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D@rkraven

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da D@rkraven

  1. Riprovo a proporre il mio piccolo progetto, essendo stato sommerso, ovviamente senza impegno! sto scrivendo (scribacchiando ) un libro dark fantasy che ha per protagonista un druido oscuro, e volevo cominciare a muovermi per il disegno di copertina. il tizio è umano, 24-25 anni, capelli neri lunghi, saio (che lascia scoperte le braccia) mantello e cappuccio di iuta nera spessa e grezza, spalla destra leggermente deformata dal colpo di martello di un paladino della luce (se volete aggiungerci del pathos, in alternativa tenetelo come 'nuovo') impugna un'asta di legno nero levigato a forma di 'saetta', un po sinuosa (avevo qualche idea riguardo alla forma, ma vi lascio carta bianca) ed usa come decorazione sulla spalla sinistra una 'collana' fatta da tanti paletti di legno incisi con rune. lo stile sarebbe un bel bianco e nero (con gradienti) abbastanza fotogenico (stile Eroogroof o Grendel, questa richiesta è affidata principalmente a loro due ma se altri con stile simile vogliono cimentarsi non me la prendo ) il soggetto del dipinto: io vi ho lasciato la descrizione del druido, ma nulla vi vieta di disegnare la Foresta Oscura che protegge (una specie di foresta fantasma, con alberi neri e rinsecchiti, con forme contorte e sofferte...quello stile lì) o l'Accademia dove ha studiato (un massiccio, grandioso edificio in gotico classico, aggressivo e dalle enormi proporzioni) o un collage di tutto ciò. per eventuali dubbi o richieste di più particolari, altri soggetti possibili, altro materiale o cose simili, contattatemi via pm; grazie a voi per aver letto e (forse) accettato la commmissione, e a Darth per aver aperto il Thread. aggiungo un link al prologo del libro per fornire eventuali dettagli aggiuntivi sugli altri custodi della foresta oscura (Darnagar). Inoltre, se il dipinto aderirà (quasi, non pretendo un'empatia assoluta) perfettamente alla mia idea di copertina, posso gratificare il lavoro sicuramente con una piccola profusione di ringraziamenti a fine libro (più, eventualmente, il link del sito di gallery) e (nel caso il libro venda e che il disegnatore lo voglia) con una percentuale sui (modesti) ricavati! Grazie ancora! ps: Darth, ho la scheda dell'altro PG, come la uppo? ti mando una mail?
  2. Allora non sono sicuro che sia una buona scelta, Atride passa periodi di intensa attività ed altri di totale assenza...magari posso proporglielo, poi vede se se la sente. se fosse possibile, però, giocare in due sembrerebbe la scelta più facile. ci dica Marquand. anche se il tempo a disposizione si assottiglia...brr...
  3. uffa...mi dispiace, ni :cry:. mi piaceva lavorare con te... beh, ci divertiremo anche per te! in bocca al lupo! @lomiz Mah, non saprei, se servono almeno 3, potremmo cercare di catturare Atride (che mi è sembrato alquanto interessato). la decisione ai boss: meglio soli o accompagnati?
  4. Chiedo perdono... :pray:
  5. Visto tutto, e 3/4 di esso in giapponese sottotitolato ita! molto, molto bello: uno dei pochi cartoni che sono riuscito a vedere senza che mi venisse il latet alle ginocchia. un cartone adulto, maturo, adatto alla nostra epoca, che affronta le responsabilità umane ed il grande potere che ci viene dato in mano, la religione, l'amore, l'amicizia. un cartone dove si avverte la fragilità tipica del nostro tempo, e soprattutto un esorcismo brutale nei confronti della morte, argomento che nei giorni nostri viene sempre più sottolineato quanto più viene allontanato dalle nostre menti, diventando un terrore irrazionale invece della naturale fine. l'ultimo episodio della prima serie è sicuramente rivoluzionario, in quanto Spoiler: nessuno ha pudore a far morire personaggi importanti, mentre nei cartoni-film-libri moderni tutti sopravvivono miracolosamente fino al 'vissero tutti felici e contenti'. il fatto della morte come fine delle serie è una scelta emblematica di come sia innegabilmente facile passare all'altro mondo (anche se Light non passerà a nessun mondo... ) abbassando i toni, Nonciclopedia mi ha spiegato come mai Light non passa mai del tempo piacevolmente intimo con le sue numerose prede femminili...prendete il suo cognome Yagami leggetelo al contrario e con la giusta punteggiatura e maiuscolatura avrete... I'm a gay ...mi sembra una coincidenza alla Dan Brown: troppo assurdamente esatta per essere una semplice conicidenza
  6. E se facessi un cammino leggendario basato su una classe psionica?
  7. Ed Ora, Ora. Ora sento rinascere in me il mio spirito, che avevo confinato nell'oblio, tra brevi felici istanti di raccoglimento e lunghi dolorosi abissi di nostalgia. Ora, presso questi infiniti, sotto questo cielo nero d'immenso, davanti a questo mare nero d'ignoto, reclamo mia la mia anima, che mi sia da guida e mi sia ala nei miei mistici voli.
  8. Attento anche al fatto che i nomi delle note cambiano all'estero: solo in Italia (credo) il Do è Do, in tutto il resto del mondo si chiama 'Ut'. Ti faccio gli auguri per l'autodidatta, ma fidati che non è facile tenerci dietro. consiglio di prendere lezioni almeno per un anno in modo da non rovinarti irrimediabilmente la postura, poi puoi pensare di seguire un percorso autoscelto. cautela con l'autodidattismo, ma a parte questo hai il mio appoggio per qualunque cosa!
  9. Ti propongo di dare un'occhiata ai Dornenreich (album: In Luft Geritzt), nonché (se non ti dispiace il viking) di provare i Negura Bunget che hanno dei tratti particolari tipici rumeni.
  10. Niji dovrebbe farsi viva a momenti con la scheda, le avevo promesso aiuto se me l'avesse chiesto e le ho già consigliato un concetto per PG: un monaco copista che scappa dal monastero di Monte Falco per trovare una spiegazione alle visioni che ha di notte...ma ultimamente ho anche concepito una specie di ninja niveja, che potrebbe essere altrettanto appetibile...Niji, postaaa!!!
  11. NOooooooooooooooooo!!!!!!!!! mi ero preparato durante le vacanze altre citazioni da postare mentre lavoravo alla traduzione... uffa. beh, complimentoni ad Atride per essere stato davvero un grande avversario e a Lomiz per essere entrato (anche se un po' tardi...) io non so ancora se riuscirò a venire, dipende da quando dispongono la gita a londra, e non si saprà se non tra qualche giorno...vi saprò dire! ed, ovviamente, grazie allo staff Eden per averci (pazientemente) seguiti! è stato divertentissimo e lo rifarei altre 2 volte!!!
  12. mi hai bocciato troppe classi nuove perché io ne appoggi una nuova tua...XD scherzi a parte: hai pensato ad ibridare o multiclassare con un magospada? il legame mistico che ha con la lama prescelta mi sembra più adatto al concetto di spadaccino spirituale di quel flebile legame che ha uno shadowblade con le sue lame d'ombra (confronta un'ora con un'azione minore) e se la mistica è psionica forse c'è (non ricordo bene sul momento) qualche classe psionica basata sull'intelligenza che ti offra delle buone opzioni di sviluppo. purtroppo non conosco la classe di riferimento quindi non posso aiutare più di tanto. io propenderei poco per la 2, comunque: partirei da un assassino o da un magospada, poi come talento di 2° prenderei il talento base per focalizzare sulla mistica il legame che ha con la lama (non ho idea del tuo obbiettivo quindi mi tengo sul vago). in alternativa più valida (dato che l'assassino che ti interessa è dal rango leggendario mentre esistono spadaccini spirituali di lv 1) proporrei un'opzione di sviluppo per magospada: oltre alle due egide, l'opzione di sviluppo dello Spirituale (magari basato sulla Saggezza come caratteristica secondaria) con tanto di talenti dedicati (un paio per rango bastano) e poteri (anche lì uno per livello, due una o due volte per rango). una volta fatto questo si può pensare ad un cammino leggendario dedicato ed eventualmente un destino epico che riunisca in sé magospada ed assassino shadowblade (es come prerequisito il PG deve avere un rapporto mistico con la spada o essere in grado di crearla dal nulla o simili) che enfatizzi ulteriormente la simbiosi arma-combattente. in bocca al lupo, ogni tanto verrò a dare un'occhiata
  13. D@rkraven replied to doria's post in a topic in Cinema, TV e musica
    come stile mi interessa molto, mi piace lo sperimentale, e sono sempre felice di vedere che la musica non si esaurisce mai ma trova sempre nuove forme per toccarci i cuori. tengo per loro!
  14. è strano pensare quanto siamo stati vicini alla rottura di noi stessi, quante volte ci siamo piegati in un modo che non potevamo immaginare, quante volte abbiamo assaggiato con la nostra lingua il sale dei nostri limiti più dolorosi, portati all'estrema sensibilità da un fatto insignificante, e quanto ora siamo in grado di ricordare questi fatti come sfocate immagini del nostro passato, accompagnati da una lieve, piacevole fitta al cuore. è strano vedere che i nostri imperdonabili errori diventano nel tempo piccole malizie nel cui ricordo è piacevole indulgere che i nostri sogni innocenti diventano pericolose utopie da cui guardarsi e che i nostri ricordi, a cui crediamo più che a noi stessi diventano mattoni che costruiscono case su una superficie in continuo cambiamento. nulla resiste al tempo. non le nostre idee. non la nostra carne. non la nostra innocenza. non la nostra speranza. non la nostra memoria. non la nostra vita. chiedendosi cose senza senso per arrivare a capire che nulla ha senso per cercare un senso all'assenza di senso e cercarlo per anni ed anni per poi rinunciarci e riderci sopra ridendo così sopra a sé stessi. e pensare alla morte di sé come si pensa alla fine delle vacanze: ormai è giunto l'autunno, l'accademia chiama l'apprendista al suo sapere e l'apprendista ha aspettato il momento della vocazione per mesi. ma quando gli ultimi giorni cadono come le ultime parole di un moribondo, diventano dolci come miele. e nessun giorno può essere fermato, né può essere pienamente vissuto, perché ormai abbiamo dimenticato l'arte di vivere. l'assuefazione alla vita è la prima vera morte.
  15. IMHO: la scarsa vitalità della sezione racconti e la scarsa abilità degli scrittori sono collegate. come dice Strike, senza confronto non c'è critica, e senza critica non c'è miglioramento. l'autocritica seria è più difficile da raggiungere, e comunque da sola non porta grandi risultati. ovviamente nel senso del confronto c'è poco da essere fatto: non si può prendere la gente per l'orecchio e dirgli: "Ora posti critiche costruttive sui primi 30 racconti della sezione". si può costituire uno staff 'Critica Narrativa', ma mi sembra un provvedimento spinto, e non risolverebbe il problema della mancanza di vitalità. servirebbe più che altro (mi sento ridicolo a dirlo) un'opera di 'sensibilizzazione' alla critica letteraria che avvicini gli utenti alla sezione racconti, ma detto questo mi fermo perché in queste cose non so muovermi bene. fatto questo, comunque, con una buona affluenza di post nella sezione racconti, anche gli scrittori 'di buona volontà' possono migliorare, e così si sarebbe instaurato un circolo virtuoso. IMHO.
  16. D@rkraven ha risposto a un messaggio in una discussione in Cinema, TV e musica
    non c'è dubbio, la musica (musica) è espressione del proprio spirito, e l'esigenza dell'espressione viene soddisfatta appieno quando l'espressione viene recepita da un pubblico che sia vasto, vario, fedele ed interessato. detto questo, sta di fatto che comporre perché gli altri ascoltino non vuol dire andare a mettere il bavaglino agli ascoltatori ed imboccarli con la pappa reale perché 'se no mi lasciano solo'. come dissero in tanti, quella del saggio è una vita solitaria, e chi prevede di 'fare musica seria' non può poi lamentarsi se i suoi seguaci si contano sulle dita di una mano invece di essere una folla come si meriterebbe. questa discussione mi ricorda un'altra discussione, in area libri, sulla letteratura commerciale, e vi inviterei a leggere il commento di Airon alla fine di pag. 1. quel commento mi sembra una di quelle 'parole definitive' che schiariscono la mente a chi ha le idee confuse.
  17. quoto Airon al 100%, e non riesco ad esprimermi meglio.
  18. i corsi di scrittura non servono solo a chi non sa l'italiano: io mi ritengo piuttosto colto ed il mio linguaggio è spesso più elevato di quanto convenga ma accolgo con piacere ogni possibilità di migliorarsi! un'idea sarebbe anche quella di iniziare più corsi (pensavo a cose come 'Principiante' - 'intermedio' - 'Esperto') a uno dei quali uno scrittore con abbastanza autocritica si iscrive per migliorare il proprio stile. la cosa più importante da trovare, comunque, è una buon'anima che si prenda la briga di seguire il (o i) corso/i.
  19. D@rkraven ha risposto a un messaggio in una discussione in Cinema, TV e musica
    nessun paraculismo, è un abbozzo accuratamente ponderato in mesi e mesi di meditazione: il difficile, in questi casi, è definire il criterio con cui si danno a certi generi posti più alti. anche questo è alla base della commercializzazione: molto spesso la gente classifica la musica in base all'orecchiabilità, come dici giustamente, e la musica commerciale diventa quella che tende alla soddisfazione dei gusti della massa. la mia ricerca musicale è guidata dalla ricerca del trascendente: a mio parere solo l'arte è in grado di rendere l'uomo migliore di sé stesso, e la musica è quella che più di ogni altra cosa ha le potenzialità per adempiere allo scopo. così, pezzi prodotti per la gente (sto parlando di produzione musicale, quindi mi riferisco alla musica senza spirito (come diceva in modo molto appropriato Irrlicht), senza calore umano o senza atto di composizione, che ha il solo scopo di essere venduta), pezzi prodotti in serie dicevo, diventano, metaforicamente parlando, la prostituta del porto (da cui il massimo che puoi ottenere a lungo termine è la sifilide), mentre la musica classica con le sue armonie e le sue trascendenze (per me Bach e Debussy sono divinità a cui erigere templi) diventa la giovane vergine di cui hai una visione fugace su una spiaggia, che concede al cuore una catarsi più profonda del fuoco. quoto con convinzione, ed apprezzo la distinzione. l'orecchiabilità ben utilizzata a mio parere è, come diceva Lucrezio, "Il miele sul bicchiere di medicina del malato", che rende concetti preziosi ma difficili da digerire più facili da accettare.
  20. mi sento buono e ti do un'altra dritta : prova a cercare nelle biblioteche comunali libri relativi alla magia bianca: non è difficile trovarli, credo, io a guastalla ne ho trovati 2... fatto sta che, lì dentro, trovi rituali a bizzeffe, dal semplice girare tre volte in senso orario attorno ad un sacchetto contenente lavanda, rosmarino e una foto della persona amata per farla innamorare alla più complicata procedura per preparare una stanza alla comunione con il regno degli spiriti ( Spoiler: Ovvero renderla spoglia, lavarla con acqua e sale, dipingerla di bianco, segnare i punti cardinali, preparare un armadietto con candele, elementi chimici (zolfo, sale, polvere di gesso...) e gessi di diversi colori, tracciare due cerchi (uno per ricaricare le proprie riserve di magia ed uno dove stare mentre si evoca) ed un pentacolo (da me accuratamente ricopiato su un foglio ^^), e non credo sia finita qui XD ) anche i libri più 'seri' (come i vari saggi sulle eresie scritti dagli inquisitori o le raccolte di miti greci e latini) possono offrire validi spunti. in definitiva, però, dipende tutto dall'alchimia che vorresti contestualizzare: è un'arte riservata ai dotti razionali? o una pratica di stregoneria? si ricollega al culto di qualche dio o è una manifestazione delle forze della natura? questi particolari sono forse i più importanti per la ritualistica, in quanto offrono già di per sé spunti validi e possono essere personalizzati (quindi più fertili di culture mistiche già definite)
  21. come futuro pseudo collaboratore, cerco di rispondere alla domanda sull'alchimia: tu hai considerato vegetali e minerali. io te ne propongo di ulteriori: - Animali (cuori, zampe, scaglie..) - Fluidi (dall'acqua al sangue di drago...) - Mistici (Lacrime di bambino, sangue di vergine...hanno tutti un valore simbolico, non è solo un ricettario da fiaba) Inoltre, tieni presente che l'alchimia può prevedere non solo chimica e fisica, ma anche tutta una ritualistica complessa, che comprende formule, movimenti, momenti precisi del giorno o della notte... non è una classificazione, ma può essere un buono spunto nel caso si voglia particolareggiare il processo di raffinazione alchemica. spero di esserti stato di aiuto!
  22. D@rkraven ha risposto a un messaggio in una discussione in Cinema, TV e musica
    attenzione, però, che nonstante molto suono spacciato per musica sia effettivamente tale è oppportuno distinguere in fascie di 'cultura': è interessante vedere che già 50 anni fa Orwell aveva previsto che sarebbe nata la 'musica per proletari: una melodia sintetica prodotta dal vibrafono, che assopisce gli animi eccetera'. io identifico la musica commerciale con quella che passano in TV tutte le sante ore del giorno (vedi ad esempio Waka Waka che, pur essendo anche abbastanza ascoltabile, non può essere assunta in dosi massicce senza provocare rigetti al sottoscritto), ma dopo averla etichettata non la considero indegna di essere ascoltata: semplicemente, ho cose migliori da ascoltare. IMHO, la scala della cultura musicale è così composta (è ancora incompleta): ultimo posto: House penultimo posto: pezzi Commercialoni e tormentoni delle varie stagioni ... ... ... primo posto: Musica Classica (imprescindibile per chi voglia avere una seria cultura musicale. sta di fatto che di per sé l'essere 'commerciale' non è una colpa né una cosa proibita, è la strumentalizzazione della musica che dovrebbe essere guardata con orrore. stiamo parlando di cultura, ragazzi, di cultura. Se molti scrittori cominciassero a scrivereromanzetti rosa, probabilmente molti lettori si butterebbero dai ponti - a torto: bisognerebbe tentare la fuga qualora gli scrittori vengano fortemente portati o addirittura costretti a scrivere Harmony. purtroppo è quello che sta accadendo oggi: poca gente ha il controllo di ciò che ascolta..si limita a 'subire' le mode che gli passano di fianco e che sono controllate non dal bisogno di esprimere uno stato d'animo o un ideale ma dal guadagno economico e di fama, mentre i pochi che cercano con attenzione i generi da seguire si vedono oberati da imput che portano da tutt'altra parte. il vero 'commerciale', la vera tragedia, arriva quando la gente ha una parte passiva nell'ascolto della musica, e non attiva. in conclusione, uno può anche essere un fan sfegatato di Shakira senza che io gli tiri dietro il servizio di ceramica (almeno non subito ), basta che prima di gettarsi su quel genere ne abbia provati altri. la fossilizzazione conduce alla decomposizione. culturale.
  23. guarda se ti va di ritoccarlo per tuo gusto personale fallo pure, ma a me piace già così e non ti chiederei mai di cambiarlo solo per mie manie di perfezionismo (del resto ho notato che, 'stranamente', scattano solo per lavori altrui ) inoltre, essendoti venuto così spontaneamente, senza riferimenti né puntigliosità da parte del 'committente' mi sembra molto migliore di altri disegni che invece vengono ritoccati 3, 4, 5 volte: questa è un'immagine nata con il minor numero di vincoli possibile, e già solo il pensiero di avere davanti un personaggio 'spontaneo' rende il dipinto, appunto, 'trascendentale', ovvero che viene prima dell'esperienza stessa....... sono le 11 30 e sto delirando come solito :D beh colgo l'occasione per farti gli auguri di compleanno anche se in ritardissimo a presto! ps Spoiler: ho già un concetto pronto per un eventuale PG, se sei interessata...un monaco (o una monaca, il concetto è flessibile) amanuense che parte dal monastero di Monte Falco verso l'Oracolo di Temiscyra in cerca di risposte riguardo alle visioni che tormentano il suo sonno...nel caso non avessi altri spunti, ma spero che non succeda mai!
  24. Posso dirlo senza peli sulla lingua, hai colto il segno. è concettualmente perfetto, lo spirito del duirismo è pienamente soddisfatto. poche cose mi lasciano perplesso, ma sono inezie e particolari minori che derivano da mie aspettative: l'avrei visto di 3/4, magari, invece che di profilo, magari in procinto di lanciare una fiammata, ma in questo modo viene evidenziato l'aspetto aggressivo e non quello curioso/culturale, come invece tu hai giustamente fatto. il PG che userò nel PbF porterà il saio nero per lutto, ma avevo previsto un abito meno appariscente da mettere in bisaccia, e non sapevo come avrebbe potuto essere. questa mi sembra la soluzione migliore, quindi mi hai anche risolto un piccolo dilemma unica cosa che realmente mi lascia lievemente perplesso è il bastone, che ricorda più quello del druido oscuro che ti chiesi di fare qualche settimana fa..a saetta contando queste considerazioni (che mi sembra giusto far presenti) il bilancio generale è quello di un disegno che soddisfa quasi pienamente il committente (diciamo un 99%), e che meriterebbe almeno 3 punti fama! ti ringrazio profondamente per il tempo che mi hai dedicato, somma niji, e giuro eterna fedeltà al tuo nascente culto di pittura trascendentale :pray: che dire? resto a tua disposizione per aiutarti a fare il PG del PbF, se vuoi un aiuto. basta schiccare le dita! continua così, patrona dei pittori
  25. chiedo scusa, ma non ho la scheda qui in vacanza, appena torno la posto, Darth. per ora, avendo anche a disposizione il BG (appena fatto ) posto anche quello: Spoiler: Hemlet nasce da una famiglia Fremese, di umili origini. Durante una caccia all'eretico in Florentia sua madre venne uccisa come strega. Capita l'antifona, quella notte padre e figlio partirono lungo la via Flavia in direzione delle Province Unite, il luogo più vicino dove poter vivere al sicuro dal fanatismo religioso. Pur dovendo passare per Siddheim, il padre non esitò. Purtroppo, nel Siddlend, il padre di Hemlet fu notato per la sua inortodossia. Fu seguito, ed assassinato in una locanda di Hedhoven. Hemlet, che all'epoca aveva quattro anni, era stato lasciato fuori dalla porta della locanda ad aspettare il padre. Quando l'oste uscì, vedendo il bambino abbandonato, capì che era figlio del morto, e decise di tenerlo ed usarlo come servetto quando sarebbe stato abbastanza grande. Dopo un paio di mesi, però, un duir travestito da mercante capitò alla locanda e, notando il ragazzo, chiese di lui. Saputa la sua condizione di orfano, si offrì di allevarlo lui stesso, per poterlo usare come garzone. L'oste, che non aveva pazienza per allevarlo e non aveva donne che badassero al pargolo, fu felice di liberarsene. Il duir cominciò ad insegnare al bambino il culto degli Antichi Dei, e lo educò come suo allievo, insegnandogli a leggere e parlare l'Omnis, a far di conto ed a tirar di spada, continuando a spostarsi di paese in paese attraverso le Province e il Nulevis settentrionale. Quando il ragazzo ebbe una dozzina d'anni, lo portò in Asher e lo battezzò come Hemlet con il rito duirico. Durante la permanenza in Asher, Hemlet rimase affascinato dal suono dell'arpa, ed iniziò ad apprenderne la tecnica. Quando il suo maestro ripartì per il continente, dopo tre o quattro anni, Hemlet ormai era un giovane duir con tanto di arpa, cappa e bordone, curioso nei confronti delle culture e della musica. Continuando ad esercitarsi, suonando nelle locande e nelle taverne, e tenendo un comportamento gioviale ed aperto, riuscì a guadagnare i talenti necessari per viaggiare agevolmente con il maestro, che cominciava ad invecchiare, ed anche qualcuno in più, con il quale riuscì a comprarsi una semplice corazza di cuoio che da allora tenne ben nascosta sotto al saio. Grazie al suo bell'aspetto, riusciva annche a farsi amiche le ragazze del luogo, anche se non ebbe mai una storia seria a causa del suo destino di pellegrino. Dopo una decina d'anni di vagabondaggi, quando ormai la passione per le culture era sfociata in un interesse morboso verso la cabala, il suo maestro fu catturato. Ormai sapeva come sarebbe andata a finire, e fece finta di non conoscerlo quando gli misero i ceppi. Non avrebbe potuto aiutarlo in alcun modo, anzi avrebbe corso il rischio di farsi catturare, rendendo vani gli ultimi quindici anni di vita del maestro. Mentre lo vedeva bruciare, e sottovoce salmodiava una semplice preghiera duir per la salvezza della sua anima, l'ultimo pensiero telepatico del maestro lo raggiunse, colmando la sua mente di parole di consolazione e di coraggio. Rianimatosi, Hemlet decise che sarebbe partito quella sera stessa alla ricerca dei misteri nivejan. Partì dalla cittadina sulla Stillstrasse, dove stava riposando con il maestro, e la seguì verso Sonderheim. Portava cappuccio e saio neri, a lutto per il maestro, ma a chi lo interpellava diceva che stava tornando a casa, in Frimea, dopo aver fatto un pellegrinaggio a Siddheim per l'anima della moglie, morta di parto. La menzogna del pellegrino riuscì bene, ed Hemlet decise che ne avrebbe fatto uso sistematico. Così continuò a seguire la strada verso sud ovest, finché giunse al bivio a sud di Wassendorf. A sud est, la Via della Seta lo chiamava invitante a scoprire le genti di quelle nazioni, a sud ovest la Frimea, che gli era stata attribuita come luogo di nascita. Decidendo in uno slancio di passione, diede le spalle al suo passato e si avviò verso la Mesia. Lì cominciò ad apprendere l'alchimia dai niveja, mentre l'aria diventava via via meno oppressa dalla Chiesa della Presenza. Ma Hemlet non abbassò la guardia e continuò a tenere la maschera, in vista di un suo ritorno in Asher come duir rispettato. Quando scoprì che un riccone locale, nella Mesia, teneva sotto chiave un libro 'prezioso', intuì che quel libro conteneva interessanti nozioni cabalistiche. Mettendosi alla ricerca di un ladro professionista, trovò un fabbro magnano che sembrava fare al caso suo. Dopo averlo apertamente smascherato come scassinatore, riuscì ad estorcergli la promessa di un lavoretto su commissione, con pagamento e promessa di mantenere il segreto. Il fabbro, prendendo tempo, riuscì a trovare (e forzare) il baule di Hemlet, trovando prove della sua appartenenza all'ordine duirico. Così, trovatisi entrambi con le prove che incriminavano l'altro, si trovarono costretti a viaggiare insieme per evitare tradimenti. Durante i viaggi in Mesia riuscì anche a modificare il suo bordone mascherato da bastone da viandante per farci stare dentro una katana, lama che lo aveva sempre affascinato per la sua leggerezza ed eleganza, anche se non aveva lo stile delle massicce spade aserite. Inoltre, non mi offendo se qualcun'altro vuole dilettarsi oltre a niji, ovviamente! tanto siete tutti bravissimi, sono certo del risultato di qualità XD