Jump to content

Murokloj

Utenti
  • Registrato

  • Ultima visita

  1. ahahhaah IO NON C'ENTRO NIENTE!! o meglio il pg, voleva solo parlare con la gente, dato che ha vissuto tutto il tempo nel Tempio, quindi è contento di imparare cose nuove, sopratutto impararle dal vivo, non dalle pergamene... poi che sembri un pò saccente non è colpa sua ^^
  2. Ah, mi ero dimenticato.. gia che c'ero gli ho anche fatto un piccolo ritratto usando il programma del sito di HeroMachine http://www.ugo.com/channels/comics/heromachine2/heroMachine2.asp ed eccolo qui (nn so perchè ma la miniatura nn si vede, ma se la cliccate funziona): [img width=118 height=150]http://immagini.p2pforum.it/out.php/t309692_druidoelfodelsole.bmp.jpg
  3. Eccolo qui: “E muovetevi stupidi cavalli! Sentiva salire la rabbia mentre osservava il carovaniere frustare quei poveri cavalli stanchi. Stavano solo cercando di riprendere fiato, ma il carovaniere non pensa a questo, pensava solo ad andarsene. Guardandolo non si domanda nemmeno il perché di tutta questa fretta, infatti, esistono solo due motivi per cui qualcuno si avventura cosi nel profondo della sua foresta: o si è perso, o cerca di nascondersi da qualcuno, e da come tortura i dorsi di quei cavalli, s’intuisce subito quale delle due si tratta. Una cosa però lo blocca… per un attimo, si dimentica del carovaniere, dei suoi stupidi e inutili gesti e del motivo per cui era li, per un attimo e solo per quello i ricordi riempiono la testa di Kaalell. “la mia era rossa e color oro…” Neanche si accorge di pronunciare quelle parole, parole riferite alla carrozza della carovana, ma più precisamente erano parole dette per aiutarsi a ricordare. Troppi anni erano passati, ma non basterebbe un’eternità a far dimenticare cosa era successo quel lontano giorno. I suoi primi anni di vita Kaalell Amacstasia li passò nel castello della sua famiglia sotto l’ala protettrice dei suoi genitori. Vivevano ad Evermet, nell’isola degli elfi, suo padre era Elrol Amacstasia, un nobile elfo del sole, cugino di sua maestà la regina degli elfi. La sua infanzia non fu “spensierata”, era il figlio di un diretto successore alla corona e questo avrebbe fatto di lui un giorno un principe degli elfi, e fu proprio questo il modo in cui fu cresciuto. Era un elfo del sole, era un nobile, sarebbe diventato un principe, e niente in quel momento gli avrebbe fatto pensare di essere in qualche modo non superiore a qualsiasi essere vivente e nessuno gli dava da pensare il contrario. Infatti, non si sorprese più di tanto quando arrivo la notizia. “Scelti come ambasciatori di tutta l’isola di Evermet… viaggio attraverso Faerun per portare dei doni alla comunità elfica di Evereska… ordinato da sua maestà in persona…”. Erano queste le parole del padre mentre raccontava il suo incontro con la regina, ma più delle parole quello che sorprese Kaalell era il tono con cui il padre le diceva… era infuriato! Sosteneva che la regina avesse voluto quel viaggio solo e unicamente per allontanare ogni suo possibile sostituto al trono… oh, ma non sapeva di essere cosi vicino e cosi lontano dalla realtà. Volenti o nolenti la sua famiglia parti, e al loro seguito c’era una lunghissima carovana di carrozze rosse piene di doni fatti dalla regina. La loro era l’unica con ricami in oro, il che aggradava molto Kaalell Amacstasia perché era come se sancissero la sua superiorità come elfo del sole su tutte le altre razze degli elfi e su le altre razze in generale. Le altre razze… in verità Kaalell non ne aveva mai incontrata una, aveva tutto imparato sui libri ed era curioso di conoscere società diverse e inferiori a quelle degli elfi. Presto il suo desiderio sarebbe stato esaudito, ma purtroppo nel peggiore dei modi. Stava dormendo, non si accorse di niente finche il suo consigliere di famiglia, Ivolok, un mago non più troppo giovane, lo svegliò di soprassalto. “Non gridare!...” gli disse il consigliere lanciando un’invisibilità su di loro e mettendogli una mano sulla bocca, “adesso ti alzi e vieni con me se vuoi vivere!”. Poi, quando le nebbie del sonno si levarono, lo vide… il campo dove si erano fermato era stato attaccato. Umani, nani… briganti! Come osavano! La difesa fu lenta e senza possibilità di vittoria. Essi sapevano fin troppo bene dove colpire. I primi a perire furono le sentinelle, seppur fossero nascoste e all’allerta, poi una palla di fuoco fece esplodere proprio il carro dove dormivano le guardie. I carri che contenevano i tesori non furono toccati fino all’ultimo e anche lì tutte le trappole nascoste furono disattivate in pochi secondi. Ma non erano i tesori la parte più strana, era il fatto che essi sapessero proprio dove e chi colpire, i servi e le guardie furono rese inermi mentre tutta la sua famiglia fu messa da parte, sgozzata e trucidata una a una. “PAPA’!!” avrebbe voluto gridare se non fosse stato per la mano dell’anziano Ivolok che lo trascinava nella foresta che gli chiudeva la bocca…. “COME OSATE TOCCARCI, LA PAGHERETE!” fu quello che avrebbe dovuto pensare e fare se non fosse stato per la paura che lo paralizzava….. per cui l’unica cosa che fece fu piangere. Continuarono a fuggire per molte ore nella notte, ¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬¬ Kaalell non smise di piangere, il suo mondo era distrutto da quelle società inferiori che lui era cosi curioso di conoscere, anche quando si fermarono non riusciva a crederci, era disperato e non voleva andare avanti. “Ora prova a camminare un po’” insisteva il consigliere, e lui ci provò, sia perché voleva allontanarsi dai qui briganti e sia perché non voleva pensare e occupare la mente nel camminare forse avrebbe aiutato. Ma era troppo debole per continuare a lungo, non era mai stato un bambino forte e atletico e si stancò presto. Allora il consigliere decise di fermarsi per la notte in una radura, ormai dovevano essere al sicuro, e con un piccolo movimento della mano creo una fiammella con cui accese un piccolo fuoco senza fumo. Allora lì seduto cercò di ragionare, era sempre stato un bambino intelligente e avrebbe trovato una soluzione, si ripeteva. “Dobbiamo tornare a Evermet”, consiglio al saggio, cercando di mantenere un barlume di orgoglio. “No, non possiamo…” “Non possiamo? Cosa vuol dire? Io ti ordino di riportarmi a casa! Ehi vecchio mi stai ascoltando…” “FAI SILENZIO!”, l’ho interruppe il consigliere, “io non potevo permettere che uccidessero anche te, ma si accorgeranno che mancherai, e che mancherò anch’io… non posso permettermi ora di tornare in patria.. mi uccideranno…”. “… Non capisco… ti uccideranno? Lo so che non hai protetto la mia famiglia, ma dirò che mi hai portato in salvo.. vedrai che non ti verrà fatto alcun male.” “Stupido! Non hai visto che sapevano troppo bene come muoversi? Era una trappola! Tutto il viaggio era una trappola! Non gli bastava che ci allontanassimo, no lei vi ha voluti morti! Tutti, dal primo all’ultimo… ma non potevo permettere che uccidessero anche te, non sei altro che un bambino che non c’entra niente con stupidi intrighi di corte…” “Lei ci ha voluti morti?, intrighi di corte? Vecchio che cosa stai cercando di..”, l’illuminazione della scoperta arrivo ancora prima di finire la frase e quello che disse dopo il ivolok non fu altro che una tremenda conferma… “La regina, tua zia, la guida di tutti gli elfi ha ordinato di farci uccidere!” Era troppo per lui, non solo in pochi minuti era divenuto orfano di madre e di padre, ma anche orfano di un’intera razza! La sua società aveva ordinato di ucciderlo e quella degli stupidi umani aveva accettato la proposta! Umani, elfi… ormai non si poteva fidare di nessuno! Qualcosa quel giorno dentro di lui fu cancellato, rimosso e al suo posto nacque una grande rabbia verso tutte quelle che si definivano società “civilizzate”. Quella sera passò silenziosa… era la prima volta che dormiva all’aperto, era scomodo, faceva freddo, ma per nessun motivo avrebbe preferito dormire nel suo palazzo o in un qualsiasi palazzo esistesse. Poi anche il giorno dopo passò, mentre si allontanavano, e anche il giorno dopo ancora, poi una settimana, un mese e forse un anno… passavano da un villaggio all’altro chiedendo elemosina e facendo lavori schifosi, non potevano permettersi altro.. venivano derisi, maltrattati e insultati in ogni villaggio che visitavano, il che faceva solo aumentare la rabbia che provava Kaalell, che scopri di trovarsi molto meglio nelle foreste, anche più del suo vecchio salvatore: la foresta la comprendeva, non c’erano sorrisi falsi né intrighi nella foresta. Pensò che alla fine poteva continuare cosi, vivere cosi, ai margini del mondo in una terra che non lo avrebbe mai tradito, lui e Ivolok. Non sapeva quanto si sbagliava, sarebbe stato ferito ancora una volta, forse l’ultima nella sua vita. Senti Ivolok alzarsi di notte e prendere il suo vecchio libro di incantesimi, libro che ormai non sapeva più leggere, serviva solo a ricordargli vecchi trucchetti e forse quanto era potente un tempo… dopo aver girato alcune pagine disse alcune parole segrete e un piccolo fondo nella copertina si apri… guardò al suo interno, e poi pronunciò ancora quelle parole per far scomparire qualsiasi cosa c’era dentro. Dopo aver fatto tutto questo, poso il libro e si allontanò nella foresta. Kaalell pensò al libro, “Non puoi mai toccarlo…”, cosi sempre gli ricordava Ivok,”…potresti farti male”, concludeva. Ma non resistette quella sera, si alzo in silenzio e prese il libro nelle mani, pronunciò le parole del consigliere e magicamente il piccolo fondo si apri… Delle monete d’oro!, tante per vivere anni nelle comodità,”Perché non me ne ha mai parlato…?” si chiese Kaalell, solo successivamente notò accanto alle monete una lettere con il sigillo personale della regina degli elfi, la prese e iniziò a leggere…. “Ivok, come più anziano e saggio consigliere voglio che tu segua Erlor Amacstasia, e la sua famiglia nel loro viaggio. Voglio che quando verranno attaccati dai mercenari che ho assoldato tu ti assicuri che vengano tutti uccisi e che nessuno di loro abbia la possibilità di tornare vivo in questi reami. Non ti preoccupare, gli ho anche ordinato che a te e agli altri servi non sia fatto del male, una seconda nave sarà subito mandata a riprendervi…” la lettera continuava ancora un po’ con i vari particolari dell’assassinio per poi terminare con la firma personale di sua maestà la regina… Kaalell, si accorse di tremare, si costrinse a smettere e si alzò. Prese il coltellino con cui andava a caccia e si diresse verso la strada che aveva preso Ivok. Non gli ci volle molto a trovare le sue tracce, le segui e trovò Ivok in riva ad un fiume. “Avevi ragione su una cosa…” disse rivolgendosi al vecchio consigliere, che si spavento nel vederlo, “…leggere quel libro mi ha fatto molto male”. Ivok capì subito, Kaalell aveva trovato la lettera; cercò di spiegarsi, di dire che non poteva non obbedire alla regina e non avere paura di quello che gli avrebbe fatto se avesse confessato. Kaalell neanche sentiva, non gli importava niente ormai e freddo e impassibile com’era stato fino ad ora disse quello che diceva sempre prima di cacciare: “ED ORA CORRI SE VUOI, PICCOLA PREDA!” e affondo il coltello nelle carni del suo anziano mentore, mentre non smetteva di guardarlo negli occhi, per assaporare fino alla fine la sua vendetta, finche Ivok non morì. “Ah ahahah, non male, non male davvero…” disse una voce provenire dalla foresta alle sue spalle, “Certo… non era la più grande tra le prede, ma come prima caccia non c’è male, Malar sarebbe fiero di te!” “CHI SEI?, FATTI VEDERE!” urlò Kaalell, “Ok ok arrivo, ma non agitarti tanto, non sono qui per farti del male”, disse la voce mentre usciva dalla foresta. Kaalell sperò davvero che dichiarasse il vero quando vide il possente orso bruno al seguito di un esile elfo dei boschi. “Lei è Zanna ed io sono Galanodel Moonwhisper, il Cacciatore di questa foresta, piacere di conoscerti, mio principe..” si annuncio l’elfo con un eclatante inchino. “Si so chi sei Kaalell Amacstasia, si dice che la regina è disperata per la vostra morte….” “NO QUELLO NN E’ PIU’ IL MIO NOME! E LEI NON E’ LA MIA REGINA!”, disse Kaalell cercando tutto il coraggio dentro di se. “Si, si, come vuoi tu e non ti preoccupare, non sono qui per riportarti da lei… dovresti ricordarti di chiudere un fondo segreto quando ne apri uno..” , dannazione il libro, pensò Kaalell, l’ho dimenticato aperto; “Se non sei venuto a riportarmi dalla regina e non vuoi farmi del male cosa vuoi da me?” “Sai, è un po’ che vi osservo..” continuò Galanodel Moonwhisper, ignorando la domanda, “vi ho riconosciuto quasi subito e vi ho seguito, e devo dire che te la cavi piuttosto bene… sei un bravo cacciatore, questo perché rispetti davvero la natura e lei rispetta te… e volevo proporti un patto, e questo mi sembrava il momento migliore per chiedertelo!” disse Galanodel, scoppiando a ridere. “Quale patto?...” si incuriosì Kaalell. “DIVENTA UN CACCIATORE! DIVENTA IL MIO COMPAGNO DI CACCIA! Accetta la fede di Malar ed io in cambio t’insegnerò tutte le arti druidiche che conosco, e presto sarai UN CAPOCACCIATORE!, diventerai il più grande tra i grandi e forse allora potrai andare dalla tua regina e vendicarti…”, poi aggiunse ridendo: “NON SI E’ MAI VISTA UN ASPIRANTE PREDA PIU’ GRANDE! AHAHAHAH” Inutile dire che anche con riluttanza acconsentì, non mi sono mai fidato fino alla fine di lui, ma a lui non dispiaceva, andava bene cosi “Solo della natura ci si può fidare..” continuava a ripetermi; tutto quello che desiderava era qualcuno con cui dividere le gioie della caccia. Moonwhisper era sempre molto vago sul suo passato, ma come me qualcuno lo aveva tradito e di questo tradimento ne fecero le spese i suoi ex compagni, i druidi di Malar. Molti anni sono passati e ora anch’io sono sulla mia strada personale, in cerca di avventure e di vendetta… “Allora? Vi decidete a muovervi? Posso frustarvi finche non schiattate stupidi cavalli!!” Moonwhisper tornò in se, usci dalla boscaglia e si diresse verso il carro. Il carovaniere si sorprese e cadde dal suo posto di guida.. “Chi sei tu? E cosa diavolo vuoi….” Non riuscì a terminare la frase quando vide che l’esile elfo biondo che si stava dirigendo inesorabilmente verso di lui non era solo… con lui c’era un grande orso bruno che ringhiava aspettando un solo gesto del suo padrone per attacare… “Ehi aspetta un attimo.. cosa vuoi? Oggetti magici? Monete d’oro? Se vendiamo la roba che ho li dietro…” Moonwhisper lo guardò divertito finché l’ultimo sorriso non spari dalla sua faccia e disse: “Lui è Graffio ed io sono KAALELL MOONWHISPER, il Cacciatore di questa foresta…” “…e ora corri se vuoi, mia piccola preda….” Marco PS per concludere volevo dirvi due cose: 1 è la prima volta che gioco all'ambientazione di Forgotten Realms quindi chiedo scusa se ci sono grossolani errori 2 Nn ho resistito! gli ho fatto morire i genitori e sono caduto nel banale... però almeno a mia discolpa il pg è un NM e quindi mi serviva un pò "rabbioso" verso il mondo^^ PPS fatremi sapere che ne pensate please! ciao!
  4. finito, ma nn credo di essere riuscito a farlo rimanere nel numero massimo di 100 parole... credo proprio di no... cmq se qlc è interessato posso postarlo, sarei felice di sapere che ne pensate e se magari mi spiegate anche come si fa a postarlo, per favore ciao!
  5. grazie per gli utilissimi consigli, ora vado a dare un occhiata a eberron, alcuni manuali ce li ho, su quale trovo le sette dei druidi? immagino l'ambientazione, ma te lo chiedo per sicurezza (purtroppo ho consultato eberron facendo il monaco e quindi credo di averle saltate quelle parti ) per quanto rigurda le lingue tra l'int alta al 1°liv, quelle per la razza e quelle prese per la classe, il mio pg ne conosce molte e abb bene, per cui per questo e per altre cose, volevo puntare per l'interpretazione su un pg un pò "montato", che si crede superiore a tutti, il "cacciatore" miglore inteso cm "animale" predominante della foresta, ed è chiaro che esso consideri gli animali superiori all'uomo, quindi di conseguenza a molte "spanne" sotto di lui. Per il resto, un cosiglio su cm mandarlo all'avventura, cioè quale è la sua motivazione di vita principale, o almeno quelle che lo ha fatto uscire dalla sua foresta... PS niente nomi particolari che vi vengono in mente?... ciao
  6. Salve a tutti, cm da titolo mi serve un aiuto per un background di un elfo del sole druido NM. Come linee guida sono da utilizzare: Ambientazione Forgotten Realms Luogo di provenienza.. nn so pensavo Evereska al confine cn Anauroch, dopotutto le scelte per gli elfi del sole nn sono molte^^ Allineamente NM adoratore di Malar Caratteristiche fisiche: debole in FOR DES e COS, buone SAG e INT Io stavo pensando al tipico elfo del sole, cn la puzza sotto al naso, che odia tutte le altre razze e viziato dalla sua famiglia, che si ritrova per qualche motivo (magari per colpa della società o "civiltà" che lo ha messo su una strada) a dover cacciare per procurarsi da vivere, scoprendo che prova piacere nel farlo, anzi inizia a coltivare le idee principali del suo futuro culto (soppravivena del + forte, sfida tra preda e cacciatore) e inizia ad amare la natura che lo ha "allevato" e nn lo ha "tradito"... Oppure poteva venir allevato da dei Cacciatori di Malar. Essi tornano in un villaggio che li avevi scacciati cn le peggiori intezioni: cacciare i cittadini come animali, se nn per il fatto che il mio pg (che magari veniva trattato cm un reietto e viveva al limitare della foresta) soppravvive riuscendo a passare da preda a cacciatore uccidendo un chierico di Malar (cosa che però nn giustifica la "carriera" da druido). Cmq questa è solo un abbozzo iniziale, se volete potete cambiare tutto^^ Oppure potete darmi solo alcune idee per completare le parti mancanti, senza che scriviate tutta la sua storia, se nn vi va^^ PS ah... mi mancherebbe anche un nome... su quello potete sbizzarrirvi! PPS ho gia provato in altri forum, ma nn sono stato fortunato... (nn mi hanno risp^^)