri Prendetevi un po' di riposo, ma presto ci sarà di nuovo bisogno di voi. A quel punto dovrete scegliere come schierarvi di nuovo, se fronteggiare tutti assieme la prossima minaccia o cercare di affrontare le sue forze divisi come avete fatto prima disse. Laggiù, nella Savana, stava per consumarsi l'atto finale di quella guerra a sud. Stavolta però non c'erano Anzalisilvar e nemmeno Emercuryadar a spalleggiarli. Avrebbero dovuto affrontare la rappresentanza della Xorvintaal di persona. x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM Una salva di frecce dalle retrovie riuscì a vedere parte dei suoi dardi abbattere parte dei wraith che cercavano in volo di raggiungere le cime dei tetti su cui si trovava anche Seline. La tiefling sfruttò l'occasione per rinforzare le proprie difese, richiamando delle copie illusorie di sé stessa (sebbene una le parve venire un po' più tracagnotta dell'originale) per gettare nella più totale confusione eventuali nemici. Le retrovie tuttavia parevano ancora relativamente sicure. Favoriti dalla rapida sortita nei confronti dei wraith mandati in rotta con le armi benedette, Oskrim diede ordine di rinforzare le difese sulla piazza, resa vero e proprio punto di ritrovo per i feriti e per la gestione delle strategie in quella piovosa notte rossa. Gli eroi presenti, cogliendo le difficoltà al fronte, non persero tempo muovendosi come un sol uomo verso la prima linea, dove imperversava la battaglia in cui era partecipe anche il Demone dei Fulmini in persona. Le grida e le urla dei combattenti coinvolti (lucertoloidi, gnoll, orchi e felinidi), unita ai tuoi e ai lampi di quella tempesta, rendevano quel terreno di scontro una vera ordalìa, assordante e scomodo per chiunque non fosse capace di sollevarsi da terra. Celeste sgomitò, inciampando dopo aver subito uno sgambetto da uno dei wraith, che si gettarono su di lei famelici. Bjorn e Tom Po, però, si lanciarono sull'avversario più pericoloso, con il monaco che sferrò un unico, singolo pugno capace di crepare l'armatura completa all'altezza dello sterno dell'anziano sacerdote, cui si mozzò il fiato, un attimo prima che Bjorn calasse il suo fidato falchion squarciando la schiena dell'adoratore di Talos. La barba sporca di sangue, il sacerdote sgranò gli occhi mormorando parole cabalistiche contro il kalashtar Possa la tua prole... il quale però dimostrò una rapidità fuori dall'ordinario cambiando rotazione dell'arma e recidendo la testa del bieco adoratore dei fulmini dal corpo, la bocca ancora spalancata che finì con il resto del cranio nel fango sottostante. Il corpo si afflosciò, come una marionetta senza fili. Celeste ritornò nelle retrovie appena in tempo, prima che i wraith si abbattessero su di lei, scontrandosi con la marea umana dei suoi compagni formata da Zhuge, Trull, Golban e Thorlum, cui non mancavano le libbre (a parte forse il wu-jen) per reggere l'impatto di tutti quegli spiriti assetati di essenza vitale. La catena di Trull mancò il proprio obiettivo, ma il martello di Thorlum minacciò di dissolvere per sempre uno dei Wraith, così come gli artigli dell'uomo del Katai furono rapidi nello scavare un profondo solco nel ventre di uno spirito vestito con una tunica e completamente calvo. Messo in difficoltà dalla propria minore mobilità, Golban fece ricorso alle benedizioni di Chandra (che avevano ritoccato anche il suo volto) per resistere alla influenza negativa dei non-morti. Fu allora che giunsero i rinforzi: Clint, Chandra, Sharifa, Winn'Ier e Oceiros giunsero alle spalle dei difensori della prima linea, coadiuvati da un gruppo di felinidi armati di bastoni magici che scagliarono dardi incantati contro un nuovo gruppetto di spiriti, neutralizzando la nascente minaccia. Alcuni orchi rinforzarono il fianco sinistro su ordine di Trull, arginando un altro gruppo emerso dalle pareti di una rimessa. Gli eroi di Firedrakes si poterono quindi riunire quasi al completo. Il successo contro la prima ondata sembrava a portata di mano. x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM Quello scontro che vedeva contrapposti i non morti a lucertoloidi, gnoll, orchi e felinidi avrebbe potuto prendere il nome di Battaglia dei Cinque Eserciti, ma sarebbe stato impreciso dal momento in cui gli eroi giunti da nord dimostrarono ben presto di essere essi stessi l'equivalente di un'armata, cui si sommava l'azione dei Dragoni di Acquastrino, i quali pur in quella pioggia battente non mancarono di dimostrare il loro valore arginando con la cavalleria le creature dell'oltretomba che cercavano di avere ragione dei vivi. I wraith erano in numero inferiore, ma ogniqualvolta essi riuscivano ad abbattere uno degli alleati, il suo spirito prendeva non-vita reingrossando le fila nemiche. Non ci fu quindi da stupirsi se uno dei punti caldi dello scontro si rivelò essere la piazza principale dell'enclave, dove Musaaid e Oskrim richiamarono gran parte delle loro forze per sfruttare la radiosità sacra evocata da Oceiros e il cospicuo assembramento di eroi assiepati al suo fianco. Chandra, non volendo essere da meno, aveva messo in campo tutti i ritocchi fisici che la magia potesse permettere, esagerando il suo aspetto e la sua giunonicità come effetto collaterale delle tossine incantate che resero i suoi incantesimi ancora più letali... e parvero distrarre non poco gli osservatori maschi presenti nelle sue vicinanze, tanto che l'ondata di piume argento che venne scagliata passò quasi inosservata. Non ai wraith, i quali vennero quasi del tutto decimati, prima che Oceiros rendesse i due rimasti corporei. Lo sguardo di sbigottimento degli spiriti fu di breve durata, soffocato dalla palla di fuoco che Sharifa fece detonare loro addosso facendoli infine riposare in pace. Winn'Ier, Clint e Fizban poterono consolarsi con la vista offerta dalla Silverhand, il cui bustino sembrava ormai sul punto della rottura sotto una pressione irreperibile anche nei fondali marini. Nelle prime linee, l'arrivo del Demone dei Fulmini in persona così presto non parve spaventare i più coraggiosi tra gli avventurieri, che sfidarono a gran voce il nemico. Celeste fu la più veloce a lanciarsi, trafiggendo il wraith più antico e strappandone parte del busto prima di spingersi con foga dentro quella marea spettrale, cercando di avvicinarsi il più possibile al vicario di Talos. Se il leader di quegli spiriti malvagi urlò il suo sdegno, tale grido morì in gola molto presto quando un Tom Po fuori di sé gli recise la testa dal corpo, precedendo Bjorn che piombò in picchiata contro un altro spirito che venne dissolto in un'esplosione di ectoplasma grigio. Thorlum soffrì il pantano creatosi a terra, deviando con il suo martello le mani grifagne dei nemici, pronto a dire la sua a tutti i costi, mentre Zhuge ricevette un Subito! telepatico di Nicolette che accompagnò la trasformazione in strega del wu-jen con l'innalzamento di una barriera protettiva. Gli spirito non sembravano una sfida impegnativa presi singolarmente, ma la Borealis fu la prima a risentire del gran numero di essi, i quali la circondarono cercando di affondare le loro mani su di lei e fin dentro di lei, pronti a privarla di ogni scintilla di vita. Il sacerdote osservò con sufficienza la determinazione dei viaggiatori del nord e le loro parole rivolte a lui Misero ometto? domandò inarcando un sopracciglio. L'uomo sollevo l'indice delle mano sinistra, su sui spiccava un anello di ferro battuto con tre fulmini incisi, dalla cui falange partì un fulmine nero che investì Celeste in pieno petto. Parve all'elocatrice che il suo stesso corpo minacciasse di frantumarsi, riducendosi in piccole particelle non più grandi di un granello di polvere, una agonia resa prolungata dal dolore di quella scarica di magia primordiale che le carbonizzò vestiti e stivali, scuotendo il suo sistema nervoso e bruciando in vari punti il suo corpo, dalle cui ustioni si sollevarono volate di fumo Mmm... resistente. Suppongo dovrò prendervi sul serio... l'anziano fece scricchiolare il collo, sfregandosi i polpastrelli. x tutti
-
Topic di servizio 6, il ritorno del disagio
Con il volo credo serva una picchiata
-
Topic di servizio 6, il ritorno del disagio
Devono postare i dati tecnici solo coloro che agiscono prima dei nemici. Qurlli che vengono dopo possono solo interpretare, almeno fin quando non tocca a loro La carica è impedita a prescindere dalle condizioni del terreno, che la rendono impossibile. Solo Celeste non risente di malus in virtù del suo sdegno per il terreno che calpestano solo i plebei
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM Le ore prima della battaglia scivolarono tra riunioni e preparativi, con Musaaid che convenne con la strategia di Chandra Essa ci aiuterebbe ad arginare il problema del buio, nostro grande nemico Oskrim annuì in silenzio, memore del suo scontro Sir Forgiacciaio ha esperienza in battaglia convenì l'orco fedele di Pelor Dovrebbe essere lui a guidarci propose. Nel giro di una breve discussione, Trull ricevette alcune domande da parte di Meyer e Oskrim, volte a saggiare la sua conoscenza sulle tattiche di battaglia. L'esame andò alla grande, tanto che Oskrim stesso ammise che Ho imparato qualcosa di nuovo e che Firedrakes gode di un ottimo comandante commentò Meyer Con il suo stato diservizio dovrebbe essere ufficiale a questo punto della sua carriera. Qualora il suo sovrano non glielo accordi, potrebbe chiedere congedo con richiesta formale ed arruolarsi nell'esercito di Acquastrino. Il nostro Lord saprebbe valorizzare i suoi talenti. Non stupì quindi se, nel tempo a seguire quella nomina, Trull fu visto dare istruzioni per la preparazione alla notte, coadiuvato da Chandra che ebbe la sensazione che il finto Azariaxis da lei creato la guardasse con odio ad ogni singolo minuto della sua non-esistenza e da un Oceiros che passò un'intera giornata a benedire la piazza principale dell'enclave, ricevendo una vera e propria standing ovation quando il lavoro fu concluso, portato in trionfo dai lucertoloidi Per l'eroe del nord! urlarono sollevando da terra l'ex capo-gilda. Parve ad Oceiros di udire una lucertoloide gridare al cielo Osservate bene, dèi! Questo è un vostro campione del bene! Che i suoi incantesimi abbiano sempre ad essere i migliori! Nonostante i pregiudizi degli abitanti del nord, non furono gli orchi di Oskrim o gli gnoll di Reksis a dimostrarsi le forze più difficili da gestire, bensì i felinidi. Laddove gli orchi preparavano supporti per le torce e gli gnoll le fiaccole che vi sarebbero state poste, i felinidi giacevano all'ombra facendo pennichelle. Se gruppi di lucertoloidi correvano avanti e indietro per portare armi benedette o magiche alle varie postazioni, gli uomini-gatto occupavano i primi posti nelle file che si formavano alla mensa, l'unica attività fisica che consisteva nel movimento di mascelle quando mangiavano il cibo che richiedevano esclusivamente in umido o in croccantini da mescolare a latte o acqua. Soddisfatto l'appetito, le creature tornavano a pisolare pigramente, occupando anche giacigli altrui senza il minimo scrupolo nel chiedere il permesso. x Tom Po Quando giunse la sera dell'annunciato scontro, il silenzio scese nell'enclave dei lucertoloidi. Gli edifici in rovina, alcuni inclinati nel momento in cui le fondamenta avevano ceduto all'incedere del tempo, sembravano testimoniare quella che sarebbe sembrata una città fantasma. Ma sui tetti sicuri, nella piazza illuminata dalla magia e sul fronte a sud, quelle che potevano parere statue di carne erano vigili guerrieri di ogni etnia, pronti a difendere ogni centimetro di quella città un tempo florida e l'intera Savana. Umani, nani, kalashtar, sangue di drago, mezzelfi, tiefling, lucertoloidi, gnoll, orchi e felinidi avevano dei loro rappresentanti in quel lontano angolo del Continente Occidentale, la regione più dimenticata ma dal cui destino sarebbe potuta dipendere la sopravvivenza della Lega di Ilitar a nord. I cavalli degli esploratori condussero gli gnoll selezionati a controllare la marcia del nemico, mentre i destrieri dei Dragoni di Acquastrino scalpitarono nervosi, ignari di quando sarebbe giunta l'azione. La notte calò e la luna che emerse quella sera rappresentò il picco del periodo della Luna Insanguinata, un nome calzante per il satellite il cui colore era quella notte di un pulsante color rosso, tale da tingere con la sua luce riflessa la pelle e il pelo dei presenti di una tonalità rosso scuro, quasi come se essi fossero stati tutti tiefling come Seline o creature dell'Abisso. Quando Thorlum parlò agli uomini, egli pareva un vero diavolo in terra, sputando veleno sui nemici e incitando gli uomini. Le sue parole non parvero raccogliere molto seguito, specialmente a causa di una voce maschile in lontananza che, dalla folla, interruppe spesso il discorso carico di passione del nano con un Fai schifo! e un Codardo! il gran numero di truppe impedì al Senzacasta di scoprire chi era colui che lo aveva insultato. Ma ben presto il tempo cambiò, le nubi cominciarono ad addensarsi lasciando solo pochi spiragli per la inquietante luna rossa che sembrava volerli spiare con il suo occhio cremisi. Alcune gocce dapprima, poi un fortunale si abbattè sui difensori, una pioggia che spense molte torce e ridusse l'illuminazione prima che la natura stessa non offrisse una tempesta di fulmini, i cui dardi nel cielo illuminarono a intermittenza lo scenario di attesa spasmodica che si presentava loro, i felinidi che iniziarono a lagnarsi a gran voce per l'inatteso e poco piacevole bagno. Gli esploratori non tornarono, le torce al sicuro sotto le tettoie non si spensero, ma infine il nemico giunse. Non avvenne dall'orizzonte, né dal cielo, ma da sottoterra. I malvagi spiriti emersero dalla terra senza smuovere un granello di polvere, figure incorporee di un color grigio spento che un tempo erano orchi, gnoll e umani nomadi, i volti distorti dall'orrore e le labbra capaci solo di emettere grida orrende, tali da far tremare le ginocchia degli sfortunati che le udivano in mezzo al continuo tuonare e cadere dei fulmini. Grida che aumentarono di intensità, trasformando in strilla di dolore quando un plotone di essi emerse nella piazza, investita dalla magia sacra evocata da Oceiros in giornata, che agiva su di loro come una viva fiamma sulla carne vivente, minacciando di bruciarli vivi, sostenuti nella lotta da un esemplare dal volto emaciato, recante un tabarro dall'aspetto antico e portante una tiara in testa. Nelle prime linee un'ondata di nemici si riversò sui difensori, che furono chiamati ad imbracciare le armi contro un vero e proprio esercito sostenuto da diversi spiriti antichi e vendicativi, nello stesso momento in cui il finto Azariaxis planò in aria, fiutando una presenza nemica in cielo, oltrepassando la posizione su un tetto di Seline, che assieme a un gruppetto di arcieri lucertoloide, constatò come in quell'area non fossero immediatamente giunti nemici. Il tiro non era ancora sicuro, per la possibilità di colpire alleati, fatto dimostrato anche da un urlo Vengono fuori dalle pareti! Vengono fuori dalle f*****e pareti! che lanciò un orco armato di ascia. Le razze della Savana, comunque, reagirono con veemenza, cercando di abbattere le creature con le armi donategli dai felinidi o benedette dai sacerdoti, scavando solchi o affondando nel vuoto nei corpi di coloro che un tempo erano viventi, in quella che divenne presto una mischia furiosa, una lotta per la sopravvivenza dove una pioggia resa rossa da quella macabra luna sembrava quasi minacciare di far annegare tutti nel sangue che cadeva dal cielo. In quell'iniziale impatto, il cuore dello scontro si rivelò la prima linea, dove la ondata più gravosa che aprì le danze vide gli eroi pararsi di fronte un nugulo di wraith accompagnati da un esemplare antico dei loro, prima che una figura piombasse dal cielo come un fulmine, il corpo che mandava riflessi dall'alto della sua sfavillante sua armatura completa. Il figuro era un vecchio con un cappuccio grigio in testa, barba bianca e uno sguardo che passò in rassegna gli avventurieri Così egli è rimasto indietro... Che delusione... Ma vedo che c'è il gatto disse notando Tom Po, il quale ebbe conferma nel riconobbere in egli colui che aveva rischiato di uccidere anche egli oltre al suo amico, anni prima Non me lo aspettavo, ma va bene lo stesso... borbottò Bene, Ammazzadraghi, vediamo se tu e i tuoi amici siete abbastanza forti da resistere a me, vicario di Talos in terra! disse soppesando un giavellotto che lanciava scariche elettrostatiche, il dito puntato contro il gruppo di eroi che aveva deciso di affrontare il grosso dell'esercito nemico. Egli non diede altra presentazione di sé, la fama già tale da averlo reso famoso come il Demone dei Fulmini. Demone dei Fulmini x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM x Chandra Reksis l'Incisore era uno giovane gnoll armato di spada lunga e un'armatura raffazzonata con piastre di metallo legate attorno alla pelliccia, riconoscibile per la tracolla che era solito portare, al cui interno erano riposte numerose tavole di argilla. Oskrim Mazza Insanguinata era un orco tutto d'un pezzo, che pareva ancora più immenso nella sua armatura e nel pesante randello che portava a tracolla, il viso solcato da una profonda cicatrice. Questi due particolari soggetti però si dimostrarono molto cordiali all'arrivo di Chandra e del resto degli avventurieri Che Pelor ci protegga nella sua saggezza commentò Oskrim, facendo un cenno scaramantico con la mano La mia gente ha avuto paura, non farò finta che non sia stato così. Ma ora sono determinati a fare in modo che ciò che è accaduto ai loro compagni non accada di nuovo. Ci sarà coraggio sul campo di battaglia in lontananza Dro'Arji sbadigliò Diciamo in buona parte di esso corresse Oskrim. Reksis accolse con un abbraccio Zhuge Per quanto in guerra, direi bene. Gli gnoll sono pronti a dimostrare che le atrocità di Garrik appartengono al passato e che il culto di Yeenoghu non è l'unica via per il nostro popolo! Il suggerimento di Chandra fu preso in seria considerazione dai capi tribù e dai sacerdoti del tempio di Bahamut, che come Golban ebbe a scoprire era l'unico tempio dell'enclave. Maazin e la sua adepta Mudrika non solo accolsero Sharifa a ben volere, come una cugina da lungo tempo distante, ma offrirono ospitalità a chiunque avesse avuto necessità di un posto dove dormire per la prima notte, mettendosi all'opera per fare in modo che l'incantesimo suggerito fosse distribuito a più guerrieri possibile. Musaaid diede voce alle domande di Oceiros circa le disponibilità alimentari La sua è una saggia domanda. Sì, abbiamo provviste a sufficienza per la battaglia che si prospetta. Avevo dato ordine di mettere da parte abbondanti scorte nel momento in cui la piena aveva fornito i migliori raccolti e, per quanto speravamo di usare tali riserve per un'eventuale cattiva annata, sarò ben lieto di condividere il cibo con i popoli che sono accorsi per difendere la Savana spiegò. La cosa trovò conferma nella mensa da campo, che dalla partenza degli eroi era stata potenziata per offrire a chiunque ne richiedesse un pasto semplice e a facile digeribilità, indispensabile in quel caldo ambiente, a base di legumi, verdure e carne. Il sole cocente del pomeriggio non sembrava ancora intenzionato a iniziare la sua discesa oltre l'orizzonte, quando gli esploratori a cavallo della tribù di Reksis tornarono annunciando l'arrivo di un esercito proveniente da nord. Non ci volle molto prima che Musaaid, Oskrim e Reksis in persona giungessero all'estremità nord dell'enclave, per ammirare l'arrivo dei rinforzi di Acquastrino. I cavalieri erano circa duecentocinquanta, uomini d'arme con armature in acciaio brunito recanti lo stemma della famiglia Draconis e mantelli di color verde e azzurro. Gli uomini impugnavano principalmente spade lunghe e portavano scudi con impresso un drago rosso, ma dietro la loro colonna seguivano diversi buoi carichi fino allo sfinimento di armi di riserva, strumenti da artigiani, provviste e otri d'acqua. Il capitano era un uomo di mezz'età dai capelli corti completamente bianchi e dalla mascella squadrata solcata da una leggera barba, il quale vagò con lo sguardo tra la folla prima di scendere da cavallo e inginocchiarsi di fronte a Clint Mio signore, il mio nome è Prosper Meyer, comandante del secondo reggimento dragoni di Acquastrino si presentò Siamo giunti per fornire assistenza e supporto nella battaglia che ci è stato detto si svolgerà, come da istruzioni dello zio vostro Lord e di vostra moglie. Siamo al vostro comando. x Sharifa x Celeste e Bjorn La sera portò l'occasione di parlare di tattiche militari con i capitribù, seduti attorno a un fuoco. Le varie popolazioni erano concordi nel tenere una posizione difensiva, sfruttando le alte rovine dei lucertoloidi per impegnare i nemici e rendere gli eventuali assalti del Flagello Blu più difficili, cercando di conservare i numeri che erano arrivati al miglaio tra uomini, felinidi, lucertoloidi e orchi. Ciò di cui le varie armate sembravano però avere penuria erano comandanti capaci di coordinare le squadre più piccole nel corso dello scontro con le forze nemiche. Oskrim pareva il più incline ad assumere il ruolo di generale, ma domandò agli avventurieri se tra di loro vi fossero comandanti con maggiore esperienza militare, ai quali avrebbe ceduto la posizione più importante. x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM x Clint x Celeste e Sharifa x Oceiros La sera scese su Acquastrino, funestata da un putiferio pubblico quando Azariaxis il Terrore Cremisi fece il suo ritorno appollaiandosi sulla cima di una delle ali del castello. Ma prima che spade lunghe, falchion e dardi incantati venissero scagliati sul nemico redivivo, Chandra fece il suo ritorno spiegando come esso fosse un alleato creato dalla magia, completamente innocuo. Le dichiarazioni pubbliche della Silverhand placarono il timore dei popolani, scatenando molta delusione tra i sacerdoti di Tiamat che sbuffarono. L'ora di cena diede la possibilità per tutti gli avventurieri di desinare al palazzo dei Draconis dove un vino rosso accompagnava la carne di coccodrillo e la cacciagione... o perlomeno quella poca rimasta visto che già buona parte era sparita dalle taverne ad opera di un Thorlum che fece sollevare molti sopraccigli Credevo che i Coscritti non potessero avere soldi... commentò un avventore prima di beccarsi un'occhiataccia dal Senzacasta, che ebbe modo di empire lo stomaco di carne di pregevole qualità e birra gustosa, servita da un oste altrettanto stranito per le risorse di cui disponeva l'ex Tagliarocce Sono autentiche disse dopo aver saggiato l'autenticità delle monete Spero che tu non le abbia rubate, Coscritto, o saranno guai l'oste arretrò sotto l'ennesima occhiataccia di Thorlum. Lord Draconis si dimostrò un anfitrione affabile, raccontando aneddoti spiritosi della sua gioventù, che a giudicare dagli occhi alzati al cielo della figlia maggiore dovevano essere già stati raccontati innumerevoli volte. Calixtria non parlò molto, riservando attenzioni solo a Clint affinchè mangiasse e si tenesse in forze Hai un'ottima costituzione, marito mio disse osservando il fisico robusto e piazzato di Clint Ma direi che puoi mangiare un'altra quaglia suggerì. L'acidità (sia figurativa che letterale) della maggiore non mancò però di toccare Vixenia, il suo bersaglio preferito E quello che cosa sarebbe? chiese notando il monile in bronzo che le era stato donato da Sharifa Il tuo guardaroba è talmente scarno che sei costretta a rovistare nell'immondizia per trovare qualcosa da indossare? Vixenia inspirò guardando male la sorella, la quale fu dapprima interdetta per quella muta reazione, prima di rivolgerle lei stessa uno sguardo carico di disprezzo che fece infine capitolare la minore, che abbassò lo sguardo. Da quel momento in poi, nel corso della cena, Calixtria gettò di tanto in tanto occhiate a Celeste e Sharifa. Il resto della serata passò tranquillo, con il Lord che richiese aggiornamenti continui sullo stato delle uova, informazioni che gli giunsero tramite staffette regolari dal tempio. Le uova però non parevano sul punto di schiudersi nell'immediato, cosa che concesse agli avventurieri l'occasione di riposare in tranquillità per quella notte nella Lega di Ilitar. x Seline x Celeste La mattina successiva, in una luminosa e calda mattinata, si consumarono gli addii in vista della ripartenza degli eroi, mentre gli addetti delle pulizie pubbliche cercavano di rimuovere alcuni graffiti con su scritto “Chandra merda” posti nei pressi di dove erano stati visti per l'ultima volta i sacerdoti di Tiamat: Constantin rinnovò le sue preghiere rivolte alla salute degli avventurieri, oltre ai rituali baciamano che distribuì alle fanciulle del gruppo con la civetteria che lo contraddistingueva. Vixenia scambiò calorosi saluti con Sharifa e Celeste, rinnovando il suo desiderio di potersi rivedere di nuovo Se avremo l'occasione spero potremo andare tutte insieme ad Arcoria, il miglior mercato possibile per il vestiario disse. La secondogenita quindi ebbe la sua buona dose di colorazione rosso peperone quando ella rivolse i propri saluti a Golban Che la vostra mano possa colpire e salvare la Savana disse balbettando e a Chandra La prego di portare i miei saluti a sua moglie e a suo fratello disse aggiustandosi una ciocca di capelli, la testa bassa. Calixtria si limitò a un silenzioso scambio di sguardi con Clint, l'espressione enigmatica. Una triste novità accompagnò la partenza del gruppo: Dravicov non li avrebbe seguiti. L'elfo di Frondargentea era stato richiamato dalle autorità nobiliari del suo regno, per il patteggiamento circa la scarcerazione di un gruppo di suoi commilitoni. Suo malgrado, l'elfo fu costretto a congedarsi dal gruppo cui si era unito da poco. Presa coscienza del fatto di essere solo in tredici ora, Zhuge portò Celeste e Bjorn all'enclave dei lucertoloidi. I due furono quindi in grado di fare da cocchio dimensionale per il resto degli avventurieri x Bjorn La prima sensazione che gli alloctoni percepirono fu il caldo, un afa secca alimentata dal sole cocente e che non era stemperata dal vento che spirava tra gli edifici, più simile al tiepido sbadigliare di un gigante che non a una corrente rinfrescante, capace solo di spostare l'abbondante polvere presente in quel luogo. L'Impero dei rakayiq aveva di certo visto tempi migliori: le immense costruzioni in pietra a più piani erano in rovina, le lunghe scalinate dei templi avevano diversi gradini mancanti, le colonne in basalto che sorreggevano erano usurate dal tempo, le statue delle fontane erano rotte e l'acqua poco limpida. Ma ciò che sembrava ormai solo il sogno di un archeologo aveva ancora un'anima, un'anima palpitante nelle poche centinaia di indigeni che abitavano ancora quel luogo troppo grande per loro in un'ambiente così ostile. I lucertoloidi erano fisicamente simili a Sharifa, alti dal metro e ottanta ai due metri (specialmente i maschi), dalla muscolatura nodosa e con scaglie che variavano dal verde al grigrio passando per il marrone. Le forze dell'ordine non erano armati di clave o mazze come cavernicoli, ma con lance dalla punta in ferro, scudi levigati e armature in pelle di animali rinforzate con fermi in ferro e schinieri in cuoio. Fortunatamente per il gruppo la rapida spiegazione di Chandra evitò un altro incidente diplomatico nel momento in cui il finto Azariaxis planò sopra i tetti degli antichi edifici in rovina. Già in molti stavano additando con orrore la creatura, temendo che esso fosse il più celebre genitore. Ma i nuovi giunti furono rapidi nel stemperare il terrore. Non che i viaggiatori giunti da Acquastrino fossero una novità: gnoll, orchi e felinidi avevano preso alloggio all'interno della città, riempiendo alcuni edifici in disuso sotto la supervisione degli indigeni lucertoloidi, comandati da un esemplare di maschio molto simile a Sharifa. L'impressione non fu solo a pelle, quando egli si presentò lo fece a nome di Musaaid Al Rasul, shayq di quella enclave e fratello della loro stregona più pura del gruppo Sorella disse abbracciando formalmente Sharifa, per poi salutare i suoi compagni Ben giunti e ben ritrovati a voi disse Spero che i miei messaggi siano giunti. I felinidi sono giunti stanotte, non so come abbiano fatto a muoversi così in fretta... anzi invero sono stupito già dal fatto di vederne così tanti disse occhieggiando i membri del popolo di Tom Po, che giacevano sovente all'ombra, sbadigliando e acciambellandosi in cerca di fresco, ignorando le fatiche dei più anziani intenti a portare gerle di acqua agli assetati. Un esemplare sphynx completamente privo di pelo, all'ombra di un palmeto, sollevò una zampa per poi sbadigliare. Egli era il sindaco Dro'Arji, intento a fare... niente. Oskrim e Reksis stanno istruendo le truppe spiegò Musaaid, indicando a distanza un giovane gnoll con una borsa a tracolla e un orco vestito in armatura pesante intenti a farsi udire dalle rispettive razze I felinidi hanno portato tantissime armi incantate, una manna dal cielo che ci ha permesso di equipaggiare tutti i guerrieri che avete trovato. Anche se non sembrano molto attivi, già senza questo loro contributo avremmo avuto gravi difficoltà contro l'esercito nemico riferì Gli scout di Reksis hanno tenuto conto della distanza del nemico, che dovrebbe giungere domani notte. Non credo possiamo fare davvero di più, anche perchè ho già sentito il comandante dei rinforzi di Acquastrino e dovrebbero arrivare questa sera, al massimo domattina. Comunque prima della battaglia. L'Impero dei rakayiq, seppur rimaneggiato, aveva comunque alcuni esercizi attivi: un vasaio che si occupava anche di intrecciare cesti di vimini, due sarti che nella loro bottega si occupavano di confezionare abiti per i savi e i sacerdoti oltre che alle guardie, una femmina che si occupava di forgiatura di armi, armature e strumenti di tutti i giorni, diversi mercanti di stoffe e venditori di cibo e pelli. Posto sulla sommità di un vecchio tempio, al termine di una lunga scalinata di trenta gradini, si trovava un altare dedicato alle celebrazioni per la divinità adorata, Bahamut il Drago di Platino. x chi è interessato ad andare al tempio x chi è interessato a dare un'occhiata al mercato Musaaaid rivolse le sue ultime considerazioni agli avventurieri prima di congedarli alle loro necessità Abbiamo un giorno e mezzo davanti a noi, spero possa servire per salvare la Savana. Pare che il Flagello Blu comanderà personalmente i wraith spiegò lo shayq Siamo in quella fase di calma prima della tempesta. Una tempesta che ci vedrà combattere alla luce di una luna color sangue x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM x Clint Le parole di Bjorn e Celeste prima, unite a quelle di Golban poi, fecero scendere il gelo. Se il paladino di St.Cuthbert si era fatto avanti, Calixtria non fu da meno, gli occhi che lanciavano lampi, la bocca semiaperta da cui cominciava a salire una esalazione di un color verde pallido. Ella guardò gli psionici e il paladino con astio, rivolgendo a Winn'Ier la stessa occhiata che avrebbe lanciato trovando una defecata sopra il suo letto. Ma Clint intervenne, difendendo lei e le intenzioni della sua casata I primi che hanno usato la parola “schiavi” siete stati voi aggiunse orgogliosamente l'erede al trono, facendo un eco un pò strano al marito Proprio in ragione del fatto che noi abbiamo sangue di drago possiamo capire meglio che cosa sia meglio per i cuccioli disse affiancandosi al marito Rispetto a voi Lord Draconis si schiarì la voce, mettendosi al centro di quella diatriba nella quale era emersa la volontà di non fare dei draghi di ottone un dono Non vi sono e non vi saranno mai draghi schiavi sotto il mio regno esordì il sangue di drago di rame, in tono conciliante verso entrambe le parti Penso che le parole possano venire fraintese, quindi lascio che sia il buon ricordo del nostro primo incontro a rammentarci che tra Acquastrino e Firedrakes vi è amicizia il sovrano si lisciò i baffi E questo da prima che lady Chandra e la stirpe della nobile Anzalisilvar si intrecciassero con quella dei Von Gebsatell, araldi dei draghi metallici in questa guerra. La proposta vostra è ben accetta, milady disse alla contessa consorte La invito a portare qui tutti i guaritori che possano servire per salvare ogni singola vita che ora cova in quella pira. Quando il loro nonno si sarà ripreso, dovrà trovare ad attenderlo una nidiata di nipoti scalmanati concluse con un sorriso Ma non ci negheremo a priori la possibilità di stabilire un legame con un nascituro disse Calixtria lanciando una stoccata verbale Un pigolìo giunse da Vixenia Draconis quando l'attenzione dei presenti fu rivolta a lei, anche per mezzo degli avventurieri che ne chiesero a gran voce un opinione Io... volevo giusto... la parte umana della sangue di drago nero aveva assunto un colore simile a quello di un pomodoro, specialmente quando Golban aveva portato le sue scuse in vece della sorella gemella Ecco... dargli la possibilità di crescere... Vixenia si fece piccola piccola sotto lo sguardo di Calixtria, che passava attentamente da lei al paladino Nel loro ambiente originario... la più giovane dei Draconis abbassò il capo, zittendosi. Constantin annuì lentamente Sì, beh... grazie per il tuo contributo, Vixenia cara. Ora credo che i nostri ospiti vorranno riposarsi e godere di un attimo di riposo nella mia umile città. Quella breve riunione ebbe termine, con i sacerdoti che tornarono a controllare a vista le uova in attesa della nascita di quei cuccioli già al centro dell'attenzione di tutti. x Chandra x Oceiros x Clint x Celeste e Sharifa x Bjorn, Clint e Chandra x tutti
-
Strategie di combattimento 2
Dravicov conta ai fini del loot. Il giocatore non ha dichiarato di donare nulla, quindi il suo pg richiede una parte equa
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM x Bjorn e Celeste Il fuoco prodotto dal fiato di Clint Draconis, e il calore sprigionato da Zhuge furono sufficienti a riportare la temperatura delle uova al minimo accettabile per i futuri nascituri d'ottone, mentre gli psionici si apprestavano a preparare il viaggio in direzione della chiesa di Bahamut ad Acquastrino. Unica preoccupazione che venne dagli esperti fu il trattamento che Winn'Ier riservò alle uova che egli diede alla stregona, maneggiate con assai poca cura. x Seline Il primo tentativo di Bjorn andò a vuoto, nel momento in cui il kalashtar constatò che il tempio doveva essere protetto da qualche potere che impediva l'arrivo direttamente all'interno. Il limite fu però facilmente arginato, nel momento in cui il kalashtar apparve all'esterno dell'ingresso. Diversi furono i viaggi che lui e l'elocatrice di Primarosa compirono per permettere l'approdo di tutto il gruppo, con entrambi gli psionici a riscontrare i limiti dei loro poteri. In più di una occasione, infatti, i due furono costretti a viaggi extra per rimediare ad errori di valutazioni, come quando Bjorn trasportò Tom Po, Golban e Trull nella sala principale del bordello noto come l'Angolo di Shendilavri, scatenando un putiferio tra le prostitute che ivi lavoravano. All'elocatrice non andò meglio, specialmente quando il suo teletrasporto condusse lei, Seline, Dravicov e Winn'Ier direttamente nella vasca da bagno della marchesa Hertha Benckerdoff di Picco del Merlo, durante il suo bagno mattutino. La grassa regnante, che nella vasca ricordava un piccolo capodoglio, venne colta mentre era intenta a farsi delle spugnature legando uno straccio attorno a un bastone Intrusi! urlò indignata prima che gli inaspettati ospiti sparissero. Il secondo tentativo si rivelò meno fruttuoso, portando gli avventurieri nel salone in cui avevano combattuto le Lame di Mezzanotte nel corso del ballo in maschera a Garnia. Il terzo tentativo condusse lo sgangherato quartetto a raggiungere il resto del gruppo. L'arrivo di sei uova di drago di ottone, in urgente bisogno di accudimento, scatenò un vespaio all'interno del tempio di Bahamut: adepti si facevano il segno della croce di fronte a quella benedizione e responsabilità, altri correvano avanti e indietro come polli senza testa, i più diretti cominciarono a spaccare panche per procurarsi rapida legna da ardere. A calmare le acque fu l'anziano sacerdote dalla tunica bianca con tabarro color argento come i suoi capelli, lo stesso prelato che si era occupato, poco più di una settimana prima, del matrimonio di Clint Mio signore Draconis disse inchinandosi di fronte all'adepto dei draghi E' un onore per noi riceverla, faremo tutto ciò che è in nostro potere e anche di più promise, per poi dare istruzioni Contattate tutti gli artigiani nella zona per procurarvi quanta più legna potete, che le braci ardano lentamente! ordinò Cercate tutti i tomi possibili sui draghi di ottone e sui cibi più indicati per un nascituro. E informate immediatamente lord Constantin! Nel corso dell'ora seguente una pira venne allestita nel cortile esterno del tempio, cinto da un semplice muretto, alla quale venne dato fuoco una volta posate le uova a cui era stato dato un continuo flusso di fiamme. Diversi curiosi iniziarono ad osservare la scena, pur rimanendo entro i confini del tempio che le guardie si premunivano di far notare. Fu allora che finalmente Clint potè riprendere fiato dopo aver emesso più fiamme di quante non ne avesse mai esalate in tutta la sua vita. Lord Constantin Draconis non si fece attendere, una volta saputa dell'importante novità e della presenza di suo nipote Clint, stai bene? domandò lo zio, andandosi a sincerare delle condizioni del nipote. Fu molto sollevato di vederlo in salute e solo allora si occupò dei suoi illustri compagni Lady Chandra, la sua radiosità illuminerebbe anche la notte più buia disse facendo un baciamano alla contessa consorte di Firedrakes Lady Sharifa, il suo splendore la rendono il gioiello più bello della Savana disse facendo lo stesso con la rakayq e salutando per nome tutti gli altri avventurieri, stringendo loro la mano o facendo una gentile riverenza nei confronti delle dame. Dietro di lui si trovavano le sue figlie Calixtria e Vixenia. Calixtria rivolse un cenno del capo agli ospiti Lieta di rivedervi disse distrattamente per poi avvicinarsi al marito congiungere le sue mani a quelle dell'adepto Marito mio, le parole non possono esprimere la gioia nel rivedervi disse. Vixenia arrivò già rossa in viso, chinando il capo in segno di saluto nei confronti dei compagni di viaggio del cugino E' un piacere vedere che state tutti bene disse a testa china. Solo con Celeste la discepola dei draghi neri si lasciò un po' andare, lanciando un sorriso luminoso alla Borealis, arrivando a dimenticare per un attimo il bon ton salutandola con la mano, come una bambina. Che cosa fai, stupida? la rimbeccò Calixtria, lo sguardo severo Perchè devi sempre mettere in imbarazzo la nostra famiglia? Vixenia, per tutta risposta, si zittì. Ma l'attenzione dei Draconis venne presto monopolizzata alla vista della pira sulla quale stavano covando le sei uova recuperate dalla Savana Dunque sono queste? Nipote mio, sei incredibile! disse Constantin, dando una pacca sulla schiena dell'adepto La nascita di un drago è un evento rarissimo disse istruendo il gruppo E a buon motivo, vista la potenza dei genitori e le storie di furfanti pronti a vendere i cuccioli per scopi nefandi. Ma sono molti anche i racconti su eroi che hanno cresciuto draghi con i quali condividere la propria vita e per sostenere regni interi per secoli. Calixtria, affiancandosi al padre, osservò prima la pira e poi gli avventurieri Ci avete portato un dono eccezionale disse la moglie di Clint Possiamo crescere questi cuccioli come protettori di Acquastrino, simboli del potere del regno e alleati inestimabili nel caso in futuro possa scoppiare una guerra disse Nella nostra famiglia vi è una tradizione di cavalieri di draghi. Questo è un segno divino che i tempi del passato stanno per tornare Calixtria quindi si rivolse verso alcuni sacerdoti Se solo una di queste uova non dovesse donare una vita, ne sarete responsabili! Mia signora disse uno dei sacerdoti Faremo il possibile, ma senza un guaritore di esperienza eccezionale il rischio è davvero alto, le dic-- l'uomo si zittì sotto lo sguardo di Calixtria, che avrebbe fatto accagliare il latte appena munto. Sorella interloquì Vixenia Se giungono dalla Savana-- Taci, stupida! Tu sei talmente inferiore che perfino il tuo sangue si rifiuta di rimanere nel tuo corpo! la zittì irata la gemella maggiore, per poi rivolgersi a Constantin Padre, potete comprendere la portata di questo miracolo che giunge a noi. Non stiamo parlando di viverne o altri poco-di-drago, ma di veri draghi di ottone! Constantin annuì pensieroso, per poi rivolgersi al gruppo Penso siamo tutti d'accordo sul fatto che va fatto tutto ciò che è in nostro potere per salvare questi cuccioli destinati alla grandezza come campioni del bene esordì Il futuro dei cuccioli andrà deciso con grande attenzione, poiché immagino vi saranno molti che vorranno rivendicare ognuno di questi potenziali alleati lo sguardo del Lord cadde per un attimo sulla figlia maggiore, che osservava le uova con uno sguardo che Clint aveva già visto nella loro camera da letto. Ma oltre a lei, anche Vixenia osservava di sottecchi, così come i sacerdoti del tempio di Bahamut Come Lord di Acquastrino vi giuro sull'onore mio e della mia famiglia che qualunque drago posto sotto la mia tutela verrà trattato con il rispetto e le cure che ogni membro della sua leggendaria razza merita. Mi piacerebbe comunque sapere la storia dietro questo ritrovamento! Quindi Constantin sorrise Ma io parlo e parlo, ma voi siete giunti da una terra piena di insidie. Neanche a dirlo siete miei ospiti disse Acquastrino è a vostra disposizione, per qualsiasi necessità! Non fu un'esagerazione: al castello vennero adibite le stanze per gli ospiti e i cuochi erano a disposizione per qualunque pasto che essi avrebbero voluto consumare. Dei servitori vennero messi a loro disposizione per effettuare qualunque acquisto avessero desiderato (qualora non avessero voluto raggiungere personalmente il negozio) e Constantin stesso fece dono loro di una principesca somma in monete e lingotti d'oro, con la benedizione per coloro che avevano portato ad Acquastrino le uova dei draghi di ottone. x Clint x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM x Zhuge e Sharifa x tutti tranne Zhuge e Sharifa x Bjorn e Thorlum Quando Bjorn, Celeste e Thorlum si riunirono con il gruppo, vennero raggiunti quasi in contemporanea da Zhuge e Sharifa, mentre dall'interno della collina un ringhiare irato, capace di far tremare la tana della Bestia della Savana, spinse il gruppo ad allontanarsi in fretta, prima di scoprire se la creatura destata avrebbe portato terrore in quelle terre o si sarebbe limitata a tornare al proprio sonno. Uno dei vantaggi di trovarsi nei pressi del divoratore di artefatti, di cui gli avventurieri si accorsero in fretta nel viaggio verso l'Ermo Colle, fu la totale assenza di predatori o prede: antilopi, zebre, emù, leoni, belve distorcenti... la desolata area attorno alla collina raggiunta sembrava uno spazio di vuoto assoluto in mezzo alla Savana, nel quale nessuno osava mettere piede in ragione del campione che ivi aveva la sua tana. Non vi fu dunque da stupirsi se il viaggio verso la zona indicata dal drago di ottone si svolse tranquillo, ben più di quanto lo fosse stato il peregrinare del primo gruppo che era giunto in quelle aride terre prive di un governo. x Chandra Dopo circa un'ora e mezzo in marcia sotto il sole del mattino, ma già rovente, in quell'arida pianura priva di verde, il gruppo raggiunse l'Ermo Colle, una piccola conformazione collinare sul cui fianco gli eroi trovarono il sito dove Unvarkerentilarhys aveva nascosto le uova. Il drago di ottone doveva aver sradicato qualunque albero nel raggio di un miglio per essere stato in grado di creare la pila di ceneri che testimoniavano l'incendio che doveva aver imperversato per giorni, favorito dalle temperature torride di quell'area. Ma laddove le fiamme avevano imperversato per giorni, in quella calda mattina ora rimanevano solo braci che covavano attorno a un gruppo di sei uova grandi come un fiasco di vino, di un color marroncino con venature color rosso. Esse erano molto calde al tatto, circa una quarantina di gradi di temperatura, come una ciotola appena riempita di zuppa. Dei piccoli movimenti erano udibili all'interno delle stesse, sebbene nulla fosse visibile. Non vi sembravano essere genitori nei paraggi, fatto testimoniato dall'assenza di tracce vicino alle stesse uova. x Zhuge, Sharifa, Chandra e Clint x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM x Sharifa Il muso di Unvarkerentilarhys fremette al tocco di Sharifa, le narici che si dilatarono dalla tensione Questi ceppi non mi permettono... di prendere forma umana... sussurrò con voce roca Ho cercato di romperle, ma sono troppo debole... i muscoli della schiena si tesero, gli artigli che cercarono un appoggio per fare forza. Ma fu inutile Le uova! esclamò spaventato, cercando di dibattere il collo Dovete pensare alle uova! Le ho lasciate sulla cima dell'Ermo Colle, a quindici chilometri a nord di qui, vicino a quella roccia a forma di vertebra di moffetta... specificò per essere sicuro che la meta fosse chiara e raggiungibile In una pira di fiamme che sarebbe dovuta durare dei giorni... la voce si fece rotta Ma ho perso la cognizione del tempo... la mascella dell'antico drago di ottone si strinse Non... voglio pensare se si fosse spenta... il drago cercò di dibattersi ancora una volta, le scaglie dei polsi che cominciarono a creparsi dallo sforzo che tendeva a porre nel tentativo di liberarsi. La privazione della vista è già di per sè una delle peggiori torture possibili commentò telepaticamente Nicolette, tenendo i pensieri riservati ai membri del gruppo e salutando quelli che erano stati nell'Abisso Ma questo drago ha vissuto per giorni o settimane con il terrore di poter venir divorato da un momento all'altro. Chiunque lo abbia ridotto in una tale condizione è aldilà di qualunque redenzione Quando Bjorn si presentò, parlando di alleati e nemici, il mistero fu in parte dipanato. Il drago avrebbe strabuzzato gli occhi se ne avesse avuti Azariaxis! Il figlio di Vento di Sangue, Sorvhaxiltrim! un fremito percorse il corpo del drago di ottone Egli non potrà dunque godersi una piena vittoria... ma Anzalisilvar! il tono di Unvarkerentilarhys si fece interessato Ella è vostra alleata? Allora la vostra causa deve essere giusta... Verificata l'impossibilità di mutare il corpo tramite la magia di Zhuge, ad intervenire furono i muscoli del suo arcirivale Thorlum. Con sorpresa generale, perfino Tom Po diede una mano suggerendo a Chandra di silenziare l'area, operazione che fu compiuta dalla contessa consorte offrendo un insolito spettacolo muto in cui il Senzacasta aggredì a colpi di martello i ceppi magici con la sua arma da Coscritto, fino a infrangerli. Quando i ceppi furono distrutti, il drago di ottone prese un grosso respiro, come un nuotatore che emergesse dall'acqua dopo una lunga apnea Grazie... Bahamut ha ascoltato le mie suppliche... Unvarkerentilarhys cercò di rialzarsi, incespicando ma con ancora abbastanza orgoglio da voler guardare i suoi salvatori a pari altezza. Il drago si concentrò, la fronte aggrottata, prima di prendere una forma umana, quella di un giovane uomo dai capelli color ottone Unvarkerentilarhys (forma umana) Ho un debito con voi e non lo dimenticherò... promise, inchinandosi goffamente di fronte ai suoi salvatori. Il mago della fenice di giada si prese carico di portare in salvo il drago in forma umana, facendosi accompagnare da Sharifa, che il drago prese per mano saggiando con la sua carne le scaglie della lucertoloide. I tre, quando il wu-jen terminò di recitare la propria formula, sparirono alla vista dividendosi dagli avventurieri. x Zhuge e Sharifa x tutti tranne Zhuge e Sharifa x tutti
-
Capitolo Ventuno - Alla luce di una luna color sangue
DM x Chandra, Clint e Golban x Zhuge La situazione pareva strana ad entrambi i gruppi, mentre le prime ipotesi si facevano strada tra i preoccupati viaggiatori, sempre più consci che una delle loro destinazioni si trovasse altrove. Una rimpatriata meno lieta del solito, cui Sharifa cercò di dare un proseguio affacciandosi alla grotta e chiamando coraggiosamente, nella lingua madre dei draghi, il drago d'ottone Unvarkerentilarhys, da tempo al centro dei suoi pensieri. Il russare ritmico dall'interno della caverna sembrò interrompersi per un attimo, prima di proseguire. x Clint L'ingresso all'interno della caverna che ne seguì portò i quattordici avventurieri a percorrere un declivio all'interno del buio colle, il rumore di russare che si faceva sempre più forte, unito all'olezzo di carne rancida e alla presenza di insetti quali mosche e zanzare, che cominciarono a tormentare gli avventurieri. Quando essi giunsero in quello che pareva l'apice di quell'ambiente, il cuore della collina, dove l'odore era talmente forte da penetrare per le narici, la luce che gli avventurieri crearono diede loro delle risposte. La realtà che gli si stagliò davanti si rivelò più sinistra di quanto essi si aspettassero. Due creature si stagliavano alla luce proiettata: un drago di ottone e una creatura simile a un grande rettile bipede dal carapace simile a quello di una tartaruga color terra, dalla mascella prominente abbastanza capiente da poter azzannare giganti in tutta tranquillità. Fu chiaro a tutti che esso doveva essere il tarrasque, la cui coda irta di spuntoni doveva portare ad almeno una ventina di metri la lunghezza della Bestia della Savana (taglia Colossale), accovacciata sul pianoro e fonte del tonante russare che gli eroi avevano udito fin fuori dalla caverna. Le piccole narici (grandi quanto un cocomero) inspiravano, mentre dalla mascella semiaperta venivano emessi il suono ringhiante accompagnato da un alito fetido. Poco distante dal tarrasque giaceva Unvarkerentilarhys. Il drago di ottone, al massimo del suo splendore, doveva essere stato un imponente e antico esponente della sua razza (i draghi di ottone sono tra i più piccoli cromatici) per gli standard dei suoi simili, il corpo lungo lungo dal muso fino alla punta della coda quasi dieci metri (taglia Enorme). Ma non vi fu splendore e magnificenza nella sua presenza. La cratura pareva allo stremo delle forze, disidratata e denutrita, le scaglie un tempo lucenti ora sporche e opache, le zampe imponenti della creatura in ceppi, cinte da barre in acciaio piantate sul terreno, atte a immobilizzare gli arti e il collo del drago, costretto al suolo. Quelle che un tempo dovevano essere state ali un tempo meravigliose, che partivano dall'attaccatura delle spalle fino alla coda erano state strappate, lasciando solo dei tristi moncherini. Quando la testa del drago si volse appena (il collare che la ancorava al collo non lasciava molta manovra) verso gli avventurieri, essi poterono notare come Unvarkerentilarhys fosse stato accecato, le orbite vuote solcate dai segni di grandi artigli. Le narici del drago di ottone fremettero, la lingua ruvida che uscì appena dalla mascella semiaperta Sento odore di umani... draghi... altre razze... da una delle orbite vuote cadde una lacrima Per favore... aiutatemi... supplicò la voce della creatura Farò qualunque cosa... gli artigli di una delle zampe scavarono per qualche centimetro nel terreno riprendendo solchi già segnati Se non potete, vi prego uccidetemi... ma prima ascoltatemi la lingua incespicò nella bocca arida Vento di Sangue e i suoi uomini mi hanno catturato e portato qui... le mie figlie... il petto di Unvarkerentilarhys sobbalzò, la voce rotta Sono morte... ma ho salvato le loro uova... è l'ultima speranza della mia famiglia... per favore... Il drago si interruppe, stringendo la mascella, quando il tarrasque smise di russare per smuovere la sua mole da più di cento tonnellate. Ma la Bestia della Savana non si era destata. Il gigantesco rettile si riacciambellò più comodamente, riprendendo il suo russare. Fu solo dopo qualche attimo di puro terrore che il drago di ottone riprese a respirare normalmente, il sudore che macchiava le scaglie attorno ai suoi occhi vuoti Non... non si è svegliato, vero...? Dettagli tecnici sulla situazione x tutti
-
Topic di servizio 6, il ritorno del disagio
Masterare 500 persone? Posso farlo, ma mi preoccupa se partecipa @Ghal Maraz con il suo Clint "ti ingravido mezzo gruppo" Draconis