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Sir Daeltan Fernagdor

Circolo degli Antichi
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Everything posted by Sir Daeltan Fernagdor

  1. Avete finito di usare la discussione per scrivere tra voi cose che io non posso leggere? Ora smetto di fare il rompiscatole, e torno IT... Mettere a posto i giocatori che conoscono troppo bene le regole e, pertanto, diventano molesti, pretendendo che il DM descriva in termini di gioco ogni cosa, anche laddove il PG non ne ha consapevolezza "mi ha buttato a terra? Quindi possiede Sbilanciare Migliorato?" e via dicendo, è cosa buona e giusta, non solo utile, secondo me, ma auspicabile. Come legittimamente dice il Manuale del DM (non il 2, eh, quello normale!), in sessione si dovrebbe parlare il meno possibile in termini di gioco. Tutt'altro discorso è fare del railroading, perché il DM è presuntuoso e ha deciso che solo una è la soluzione alla sua avventura, e se i PG cercano di fare altro si usa il "è così e basta"; sorvolando sull'incapacità della persona (io, se volessi, potrei far giocare almeno un paio di avventure di seguito in cui c'è una sola soluzione, senza mai dover dire "è così e non sai perché" se non per motivi di coerenza, come ad esempio un incantesimo del tutto ignoto al mago per motivi geografici o di trama, o un barbaro che non sa riconoscere un effetto magico), tanto vale usare un librogame, se si vuol giocare così, perché privare i giocatori della libertà di scelta è, secondo me, ben più grave che privarli di qualche potere, della possibilità di attingere da qualche manuale, della possibilità di usare una tal CdP: perché se tutte queste ultime cose possono essere accettabili, dire sempre ai giocatori "non sai perché/non l'hai mai visto/non sai cosa sia/non sai come funziona" di fatto è privarli di tutta una serie di strade da intraprendere, e di conseguenza privarli di numerose possibilità di scelta.
  2. Il Master a rotazione, nella mia modesta opinione, è solitamente un fallimento. Mi spiego meglio. Un conto è un gruppo in cui tutti sono DM di consolidata esperienza, ciascuno magari masterizza uno o più gruppi per conto suo, si trovano, mettono su un gruppo, può anche starci (anche se a me personalmente non piace) che si faccia a turno, magari alla fine di un'avventura. Tutt'altra cosa è ciò che capita di solito quando si ha un Master a rotazione: ovvero, nessuno ha particolare voglia di fare il DM, perciò ci si alterna, in modo da non pesare sulle spalle di uno solo. Questa situazione, secondo me, risolve più problemi di quanti non ne crei. Io ho cominciato a fare il DM, senza aver mai giocato a nessun GdR prima, perché un gruppo di amici me lo ha chiesto, quindi so cosa vuol dire fare il DM da zero, e ora che ho tre gruppi fissi più vari volanti capisco bene il peso del ruolo... però, sebbene abbia poi avuto occasione di fare anche spesso il giocatore, debbo dire che avere un solo DM, che è sempre lui, alla lunga è più soddisfacente per tutti, anche per la persona in questione. Quindi, il mio consiglio, personalmente, è di cambiare DM, a meno che quello attuale non imprima una brusca virata: perché passi l'anello (già gravissimo di suo, ma se almeno fosse una situazione unica e isolata...) ma incantesimi e conoscenze inaccessibili "perché sì" mi sembrano del tutto assurde, fastidiose e dannose.
  3. Io dicevo semplicemente che io PG (che sono inseriti in un loro mondo) debbono sottostare alla coerenza e alle regole di quel mondo. E la coerenza, se è fatta bene, implica che non sempre i PG, a seconda delle situazioni in cui si piazzano, riceveranno la quantità di denaro prevista da manuale. Quello che mi disturba è che si dica che ai PG è dovuta quella quantità di denaro, qualunque cosa essi facciano, comprese delle stupidaggini. Poi, da che mondo e mondo, se i giocatori sono insoddisfatti se ne parla col DM, però, mia opinione, gli si dice "guarda che preferiremmo un livello di ricchezza maggiore", non "il manuale dice che al livello x DOBBIAMO avere y monete d'oro, ergo ce le DEVI dare", perché è il modo migliore per far passare a qualcuno la voglia di fare il DM. Il diritto di divertirsi è sacrosanto, non l'ho mai messo in dubbio; il diritto assoluto di ricevere una certa quantità di monete in base al livello indipendentemente dal fatto che le azioni del personaggio gli permettano o meno di ottenere quelle monete, mi sembra quantomeno eccessivo.
  4. per tanti mesi in cantina
  5. Come ben sa chi legge i miei interventi, io sono un grandissimo sostenitore della più assoluta indipendenza del DM, e ogni tentativo di limitare il suo agire mi infastidisce e mi fa saltare i nervi. Però in questo caso mi cascano le braccia. Fare il DM, per come la vedo io, vuol dire sì avere la massima libertà, ma ad essa si devono necessariamente accompagnare massima responsabilità e coerenza... Alcune osservazioni preliminari in game, che aggiungo alle vostre, sensatissime, e che non perdo tempo a ripetere: Un anello del genere è assurdo, nel senso che sarebbe assolutamente controproducente. Il chierico entra per sbaglio in un CAM di cui ignora l'esistenza, qualcuno in città lancia un dissolvi magie ad area che lo include anche solo marginalmente, e BUM!!? Illogico, nessuna chiesa ha interesse a che i propri chierici saltino in aria così... Voglio dire, dispositivi sul genere della capsula al cianuro da spia ok, ma così si esagera, diventa impossibile agire, se si è un chierico di quella divinità! Inoltre, sorvolando sul fatto che ci sono tutta una serie di problemi di sensatezza del DM, le soluzioni già proposte (lasciar esplodere il chierico e resuscitarlo, a questo punto senza anello, o provvedere a separarne il braccio dal corpo con effetti magici (lo taglio, esploderà pure ma nel frattempo proteggo il chierico con un Muro di Forza rapido), o ancora sfere adamantine e via) sono tutte ottime, ma temo che, anche se il DM le farebbe magari funzionare, questo lo renderebbe ancora più accanito nel voler proseguire il suo railroading della peggior specie dall'occasione successiva (ah, sì, mi hai fregato... ma non ti capita più. D'ora in poi o fai come penso tu debba fare o non arrivi da nessuna parte). Quindi: mentre cerchi un miglior DM (o, perché no, ti impegni tu per fare il DM? Secondo me potrebbe valerne la pena, almeno sai cosa NON devi fare da DM...), segui il consiglio di nani: rifiutatevi di fare alcunché. Lasciate morire i PG, se necessario, ma rifiutatevi di agire fino a che non scoprite tutte le informazioni di cui parlava nani poco prima. Così capirà che non può continuare a gestire così una campagna.
  6. Ciascuno è libero di pensare quel che vuole, una cosa solo vorrei precisare: ithilden, dici che ai PG è dovuto divertirsi. Scusa, ma non ha senso. Al limite, ai GIOCATORI è dovuto divertirsi. Non ai PG. Io stavo dicendo che la mia affermazione "Ai PG nulla è dovuto" è sbagliata; possibile, ma non per il motivo che dici tu. Perché che sia dovuto ai giocatori di divertirsi lo posso concedere, ma c'è differenza tra PG e giocatori. Io parlavo dei PG, non dei giocatori, tu il contrario.
  7. Ad uso di cronaca, è anche vietato utilizzare le k al posto delle c dure, nonché le abbreviazioni usuali al cellulare... Ti consiglio di dare un'occhiata al Regolamento del Forum e alle FAQ.
  8. Proprio il fatto che i tesori siano considerati "dovuti" non mi va giù. Ai PG nulla è dovuto, se non si meritano i tesori non vedo perché dovrebbero ricevere ricchezze, coerentemente col mondo di gioco. Altrimenti i giocatori possono anche non impegnarsi, tanto la ricchezza è loro dovuta ed è il DM che deve sbattersi per fargliela avere. Insensato. A me sembrano discorsi che potrebbe fare un giocatore frustrato perché vuole più soldi o qualcuno che è stato tale giocatore, non discorsi che può fare una persona con ampia conoscenza del Gioco di Ruolo come mi sembri esser tu, thondar. Ah, e l'ho già detto altre volte: non citarmi.
  9. Proprio questo non va. Tu dici "possono vincere alla lotteria": questo implica che dei PG che raggiungono il decimo livello perché uccidono mostri non intelligenti in zone disabitate e dal poco transito, per esempio, dove è logico e coerente che i mostri non abbiano tesoro, una volta tornati alla civiltà debbano ottenere per forza tesoro corrispondente, in un modo o nell'altro: e l'esempio della lotteria è calzante. Scusami, ma non lo trovo logico. A questo punto i giocatori possono fregarsene di concludere le missioni e trovare tesori, tanto è loro dovuto il denaro corrispondente al livello? Lo trovo assurdo, trovo assurdo che la ricchezza sia dovuta, se i PG non fanno nulla per meritarla non vedo perché il DM dovrebbe dargliela. E qui chiudo, perché mi stanno già saltando i nervi - se un mio giocatore facesse un discorso del genere non avrei neppure bisogno di cacciarlo dal tavolo, lo farebbero gli altri 20 miei giocatori e le 15 persone che aspettano di giocare con me ma non lo possono fare perché non c'è posto, al grido di "stai facendo metagame, il personaggio avrà il denaro se se lo merita in game, non se corrisponde al suo livello". Buona discussione a tutti, fino al post 40 e poco dopo mi pareva che i toni fossero civili, pacifici e concilianti, ora ho l'impressione che questi presupposti siano venuti meno.
  10. Non mi risulta che sia una regola, la ricchezza per livello, affatto. Tant'è che il manuale dice "La terza colonna della tabella qui a fianco indica l'ammontare che ogni personaggio dovrebbe ottenere..." DOVREBBE. Non DEVE. Capisco che ad alcuni possa sembrare distinzione sottile, ma la lingua italiana fortunatamente ancora è in grado di distinguere le cose. Quindi, al di là del discorso in particolare, la ricchezza per livello NON è una regola. Il manuale dice che la CA è uguale a questo più quello, non che dovrebbe esserlo. Invece non dice che la ricchezza è o deve essere quella tabella, dice che dovrebbe esserlo. Pertanto non si tratta di una regola. Poi si può discutere se sia o meno opportuno che il DM tenga basso il livello di ricchezza, la discussione è legittima. Ma la ricchezza per livello non è una regola. Tanto per essere chiari, se io DM creo avventure, e i PG uccidono alcuni mostri senza mai arrivare al boss finale, dove si trova il grosso del tesoro, si trovano di livello più alto rispetto alla loro ricchezza.. io DM sto infrangendo le regole? Proprio no, cosa ci posso fare io se loro non finiscono le avventure? Allora, se è legittimo che i PG siano meno ricchi del loro livello in questa situazione, chi ha il diritto di dire che non è legittimo in altre situazioni? Il manuale è molto chiaro, dire "dovrebbe" significa dare un suggerimento, non una regola. E, comunque, il denaro che i PG trovano è un fattore di ambientazione. Se vagano in un deserto disabitato possono uccidere quanti mostri vogliono, non troveranno mai nessun tesoro, per quanto salgano di livello. E quando tornano nella civiltà, magari dopo dieci anni nel deserto, non è coerente che vengano ricoperti di oro corrispondentemente al loro livello. Il denaro è parte dell'ambientazione, e l'ambientazione è sotto il controllo esclusivo del DM. Se ne può parlare finché si vuole, i giocatori hanno tutto il diritto di chiedere al DM di aumentare il livello di ricchezza della campagna, ma trattandosi di fattori di ambientazione è il DM che decide, da solo, e volergli legare le mani è rovinare completamente il gusto di fare il DM. Altrimenti tanto vale andare a giocare a Dungeon World.
  11. Il concetto l'ho capito, ma senza voler nulla togliere all'autonomia del DM (che, per me, è sacra, sempre), comunque non mi sembrano strane le 10000 mo come ricompensa. Magari io vi avrei dato lo stesso, più tutta una serie di benefici (a titolo esemplificativo e non esaustivo: oggetti, privilegi, titoli nobiliari, piccole rendite), e una fama tale da far sì che, ad esempio, nessuno vi faccia pagare la locanda, o i pasti, o una birra... Ma ribadisco, ogni DM è padrone, a mio avviso, di fare quel che vuole. Poi questa è una mia opinione, che mi rendo conto essere non necessariamente condivisibile.
  12. In realtà è così anche tra noi, per tutto. E io non impongo nulla a nessuno... Stranamente, mi vien da dire, perché pare che non sia la norma, i miei numerosissimi giocatori non si pongono neppure il problema... un po' come, andando al ristorante, ti fidi di quello che il cuoco ti porta, e non ti metti ad opinare il fatto che, forse, ci voleva più sale e un uovo in meno... Semplicemente, si fidano del DM, e non si preoccupano di come va la campagna. Se poi qualcosa non è loro chiaro, lo chiedono, se vogliono qualcosa, lo dicono, siamo tutti amici. Però solitamente la spiegazione a "perché abbiamo pochi soldi" (domanda che tra l'altro non mi viene praticamente mai posta) sarebbe "Beh, siete andati a sconfiggere una tribù di troll nella palude, cosa volevi trovare, mucchi di oro? E che se ne facevano, nella palude?", tanto per dire la prima cosa che mi viene in mente. Non sarebbe "Ho deciso di mantenere la campagna su un basso livello di ricchezza.".
  13. Comprendo il tuo punto di vista, World; ma, sarà anche che dalle mie parti i DM sono rari (ne conosco molto pochi, e io e l'altro DM della mia associazione ludica abbiamo in due più di cinquanta giocatori...), ciò fa sì che il mondo creato dal DM sia come egli decide. Se i giocatori non si divertono, liberi di trovare un altro DM, o fare da DM essi stessi. Io, piuttosto che modificare il mio mondo, che è pensato per essere logico e coerente in se stesso, rendendolo meno coerente, cedo il testimone di DM a qualcun altro. Se non si trova nessuno, tanto peggio, io ho i giocatori in coda, che vogliono giocare nel mio mondo così come è... Fare il DM richiede un impegno e una fatica notevolissimi, di molto superiori a quelli che richiede fare il giocatore. Per questo, secondo la mia personalissima opinione, il DM ha il diritto di pesare di più, e laddove le regole concedono discrezione egli ha il pieno diritto di agire liberamente. Ribadisco, mia opinione personale, nessuno si senta offeso, così come io non m'offendo per le posizioni diverse; e spero, così come ho cercato di restare su toni civili e pacifici, che anche gli altri faranno la stessa cosa. Lo scrivo qui perché spiacevoli episodi recenti di escalation di discussioni sono stati per me estremamente spiacevoli.
  14. Evidentemente io sono fuori dal mondo, ma se avete meno ricchezza di quella prevista è perché il DM ha deciso così, e ha tutto il diritto di farlo. Che poi questo capiti perché aveva stabilito dei modi in cui potevate ottenere del denaro in più e voi non li avete sfruttati o che sia perché ha deciso a priori di darvi meno denaro, questo non fa differenza. Il DM è il DM, il mondo è suo, la campagna pure. Se decide di farvi avere meno denaro di quello che indica il manuale ne ha tutto il diritto, l'intera questione mi sembra futile...
  15. Gli elfi subiscono normalmente gli effetti dell'invecchiamento, in D&D, e non hai bisogno di riferimenti specifici, perché, a meno che non sia esplicitamente detto il contrario, tutte le razze subiscono normalmente gli effetti dell'invecchiamento. Pertanto, gli elfi sono inclusi. Tanto per essere chiari, e per fornire a te un elemento contro le affermazioni di tale giocatore, a pagina 109 del Manuale del Giocatore, prima colonna, paragrafo "Età", oltre alla spiegazione sugli effetti dell'invecchiamento, trovi l'esempio seguente:
  16. Anche se non ha a che fare con l'arte, anzi, un bel destrachan fa sempre effetto, un essere dinosauresco che grida sino a creare danni immani è notevole, e antiartistico.
  17. Molto belli entrambi! Al di là del tipo di personaggio (già di per sé pressoché esilarante) i disegni in quella posa simil-eroica rendono il tutto ancor più ironico e gradevole!
  18. Concordo pienamente per le varianti regionali... senza cadere nel dialetto, che oltre a poter creare incomprensioni spesso fa solo ridere, al tavolo, utilizzare piccole varianti di linguaggio spesso funziona ottimamente. Ad esempio, in una mia sessione da DM avevo differenziato tre PNG, tutti importanti, tutti PNG con i quali il gruppo avrebbe parlato molto anche in seguito, nel modo seguente, molto semplice: Per l'uno parlavo un italiano corretto, formale pur restando nell'ambito della lingua parlata, rendendo la mia voce leggermente più grave, pronunciando bene le parole, scandendo le sillabe, parlando a voce bassa, piazzando qua e là qualche pausa, chiudendo tendenzialmente quasi tutte le vocali alla moda piemontese, pronunciando con leggerissima enfasi le dentali, specialmente la T, usando quasi solo il passato remoto, come si fa tendenzialmente nel nord Italia. Il secondo parlava un italiano corrente, con le vocali aperte e chiuse come nell'italiano grossomodo standard, una parlata informale e a voce un po' più alta della media, oltre che un poco più acuta della mia voce naturale (non un falsetto, ovviamente, appena appena più su, quasi impercettibile), evitando con cura tutti i piemontesismi che solitamente mi caratterizzano quando parlo normalmente, tempi verbali corretti con leggero sovrautilizzo del passato remoto alla moda del sud Italia. Il terzo era un po' sgrammaticato, non eccessivamente: qualche congiuntivo fuori posto, piccoli errori come "a me mi" o "ma però", ma ben dissimulati, in modo che non fossero troppo evidenti ma sembrassero naturali nel parlato, mangiandosi le parole nei momenti di enfasi, pause brevi, qualche dialettismo qua e là preso in prestito dal dialetto siciliano, uso dei transitivi e degli intransitivi non sempre corretto, ma neppure caricaturale, qualche intercalare popolare, non volgare e neppure dialettale qua e là. Con poco sforzo da parte mia, mi bastava passare da un modo all'altro perché si capisse immediatamente chi stava parlando, e permettere loro di immaginarsi davanti agli occhi la persona (ad esempio, nel primo caso, un cavaliere di mezza età ora a capo del suo ordine) così come l'avevo descritta, senza dover ripetere dettagli o informazioni, e ottenendo senza neppure che se ne accorgessero una risposta, dai giocatori, adeguata alla situazione: col primo, più formale, tendevano a parlare solo Paladino e Mago, nel loro italiano normale, ma nello stesso modo con cui avrebbero parlato con un professore, mentre nel caso dell'ultimo, di più bassa estrazione sociale, intervenivano un po' tutti, con più leggerezza e in modo del tutto informale. E i miei giocatori di solito non recitano, tutte queste cose le hanno fatte senza accorgersene!
  19. Senza neppur troppo sarcasmo, a seconda della zona. Come dicevo, in piemontese è rimasto, e quindi è frequente sentire un piemontese dialettofono dire qualcosa come "Madama Rossi è passata a chiedere se potevo prestarle del pane.", in italiano assolutamente corretto, ma influenzato dal dialetto. Anche in Valle d'Aosta si verifica un fenomeno simile, con leggere differenze, che non sto ad esemplificare.
  20. Per quanto riguarda le miniature (che, ad oggi, non uso, avendo ormai, dopo quasi dieci anni di esperienza da DM, uno stile e un'impronta personale nel mio giocare di ruolo che non le prevedono; ai miei giocatori va benissimo così), quando le usavo, tendevo ad usare miniature di taglie corrispondenti per indicare anche mostri diversi: ad esempio, la miniatura di un troll poteva benissimo sostituire un drago di taglia grande. Un minimo di attenzione ce la mettevamo; ad esempio, per indicare un drago nero di taglia grande avrei utilizzato la miniatura di un drago di ottone di taglia grande (che possedevo) piuttosto che quella di un troll. Ma se ci mancava la miniatura esatta, o anche solo non ne avevamo una simile, qualunque altra andava bene.
  21. Tanto per buttar lì due cent sulla parola madamigella, cui sono affezionato perché, come già detto, l'uso spesso: Madamigella è adattamento del francese Mademoiselle (pron. madmuasèll, con l'"u" molto breve), ovvero signorina. Madama è dal francese Madame (pron. Madàm), ovvero signora. Questo nell'uso canonico, poi ogni regione ha detto la sua: in piemontese, ancora oggi, Madama è Signora, e Madamina è Signorina, con le stesse sfumature dell'italiano. In quanto all'interpretazione: io amo molto parlare in prima persona, e utilizzare, se pur parlando in un italiano grossomodo attuale (al limite qualche arcaismo se a parlare è un elfo di 500 anni, che ha imparato il Comune secoli fa, e ora, sebbene si adatti al comune correntemente parlato, si lascia sfuggire qualche arcaismo), ma modulando il livello (lessico, correttezza grammaticale, et cetera) alla situazione. Allo stesso modo, l'intonazione, la cadenza, il modo di parlare, si adatta di volta in volta a situazione e personaggio, ma senza caricature, in modo appena accennato: trovo che ciò aiuti a rendere l'idea, senza dover essere perfezionisti né scadere nel ridicolo o nell'umoristico. Ma immagino sia questione di gusti e di opinioni.
  22. A me non suona artefatto, io uso la parola "madamigella" quasi quotidianamente...
  23. Più chiaro, ma comunque, a mio avviso, estremamente broken. Il vantaggio di poter lanciare quattro incantesimi uguali in caso di necessità (tanto per dire, quattro volte volare, o quattro volte invisibilità) scegliendolo nel momento stesso, è secondo me davvero eccessivo oltremisura. Già il mago è sgravo, uno stregone siffatto sarebbe sgravo alla seconda...
  24. Scusa, ma fa gran differenza! Se ogni mattina scelgo un numero di incantesimi conosciuti dalla lista dello stregone, ne ho a disposizione addirittura di più del mago, che li sceglie solo dal libro; e, anche se sono 1 o 2 in meno, alla fine mi ritrovo con una versatilità infinita, perché posso lanciare ogni incantesimo di quelli scelti al mattino quante volte voglio, decidendo per giunta sul momento! Un po' come se al mago si permettesse di cambiare come azione gratuita un incantesimo preparato con un qualsiasi altro incantesimo preparato...